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Ma alla fine che cosa cambia se io continuo a lamentarmi di prezzi esageratamente alti ?


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3 minuti fa, one4seven ha scritto:


I produttori hanno già venduto. A che prezzo non lo sai.

La patata bollente è tutta in mano ad importatori e negozi.

Ti dice nulla la locuzione "ex-demo"?

Quello probabilmente è il prezzo più aderente al valore reale, di mercato, del prodotto.

Esatto e aggiungiamo che il produttore usando un listino molto "largo" fa sì che un eventuale acquirente che abitualmente compri e poi cambi dopo pochi mesi ( cosa molto comune ) , avendo ricevuto uno sconto sostanziosissimo sul nuovo, riesca a piazzare il "vecchio" rimettendoci pochissimo in percentuale, dando fiducia nella scelta del propri prodotto . Se il listino fosse identico al costo reale, l'acquirente audiofilo-cambiofilo in pochi mesi perderebbe almeno il 35-40 % della somma spesa e oltre il 50-60% in un solo anno. Questo spingerà a spendere anche somme non indifferenti sapendo che in gran parte potranno rientrare per finanziare il prossimo giocattolone

  • Thanks 1
8 minuti fa, Luca44 ha scritto:

Esatto e aggiungiamo che il produttore usando un listino molto "largo" fa sì che un eventuale acquirente che abitualmente compri e poi cambi dopo pochi mesi ( cosa molto comune ) , avendo ricevuto uno sconto sostanziosissimo sul nuovo, riesca a piazzare il "vecchio" rimettendoci pochissimo in percentuale, dando fiducia nella scelta del propri prodotto . Se il listino fosse identico al costo reale, l'acquirente audiofilo-cambiofilo in pochi mesi perderebbe almeno il 35-40 % della somma spesa e oltre il 50-60% in un solo anno. Questo spingerà a spendere anche somme non indifferenti sapendo che in gran parte potranno rientrare per finanziare il prossimo giocattolone

Mah, non la penso così, se io so che un apparecchio a listino è 4000€ e street price si può pagare anche 2400€ al momento giusto (mia esperienza personale estate scorsa), certamente non lo pagherei più di 2000€ usato, soprattutto con già diversi mesi sul groppone...

1 minuto fa, one4seven ha scritto:

@Luca44 finchè regge sto giochetto... la papera galleggia.

Ma, ad occhio, non mi sembra particolarmente lungimirante.

Hai ragione e se penso a quanti marchi siano andati pian piano in difficoltà e siano falliti o abbiano dovuto cedere a Samsung o alla cinese IAG, volevo fare un elenco ma mi è preso un colpo! 

2 minuti fa, jackreacher ha scritto:

Mah, non la penso così, se io so che un apparecchio a listino è 4000€ e street price si può pagare anche 2400€ al momento giusto (mia esperienza personale estate scorsa), certamente non lo pagherei più di 2000€ usato, soprattutto con già diversi mesi sul groppone...

Eh non contano su te o peggio su me:classic_biggrin: come acquirenti di certe cose... 

7 ore fa, Luca44 ha scritto:

Perché gli orologi non si acquistano ormai da decenni per vedere l'ora esatta, tutto lì il 

 

Tutti i prezzi sono aumentati. Nei mercati di nicchia e di lusso ovviamente ancora peggio.

4 ore fa, rpezzane ha scritto:

 

Tutti i prezzi sono aumentati. Nei mercati di nicchia e di lusso ovviamente ancora peggio.

 L'hi-end è sempre stato caro, il problema è che oggi il low-end,   può avere prestazioni sonore identiche e/o molto vicine a quelle del Hi-End e quindi l'abisso trova via via sempre più scarsa giustificazione nella differente prestazione sonora . Restano altri fattori ( estetica, finitura, assistenza etc) ma non tali da negare che un basso-spendente possa ( se sceglie oculatamente ) ascoltare bene tanto quanto l'audiofilo che decida di spender molto. Un pessimo Inno-Hit di 40 anni fa aveva un costo pari attualmente a quello di cose che suonino a livelli allora impensabili per la low-end e oggi vicini a quelli di un hi-end, in ambito sorgenti digitali il divario sta del tutto scomparendo , resta, pur minore, nel resto della catena ma va ad assottigliarsi tremendamente... 

  • Melius 1

30 anni fa con 3 milioni acquistavi un impianto nuovo di basso livello sonoro, oggi con 1600€ ( che valgono ben meno della metà dei 3 milioni di 30 anni fa ) compri un impiantino ( sempre nuovo ) niente affatto male e anche molto più potente ( se servisse ) . Un DAC di oggi da 300€ nuovo umilia un dac da 600.000 lire di 30 anni fa e se lo scegli bene...

jaguarissimo
19 ore fa, rpezzane ha scritto:

Anche queste frasi fatte.

Se fosse come dici tu i marchi chiuderebbero. Se stanno in piedi guadagnano. Comunque la proliferazione dei marchi è vera un pò ovunque. Pensa al mondo dell'auto che non si può certo costruire in una cantina. 20 anni fa c'erano 2 brand al mondo. Poi molti di questi si sono accorpati per creare colossi ancora più grandi. Poi sono arrivati coreani e cinesi e i marchi sono raddoppiati.

Che gli acquirenti non aumentano lo stai dicendo tu. Io penso che nel mondo ci sono molti più audiofili oggi che non 40 anni fa. In Italia sempre meno ma non credo proprio sia un problema di costi ma di cambio della abitudini. I ragazzi ascoltano musica con lo smartphone tipicamente in mobilità.

Tutti i marchi piccoli lavorano sul venduto, non potrebbero fare altro, ma se i guadagni fossero quelli che dici tu sarebbero tutti con residenza a Monaco e non mi pare affatto sia così.

 

oggi si lavora  sul venduto 

non sono frasi fatte 

d'altronde lo affermi anche tu poche righe sotto.......

io non ho parlato di guadagni ne' tantomeno di residenze a Monaco

presta piu' attenzione a quel che leggi 

 

 

 

jaguarissimo
Il 24/07/2025 at 13:39, codex ha scritto:

Va detto, ad onor del vero, che si sta diffondendo la prassi dei listini "a richiesta", che in caso di futura rivendita impedisce una corretta valutazione dell'oggetto, che a mio parere è un valido motivo per evitare di acquistare beni il cui valore venga stabilito caso per caso.

 

chi non espone un listino al pubblico a mio avviso non merita  considerazione  

purtroppo alcuni di questi sono alcuni rinomati produttori nostrani 

  • Melius 1
jaguarissimo
19 ore fa, rpezzane ha scritto:

Giusto! Anche le pizze sono tutte uguali! Dimenticavo la narrazione qualunquista. Tutti i cibi sono uguali, tutto suona uguale.

Insomma basta che costi poco e va bene. 

Io sono abituato a ragionare diversamente.

Saluti

 

condivido 

Mighty Quinn
Il 23/07/2025 at 10:27, eduardo ha scritto:

ripassarselo ogni mattina prima di in iniziare i consueti piagnistei.

Può darsi che interpreto male quello che scrivi 

Ma per me è fuori strada 

Lo si fa anche per il pane e la frutta di stagione 

Chi si lamenta dei prezzi alti lo fa in modo diciamo epidermico e/o ridanciano 

Voglio credere che tutti sappiano perché i prezzi sono esattamente quello che sono 

Perché conviene a chi vende e a chi compra 

Il resto sono lagnette o battute per le quali non ci vedo nessuna particolare specificità socioaudiofila 

Non c'entra una mazza né il pauperismo dei poveracci straccioni pezzenti e rosiconi che manco cianno trentamila per un femtoclock né il gonzismo dei ricconi sfonnati che se comprano quelchejepare e il resto lo danno ai porci 

Si vende e si compra come si ritiene convenga 

 

35 minuti fa, Mighty Quinn ha scritto:

Può darsi che interpreto male quello che scrivi

Temo proprio di sì.

 

35 minuti fa, Mighty Quinn ha scritto:

Chi si lamenta dei prezzi alti lo fa in modo diciamo epidermico e/o ridanciano

Chi si lamenta dei prezzi lo fa seriamente,  ed il motivo tu lo conosci  benissimo, anche perché è il più antico del mondo.

Io dico semplicemente che non c' è (non dovrebbe esserci) motivo.

Ognuno è libero di intraprendere strade anche molto diverse,  trovando la sua personale soddisfazione.   Il mercato lo consente 

Mighty Quinn
9 minuti fa, eduardo ha scritto:

Temo proprio di sì.

Invece me pare de no

 

 

9 minuti fa, eduardo ha scritto:

Chi si lamenta dei prezzi lo fa seriamente

Seriamente non è in contraddizione con superficialmente 

Come per millanta altre cose 

Se a qualcuno rode che a qualcuno rode che i prezzi sono alti fa il gioco dello "straccione pauperista e rosicone": genera un po' di hype sul nulla fritto e trifolato 

Quindi complimenti 

😘

 

 

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