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Le teorie economiche neo-liberiste


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7 minuti fa, Savgal ha scritto:

principi di correttezza e buona fede, che rappresentano delle clausole generali dei contratti

 

Interessante. Però mi pare più questione giuridica che economica.

Tieni conto che anche un imprenditore ferocemente liberista ha comunque interesse ad una buona sorte dei contratti da esso stipulati. Correttezza e buona fede sono principi dell'ordinamento giuridico finalizzati ad assicurare la certezza delle transazioni e indirettamente dei traffici economico giuridici. ( il contratto ha valore di legge tra le parti)

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7 minuti fa, Savgal ha scritto:

Più mercato possibile e tutto lo Stato che occorre”. 

 

Posizione equilibrata e necessaria se teniamo conto che i diritti sociali in Costituzione obbligano l'intervento dello Stato in alcuni settori ( sanità in primis). Indietro non si torna a meno di non modificare pesantemente la Costituzione, ammesso sia possibile ex art. 138. 

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Gaetanoalberto
25 minuti fa, Jarvis ha scritto:

Però mi pare più questione giuridica che economica.

Credo @Savgal intendesse sostenere che anche gli interessi patrimoniali sottesi alle obbligazioni necessitano di un'etica, che può essere definita in forma di clausola generale.

Non dimenticherei che l'economia, pur influenzandolo nelle evoluzioni, dovrebbe essere subordinata al diritto e non il contrario.

Un elemento critico è dato proprio dai mutevoli rapporti di forza in alcuni momenti storici, ma alcuni aspetti etici devono far parte della regola e, se non accade, la pacifica convivenza che nasce anche da un'equilibrata distribuzione del benessere, è messa a rischio. 

  • Melius 1
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@Gaetanoalberto

 

Ottime riflessioni.

Le regole,  il diritto, dovrebbero guidare o precedere l'economia.

Ma non è proprio così. 

La crisi petrolifera del 73 che ha dato il via al neo liberismo è stata poi seguita dalle politiche neoliberiste. Politiche che si sono tradotte in provvedimenti di legge per esempio di maggiore mobilità nel mercato del lavoro ( dal 70 dello Statuto dei lavoratori è un calar di braghe)

Molto spesso i parlamenti cercano di mettere delle pezze a problemi presunti o reali economici sulla base delle pressioni che ricevono.

E questo è un grande male perché viene meno una visione di medio lungo periodo. In Italia non parliamone,  vedi prezzo del gas, della benzina, il covid, i dazi. Ma d'altronde la classe politica è impreparata su tutto non sono economisti anche qualcuno nei ministeri c'è che ne mastica. Si seguono trend mondiali a volte, si guarda cosa fanno gli altri paesi.

Ultimamente il livello della classe politica è ulteriormente peggiorato.

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@Gaetanoalberto

Era ciò che intedevo dire, non sarò stato sufficientemente chiaro.

_________________________

Il progetto neoliberista è incentrato su una rappresentazione del mercato che contrappone le imprese, per definizione efficienti e orientate al cliente, e il settore pubblico, implicitamente incompetente.

La contrapposizione dà per scontato che il “settore privato” sia un’area unitaria e omogenea all'insegna dell’efficienza, mentre vi sono una pletora di soggetti, grandi aziende globali molto efficienti, sia piccole e medie imprese vicine ai clienti e alla comunità locale.

Dello settore privato fanno parte anche quegli istituti finanziari che nella crisi degli anni 2008-2009 per poco non hanno non hanno condotto alla replica della crisi del ‘29 e che hanno avuto bisogno dell’intervento statale per salvarsi dalle conseguenze dei propri comportamenti, di cui di razionale vi era ben poco (tornerò sull’argomento perché la crisi del 2008-2009 è una confutazione del modello neoliberista).

Il settore privato comprende anche imprese che si sfruttano i subfornitori e sfruttano il lavoro minorile nel Terzo Mondo, fabbricanti di prodotti scadenti, compagnie minerarie che inquinano l’aria e l’acqua, ecc. Non esiste un'entità sostanziale definibile come “il settore privato” sulla cui qualità, efficienza e attenzione alla clientela è possibile fare affermazioni generali.

A queste osservazioni la risposta dei neoliberisti è stata che i consumatori sono liberi di accettare o rifiutare i beni e i servizi di queste imprese. Ma il criterio cui si attengono non è il “welfare chioce”, ma il "consumer welfare", di cui ho scritto sopra.

Il "consumer welfare" è messo da parte nel momento in cui se un’impresa produce beni di qualità scadente ma continua a prosperare, vuol dire che esistono clienti cui quella qualità va bene. Qualora lo stato dovesse intervenire imponendo standard minimi, allora si torna la welfare chioce”, poiché si riduce la libertà di scelta dei consumatori.

Se le imprese che impiegano lavoro minorile fanno ampi profitti è perché i consumatori preferiscono pagare un prezzo inferiore e se non accettassero l’idea dell’impiego del lavoro minorile, dovrebbero evitare di comprare quei prodotti.

In sintesi, qualsiasi cosa accada sul mercato è posto al di sopra delle critiche.

Nel privato tutto ciò che si vende diviene legittimo per definizione. Ne consegue che è illogico cercare la soluzione dei problemi di qualità dei servizi pubblici nel trasferimento di quei servizi al settore privato, perché non garantisce un alto livello di qualità, né di moralità. I problemi che sorgono nelle società si spostano in un ambito in cui i criteri morali non hanno alcuna rilevanza.

La amoralità del mercato non è sempre necessariamente un problema. Tuttavia, quando i principi di mercato vengono eretti a criterio prioritario per valutare ogni istituzione, come accade nei paesi in cui le idee neoliberiste hanno prevalso, l’amoralità finisce per permeare tutta la vita sociale.

Se per risolvere un problema è sufficiente lasciar fare al mercato, quel problema è sottratto alla sfera etica. Se si guadagna denaro, se aumenta la ricchezza (senza porsi il problema di come sia distribuita), non vi sarebbe nulla da obiettare.

Se le idee neoliberiste sono le sole con cui lo stato e le altre istituzioni prendono decisioni, su questioni che toccano la sfera morale diventerà impossibile fare scelte.

Ma vi sono ambiti di vita rilevanti in cui si devono dare giudizi di principio ed in cui ci si deve rapportare criticamente e selettivamente al mercato e ai principi neoliberisti, invece farne il criterio per la soluzione di tutti i problemi.

 

  • Melius 2
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Gaetanoalberto

@Jarvis Si, a volte è l'economia a precedere, a volte il diritto, che tuttavia ha in sé alcuni anticorpi.

Correttezza e buona fede ad esempio, oppure diligenza, perizia, prudenza, principi generali dell'ordinamento, guidano le

decisioni dove la legge difetta o manca.

Una società sana non avrebbe bisogno di normare minutamente ogni aspetto della vita comune, né può farlo con l'economia.

Che non significa aprire le porte alla prateria dell'anarchia del profitto ad ogni costo.

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@Gaetanoalberto

Ritengo molto opinabile l'idea secondo cui gli uomini avrebbero una tendenza naturale a seguire l'interesse naturale in termni aggressivi e calcolatrici. Tuttavia quanto più si corrode il sentimento di appartenenza alla comunità e tanto più si ritiene che il senso dell'esistenza sia nella illimitata libertà individuale, lo "homo homini lupus" di Hobbes da ipotesi euristica rischia di divenire il clima della vita sociale.

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1 ora fa, Jarvis ha scritto:

se vuoi argomentare ti ascolto. È un problema della teoria economica, non sarei così sbrigativo.

Se avessimo un debito comunitario gestito dalla nostra banca centrale, con il potere di emettere moneta, un pò come negli USA, i margini di manovra sarebbero immensamente superiori. Ovviamente non è che si possa fare come i soldi del monopoli, ma certamente si potrebbero finanziare progetti di sviluppo, dare incentivi, supportare investimenti, attrarre imprese estere...

E farlo con una certa regolarità e organizzazione: non di tanto in tanto e in modo fumoso.

Ma al momento non è possibile perché c'è un 'Europa federale e forse non ci sarà mai 

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Gaetanoalberto
3 minuti fa, senek65 ha scritto:

debito comunitario gestito dalla nostra banca centrale, con il potere di emettere moneta, un pò come negli USA

Come redigere il manuale Cencelli della distribuzione della spesa? Questo è il dilemma...

Se sia più nobile nella mente soffrire
colpi di fionda e dardi d'oltraggiosa sfortuna
o prender armi contro un mare di fetenti...!

Delle unificazioni il Sud sa qualcosa, ma resto favorevole 😆

 

  • Haha 1
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