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Perchè Meloni non vuole mai rispondere ai giornalisti?


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26 minuti fa, audio2 ha scritto:

dovete mettere giù un programma credibile e poi fare in modo di realizzarlo


una volta eletto puoi anche non realizzarlo poi eh... non sei mica obbligato... se così non fosse sarei già in pensione

1 ora fa, briandinazareth ha scritto:
1 ora fa, Xabaras ha scritto:

Chiarissiomo: perchè è un comunista che si ispira al regime della Corea del Nord. :classic_biggrin:

oppure putiniano, forse non l'abbiamo mai capito

Mi spiegate la differenza?

D. A chi risponde il PdC italiano?

R. Il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano risponde principalmente a due istituzioni:
1. Il Parlamento:
 * La Costituzione italiana stabilisce che il Governo deve avere la fiducia delle due Camere (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) per poter entrare in carica e restarci.
 * Il Presidente del Consiglio è il responsabile politico dell'azione del Governo e deve rispondere alle Camere. Il Parlamento può votare una mozione di sfiducia che, se approvata, costringe il Governo alle dimissioni.
 * Il Presidente del Consiglio può anche porre la questione di fiducia su un disegno di legge. In questo caso, se il disegno non viene approvato, il Governo deve dimettersi.
2. Il Presidente della Repubblica:
 * Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri.
 * Il Presidente della Repubblica ha il potere di chiedere una nuova deliberazione al Governo su una legge (rinvio presidenziale) o di non firmare (e quindi non promulgare) un decreto-legge se lo ritiene in contrasto con la Costituzione.
 * In caso di crisi di governo, il Presidente della Repubblica ha un ruolo cruciale nel gestire la situazione, potendo accettare le dimissioni, avviare consultazioni per la formazione di un nuovo governo o sciogliere le Camere.
In sintesi, il Presidente del Consiglio detiene il potere esecutivo, ma la sua legittimazione e il suo mandato dipendono strettamente dal rapporto di fiducia con il Parlamento e, in una certa misura, dalla sua relazione con il Capo dello Stato, che ne garantisce la conformità all'ordinamento costituzionale.

—-

D. Quante volte è citato il termine giornalista, al plurale o al singolare, nella Costituzione Italiana?

R.Il termine "giornalista" o "giornalisti" non è mai citato direttamente nella Costituzione Italiana.
La Costituzione, nell'articolo 21, tutela il principio della libertà di manifestazione del pensiero in generale, sancendo che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Questo articolo è la base della libertà di stampa e di informazione in Italia.
Il ruolo del giornalista, come professione, è regolamentato da leggi ordinarie successive alla Costituzione (come la legge professionale del 1963), che derivano e attuano i principi stabiliti dalla Carta costituzionale, ma non sono espressamente menzionate in essa.

—-

D.Esiste nella costituzione o nelle leggi italiane che regolano il comportamento del PdC un obbligo per quest’ultimo di rispondere a domande dei giornalisti o di tenere obbligatoriamente delle conferenze stampa?

R.Sulla base della Costituzione italiana e delle leggi che regolano l'attività del Governo, non esiste un obbligo legale o costituzionale esplicito per il Presidente del Consiglio dei Ministri di rispondere alle domande dei giornalisti o di tenere conferenze stampa in maniera obbligatoria.
La comunicazione del Governo e del Presidente del Consiglio è una prassi politica e una scelta strategica, non un dovere imposto per legge. I principi che regolano i rapporti tra l'esecutivo e la stampa sono la libertà di stampa e di informazione, sancita dall'articolo 21 della Costituzione, e il diritto-dovere del pubblico a essere informato. Per questo motivo, il Governo si dota di strutture come il Portavoce e gli Uffici Stampa (regolamentati dalla Legge 150/2000), che hanno il compito di facilitare la comunicazione con i media, ma non prevedono un obbligo specifico di tenere conferenze stampa.
Le conferenze stampa, i briefing e le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sono, quindi, strumenti di comunicazione politica scelti per informare l'opinione pubblica, ma non sono un vincolo giuridico. La responsabilità del Presidente del Consiglio è di tipo politico e si manifesta principalmente nel rapporto di fiducia con il Parlamento.

——

D. È plausibile o adeguato pensare che se il PdC italiano sceglie di non partecipare a conferenze stampa in Italia non vige un regime democratico?

R. Non è né plausibile né adeguato sostenere che la mancata partecipazione del Presidente del Consiglio (PdC) a conferenze stampa implichi la mancanza di un regime democratico in Italia.
Democrazia e Conferenze Stampa
La democrazia si basa su principi fondamentali sanciti dalla Costituzione, tra cui:
 * Il suffragio universale: I cittadini eleggono i propri rappresentanti.
 * La divisione dei poteri: Legislativo, esecutivo e giudiziario sono separati e indipendenti.
 * Lo stato di diritto: Tutti sono uguali davanti alla legge e le istituzioni agiscono nel rispetto della Costituzione.
 * La libertà di espressione e di stampa: L'articolo 21 della Costituzione garantisce a tutti i cittadini il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero.
L'obbligo del PdC di rispondere al Paese non è sancito dalla partecipazione a conferenze stampa, ma dal rapporto fiduciario con il Parlamento. È in Parlamento, infatti, che il Governo deve rendere conto del proprio operato, discutere le leggi e rispondere alle interrogazioni e interpellanze dei parlamentari. Questo è il luogo istituzionale e democratico dove si svolge il controllo sull'operato dell'esecutivo.
Comunicazione Politica
La scelta di come e quando comunicare con i media è una decisione di strategia politica, non un obbligo legale. Sebbene le conferenze stampa siano uno strumento utile e ampiamente utilizzato per informare l'opinione pubblica, la loro assenza non mina le fondamenta democratiche del Paese. La libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati rimangono garantiti dalla Costituzione, indipendentemente dalle modalità di comunicazione scelte dal Governo.

—-

Così è deciso e deliberato. 

Cancelliere aggiorniamo la seduta

2 ore fa, Jack ha scritto:

D. A chi risponde il PdC italiano?

R. Il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano risponde principalmente a due istituzioni:
1. Il Parlamento:
 * La Costituzione italiana stabilisce che il Governo deve avere la fiducia delle due Camere (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) per poter entrare in carica e restarci.
 * Il Presidente del Consiglio è il responsabile politico dell'azione del Governo e deve rispondere alle Camere. Il Parlamento può votare una mozione di sfiducia che, se approvata, costringe il Governo alle dimissioni.
 * Il Presidente del Consiglio può anche porre la questione di fiducia su un disegno di legge. In questo caso, se il disegno non viene approvato, il Governo deve dimettersi.
2. Il Presidente della Repubblica:
 * Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri.
 * Il Presidente della Repubblica ha il potere di chiedere una nuova deliberazione al Governo su una legge (rinvio presidenziale) o di non firmare (e quindi non promulgare) un decreto-legge se lo ritiene in contrasto con la Costituzione.
 * In caso di crisi di governo, il Presidente della Repubblica ha un ruolo cruciale nel gestire la situazione, potendo accettare le dimissioni, avviare consultazioni per la formazione di un nuovo governo o sciogliere le Camere.
In sintesi, il Presidente del Consiglio detiene il potere esecutivo, ma la sua legittimazione e il suo mandato dipendono strettamente dal rapporto di fiducia con il Parlamento e, in una certa misura, dalla sua relazione con il Capo dello Stato, che ne garantisce la conformità all'ordinamento costituzionale.

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D. Quante volte è citato il termine giornalista, al plurale o al singolare, nella Costituzione Italiana?

R.Il termine "giornalista" o "giornalisti" non è mai citato direttamente nella Costituzione Italiana.
La Costituzione, nell'articolo 21, tutela il principio della libertà di manifestazione del pensiero in generale, sancendo che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Questo articolo è la base della libertà di stampa e di informazione in Italia.
Il ruolo del giornalista, come professione, è regolamentato da leggi ordinarie successive alla Costituzione (come la legge professionale del 1963), che derivano e attuano i principi stabiliti dalla Carta costituzionale, ma non sono espressamente menzionate in essa.

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D.Esiste nella costituzione o nelle leggi italiane che regolano il comportamento del PdC un obbligo per quest’ultimo di rispondere a domande dei giornalisti o di tenere obbligatoriamente delle conferenze stampa?

R.Sulla base della Costituzione italiana e delle leggi che regolano l'attività del Governo, non esiste un obbligo legale o costituzionale esplicito per il Presidente del Consiglio dei Ministri di rispondere alle domande dei giornalisti o di tenere conferenze stampa in maniera obbligatoria.
La comunicazione del Governo e del Presidente del Consiglio è una prassi politica e una scelta strategica, non un dovere imposto per legge. I principi che regolano i rapporti tra l'esecutivo e la stampa sono la libertà di stampa e di informazione, sancita dall'articolo 21 della Costituzione, e il diritto-dovere del pubblico a essere informato. Per questo motivo, il Governo si dota di strutture come il Portavoce e gli Uffici Stampa (regolamentati dalla Legge 150/2000), che hanno il compito di facilitare la comunicazione con i media, ma non prevedono un obbligo specifico di tenere conferenze stampa.
Le conferenze stampa, i briefing e le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sono, quindi, strumenti di comunicazione politica scelti per informare l'opinione pubblica, ma non sono un vincolo giuridico. La responsabilità del Presidente del Consiglio è di tipo politico e si manifesta principalmente nel rapporto di fiducia con il Parlamento.

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D. È plausibile o adeguato pensare che se il PdC italiano sceglie di non partecipare a conferenze stampa in Italia non vige un regime democratico?

R. Non è né plausibile né adeguato sostenere che la mancata partecipazione del Presidente del Consiglio (PdC) a conferenze stampa implichi la mancanza di un regime democratico in Italia.
Democrazia e Conferenze Stampa
La democrazia si basa su principi fondamentali sanciti dalla Costituzione, tra cui:
 * Il suffragio universale: I cittadini eleggono i propri rappresentanti.
 * La divisione dei poteri: Legislativo, esecutivo e giudiziario sono separati e indipendenti.
 * Lo stato di diritto: Tutti sono uguali davanti alla legge e le istituzioni agiscono nel rispetto della Costituzione.
 * La libertà di espressione e di stampa: L'articolo 21 della Costituzione garantisce a tutti i cittadini il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero.
L'obbligo del PdC di rispondere al Paese non è sancito dalla partecipazione a conferenze stampa, ma dal rapporto fiduciario con il Parlamento. È in Parlamento, infatti, che il Governo deve rendere conto del proprio operato, discutere le leggi e rispondere alle interrogazioni e interpellanze dei parlamentari. Questo è il luogo istituzionale e democratico dove si svolge il controllo sull'operato dell'esecutivo.
Comunicazione Politica
La scelta di come e quando comunicare con i media è una decisione di strategia politica, non un obbligo legale. Sebbene le conferenze stampa siano uno strumento utile e ampiamente utilizzato per informare l'opinione pubblica, la loro assenza non mina le fondamenta democratiche del Paese. La libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati rimangono garantiti dalla Costituzione, indipendentemente dalle modalità di comunicazione scelte dal Governo.

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Così è deciso e deliberato. 

Cancelliere aggiorniamo la seduta

Va bene. Abbiamo capito che la Meloni ha scelto di non rispondere alle domande dei media per strategia politica. Evidentemente ritiene che non le convenga. Il motivo è a mio avviso chiaro, far passare solo la sua propaganda. E comunque anche così di tanto in tanto qualche figuraccia la fa,  anche con temi importanti come quelli economici, vedi ad esempio le sue dichiarazioni sullo spread. Bella roba. Se vi piace così...

  • Thanks 1

È veramente inconcepibile che un PdC, dí qualsiasi colore politico sia, non si confronti con i giornalisti, che sono un’importante indicatore di democrazia di un paese, mezzo di collegamento tra i cittadini e il loro presidente del governo. 
Non si era mai visto, nella storia della repubblica, un atteggiamento di questo tipo, tipico dei paesi autoritari, dove il capo decide e non deve dare spiegazioni ed essere disturbato da scomode domande.

Come cittadino, trovo inaccettabile questo modo di porsi davanti al paese, fatto solo di annunci social e video propagandistici e qualche manifestazione di partito; e se fossi un suo elettore, pretenderei che mostrasse, il suo “valore” nei confronti pubblici, con i giornalisti. Ed invece, la bambolina fascistoide, scappa, si nasconde, e manda avanti a parlare per Lei, una schiera di pupazzi, dallo scarso livello intellettuale a ripetere il solito pre confezionato mantra, di quanto sia bravo il governo Meloni.
Ma non vi sentite presi per il culus?
 

7 minuti fa, iBan69 ha scritto:

Ma non vi sentite presi per il culus?
 

La questione non se la pongono neanche.

È più semplice (e sbrigativo) tifare contro e basta.

Credere obbedire combattere (a chiacchiere, ovviamente...)




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