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Perchè Meloni non vuole mai rispondere ai giornalisti?


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1 minuto fa, Martin ha scritto:

richiedono domande e risposte ben fatte, fondate e documentate

L'interrogazione a sorpresa mica lo esclude.

Quello che manca veramente, a parte la possibilità di porle domande che per lei sono come l'aglio per Dracula, è un arbitro che sia veramente tale. Quante volte in interviste a politici o in confronti hai sentito l' "arbitro" di turno dire questo è vero e quest'altro è falso? Ha ragione questo oppure ha torto quell'altro?

Signor ministro questo non è vero. Onorevole sta dicendo il falso. Sbugiardando dati e fatti alla mano Quando mai?

Anche di fronte a un dibattito a due, dove uno spara falsità palesi, nessuno si prende mai la briga di dire chiaramente chi sta dicendo il vero e chi il falso. Sono tutte "opinioni".

Ricordate il film L'uomo dell'anno?

"La TV mi spaventa, rende tutto credibile. [...] Be', se tutto diventa credibile, allora nulla è credibile. Insomma, la TV mette tutti in quelle scatole, uno di fianco all'altro. Da una parte c'è il matto da legare che afferma che l'Olocausto non è mai successo, e accanto a lui ci trovi il famoso stimato storico, che invece sa tutto sull'Olocausto, e te li vedi lì seduti fianco a fianco, sembrano proprio uguali. Tutto ciò che dicono sembra credibile, e così andando avanti non c'è più niente di credibile, e smettiamo di ascoltare."

  • Thanks 1
13 minuti fa, UpTo11 ha scritto:

Quante volte in interviste a politici o in confronti hai sentito l' "arbitro" di turno dire questo è vero e quest'altro è falso? Ha ragione questo oppure ha torto quell'altro?

Infatti alla stampa italiana manca la cultura della "seconda" domanda. Ricordo un talk show dove due dibattevano sul numero degli "esodati". Un NUMERO, catso, e c'era in collegamento il presidente Inps, ovvero colui che con una query poteva dare LA risposta. Niente da fare, i politici battibeccavano sempre più animatamente, ad un certo punto il "giornalista" conduttore ha chiuso: Bene, onorevole, lei ha detto la sua e, rivolto all'altro, lei ha avuto modo di rispondere...

E la questione era puramente numerica, non di filosofia politica sul ruolo sociale della previdenza...

Il ruolo tipico insomma del giornalista- reggimicrofono.

D'altro canto credo siano in pochi a saper fare "seconde domande" ficcanti e sensate.

Per completezza va detto che i pochi politici che amano circondarsi di giornalisti e indicono conferenze stampa per ogni scorreggia vengono tacciati di "piacionismo"

 

36 minuti fa, Martin ha scritto:

Infatti alla stampa italiana manca la cultura della "seconda" domanda. Ricordo un talk show dove due dibattevano sul numero degli "esodati". Un NUMERO, catso, e c'era in collegamento il presidente Inps, ovvero colui che con una query poteva dare LA risposta. Niente da fare, i politici battibeccavano sempre più animatamente, ad un certo punto il "giornalista" conduttore ha chiuso: Bene, onorevole, lei ha detto la sua e, rivolto all'altro, lei ha avuto modo di rispondere...

E la questione era puramente numerica, non di filosofia politica sul ruolo sociale della previdenza...

Il ruolo tipico insomma del giornalista- reggimicrofono.

D'altro canto credo siano in pochi a saper fare "seconde domande" ficcanti e sensate.

Per completezza va detto che i pochi politici che amano circondarsi di giornalisti e indicono conferenze stampa per ogni scorreggia vengono tacciati di "piacionismo"

Il tuo esempio è esattamente ciò a cui mi riferivo. Uno dice 2+2=5, l'altro 2+2=4, l'arbitro chiosa che ognuno ha potuto dire la sua. Queste cose mi mandano proprio in bestia, infatti ho smesso di seguire qualunque confronto o dibattito in TV. Grazie ad una categoria di essere striscianti che l'hanno trasformato in una totale perdita di tempo.

Apro una parente.

Capisco le rotative, i microfoni e le telecamere di partito e finto equidistanti, ma possibile che il resto dell'informazione dopo quasi tre anni non sia stata capace di mettersi assieme con una lettera aperta alla ducetta nella quale le chiede se le sembra normale che chi ha responsabilità di governo fugga sistematicamente da qualsiasi domanda o confronto? Che non sia concordata e scendiletto-mediata, s'intende. Di qualunque tipo, non solo coi giornalisti, ma anche con altri leader politici, autorità o professionisti. La gatta morta di Mompracem si è praticamente trasformata nell'hikikomori della politica.

Chiudo la parente.

Per quanto riguarda i personaggi affetti da incontinentia deretana, anche qui un giornalista degno del nome saprebbe metterli in riga. Ma qui si aprirebbe un'altra grande parente, quella dell'indipendenza della categoria dalla politica, o meglio della capacità di quest'ultima di tenere in pugno la prima. Per cui il reggimicrofono di turno tiene famiglia.

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briandinazareth

come vedete da alcune reazioni, molti dei suoi sostenitori non vogliono sapere di più o con più chiarezza, quindi non vogliono domande. 

anche perché sono in uno stato di innamoramento e la sola idea che possa essere messa in difficoltà crea disagio. 

di fronte ad una domanda scomoda avrebbero inoltre profondo fastidio per chi avesse osato porla. 



 

5 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

come vedete da alcune reazioni, molti dei suoi sostenitori non vogliono sapere di più o con più chiarezza, quindi non vogliono domande. 

anche perché sono in uno stato di innamoramento e la sola idea che possa essere messa in difficoltà crea disagio. 

di fronte ad una domanda scomoda avrebbero inoltre profondo fastidio per chi avesse osato porla. 



 

L’effetto struzzo, è diffusissimo tra i suoi sostenitori. 
 

Molti giornalisti hanno cultura genericista, politicamente orientata. Il grande Sinopoli, musicista di sx, minaccio’ di diseredare i figli se avessero fatto i giornalisti. Cosi’ lessi.

Capiscono poco o nulla delle cose tecniche, che semplificano ad cazzum (prova diretta), prendono un dato e ci ricamano sopra opinioni qualsiasi che uno piu’ intelligente di loro saprebbe articolare meglio o in senso contrario: espedienti dialettici di cui ad esempio qui e’ maestro Roberto M.

Pochi rischiano in proprio e meritano il massimo rispetto.  altri alimentano la melassa pseudopluralista, in realta’ seguendo gli ordini di scuderia della direzione del mass media. Sicche’ articoli e opinioni sono largamente telefonati. 

Siccome pero’ se non gli dai retta si urlerebbe al fascismo, ogni tanto qualche contentino bisogna pur darlo per amor di democrazia apparente.

 

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