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Discussione intorno allo scientismo


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Riguardo alla mistica e chimica

Così risponde deepseek

 

Sintesi

La domanda "è solo chimica?" è un falso dilemma perché:

· Se si parte dal presupposto materialista: Tutto è chimica, quindi anche le esperienze mistiche "spontanee" lo sono. La psilocibina è solo un catalizzatore più efficiente.
· Se si parte dal presupposto spiritualista: La chimica è il mezzo attraverso cui la coscienza si esprime e può essere ampliata. La molecola è uno strumento di accesso, non la causa prima.

L'esperimento della psilocibina non prova l'esistenza di Dio, ma prova in modo incontrovertibile che il cervello umano è capace, in determinate condizioni, di generare esperienze che sono ontologicamente indistinguibili dalle più alte vette della realizzazione spirituale descritte in tutte le tradizioni mistiche del mondo.

Quindi, la risposta più onesta è: la chimica è il meccanismo, ma ciò che viene esperito attraverso quel meccanismo rimane un mistero profondo, la cui interpretazione ultima dipende dalla visione del mondo di ciascuno.

 

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https://melius.club/topic/26264-discussione-intorno-allo-scientismo/page/20/#findComment-1578764
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  • 7 mesi dopo...

Un articolo interessante di M. Recalcati:

 

Il nostro tempo celebra con devozione la potenza dei numeri, la precisione degli algoritmi, la neutralità delle statistiche. Si tratta di una vera e propria idolatria che tende a scambiare lo scientismo per una nuova forma di religione. 

La credenza che la sostiene è quella della traduzione esaustiva della vita in un formulario anonimo: i vissuti emotivi diventano grafici, i corpi funzioni, i desideri riflessi condizionati, il pensiero intelligenza artificiale. Ogni parte dell’umano può essere misurata, calcolata, tracciata. 

Ma in questa nuova idolatria si è perduta la dimensione umana della cura, la quale non può essere identificata in una procedura anonima poiché essa è innanzitutto un atto simbolico che riconosce il carattere insostituibile di ogni singolarità. Curare non significa correggere un malfunzionamento o normalizzare una irregolarità, ma ascoltare un soggetto, riconoscere il suo nome proprio e la sua storia. In questo la pratica della psicoanalisi offre indubbiamente un paradigma irriducibile a quello scientista: accogliere un paziente significa innanzitutto fare spazio alla sua parola. Lo strumentario clinico-terapeutico non può essere usato se non in riferimento a questa postura di fondo. 

https://www.alzogliocchiversoilcielo.com/2025/10/massimo-recalcati-nellera-dellalgoritmo.html

 

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appecundria
10 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Tu no?

Mah! Mi pare un esercizio retorico senza alcuna pretesa di aderenza alla realtà. Sai quando per contratto bisogna scrivere per forza una cosa ogni tot giorni?

E così, vediamo cosa abbiamo in fondo al baule... toh! L'interpretazione fideistica del metodo scientifico, l'ultima ridotta dei fanti dell'Umanesimo ante Leonardo. Adesso ci scriviamo le solite 5000 battute e vai con dio... o con la scienza, a piacere.

In sostanza, vedo l'autore che condonde il metodo scientifico con la liturgia della divina Tetraktys...

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briandinazareth
19 minuti fa, appecundria ha scritto:

Mah! Mi pare un esercizio retorico senza alcuna pretesa di aderenza alla realtà. Sai quando per contratto bisogna scrivere per forza una cosa ogni tot giorni?

E così, vediamo cosa abbiamo in fondo al baule... toh! L'interpretazione fideistica del metodo scientifico, l'ultima ridotta dei fanti dell'Umanesimo ante Leonardo. Adesso ci scriviamo le solite 5000 battute e vai con dio... o con la scienza, a piacere.

In sostanza, vedo l'autore che condonde il metodo scientifico con la liturgia della divina Tetraktys...

 

sono d'accordo, poi con quella retorica di citare i grandi maestri del passato, ma è un passato nel quale conoscevamo molto poco rispetto a quello che sappiamo oggi. 

purtroppo molti psicoanalisti, soprattutto quelli con una certa fama, sono ancorati in modo fideistico a quello che hanno studiato quando erano giovani.

qualche frasetta ad effetto finto profonda  ed ecco che il pubblico ci si può riconoscere. 

ma di profondo qui mi pare ci sia poco, e il tema ne avrebbe molto bisogno.

la cosa interessante è sempre quella alla fine: la gente parla del metodo scientifico senza averlo compreso nella sua essenza. 

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47 minuti fa, appecundria ha scritto:

pare una posizione "forse vax"

Forse non è ti chiaro cosa sia lo scientismo 

Ok mi faccio aiutare da Deepseek, sperando di chiarire un po', perché noto molta confusione (spero non voluta) in merito.

 

Ecco una sintesi delle differenze:

· Natura: La scienza è un metodo conoscitivo basato su evidenze, ipotesi verificabili e falsificabilità. Lo scientismo è una posizione ideologica che assolutizza la scienza.
· Ambito: La scienza riconosce i propri limiti (non risponde a domande etiche, estetiche o sul senso ultimo). Lo scientismo estende illegittimamente il metodo scientifico a ogni campo del sapere.
· Atteggiamento: La scienza è autocorrettiva, provvisoria e aperta al dubbio. Lo scientismo tende al dogmatismo, ritenendo la scienza l’unica fonte valida di verità.
· Rapporto con altri saperi: La scienza convive con filosofia, arte, religione (senza sovrapporsi). Lo scientismo li respinge come irrilevanti o illusori.

...

Ad essere sinceri, si può essere anche scientisti, tutto sommato non ci sarebbe proprio nulla di male

Esserne consapevoli sarebbe meglio

---

A questo punto sorge anche la curiosità 

Perché si decide di essere scientisti?

 

Si diventa scientisti (cioè si assume lo scientismo come visione del mondo) per diverse ragioni, spesso sovrapposte:

1. Successo travolgente della scienza – I progressi tecnologici e medici sono così straordinari che si finisce per generalizzare: “Se la scienza funziona così bene in questi campi, può rispondere a tutto”.
2. Desiderio di certezza – La scienza offre risposte solide, verificabili. Lo scientismo promette una certezza assoluta che la scienza vera, prudente, non dà mai. È una tentazione psicologica forte.
3. Rifiuto dell’ambiguità – Domande su senso, etica, estetica sono scomode perché non hanno risposte univoche. Lo scientismo le dissolve, dichiarandole “pseudo-problemi”.
4. Reazione alla religione – In contesti di forte secolarizzazione o di conflitto con fondamentalismi, si butta via il bambino (la trascendenza come domanda legittima) con l’acqua sporca (superstizione, dogmatismo).
5. Riduzionismo ingenuo – La convinzione che spiegare un fenomeno nelle sue parti elementari (es. neuroni per la coscienza) equivalga a spiegarlo via tutto, cancellando i livelli descrittivi superiori.
6. Mancanza di formazione filosofica – Chi conosce bene la scienza ma non ha mai studiato epistemologia tende a confondere il metodo con una metafisica implicita.

In sintesi: si è scientisti non per malafede, ma per un eccesso di fiducia non criticato, nato dai successi reali della scienza e dal bisogno umano di risposte totali.

Deepseek 

 

 

 

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