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Discussione intorno allo scientismo


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9 minuti fa, P.Bateman ha scritto:

Se qualcosa esiste è fisica. Oggetti non fisici nel momento della scoperta diverrebbero fisici.

 

Se posso, forse questa IMHO è proprio un esempio del concetto di scientismo. Un postulato che essendo tale

non ammette dubbi ; è della solidità di questa ipotetica 'piattaforma' di partenza che mi permetto di dubitare.

 

 

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Diciamolo pure: nei tiggì è di moda usare il termine "scienza" in ambito eminentemente politico, per sminuire la credibilità di chi la pensa diversamente, un po' come una volta si diceva "sono fatti, non parole".

:

E' esemplare il caso dell' articolo apparso nel 2024 sulla rivista "Nature" in tema di previsione degli effetti del cambiamento climatico, a quanto pare poi citato in contesti importanti, ora sottoposto a revisione dalla stessa rivista.

Una sintesi (con citazione di fonti) l' ho trovata (*) qui:

:

https://www.perplexity.ai/discover/sports/climate-gdp-study-revised-afte-dTO.vN9qQUmeLUdHUoeGpA

:

E' importante notare come la discrepanza non sia nel mondo scientifico in sé, visto che l'articolo oggi viene rivisto (è la scienza, bellezza!) ma che a suo tempo venisse citato come "indiscutibile" in quanto proveniente da"fonte scientifica autorevole".

:

:

(*) chi avesse come me l'accesso a pressreader può leggere l'articolo apparso oggi su un noto giornale di destra (quindi di opposizione culturalmente parlando) senza per ciò esser costretto a versare un obolo di un paio di euro alla stampa avversaria

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briandinazareth
23 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Meglio quindi le definizioni aperte nelle quali le razionalità si confrontano con altre razionalità,

 

la razionalità è una sola, e dietro questo discorso si nasconde proprio la mentalità anti-scientifica più pericolosa.

infatti questo personaggio è a favore dell'omeopatia, medicine "alternative" che andrebbero giudicate con altri metodi rispetto a quelli scientifici ecc. 

si capiva dalla fumosità dell'intervento che hai riportato... sono andato su google a colpo sicuro

 

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briandinazareth
3 minuti fa, best_music ha scritto:

E' importante notare come la discrepanza non sia nel mondo scientifico in sé, visto che l'articolo oggi viene sottoposto a revisione (è la scienza, bellezza!) ma che a suo tempo venisse citato come "fonte scientifica autorevole" e quindi indiscutibile.

 

è una fonte scientifica autorevole, non indiscutibile, proprio perché scienza. 

è interessante però che, nonostante la revisione, le prospettive dell'impatto sul gdp del cambiamento climatico rimangion o drammatiche e enormi, ma ci si affretta a cercare di usarlo per screditare la scienza da una parte e, come viene fatto da quel noto giornale di destra che citavi, per negare l'impatto enorme del problema climatico. 

in questo caso in modo totalmente anti-scientifico e con basi fattuali totalmente nulle, solo la voglia di sminuire il cambiamento climatico per sostenere che nulla debba cambiare.

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@LUIGI64 Parlando di medicina, ( tu mi correggerai se sono 'fuori fuoco') una cosa abbastanza

nota ed evidente è il progressivo mutato atteggiamento e comportamento dei medici nei confronti del paziente negli ultimi 

50/60 anni.

Da un atteggiamento 'autoritario' ad uno più soft: il pazienta va informato della sua situazione,

viene 'attenzionato' dal punto di vista psicologico alla pari di quello scientifico,

viene  data grande importanza alla positività dell'umore del malato,

per non parlare dei vari placebo la cui efficacia è ormai accettata.

Insomma potrei dire che la scienza si è accorta che lo 'scientismo' non basta, non è sufficiente?

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briandinazareth
9 minuti fa, dariob ha scritto:

Da un atteggiamento 'autoritario' ad uno più soft: il pazienta va informato della sua situazione,

viene 'attenzionato' dal punto di vista psicologico alla pari di quello scientifico,

viene  data grande importanza alla positività dell'umore del malato,

per non parlare dei vari placebo la cui efficacia è ormai accettata.

Insomma potrei dire che la scienza si è accorta che lo 'scientismo' non basta, non è sufficiente?

 

tutto questo però ha esattamente a che fare con la scienza, in particolare con molti studi che hanno dimostrato che l'aspetto psicologico è importante ecc. 

il fatto che l'aspetto psicologico sia importante è un dato scientifico! 

molto meno importante dei farmaci e le terapie, naturalmente, ma una cosa della quale occorre tener conto. 

in questo cambiamento c'è anche l'aspetto sociale e personale che sono mutati, ma questi non sono ne scientifici ne anti-scientifici.
 

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Allora, dato per buono tutto ciò, cos’è lo scientismo? Credo che si dovrebbe evitare di ridurlo ad una semplice degenerazione della giusta importanza attribuita alla scienza. Lo scientismo contemporaneo assomiglia piuttosto al contrario esatto dell’atteggiamento conoscitivo che abbiamo cercato di delineare attraverso le parole di Calvino: esso è
un culto del semplice fatto, la riduzione di ogni possibilità alla realtà immediata e non superabile, la convinzione che le
azioni, i pensieri, gli eventi possibili siano integralmente oggettivabili, misurabili, prevedibili, in quanto fondati su dati
di fatto indiscutibili, su “cose” date una volta per tutte. Lo scientismo quale si manifesta nell’ideologia contemporanea
ha poco a che fare con l’effettiva conoscenza scientifica: esso è piuttosto un atteggiamento generale di rinuncia ad
un rapporto costruttivo con la realtà cui si preferisce la passività di fronte all’opacità e agli automatismi delle “cose”.
Se si desiderano esempi di questo atteggiamento, se ne troveranno in gran copia in innumerevoli discorsi (e miti)
contemporanei: si può citare la ricerca, per ogni sorta di comportamento, di qualche neurone che lo determinerebbe
in modo univoco e lineare (qualche anno fa erano i geni ad incarnare questo mito determinista); o la squalificazione
di tutte le psicoterapie fondate sulla singolarità clinica del soggetto anziché sulla norma statistica e su presunti fattori
organici; o i progetti per individuare le disposizioni innate alla delinquenza nei neonati; o i trattamenti farmacologici per
bambini e adolescenti classificati come “iperattivi” (cioè renitenti alla disciplina e all’obbedienza a scuola e in famiglia):
questi fenomeni e tendenzemolto diffusi nelle società contemporanee sono in genere privi di un autentico statuto
scientifico, funzionano solo come tecniche di disciplina sociale; essi legittimano inoltre l’immagine di un uomo prigioniero dei più rigidi determinismi, di cause ferree e al tempo stesso univoche e trasparenti, di cui non si può modificare il quadro globale ma su cui si può intervenire “a spizzico” solo in vista di un adattamento ancora più netto e rigido alla realtà che si suppone data e immodificabile. Il caso forse più vistoso oggi è quello delle presunte “leggi ferree” dell’economia e/o dello sviluppo tecnologico, cui individui e gruppi umani dovrebbero piegarsi e adattarsi fino all’autodistruzione – vecchi fantasmi del darwinismo sociale e del malthusianesimo che ritornano in forze, con fondament razionali altrettanto solide di quelle dell’oroscopo, ma più pericolosi di quest’ultimo, e con una visione delle condotte umane nettamente più rozza e semplicistica. A corollario di ciò, un aspetto anch’esso piuttosto vistoso oggidì: l’idea che le decisioni cruciali sulla vita di individui e collettività spettino a coloro che possiedono il Sapere a proposito delle “cose” e delle loro leggi, e che costoro possano e debbano imporre a tutti le giuste forme di adattamento alle strutture insuperabili della realtà.

Andrea Cavazzini (L'ateo n.3 - 2014)

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24 minuti fa, dariob ha scritto:

omma potrei dire che la scienza si è accorta che lo 'scientismo' non basta, non è sufficiente?

Ma poi, parlando chiaro, ma ci sarebbe bisogno della conferma scientifica?!...

Non esageriamo. Tra un po' dovrò consultare la scienza, per sapere se utilizzando la spazzola o pettine, i miei capelli sono più ordinati :classic_tongue:

Tutto dipende dalla sensibilità del medico, dalla sua empatia

Mi pare, soprattutto in campo oncologico ci sia maggiore attenzione al paziente, anche se poi ogni medico si comporta in maniera diversa (in bene/male)

Come è facilmente constatabile 

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briandinazareth
17 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Andrea Cavazzini

 

per la seconda volta hai citato uno che va apertamente contro la scienza (in questo caso in psichiatria) e che apertamente si batte contro le terapie evidence based (lo si capisce anche dallo sproloquio sul adhd) e contro la psichiatria scientifica.

qui il problema non riguarda scientismo o no, quanto rifiutare la scienza quando non corrisponde alle proprie convinzioni. 

e se ogni volta che cerchi qualcosa sullo scientismo ti ritrovi a citare persone che avversano i principi basi del metodo scientifico, forse significa che questo termine spregiativo è più usato da chi non è tanto favorevole alla scienza che, per definizione, non può che essere fact-based
 

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Ripeto, la nostra conoscenza è limitata ai fenomeni, e ciò implica per un verso riconoscere i limiti delle nostre facoltà conoscitive per un altro rappresenta il limite entro cui è possibile produrre conoscenza vera, cioè scienza.

Al senso comune quanto sopra sfugge, ingenuamente si ritiene che si possa possedere la “verità”, la perfetta corrispondenza tra la nostra rappresentazione delle cose e come queste sono.

P.S.: In passato la critica allo scientismo fu posta nel tradizionalismo ottocentesco, ma è rintracciabile in ogni atteggiamento tradizionalista. Nel pensiero degli autori ottocenteschi, la fede nella scienza andava di pari passo con la rivoluzione sociale (pensavano soprattutto alla Rivoluzione francese, che criticavano), con l'ateismo, con il livellamento di tutte le classi.

 

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briandinazareth
Adesso, Savgal ha scritto:

In passato la critica allo scientismo fu posta nel tradizionalismo ottocentesco, ma è rintracciabile in ogni atteggiamento tradizionalista. Nel pensiero degli autori ottocenteschi, la fede nella scienza andava di pari passo con la rivoluzione sociale (pensavano soprattutto alla Rivoluzione francese, che criticavano), con l'ateismo, con il livellamento di tutte le classi.

 

e poi contro l'evoluzionismo e anche contro la psicoanalisi, che nasce come osservazione scientifica e non più religioso-morale delle mente e delle sue malattie.

poi la ruota gira e la psicoanalisi in alcune branche si è cristallizzata nekll'adorazione dei maestri e quindi finisce per rifiutare il metodo scientifico. 

 

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1 ora fa, LUIGI64 ha scritto:

medico non è mai solo scienziato, è anche un filosofo, un pragmatista, un tecnico, un eticista, un ermeneuta, cioè è uno che se la deve vedere con una complessità scientifica e non solo che nonostante tutto resta poco riducibile. Un medico non può essere né scientista e né relativista (colui che nega i valori assoluti delle verità oggettive), deve stare in equilibrio, quindi stemperare l’assolutismo delle oggettività senza cadere nelle trappole del relativismo velleitario che nega nelle sue forme estreme alle oggettività i valori delle evidenze. In un malato le oggettività e le soggettività della malattia non sono separabili.

Luigi, perdonami, non voglio essere tranchant, ma sono ovvietà miste a fuffa

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Poi si potrebbe parlare delle 'scienze economiche', che non essendo "scienze dure" come qualcuno ha chiamato

quelle sottoposte a test di laboratorio, continuano negli ultimi 10/15 anni ad essere bersagliate da pesanti (eufemismo)

sarcasmi e ironie:classic_biggrin:.

5 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

rifiutare il metodo scientifico. 

In ogni caso a me pare (imho eh) che qui non si tratta di contestare il metodo scientifico,

ma il considerarlo l'unica fonte per una spiegazione di ciò che avviene (secondo i nostri 5 sensi).

 

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