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Kallas "we must continue to fight"


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2 minuti fa, LeoCleo ha scritto:

un operaio degli anni ‘60 viveva più agiatamente del Re Sole: disponeva di acqua potabile, riscaldamento, cure mediche, odontoiatriche, si spostava più velocemente e comodamente sul territorio.

Secondo me non si deve necessariamente sostenere che si stava meglio quando si stava peggio,sarebbe più opportuno e intelligente sostenere la semplice verità che la storia dell'umanità ci insegna,e cioè che non vi è stata mai una sequenziale costanza nel miglioramento della condizione dell'essere umano,si son vissuti periodi di regressione nonostante lo sviluppo scientifico e culturale continuasse,commettiamo spesso l'errore di aver la convinzione che il trascorrere del tempo porti con sè solamente miglioramenti,ma così non è,confondere progresso con evoluzione è molto semplice ma non sempre corretto..

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8 ore fa, widemediaphotography ha scritto:

La "liretta", così come dispregiativamente la denoti, ha consentito ai tuoi genitori  di progredire e alla nostra industria di esportare massivamente. L'Euro invece,  progressivamente ci  ha di fatto impoveriti, anche se sarà sempre possibile addurre motivazioni piuttosto disparate per spiegarne questo tangibile italico peggioramento. Stesso tra gli  Accademici non esiste convergenza di vedute, mentre ancora molti, attendono di dover lavorare un giorno in meno a settimana, come promesso da uno dei nostrani padri fondatori della moneta unica.

La UE è quella entità che, ad esempio,  ha consentito a Fiat e altre Multinazionali di avere sede legale in Olanda e beneficiare del loro vantaggioso trattamento fiscale. Questa UE è quella entità che emette provvedimenti solo a favore di cittadini fuori dai propri confini.:classic_biggrin:

quando leggo queste cose non posso dire , hai torto / hai ragione.

Perche' una parte della storia che scrivi e' giusta, secondo me.

Dici che lavori all'estero ,dovresti quindi avere un idea chiara che il "mondo perfetto" non esiste.

Il sistema economico "perfetto" non esiste.

Questo e' solamente quello che permette certe cose e una certa democrazia.

Che alla luce dei casini che stanno succedendo in America (trumpone) non e' cosa scontata come in passato.

Sicuramente c'e' da migliorare in tanti aspetti , l'UE oggi e' un qualcosa a meta' non compiuto e con tanti problemi.

Se guardiamo il nostro orticello italiano e' ovvio che l'euro ti ha impoverito ma l'analisi non puo' essere

"con la liretta oggi stavamo bene" , non so' se era questo il tuo pensiero ma penso di no.

Parlando a chi ha ricordato l'amore per la "liretta" , qualsiasi persona che ha studiato Economia dira' che la "liretta"

oggi con molta propabilita' per tenerla in piedi avrebbe richiesto di superare sfide che non e' detto saremmo  stati capaci di affrontare come ecomonia Italia. 

E' pura propaganda disinformativa , ma guarda caso torniamo al duce sanguinario che ha lo scopo da 10 anni e piu' di destabilizzare l'Europa, mandare in giro ste fregnacce.

E' populismo messo giu' cosi' , un problema estremamente complesso risolto con soluzioni semplici o banali.

Che poi in realta' il modo per tenere in piedi la lira e portarla fino ad oggi ci pure sarebbe stato, ma avrebbe richiesto leggi finanziarie "lacrime e sangue".

Fatte da persone SERIE e coerenti non i pupazzi che abbiamo al governo oggi.

E tra le cose da affrontare ci sarebbe stato il famoso debito pubblico e relativa esposizione sui mercati esteri.

Una soluzione complessa , molti soldi in banca evaporati di italiani attraverso bot e strumenti finanziari complessi.

E via dicendo.

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C'è la contraddizione tra il ricordo della liretta che, consentendo una sorta di dumping economico, giocoforza causava la svalutazione del suo potere d'acquisto e una discreta inflazione (dovendo pagare più care le materie prime necessarie alla nostra economia di trasformazione) e quello della contemporanea mitologica età dell'oro in cui gli operai erano più ricchi di un re e neanche di un re qualsiasi.

Idee confuse.

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Gaetanoalberto
30 minuti fa, criMan ha scritto:

 

Se guardiamo il nostro orticello italiano e' ovvio che l'euro ti ha impoverito ma l'analisi

Scusa, ma l'analisi non è corretta.

La moneta dicono sia neutrale, al limite si é  perso il controllo sulla svalutazione, guadagnando sui tassi e sul rifinanziamento del debito pubblico , che nel nostro caso non è male.

Forse, con la globalizzazione, si è voluto approfittare del momento e dell'ampliamento dei mercati per fare megaprofitti, tenendo bassi i salari e facendo scarsa innovazione.

La UE non c'entra, sono le vecchie dinamiche liberiste che si massimizzano con I Trump ed i loro seguaci ignavi.

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44 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

tenendo bassi i salari

Trovo tutto corretto quello che hai scritto. L'unico aspetto che sarebbe da rivedere riguarda i salari. La compressione in Europa c'è stata ed è stata usata scientemente come alternativa percorribile alla svalutazione.

Lo aveva ammesso anche Draghi.

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13 ore fa, criMan ha scritto:

Intorno a lei alcuni paesi iniziano a vedere la democrazia. Ma non tanto la democrazia , vedono che gli altri paesi stanno meglio. Vogliono stare meglio pure loro.

lo sai che in romania stanno cominciando a rimpiangere i tempi di ceaucescu ?

ceaucescu, non brigitte bardot.

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1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Scusa, ma l'analisi non è corretta.

La moneta dicono sia neutrale, al limite si é  perso il controllo sulla svalutazione, guadagnando sui tassi e sul rifinanziamento del debito pubblico , che nel nostro caso non è male.

Forse, con la globalizzazione, si è voluto approfittare del momento e dell'ampliamento dei mercati per fare megaprofitti, tenendo bassi i salari e facendo scarsa innovazione.

La UE non c'entra, sono le vecchie dinamiche liberiste che si massimizzano con I Trump ed i loro seguaci ignav

ammetto che la frase che hai citato non spiega bene il concetto che volevo esporre.

Magari si e' capito altro, non so'. Scrivo qualcosa in piu' allora.

Che l'introduzione dell'euro abbia comportato un iniziale impoverimento e diminuzione del potere di acquisto e'

cosa nota , penso sia pacifico. Se non lo e' bisogna correre e fare un po' di ricerche su google , poi si torna nella disussione.

Fatto cio' , sto' parlando dei primissimi 3 4 anni , arriva il resto. 

Potere di acquisto che non sale e via dicendo.

Ma non e' che dobbiamo dare la colpa all'euro di cio'.

Almeno non tutta la colpa.

Rispetto a 25 anni or sono e' cambiato lo scenario mondiale con la globalizzazione.

In uno scenario del genere pensare di sopravvivere con la comoda liretta (e quindi anche con il citato

controllo sulla svalutazione) avrebbe richiesto sfide molto ardite. 

E se uno non se ne rende conto basta andare con la memoria alla crisi che ha portato Monti al Governo.

Quindi l'entrare nell'Euro nel contesto che stava arrivando era la scelta piu' saggia , nel complesso.

Con pro e contro , come accade con tutto. Tra i pro quelli che hai citato tu.

Il discorso "pro e contro" deve essere inteso in maniera vasta. 

In un ipotetica Italia amante della "liretta" ci sarebbe stato un modo per non entrare nell'euro?

si. Ma avrebbe richiesto scelte impopolari che la nostra classe politica e il popolo non era in grado di affrontare ,insieme ad un tessuto industriale robusto e una classe dirigente che non abbiamo.

-

In sostanza io penso che stando con la liretta certe svalutazioni che negli anni avresti dovuto fare avrebbero portato altri importanti problemi che avrebbero avuto impatto sull'economia ; problemi che tu oggi con l'euro riesci a tamponare. La parola d'ordine e' aggregarsi ad altri per sopravvivere, da solo sei troppo piccolo.

 

 

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11 ore fa, widemediaphotography ha scritto:

La "liretta", così come dispregiativamente la denoti, ha consentito ai tuoi genitori  di progredire e alla nostra industria di esportare massivamente. L'Euro invece,  progressivamente ci  ha di fatto impoveriti, anche se sarà sempre possibile addurre motivazioni piuttosto disparate per spiegarne questo tangibile italico peggioramento. Stesso tra gli  Accademici non esiste convergenza di vedute, mentre ancora molti, attendono di dover lavorare un giorno in meno a settimana, come promesso da uno dei nostrani padri fondatori della moneta unica.

La UE è quella entità che, ad esempio,  ha consentito a Fiat e altre Multinazionali di avere sede legale in Olanda e beneficiare del loro vantaggioso trattamento fiscale. Questa UE è quella entità che emette provvedimenti solo a favore di cittadini fuori dai propri confini.:classic_biggrin:

Caspita, e conoscevi pure i miei genitori:classic_biggrin:, ah beh allora mi hai convinto!

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Nel 1992 eravamo prossimi al default, gli interessi sul debito pubblico raggiunsero il 12% del PIL e fu necessaria la manovra del governo Amato da 90.000 miliardi per evitarlo. Negli stessi giorni i parlamentari della Lega nord dicevano pubblicamente di non acquistare titoli pubblici italiani perché quel denaro non sarebbe stato restituito per il default dello stato. 

Quanto agli anni '60, dubito che vi sia qui chi li ha vissuti in giovane età e può parlarne per esperienza personale.

  • Melius 2
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17 hours ago, criMan said:

scusami se ti rispondo solo adesso.

E' interessante riportare queste cose , peccato siano invecchiate male nel tempo.

Perche' il panorama mondiale nel frattempo e' completamente cambiato, sopratutto a livello commerciale.

Ma ci arriviamo.

E' sbagliato riprendere analisi tout court di 30 40 anni or sono e riportarle oggi perche' gli scenari sono cambiati.

Sappiamo che la propaganda russa , riduciamo il campo di visione ai media italiani, ha usato il martello chiamato "accerchiamento Nato" per dire che le sue azioni erano giustificate.

Il riverbero con i giornalini della carta stampata /internet e opinionisti di disinformazione e' stato consistente.

E qual'e' stata la disinformazione , che il motivo per cui questi si sono mossi e' l'accerchiamento Nato.

Un mito in effetti che sa' di guerra fredda , dei tempi che furono. Aderente alle analisi geopolitiche di 30 40 anni fa. Ti ricordi le prime interviste ad orsini? le famose esercitazioni militari che avrebbero fatto indispettire putin?

Ma la storia e' piu' complicata.

Passano gli anni , la globalizzazione isola sempre di piu' la russia che economicamente non e' fragile ma neanche forte rispetto ad altri paesi industrializzati per diversificazione degli asset economici e distribuzione del reddito. 

Intorno a lei alcuni paesi iniziano a vedere la democrazia. Ma non tanto la democrazia , vedono che gli altri paesi stanno meglio. Vogliono stare meglio pure loro.

A questo punto il pericolo del continente russo e' di essere sempre piu' solo.

Ma non solo politicamente perche' puo' avere paura dell'accerchiamento dei "cattivi" paesi democratici.

Qui il problema e' un altro , non hanno sbocco con l'economia. Uno sbocco sempre piu' limitato.

Quindi isolamento significa problemi di crescita economica in futuro.

Questa analisi , che ovviamente non e' farina del mio sacco , e' stata evidente secondo molti quando

il grande ripetitore della propaganda russa tale lavrov prima di entrare in guerra con l'Ucraina confermo' queste cose.

Ovvero al cremlino non andava che l'Ucraina riducesse gli scambi commerciali e si voltasse

verso l'Europa, attenzione stiamo sempre parlando di Economia. 

Ecco questi si sono mossi per un mix di fattori e il famoso "accerchiamento Nato" e' solo una piccola parte della storia.

Ricordiamoci che l'Ucraina i trattati commerciali li ha fatti all'epoca con l'UE non con la Nato ;

le di dichiarazioni di lavrov sono state fatte prima meta' 2022 rilasciate ad un giornale indiano.

Ok sappiamo che e' anche un cazzaro a volte che dice tutto e il contrario di tutto , ma... e' credibile.

Che ne pensi?

editoriale di ieri conferma che non sia cambiato nulla
Sapendo di mentire
Di Marco Travaglio
Sono in plateale conflitto d’interesse, ma voglio dirlo: sono orgoglioso della Festa del Fatto. Abbiamo ascoltato molte idee interessanti, anche diverse dalle nostre, e sfornato un bel po’ di notizie. La più clamorosa l’ha svelata Jeffrey Sachs, economista americano della Columbia University, già consigliere di Gorbaciov, di Eltsin, del presidente ucraino Kuchma e di tre segretari generali Onu: “Macron mi ha dato la Legione d’onore (nel maggio 2022, ndr) e in privato mi ha detto quello che in pubblico non dice: ‘La guerra è colpa della Nato’. Voglio che si sappia, perché mi disgusta”. Pensavamo che, data l’autorevolezza della fonte, qualcuno dei media che sull’Ucraina raccolgono anche l’ultimo sospiro del più sfigato guerrapiattista la riprendesse e magari chiedesse al suo corrispondente a Parigi di interpellare l’Eliseo. Invece, silenzio di tomba. Del resto nel novembre 2019, mentre Macron e Merkel tentavano di convincere Zelensky a rispettare gli accordi di Minsk sull’autonomia e il cessate il fuoco per il Donbass per metter fine a cinque anni di guerra civile e i settori oltranzisti dell’Alleanza remavano contro e soffiavano sul fuoco antirusso annunciando l’ingresso dell’Ucraina e della Georgia, fu proprio il presidente francese a dichiarare la “morte cerebrale della Nato”. E a battersi fino all’ultimo affinché Zelensky accettasse Minsk e rinunciasse alla Nato per scongiurare l’invasione russa. Ora, nelle sue memorie appena pubblicate, la Merkel si vanta di aver detto no a Kiev nella Nato perché “sarebbe stato come dichiarare guerra a Putin”.
Anche la Meloni sa bene come e perché la guerra cominciò. Infatti dopo l’annessione russa della Crimea e fino al 2022, si oppose alle sanzioni a Mosca e addirittura elogiò la Russia di Putin. E il giorno dell’invasione russa (24.2.22) scrisse in chat ai suoi: “Ci sarebbero molte cose da dire su come questa vicenda è stata gestita, e fin quando abbiamo potuto le abbiamo dette. Quando tutto sarà finito la storia dirà che ancora una volta abbiamo avuto ragione: la strategia dei Democratici americani era sbagliata. I risultati parlano da soli. Ed era nostro dovere dirlo per cercare di evitare questo epilogo. Ma… ora che la guerra è iniziata non è più il momento dei distinguo: con l’Occidente e la Nato senza se e senza ma”. Oggi solo Trump osa dire in pubblico ciò che tutti i leader europei sanno, ma dicono solo in privato. Il guaio è che, persa la guerra, questi squilibrati cercano o fabbricano ogni giorno un casus belli per trascinarci in guerra. Ecco perché la rivelazione di Sachs che li smaschera non deve conoscerla nessuno. Come ha detto ieri Gustavo Zagrebelsky alla Festa del Fatto, nessun governante “fa” mai la guerra: la “fa fare” agli altri. Cioè a noi. Svegliamoci.

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1 hour ago, Savgal said:

Nel 1992 eravamo prossimi al default, gli interessi sul debito pubblico raggiunsero il 12% del PIL e fu necessaria la manovra del governo Amato da 90.000 miliardi per evitarlo. Negli stessi giorni i parlamentari della Lega nord dicevano pubblicamente di non acquistare titoli pubblici italiani perché quel denaro non sarebbe stato restituito per il default dello stato. 

Quanto agli anni '60, dubito che vi sia qui chi li ha vissuti in giovane età e può parlarne per esperienza personale.

Nel 1992 l'Italia uscì dallo SME la lira si svalutò del 20% e tornammo a galla alla grande....

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4 ore fa, audio2 ha scritto:

o sai che in romania stanno cominciando a rimpiangere i tempi di ceaucescu ?

ceaucescu, non brigitte bardot.

Scusami Audio, ma una volta per tutte bisognerebbe superarle certe ingenuità.

Lo rimpiangevano anche 15 anni fa, ricordo la badante di mio padre.

Non è difficile da capire:

-prima avevano la miseria nera, ma sicuramente mangiavano qualcosa facendo finta di lavorare

-poi: o lavoravano (lavorano) sul serio o crepano di fame (vedi badanti e muratori in Italia).

E' chiaro che nel ricordo i più poveri rimpiangano Ceausescu.

E allora? 

Meglio la miseria comune comunista?

Eddai! 

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