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Società e politica al tempo della morte di Dio


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Non ricordo chi ha scritto che la civiltà è un leggero mantello che copre la barbarie. Non è affatto difficile che questo mantello si laceri e che la barbarie si manifesti nuovamente come numerose volte è avvenuto nel passato, remoto e prossimo.

Rancore e risentimento, l'odio verso coloro che impongono dolore, rinunce, inutili sofferenze nel passato prossimo sono state il carburante dei sommovimenti politici. Peter Sloterdijk sostiene che coloro che sono stati in grado di tesaurizzarlo e di farlo esplodere al momento giusto hanno prodotto i grandi sommovimenti politici del recente passato e ritiene che ciò si ripeterà nel presente.

La fede è stata una delle "banche" che ha accumulato questo "capitale" di ira, di rancore, ma oggi non è più in grado di svolgere questa funzione. Oggi vi sono altri soggetti che alimentano ed accumulano questo capitale.

4 ore fa, LUIGI64 ha scritto:

: “Cristo vive finché ci sarà anche uno solo sulla Terra che lo considera un contemporaneo. Scomparirà completamente quando questa condizione verrà meno”.  

(G. Reale)

Cristo fa ormai parte dei miti del passato, è fattuale.

altro mito che oramai solo qualche squinternato crede ancora di potere portare avanti all'infinito, è la "gratuità" del sitema sociale,  che è stato fonte di lotte di conquista e poi ha fatto da collante sociale per decenni.

c'è da chiedersi cosa sostituirà il pregresso.

quando si spengono certi fari, si vedono milgiaia di piccole e poco consistenti luci a raccogliere ed indirizzare le persone. semi-cit. L. P.

in quel marasma può germogliare di tutto, compreso una politica dispotica che "promette" una qualche forma di ordine e di richiamo al passato.

tutto sta a vedere chi sarà a impersonare il leader che raccoglierà consenso sufficiente a sparigliare i giochi. 

2 ore fa, Savgal ha scritto:

Peter Sloterdijk sostiene che coloro che sono stati in grado di tesaurizzarlo e di farlo esplodere al momento giusto hanno prodotto i grandi sommovimenti politici del recente passato e ritiene che ciò si ripeterà nel presente.

senza lui non ci saremmo mai arrivati, pensarlo da soli, guardando il passato e il presente, è davvero fuori dalle normali capacità.

Gaetanoalberto

Però abbiate pazienza, chiunque lo abbia detto, ridetto o pensato, che lo spirito di comunità ed il suo nucleo di valori condivisi sia un collante sociale che caratterizza i periodi di pace penso sia inequivocabile.

Altrettanto indiscutibile penso che sia, per motivi diversi nelle varie fasi storiche, che il motore dello sconvolgimento (apparente?) dell'ordine sociale sia molto spesso uno scollamento ed un rifiuto dell'ordine preesistente.

Le ragioni possono essere endogene ed esogene, e comunque in ogni caso c'è chi cerca di riposizionarsi, chi soccombe e chi si rifugia nella neutralità.

Dalle rivolte degli schiavi, ai vespri siciliani, alle varie rivoluzioni e restaurazioni, ci sono queste forze sotterranee che tendono a riemergere.

L'illusione è stata di immaginare che il benessere diffuso, l'affermazione dei diritti in una società più equa potessero aver determinato un cambiamento definitivo.

Ma l'insoddisfazione, che poi penso significhi mancata accettazione della propria posizione (senza necessariamente riferirsi ad una gerarchia in senso proprio), risorge, un po' come i bisogni e l'istinto ferale che a lungo si controlla ma poi scatta.

 

  • Melius 2
36 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ma l'insoddisfazione, che poi penso significhi mancata accettazione della propria posizione (senza necessariamente riferirsi ad una gerarchia in senso proprio), risorge, un po' come i bisogni e l'istinto ferale che a lungo si controlla ma poi scatta.

Ma voi questo revanscismo sociale diffuso lo vedete veramente?

Ovviamente a parte certi gruppuscoli per cui ogni occasione è buona per spaccare tutto e che

c'erano anche 60 anni fa.

 O magari sono io con gli occhi foderati di prosciutto.

8 ore fa, nullo ha scritto:

Cristo fa ormai parte dei miti del passato

Queste grandi figure (come del resto anche Buddha e altri importanti esponenti spirituali) travalicano il tempo, forniscono messaggi universali ed in quanto tali risultano sempre validi

Almeno per me

2 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Queste grandi figure (come del resto anche Buddha e altri importanti esponenti spirituali) travalicano il tempo, forniscono messaggi universali ed in quanto tali risultano sempre validi

Almeno per me

questo è indubbio.

ma la conoscenza del suo messaggio, come altro del cristianesimo non trova riscontro fra i ragazzi di oggi.

non ne sanno praticamente nulla.

questo intendevo.

diverso è stato per le generazioni passate scolarizzate e non.

chiaramente quelle scolarizzate ne coglievano il senso in maniera maggiore.

7 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

 

L'illusione è stata di immaginare che il benessere diffuso, l'affermazione dei diritti in una società più equa potessero aver determinato un cambiamento definitivo

il cambiamento è indiscutibile.

di definitivo non c'è nulla, si è sempre in divenire.

difficile per ora pensare di tornare agli albori, ma la storia ci racconta di alti e bassi, e la storia è un film che continua. 

 

7 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

L'illusione è stata di immaginare che il benessere diffuso, l'affermazione dei diritti in una società più equa potessero aver determinato un cambiamento definitivo.

L'illusione è non considerare l'impermanenza di quelli che per noi occidentali sono valori acquisiti (democrazia, libertà, etc. etc.) quali fossero degli stadi oramai raggiunti e consolidati dell'evoluzione, tipo la postura eretta (che pure quella...)

  • Melius 2
18 minuti fa, nullo ha scritto:

ma la conoscenza del suo messaggio, come altro del cristianesimo non trova riscontro fra i ragazzi di oggi.

non ne sanno praticamente nulla.

A vedere l'adesione avuta da molti ragazzi al giubileo della gioventù, non si direbbe

D'altro canto, non mi stupirei che tra AI, approccio ipertecnologico, social e quant'altro, queste grandi figure di riferimento siano considerate anacronistiche e superate

I nuovi eroi dei nostri giorni, almeno per i ragazzini, sono gli youtuber 😑

@LUIGI64
chiaro che certe manifestazioni risultino comunque imponenti, ma su quale percentuale realisticamente credi che impattino.

chiese e oratori vuoti....

film, libri, discussioni sul messaggio cristiano, quelle cose che hanno in qualche condizionato noi della vecchia generazione, dove sono e che seguito hanno?

briandinazareth
58 minuti fa, nullo ha scritto:

ma la conoscenza del suo messaggio, come altro del cristianesimo non trova riscontro fra i ragazzi di oggi.

non ne sanno praticamente nulla.

questo intendevo.

diverso è stato per le generazioni passate scolarizzate e non.

chiaramente quelle scolarizzate ne coglievano il senso in maniera maggiore.


ho l’impressione che il messaggio evangelico sia stato ben poco acquisito dalle generazioni passate, semmai una maggiore aderenza alla chiesa.

 

mi pare evidente dai comportamenti maggioritari di queste generazioni che teoricamente lo dovrebbero aver percepito.


 Paradossalmente molti dei ragazzi di oggi e buona parte delle loro culture corrispondono maggiormente a quella parte del Vangelo più umanistica.

Alcune  brevi osservazioni.

Non si deve mai dimenticare che in tutti noi un fondo di crudele aggressività di cui l’esperienza personale e la storia ci hanno dato innumerevoli testimonianze e con cui dobbiamo continuamente confrontarci. La razionalità non è la caratteristica determinante della natura umana e molti dei nostri impulsi non sono affatto benevoli.  

 

Il desiderio di libertà deve essere valutato con attenzione, può essere ribellione contro l’ingiustizia e favorire il progresso della civiltà, ma può anche scaturire dall’emergere dei residui arcaici presenti nella natura umana.

 

Tra il processo di incivilimento dell’umanità e il processo evolutivo o educativo dell’uomo singolo, non intercorrono differenze sostanziali, per molti aspetti sono lo stesso processo applicato a oggetti diversi. Se la società consente, direttamente o indirettamente (penso ai social) la manifestazione dei nostri impulsi peggiori il processo educativo del singolo viene inevitabilmente meno.

 

 

 




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