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Come testare se il vostro sistema di correzione digitale sta comprimendo la dinamica


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Adesso, Gustavino ha scritto:

te lo imparano in seconda superiore....

...e da come scrivi in "italiano" credo tu abbia imparato poco 

Pare che a scuola insegnino....non imparano 

  • Haha 2
2 ore fa, gobert4 ha scritto:


Mi allaccio a questo quote come spunto:

aldilà delle stupide bandiere e del becero tifo da stadio, una delle incomprensioni più grandi nell’uso di questi sistemi è proprio quello riferito al “migliorare” il suono dell’impianto.

 

i sistemi di correzione ACUSTICA, nascono per ovviare ai problemi dell’acustica dell’ambiente, cercando di risolvere il problema delle modali, sbir ed affini.

DRC (digitalRoomCorrecion) appunto.

 

L’impianto non suonerà meglio né peggio…Si cerca di ridurre l’apporto della stanza (anche qua, non appiattire, snaturare o altro).

È lei che deve “suonare” meglio.

 

Altra questione…

La gente parla, parla senza sapere.

Questi sistemi non sono miracolosi, anche per i problemi parzialmente esposti in questo interessante thread…

il meglio lo danno se a monte c’è un trattamento acustico passivo concreto.

Io non impazzisco per i sistemi di correzzione digitale (non certo perché sono digitali e non certo per i motivi esposti da molti audiofili), ma possono dare una mano in svariate situazioni, sia come “ritocco” post trattamento che come unico sistema di correzione, cercando in questo caso, il miglior compromesso prima che il suono venga troppo “degradato”.

 

Inutile anche generalizzare…

Ogni sistema di correzione digitale suona in maniera diversa, nonostante facciano più o meno tutti la stessa cosa e possono suonare benissimo o malissimo a seconda di chi ci mette le mani sopra.

 

Di certo, nel mondo audiofilo si critica quel cavo piuttosto che quel router ma sembrano pochi quelli che danno peso alle nefandezze del suono riprodotto in ambienti chiusi…

Parlare di enormi differenze qualitative tra quel dielettrico piuttosto che di quell’altro, di un router piuttosto che dai cavi sospesi, in un ambiente che ha problemi ben più macroscopici per non dire giganteschi e sentirsi dire ‘la mia stanza suona bene già cosi’.

 

È ovvio che a livello casalingo non si sta a fare una rfz o ftb, ma guardare la formica e non accorgersi dell’elefante che gli sta di fianco…

 

c’è quadra che non qualcosa…

 

Direi una sintesi perfetta.

Mi permetto di aggiungere un paio di considerazioni. 

Non si utilizzano questi sistemi per il gusto di farlo, ma per risolvere problemi. Potrà sembrare una banalità, ma chi critica coloro che li utilizzano, sembrano pensarlo.

Certo che un trattamento passivo è preferibile, ma la stragrande maggioranza di noi, vive in ambienti condivisi con la famiglia, non sempre sono possibili interventi invasivi, e, a prescindere, a me neppure piacerebbe essere circondato da bass traps e pannelli sulle pareti e sul soffitto. E aggiungo: se l'ambiente è particolarmente problematico, un trattamento passivo da solo, non risolve.

Non dimentichiamo poi che oggigiorno i drc consentono oramai una grande duttilità di settaggio e utilizzo, niente vieta di farli intervenire in aree anche molto limitate, lasciando il resto intonso.

E quindi non mi si venga a dire che se tolgo 8/10 dannosissimi db in eccesso dai 30 ai 150hz, uccido la musica e appiattisco il tutto, è esattamente il contrario.

Una riprova è che gli studi di registrazione che li utilizzano sono moltissimi. Si può poi anche pensare che lo facciano per fornire pessime registrazioni e per poter far dire agli audiofili che hanno l'impianto rilevatore....

  • Melius 1
2 ore fa, gianventu ha scritto:

Direi una sintesi perfetta.

Mi permetto di aggiungere un paio di considerazioni. 

Non si utilizzano questi sistemi per il gusto di farlo, ma per risolvere problemi. Potrà sembrare una banalità, ma chi critica coloro che li utilizzano, sembrano pensarlo.

Certo che un trattamento passivo è preferibile, ma la stragrande maggioranza di noi, vive in ambienti condivisi con la famiglia, non sempre sono possibili interventi invasivi, e, a prescindere, a me neppure piacerebbe essere circondato da bass traps e pannelli sulle pareti e sul soffitto. E aggiungo: se l'ambiente è particolarmente problematico, un trattamento passivo da solo, non risolve.

Non dimentichiamo poi che oggigiorno i drc consentono oramai una grande duttilità di settaggio e utilizzo, niente vieta di farli intervenire in aree anche molto limitate, lasciando il resto intonso.

E quindi non mi si venga a dire che se tolgo 8/10 dannosissimi db in eccesso dai 30 ai 150hz, uccido la musica e appiattisco il tutto, è esattamente il contrario.

Una riprova è che gli studi di registrazione che li utilizzano sono moltissimi. Si può poi anche pensare che lo facciano per fornire pessime registrazioni e per poter far dire agli audiofili che hanno l'impianto rilevatore....

Dai 30 ai 150Hz anche troppo ampio come intervallo. Nel mio caso e, ritengo nella maggior parte dei casi, ho due rinforzi ambientali di cui, il più grosso, è a 46Hz. Circa 13-14db a quella frequenza, come li risolvo in soggiorno? Facile, finché avevo diffusori da stand, nemmeno me ne ero accorto, appena ho preso delle torri, stessa marca e serie, mi sono messo le mani ai capelli. All’inizio ho pensato di aver fatto un upgrade controproducente. Poi ho scritto sul forum, mi hanno fatto comprare un microfono, uno streamer con equalizzatore parametrico e Rew. Molti utenti hanno stanze problematiche, quando sono sotto i 20mq. La correzione digitale è stata la più grossa invenzione qualitativa dagli anni ‘80 ad oggi, considerando che ampli e diffusori sono cambiati pochissimo.

  • Melius 1
2 ore fa, VINICIUS ha scritto:

La correzione digitale è stata la più grossa invenzione qualitativa dagli anni ‘80 ad oggi, considerando che ampli e diffusori sono cambiati pochissimo.

Aggiungiamoci pure la "scoperta" che l'utilizzo di sub multipli può risolvere tantissimi problemi di risonanze ambientali nelle basse frequenze, 3 , meglio 4 sub ( 2 opportunamente disposti sono cmq un buon inizio ) o 2 sub + 2 vie dei diffusori se si hanno sezioni sub nel diffusore stesso e siano amplificabili a parte ) . Nella parte superiore in definitiva possono essere sufficienti trattamenti poco vistosi e poco costosi per migliorare molto l'acustica ambientale 

  • 4 mesi dopo...
10 ore fa, gobert4 ha scritto:

I sub

Se fai una ricerca se ne è parlato e ho postato link ai siti e alla documentazione tecnica. In sintesi 4 sub a pavimento a metà circa di ogni parete riducono enormemente gli effetti dei nodi a bassa frequenza etc. Anche messi in angolo sono ancora piuttosto efficaci ma non come nell'altro posizionamento. Ovviamente i 4 sub vanno poi attenuati e portati a livello dei diffusori principali, altrimenti fai la sauna delle basse frequenze. Un numero maggiore porterebbe ulteriori benefici ma sarebbero via via di poca utilità rispetto all'impegno e alla scomodità del sistema risultante. Anche 3 possono funzionare bene, 2 vanno disposti ad hoc se si vuole qualche miglioramento. Sono studi ormai attestati e provati teoricamente ed empiricamente. 

Erik il Rosso

@gobert4 @Luca44

E si, il Trinnov Altitude, uscito di produzione e sostituito da nuovo analogo modello, prevedeva l’uso contemporaneo di massimo sedici subwoofer…. E li coordinava e gestiva in impianti audiovideo..

Si, più sub possono portare risultati ancora migliori, in teoria fino ad aumentarli all'infinito. Io ero a qualcosa di meno complesso del sistema Trinnov che comportava anche una spesa non indifferente . Un po' di teoria:    https://mehlau.net/audio/multisub_geddes/

https://www.wghwoodworking.com/audio/low-frequency_optimization_using_multiple_subwoofers.pdf

Purtroppo non risulta più attivo il link al sito HarmanKardon con le simulazioni animate, provo a vedere se sia ancora in rete da qualche parte 

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