Vai al contenuto
Melius Club

Esplose le auto dí Ranucci e figlia davanti alla loro abitazione


Messaggi raccomandati

briandinazareth
1 ora fa, Roberto M ha scritto:

Poi, ovviamente, quando il migrante richiedente asilo di turno sfregia una ragazza a coltellate al volto urlano “che fai, mi guardi ? Sono un uomo e un musulmano” tutti muti, tutto normale.

Anzi, se osi fiatare ti danno del razzista - fascista islamofobo.

 

ma non provi un po' di auto-schifo quando scrivi queste cose? neppure per un secondo?

appecundria
1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

ma non provi un po' di auto-schifo

Roberto replica qui i messaggi che i vari influencer dell'estrema destra lanciano sui social. Lo scopo è di aizzare l'elettorato per tenerlo sempre in paura.

Dato che il livello dell'elettorato quello è, così sono i contenuti che arrivano qui.

appecundria

Lavitola è stato un editore, un giornalista, un imprenditore con molti legami nella politica.

Oggi è proprietario di un ristorante a Roma, “Cefalù Bistrò di Pesce” nel quartiere di Monteverde Vecchio.

Ma sono soprattutto le vicende giudiziarie in cui è stato coinvolto ad averlo reso un nome conosciuto e a qualificarlo come un «faccendiere»: vicende che vanno da quella della casa di Monte Carlo di Gianfranco Fini al tentativo di estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, passando per la cosiddetta “compravendita dei senatori” per far cadere il governo di Romano Prodi.

 

La vicenda più nota in cui Lavitola fu coinvolto è quella della “casa di Monte Carlo”, uno scandalo politico che agitò moltissimo la politica italiana nell’estate del 2010, durante il quarto governo Berlusconi, e che contribuì alla fine della carriera politica di Gianfranco Fini, allora presidente della Camera. Nel settembre di quell’anno il quotidiano diretto da Lavitola pubblicò un documento del governo dello stato caraibico di Saint Lucia, diffuso poi da altri quotidiani. Secondo quel documento il vero proprietario di una società off-shore che aveva comprato da Alleanza Nazionale un appartamento nel principato di Monaco era Giancarlo Tulliani, cognato di Fini, che in quella casa abitava.

 

Nel settembre del 2011 nei confronti di Lavitola venne emessa un’ordinanza di custodia cautelare. L’ipotesi della procura di Napoli era che avesse partecipato a un’estorsione ai danni proprio di Berlusconi, facendo da intermediario nel ricattarlo per conto dell’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini e di sua moglie Angela Devenuto. L’obiettivo sarebbe stato ottenere grosse somme di denaro e contratti in cambio del silenzio di Tarantini, evitando che rivelasse alla procura di Bari dettagli compromettenti sulle donne portate nelle residenze estive di Berlusconi.

 

appecundria

Rientrò in Italia nell’aprile del 2012, si consegnò, venne arrestato e portato nel carcere di Poggioreale. Nel 2014 venne condannato in via definitiva per tentata estorsione a un anno e quattro mesi.

 

Al momento del suo rientro in Italia, nel 2012, ricevette altre due ordinanze di custodia cautelare: una legata alla truffa sui finanziamenti pubblici all’editoria per la gestione del suo quotidiano, e l’altra per accuse di corruzione internazionale riferite alla gestione di alcuni appalti a Panama. Per la prima vicenda patteggiò una pena di 3 anni e 8 mesi, e successivamente la Corte dei conti del Lazio condannò lui e Sergio De Gregorio a restituire allo Stato circa 23 milioni di euro, pari ai fondi per l’editoria percepiti in maniera illegittima. Per la seconda accusa patteggiò 11 mesi. Un filone parallelo ma connesso agli appalti a Panama riguardava poi le pressioni fatte da Lavitola sull’azienda di costruzioni Impregilo, e per le quali venne condannato per tentata estorsione a 3 anni.

 

Nel 2015 fu infine condannato in primo grado a tre anni di carcere per concorso in corruzione, in relazione alla cosiddetta “compravendita dei senatori” per far cadere il governo di Romano Prodi nel 2006: Lavitola era accusato di aver favorito il passaggio di alcuni parlamentari da uno schieramento politico all’altro in cambio di denaro o altri benefici. Dopodiché, in appello, quel reato fu dichiarato prescritto. Per le varie condanne accumulate, Lavitola è uscito di prigione nel marzo del 2016.

appecundria

Questa specie di faccendiere, passato da Craxi, Fini, Berlusconi, uscito di prigione ha aperto un ristorante a Roma (è uno sport diffuso) dove andava a mangiare anche Ranucci.

Poi avrebbe concepito uno di quei magheggi che gli hanno fruttato 10 anni di prigione: far diventare Ranucci nientemeno che leader della ipotetica coalizione di centro e sinistra, e poi (a Dio piacendo) anche PdC.

Ma, secondo lui, c'era bisogno di un attentato stile Trump. Per attuare questo piano avrebbe ingaggiato quattro smandrappati che per andare a mettere la bomba hanno noleggiato un'auto fornendo i loro documenti veri.

22 minuti fa, Dufay ha scritto:

Ci cascate sempre come allocchi .

Carissimo, non ci casca nessuno.

Solo che dopo un po' uno si fiacca:  come quando hai l'amico che fa battute a ripetizione. Alla settantesima non ne puoi più e lo mandi  a sedersi sul water.

Qui, tra laltro, è anche un tantinello più irritante, visto che si gongola sui morti ammazzati.

Sarebbe bello essere fisicamente presenti: ci sarebbe da divertirsi.

 

 

1 minuto fa, senek65 ha scritto:

Carissimo, non ci casca nessuno.

Solo che dopo un po' uno si fiacca:  come quando hai l'amico che fa battute a ripetizione. Alla settantesima non ne puoi più e lo mandi  a sedersi sul water.

Qui, tra laltro, è anche un tantinello più irritante, visto che si gongola sui morti ammazzati.

Sarebbe bello essere fisicamente presenti: ci sarebbe da divertirsi.

 

 

Come no.

I cani di Pavlov siete 

×
×
  • Crea Nuovo...