Amedeo.R. Inviato 21 Gennaio Condividi Inviato 21 Gennaio Perchè non si sa come andrà a finire? Dopo averci obbligato a comprare fossile da loro a caro prezzo invece che dai russi a due spicci, ora ci spingeranno a "finanziare" la sicurezza della Groenlandia per fare i loro comodi. Ed aver ottenuto il framework di un futuro accordo, con il segretario generale, è per loro già un passo avanti. 1 Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681170 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
aldofranci Inviato 21 Gennaio Condividi Inviato 21 Gennaio 3 minuti fa, briandinazareth ha scritto: ha praticamente fatto un accordo con se stesso... Il che già sarebbe...clamoroso. 2 Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681172 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Panurge Inviato 21 Gennaio Condividi Inviato 21 Gennaio Ha fatto un po' di confusione tra Islanda e Groenlandia ma va bene così. Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681177 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
extermination Inviato 22 Gennaio Condividi Inviato 22 Gennaio A breve sarà pubblicato Gantt e milestone. Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681209 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
extermination Inviato 22 Gennaio Condividi Inviato 22 Gennaio Si è palesato un pessimo giocatore di Poker sul tavolo internazionale - il bluff non gli riesce proprio, anche se nel frattempo pare abbia triplicato il proprio patrimonio. ps) certo che pure l’Europa, a Poker, non brilla proprio!!! 1 Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681212 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
loureediano Inviato 22 Gennaio Condividi Inviato 22 Gennaio Questi va bene se giocano a ruba mazzetto, altro che poker Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681213 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gaetanoalberto Inviato 22 Gennaio Condividi Inviato 22 Gennaio Da 007 a 000 Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681216 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
extermination Inviato 22 Gennaio Condividi Inviato 22 Gennaio Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681235 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
extermination Inviato 22 Gennaio Condividi Inviato 22 Gennaio stephen miller quanto influenza le decisioni di Donald T? Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681253 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
scroodge Inviato Giovedì alle 19:56 Condividi Inviato Giovedì alle 19:56 Il modus operandi, fallimentare e inconcludente è sempre il solito, messo in atto da chi si dichiara grande mediatore ma non ha la minima capacità di farlo. Trump parla con Putin e dice: abbiamo un grande accordo, la pace è vicina! Zelensky dice: prima bisogna parlare con me! Trump parla con Zelesnky e dice: abbiamo un grande accordo, la pace è vicina! Putin dice: prima bisogna parlare con me! Trump parla con Rutte e dice: abbiamo un grande accordo, tutti saranno felici! Nielsen dice: prima bisogna parlare con me! EU non pervenuta Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681452 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
UpTo11 Inviato Venerdì alle 06:27 Condividi Inviato Venerdì alle 06:27 Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681575 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
UpTo11 Inviato Venerdì alle 14:01 Condividi Inviato Venerdì alle 14:01 Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681885 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Panurge Inviato Venerdì alle 14:52 Condividi Inviato Venerdì alle 14:52 Alla fine gli europei hanno lanciato un salvagente a taco sotto forma di fumoso accordo di cui nessuno in verità sa qualcosa e lui ci si è attaccato come una cozza, la commedia Groenlandia gli si stava girando in tragedia. 1 Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1681940 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
bost Inviato Venerdì alle 16:26 Condividi Inviato Venerdì alle 16:26 Trump si è svegliato una mattina e ha detto che la Groen gli serve. ma la vera questione è Taiwan. faccio 2 ipotesi: Trump non riesce ad "avere" la Groen .Messaggio per i cinesi : " vedete" a noi usa serviva la Groen in quanto la consideriamo parte degli usa, ma non sempre si può avere quello che si vuole, quindi anche voi su Taiwan mettetevela via Punto". Trump si prende la Groen . SMS per i cinesi :" noi ci siamo presi la Groen, quindi voi siete liberi di prendervi Taiwan ( e noi non ci perdiamo la faccia...). Fantacazzate? Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1682006 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
wow Inviato Sabato alle 10:19 Condividi Inviato Sabato alle 10:19 Un bellissimo articolo storico ARTICO VENEZIANO La rotta dei ghiacci fu una tentazione anche per la Serenissima. Sebastiano Caboto tentò di intortarla. Tra spie e superpotenze Il Foglio Quotidiano24 Jan 2026Di Andrea di Robilant Nell’autunno del 1522 giunse in gran segreto a Venezia tal Girolamo Bucignolo, emissario di Sebastiano Caboto, all’epoca piloto mayor dell’imperatore Carlo V, cioè colui che gestiva le spedizioni spagnole lungo le nuove rotte atlantiche (carica di potere e di gran prestigio che Amerigo Vespucci aveva ricoperto prima di lui). “So io come tirarvi d’impiccio”, diceva in sostanza Caboto al Consiglio dei Dieci, la massima autorità politica della Serenissima, per bocca del fido Bucignolo. “Datemi fiducia e mezzi sufficienti ed io inaugurerò una rotta artica tutta veneziana che passando dalla Groenlandia porterà in Cina e da lì alle isole delle spezie”. Bisogna mettersi nei panni del governo veneziano di allora per capire quanto fosse seducente la proposta di Caboto di aprire un varco tra i ghiacci dei mari del nord. All’inizio del Cinquecento, dopo gli anni delle grandi scoperte, Venezia era una potenza navale in rapido declino in un mondo che era in pieno stravolgimento geopolitico. In pochi anni, prima il Portogallo, poi la Spagna, poi la Francia, poi l’inghilterra erano diventate le nuove grandi potenze navali. Venezia, la regina dei mari, voleva naturalmente essere della partita. Ma era intrappolata nel Mediterraneo e sempre più destinata all’irrilevanza politica. Dopo l’impresa di Cristoforo Colombo, e ancora di più dopo quella di Vasco de Gama, che doppiò il Capo di Buona Speranza e raggiunse l’india (1497), una sensazione di smarrimento si era diffusa nella classe dirigente. Bisognava “far qualcosa, qualsiasi cosa” insistevano i più volenterosi (cinque secoli prima del draghiano “Do something!”). Per la verità qualcosa i veneziani avevano già tentato di fare. Nel 1504 il Consiglio dei Dieci aveva proposto al sultano mamelucco del Cairo, Qansuh al-ghuri, di aprire un canale tra Port Said e Porto Suez per collegare Mediterraneo e Mar Rosso. La spesa sarebbe stata a carico della Repubblica. Due fortezze, in entrata e in uscita del canale, avrebbero garantito al sultano il controllo dei traffici. In cambio, i veneziani avrebbero avuto libero accesso al Mar Rosso e dunque all’oceano indiano e ai mercati d’oriente. Tutta l’operazione mirava a fregare i portoghesi che ormai la facevano da padroni in un quadrante che andava da Lisbona alle Molucche. All’ultimo il sultano si era tirato indietro, pressato proprio dai portoghesi. Adesso ci si mettevano anche gli spagnoli. Al Consiglio dei Dieci era appena giunta la notizia che una delle cinque caravelle di Magellano, la Victoria, era riuscita nell’impresa di completare la circumnavigazione del globo (ridotta ormai a un relitto, giunse a Siviglia nel settembre del 1522). Fu un’altra botta mica da poco. Altro che declino, si rischiava il tracollo. Messer Bucignolo ottenne subito udienza a palazzo Ducale. Sebastiano Caboto conosceva bene i mari del nord per averli bazzicati sin da ragazzo con suo padre Giovanni, illustre navigatore di famiglia veneziana ma da tempo al servizio della corona inglese e passato alla storia per aver “scoperto” l’isola di Terranova mentre cercava una via per la Cina (1497). In realtà su quell’isola brulla e battuta dal vento vivevano da lungo tempo i Beothuk, indigeni a quanto pare poco ospitali. Caboto senior ebbe a malapena il tempo di piantare i vessilli di San Marco e del Re d’inghilterra prima di darsela a gambe levate. Fu comunque accolto come un eroe al suo rientro a Londra e intascò la bella somma di 10 sterline. Quattro anni dopo, Caboto junior, poco più che ventenne, guidò una spedizione in quei mari gelidi per aprire quel passaggio a nordovest che suo padre aveva cercato invano. Anche lui fallì nell’impresa. Ma sulla via del ritorno fece tappa a Terranova, il tempo di catturare tre indigeni “vestiti di pelli che mangiavano carne cruda e parlavano una lingua che nessuno di noi capiva”. Erano passati vent’anni, spiegò Bucignolo, e il suo paròn era pronto a ritentar l’impresa, questa volta al servizio di Venezia. L’idea di una via artica per arrivare alla Cina fece subito presa sul governo della Serenissima. Già un secolo e mezzo prima due navigatori veneziani, Nicolò e Antonio Zen, avevano attraversato tra mille peripezie il nord Atlantico, seguendo l’antica rotta dei vichinghi fino ai ghiacci della Groenlandia, che chiamavano “Engronelant” e avevano disegnato con sorprendente precisione nella loro carta da navegar. E allora perché non riprendere quella via? Loro, i veneziani, avevano ormai perso la conoscenza di quei mari, ma Caboto junior ci era cresciuto. Aveva guidato lui stesso varie spedizioni in quei mari gelidi. Era diventato un grande navigatore, ora all’apice della sua fama; un intrepido visionario, e per di più nato a Venezia. Che fosse lui l’uomo della provvidenza, il figliol prodigo che avrebbe salvato la Repubblica? Il governo veneziano disse subito di essere molto interessato ma ovviamente voleva saperne di più. Bucignolo rispose che Sebastiano avrebbe rivelato rotta e progetto solo di persona, davanti al Consiglio dei Dieci. Per non insospettire gli spagnoli, voleva essere convocato ufficialmente dalla Serenissima con la scusa di dover trattare questioni ereditarie legate ad alcune proprietà della madre. Certo, sottolineò Bucignolo in maniera vagamente pelosa prima di tornarsene a Siviglia, Sebastiano poteva sempre guidare la spedizione sotto l’egida della corona di Spagna; ma era mosso da sincero amor di patria (un bluff: Carlo V, alle prese con la colonizzazione dei suoi territori d’oltremare, non aveva alcun interesse ad aprire una rotta artica per arrivare in Cina). Il Consiglio dei Dieci chiese al suo ambasciatore in Spagna, Girolamo Contarini, fine diplomatico di grande cultura, di sondare le reali intenzioni di Caboto e soprattutto di valutare il personaggio. Perché era, sì, un grande navigatore, ma si diceva che fosse anche un uomo roso dall’ambizione, spesso poco trasparente, ancora alle prese con seri daddy issues nonostante il successo. Insomma, un tipo complicato da gestire (ancora oggi figura controversa). Contarini convocò Sebastiano a casa sua alla vigilia di Natale. I due parlarono fino a notte fonda. L’ambasciatore rimase poco convinto. Il piano, per quel che riuscì a capire, era vago, fumoso. Caboto junior gli sembrò un invasato che straparlava “di spezie, oro, e altre cose”. E quando Contarini insistette per aver maggior dettagli, subito Sebastiano si schermì: i dettagli solo al Consiglio dei Dieci. Al che l’ambasciatore si irritò, congedò il suo ospite e scrisse nel suo rapporto che essendosi “dilettato un poco di geografia” nel corso della sua carriera, non vedeva come la spedizione fosse fattibile. Per non parlare poi di costi e di logistica. Se le navi fossero state costruite in Arsenale avrebbero poi dovuto attraversare lo stretto di Gibilterra per raggiungere il Nord Atlantico, e il re di Spagna e il re del Portogallo non sarebbero rimasti lì a guardare. Certo, si poteva costruire e armare la flotta fuori dal Mediterraneo, magari in qualche porto del Mar Rosso, ma tutta l’impresa rischiava di trovarsi sotto ricatto del sultano. E poi dove avrebbero trovato abbastanza legname in quelle zone? E come pensava Caboto di navigare in sicurezza verso l’atlantico dato che la costa dell’oceano indiano era tempestata di fortezze portoghesi? In tempi diversi si sarebbe potuto costruire una flotta nel Mar Baltico, scriveva l’ambasciatore, e questo avrebbe evitato non pochi problemi. Ma ormai la Germania era un’alleata fedele dell’imperatore Carlo V, per cui anche questa ipotesi era da escludere. Sebastiano, irritato a sua volta dalle obiezioni di Contarini, gli aveva detto con tono ultimativo prima di andarsene che in realtà lui aveva già avuto un’offerta da parte dell’inghilterra, paese tra l’altro che amava, e dove la famiglia Caboto era tenuta in altissimo conto. Carlo V aveva bloccato tutto, ma se mai si fosse ripresentata un’occasione di lavorare con gli inglesi non l’avrebbe rifiutata. E Venezia sarebbe rimasta tagliata fuori dalle grandi rotte per sempre. “Strinsi le spalle”, scrisse Contarini ai suoi. “Ma benché a me la cosa pareva impossibile non volli dissuaderlo di andare a Venezia”. La cosa andò avanti per diversi mesi. Ci furono tergiversazioni, ritardi, rinvii. Per Contarini era chiaro che Sebastiano negoziava su vari tavoli. Ma poi si rifece vivo e chiese una nuova lettera di convocazione (la prima era scaduta) che gli fu subito spedita. Disse che si apprestava a chiedere licenza di partire all’imperatore. Tutto sembrava ormai pronto per il viaggio a Venezia. “Mi assicura che non pensa ad altro,” scrisse caustico Contarini, il quale, bisogna dirlo, aveva fiutato la sòla sin dal primo momento. Sebastiano, in effetti, non chiese licenza a Carlo V. Dopo aver menato per il naso la Repubblica, il piloto mayor tornò nei ranghi e di lì a poco riprese la via del mare su ordine dell’imperatore, per scoprire se vi fosse una rotta più rapida verso le isole delle spezie di quella inaugurata da Magellano. Ma la spedizione fu un fiasco (naufragi, ammutinamenti), tanto che la stella di Caboto cominciò ad appannarsi in Spagna. Il tradimento di Sebastiano fu un duro colpo per la Serenissima. A quel punto la partita sembrava definitivamente persa rispetto alle nuove potenze navali atlantiche. Il declino era stato così veloce! Proprio in quegli anni, tra l’altro, la laguna cominciava a impaludarsi per via dei detriti sabbiosi portati dai fiumi dalla terra ferma. Venezia rischiava di trovarsi arenata in un pantano maleodorante. Non una bella prospettiva per un’antica repubblica marinara (solo la deviazione dei fiumi nella seconda metà del Cinquecento salvò la laguna). Per paradosso, il declino politico della Serenissima coincideva con un’età dell’oro nelle arti. Venezia era la capitale europea della cultura. Tiziano e Tintoretto dipingevano i loro capolavori. L’industria libraria esplodeva. Palladio e Sansovino ridisegnavano la città nel segno di una esuberante renovatio urbis. Insomma, non più potenza navale ma delle arti, della cultura e del bel vivere. Se non che il fascino dell’artico aleggiava ancora nei corridoi del palazzo Ducale. E quando a sorpresa Sebastiano Caboto si fece avanti con una nuova proposta, questa volta una rotta a nord est per arrivare in Cina navigando nei mari gelidi tra la Siberia e il Mare artico, Venezia, incredibilmente, ci ricadde. Pazza idea, quella di Sebastiano, ma fascinosa. Con tutto che il vecchio navigatore aveva ormai raggiunto i settanta. Dopo aver servito la Spagna per quasi tre decenni, aveva approfittato di una breve licenza concessagli da Carlo V per trasferirsi nella sua amata Inghilterra, dove divenne grand pilot alla corte di re Edoardo VI – lo stesso incarico che aveva a Siviglia ma con una maggior autonomia e anche la possibilità di organizzare imprese marittime con consorzi privati. Nel 1551 alcuni investitori crearono la Merchant Adventurer’s Company for the Discovery of Regions, Dominions, Islands, and Places Unknown. Nel 1553 Sebastiano ne prese la guida, e subito cominciò a pianificare un’audace spedizione lungo la gelida costa siberiana. Nel mentre che lavorava per i suoi investitori inglesi a un’impresa comunque sponsorizzata dalla Corona, Sebastiano, fedele alle sue vecchie abitudini, aprì una nuova trattativa con la Serenissima, proponendole lo stesso progetto. Questa volta si rivolse in segreto all’ambasciatore veneziano a Londra, Giacomo Soranzo. Come trent’anni prima, chiese di essere convocato a Venezia sempre con la solita scusa del presunto lascito immobiliare. Non è chiaro perché volesse tradire il re d’inghilterra, che tanto calorosamente lo aveva accolto. Anzi, è possibile che non fosse affatto intenzionato a farlo, ma che sperasse di alzare la posta in gioco. A Venezia c’era ancora chi pensava, ingenuamente, che lo facesse sempre per amore della patria in difficoltà. I più guardinghi sospettavano che fosse solo “na roba de schèi”. Le cose andarono storte sin dall’inizio. L’ambasciatore inglese a Venezia, l’astuto Peter Vannes, venne a sapere dalle sue spie dei contatti segreti tra il grand pilot e il Consiglio dei Dieci, e riuscì a sabotare l’operazione prima ancora che Sebastiano potesse recarsi a Venezia. Meglio così. La spedizione, capitanata da sir Hugh Willoughby, partì alla ricerca di un passaggio a nord est per la Cina. Ma due delle tre navi rimasero imprigionate dai ghiacci nei pressi della penisola di Kola, tra il Mare di Barents e il Mar Bianco. Morirono tutti congelati, incluso Sir Willoughby. Una terza nave raggiunse il Mar Bianco ma non riuscì ad andare oltre e dovette tornare a Londra. La Serenissima evitò il disastro a Kola ma non il declino. Ed è commovente ripercorrere questo suo disperato tentativo di sfuggire al destino. Ora anche la vecchia Europa si affaccia sull’artico per rimanere in partita. Come dicono a Venezia, sperem. Article Name:ARTICO VENEZIANO Publication:Il Foglio Quotidiano Author:Di Andrea di Robilant Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1682503 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
scroodge Inviato Sabato alle 10:47 Condividi Inviato Sabato alle 10:47 mah.. Sicuramente il passaggio a nord ovest ed il controllo della navigazione artica è uno dei motivi MA il vero motivo è un altro, oramai dichiarato: il golden dome. Se putin gli spara un missile, quel missile passa per la groenlandia, e dunque gli servono batterie difensive colà. Come sempre ha agito nel peggiore dei modi, gli piace tanto farlo. Bastava che riaprisse le basi nato in disuso, chiedendo da persona civile e storico alleato di farlo. Invece no. Possesso. Totale. Quello che ora fatico a tollerare, è che solo ora sembra ci sia una qualche parvenza di indignazione, reazione ferma e decisa, opposizione. Sarebbe come se gioggia dicesse a macron: dammi la corsica perché mi serve per difendere roma, se no me la prendo. Solo che, se lo dice lei, apriti cielo. Se lo dice trump, EU lo prende cone un modo per negoziare, invece di dirgli senplicemente: che caxxo dici?? E guardate che siamo solo agli inizi eh.. In EU abbiamo una sola possibilità restare uniti e creare un blocco economico e politico solido Il primo lo vedo possibile, il secondo purtroppo, a essere postivi, difficile. Ah, smantellerei e riorganizzerei all'istante quella specie di colosso mangia risorse e improduttivo formato da Commissione, Parlamento, Consiglio che sta a Bruxelles Ché non ho mai capito xché sono 3 e realmente, ciascuno, cosa fa. Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1682527 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
audio2 Inviato Sabato alle 11:15 Condividi Inviato Sabato alle 11:15 bruxelles e strasburgo,cioè minimo 3 x 2 perchè esistono si spiega da se ( e poi dicono di noi ). Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1682552 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
maurodg65 Inviato Sabato alle 11:24 Condividi Inviato Sabato alle 11:24 37 minuti fa, scroodge ha scritto: Quello che ora fatico a tollerare, è che solo ora sembra ci sia una qualche parvenza di indignazione, reazione ferma e decisa, opposizione. Sarebbe come se gioggia dicesse a macron: dammi la corsica perché mi serve per difendere roma, se no me la prendo. Solo che, se lo dice lei, apriti cielo. Se lo dice trump, EU lo prende cone un modo per negoziare, invece di dirgli senplicemente: che caxxo dici?? Scusa ma tu i giornali ed i media li guardi? Ti pare che la realtà sia quella che descrivi? L’unica reazione che avrebbero dovuto avere i leader mondiali era quella di ignorare le sparate del Presidente USA, avrebbero reso imbarazzanti le sua stesse affermazioni e messo in difficoltà il POTUS che avrebbe pontificato nel vuoto, evidenziando le assurdità affermare, al contrario oggi non si parla d’altro in qualsiasi ambito social e di media tradizionali oltre che nei talk show politici, tutti a discutere di nulla perché nulla di reale c’è. 2 Link al commento https://melius.club/topic/27777-trump-siamo-al-solito-la-groenlandia-ci-serve-per-la-nostra-difesa/page/28/#findComment-1682563 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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