dariob Inviato 28 Dicembre 2025 Condividi Inviato 28 Dicembre 2025 1 ora fa, mchiorri ha scritto: Togliatti caro amico faceva parte della Costituente, ha contribuito a scrivere la costituzoione, ho bloccato i propri compagni che volevano tornare alle armi, ha garantiro, come gli altri, libere elezioni. E questo è vero! Ed è giusto ribadirlo. Link al commento https://melius.club/topic/27819-un-pezzo-grosso-di-fdi/page/3/#findComment-1663010 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Supertramp Inviato 28 Dicembre 2025 Condividi Inviato 28 Dicembre 2025 Richiudete le fogne che i sorci stanno tornando... Link al commento https://melius.club/topic/27819-un-pezzo-grosso-di-fdi/page/3/#findComment-1663024 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. UpTo11 Inviato 28 Dicembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 28 Dicembre 2025 Bugie e amnesie sul Msi Il ricordo del partito nato dai «fascisti della Rsi», come lo chiama Almirante. Ma anche le ricostruzioni abborracciate di alcuni giornalisti sul rapporto fra il fondatore e Berlinguer Il Natale del 1946 era passato da un giorno e un gruppo di latitanti costretti a nascondersi per non essere arrestati dalle autorità della neonata Repubblica democratica trasformarono un organismo clandestino, che chiamavano in gergo «senato», nell’unico partito che in Europa fu erede diretto di uno stato collaborazionista filo-nazista ovvero la Repubblica Sociale Italiana di Salò. Tra i principali latitanti figuravano il vero ideatore del Msi, Pino Romualdi (arrestato nel ‘48, scontò tre anni di carcere) e Giorgio Almirante. Quest’ultimo all’epoca era noto per essere fuggito dalla Prefettura di Milano, travestito da partigiano con tanto di fascia tricolore al braccio, il 25 aprile 1945. Avrebbe dovuto aprire così, in ragione dei fatti della storia, il suo video-intervento il presidente del Senato Ignazio Benito La Russa, anziché evocare improbabili «resilienze» e ambigue «continuità» degli ex alleati di Hitler radunatisi sotto le insegne della fiamma tricolore del Msi. Fascisti in democrazia Fino al giugno 1946 Almirante vive in clandestinità sotto falso nome. Nei giorni successivi alla Liberazione è nascosto (lui, ex caporedattore de «La difesa della razza») in casa di Emanuele Levi, ebreo e suo ex compagno di scuola. Il 22 giugno viene promulgata con la firma del ministro di Grazia e giustizia Palmiro Togliatti (l’unico per prestigio politico in grado di sopportare sulle spalle proprie e del suo partito un provvedimento così impopolare ma indispensabile per la Repubblica) l’amnistia che rende possibile ai fascisti l’uscita dalle carceri e la riemersione da latitanze e fughe. Non è vero – come afferma La Russa – che i missini «accettarono il sistema democratico». Semmai fu la Repubblica ad accettare loro, concedendo cittadinanza anche a chi aveva ucciso, torturato, stuprato e deportato donne e uomini della Resistenza e civili inermi. «Il 25 aprile è nata una puttana, le hanno dato nome Repubblica italiana» cantavano i missini dopo la fine della guerra. D’altronde inequivoche furono le parole di Almirante nel decennale del partito: «Dobbiamo presentarci per quelli che veramente siamo e cioè i fascisti della Rsi. L’equivoco, cari camerati, è uno, e si chiama essere fascisti in democrazia». È questa anomalia che segnala fin dai suoi albori il carattere «difficile» della nostra democrazia, segnata dall’azione di un partito che annoverò come presidenti Junio Valerio Borghese e Rodolfo Graziani. Il primo, ex capo della X Mas e organizzatore, con il suo Fronte Nazionale, del golpe del 7-8 dicembre 1970. Il secondo, criminale di guerra in Africa e poi guida dell’esercito di Salò. Al segretario Augusto De Marsanich, già deputato fascista e membro del governo Mussolini, si deve invece il motto, caro a La Russa, «non rinnegare non restaurare». Gli incontri fra Berlinguer e Almirante Del Msi hanno fatto parte i senatori Francesco «Ciccio» Franco, capo dei «boia chi molla» nella Reggio Calabria del 1970 e Mario Tedeschi, uno dei depistatori della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Vi militarono Carlo Cicuttini, segretario della sezione Msi di Manzano al momento in cui partecipò alla strage di Peteano del 31 maggio 1972 e Massimo Abbatangelo, deputato assolto dall’accusa di strage per l’attentato sul treno Rapido 904 del 23 dicembre 1984 ma condannato a sei anni per detenzione di «armi a fini terroristici» nell’ambito della stessa inchiesta. Membro del Comitato Centrale del Msi, fu il condannato per la strage di Piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974 Carlo Maria Maggi ovvero il braccio destro di Pino Rauti alla guida di Ordine Nuovo dalla cui cellula veneta scaturì il gruppo di Franco Freda e Giovanni Ventura, responsabili della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Della stessa «comunità» facevano parte i camerati di Piazza San Babila a Milano, protagonisti degli scontri che il 12 aprile 1973 portarono alla morte dell’agente di Ps Antonio Marino. Un evento che vide in piazza anche Ignazio La Russa (allora presidente del Fronte della Gioventù del Msi) e che seguì di soli cinque giorni la tentata strage del treno Torino-Roma ad opera del neofascista Nico Azzi. Ai funerali del quale, nel gennaio 2007, giunse a rendere omaggio proprio l’attuale seconda carica dello Stato. In un’epoca di oblio e abborracciate ricostruzioni giornalistiche su «gesti», strumentalizzati come reciprocamente legittimanti, tra Berlinguer e Almirante (dal 1973 rincorso dall’autorizzazione a procedere per ricostituzione del partito fascista) restano vivide le parole di Piero Calamandrei dedicate nel 1953 ai caduti della Resistenza nel giorno della formazione del primo gruppo parlamentare missino alla Camera: «Non rammaricatevi dai vostri cimiteri di montagna se giù al piano, nell’aula dove fu giurata la Costituzione murata col vostro sangue, sono tornati, da remote caligini, i fantasmi della vergogna». . https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/la-russa-version-bugie-e-amnesie-sul-msi-e-su-di-se-g3r1m7o4 1 8 Link al commento https://melius.club/topic/27819-un-pezzo-grosso-di-fdi/page/3/#findComment-1663115 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
UpTo11 Inviato 30 Dicembre 2025 Condividi Inviato 30 Dicembre 2025 Non è che non vollero, è che non ci riuscirono. Storia dell’Msi eversivo Il messaggio natalizio con cui il presidente del Senato Ignazio La Russa rivendica le radici missine e neofasciste. «Non vollero sovvertire l’ordine democratico», dice. La verità è che ci provarono e non ci riuscirono. Una cronistoria dei fatti Tra le cose aberranti che dice il presidente del senato Ignazio La Russa nel suo messaggio di auguri natalizio è che i reduci dell’Msi non vollero sovvertire l'ordine democratico, come se dovessero essere ringraziati di questa accortezza. In realtà, dimentica di dire, che ci provarono e non ci riuscirono. Dopo la caduta del fascismo, i nuclei più convinti iniziano attività clandestine che porteranno alla nascita del Msi. Nell’ottobre 1946 molti futuri dirigenti dell’Msi, tra cui Pino Romualdi, guidano i Fasci di azione rivoluzionaria (Far), responsabili di attentati e azioni spettacolari come il trafugamento della salma di Mussolini. Il 26 dicembre 1946 avviene la fondazione ufficiale dell’Msi nello studio di Arturo Michelini; molti esponenti dei Far confluiscono nel partito, segnando fin dall'inizio l'intreccio tra legalità e attività eversiva. Nel dicembre del 1947 avviene l’arresto di Pino Rauti e Clemente Graziani (futuri leader di Ordine Nuovo), che accelera l’ingresso dei membri dei Far nell’Msi, che iniziano a considerare il partito come una specie di ramo operativo. Il 15 gennaio 1950 Giorgio Almirante è costretto alle dimissioni da segretario a favore dei moderati, ma durante il suo mandato aveva tollerato azioni violente contro sedi di partiti, sindacati e associazioni partigiane Nel novembre del 1956 al Congresso di Milano, la vittoria della corrente moderata di Michelini provoca la scissione del gruppo “spiritualista” ossia evoliano (che gravitava intorno a Julius Evola e alle testate Imperium e La Sfida), che si distingueva per una visione tradizionalista e guerriera: il gruppo è guidato da Pino Rauti, che fonda il Centro Studi Ordine Nuovo (On). On mantiene per anni un rapporto di doppia militanza e influenza culturale sul mondo giovanile missino Nel 1960 l’Msi sostiene il governo Tambroni, scatenando rivolte popolari, indice il suo sesto Congresso nazionale a Genova dal 2 al 4 luglio. La scelta viene considerata una grave provocazione, poiché Genova è una città Medaglia d’Oro della Resistenza e i consiglieri missini locali avevano recentemente causato la caduta del popolare sindaco democristiano Vittorio Pertusio. Il 28 giugno Sandro Pertini, rappresentante storico del Cln e futuro presidente della Repubblica, fa un famoso discorso: «Io nego – e tutti voi legittimamente negate – la validità della obiezione secondo la quale il neofascismo avrebbe diritto di svolgere a Genova il suo congresso. Infatti, ogni atto, ogni manifestazione, ogni iniziativa, di quel movimento è una chiara esaltazione del fascismo e poiché il fascismo, in ogni sua forma è considerato reato dalla Carta costituzionale, l’attività dei missini si traduce in una continua e perseguibile apologia di reato. Si tratta del resto di un congresso che viene qui convocato non per discutere, ma per provocare, per contrapporre un vergognoso passato alla Resistenza, per contrapporre bestemmie ai valori politici e morali affermati dalla Resistenza». Il prefetto Luigi Pianese cerca di dissuadere l’Msi, avvertendo che il partito avrebbe avuto contro l'intero fronte costituzionale e le associazioni partigiane. Il 30 giugno 1960 Genova diventa teatro di violenti scontri tra manifestanti e forze di polizia. I reparti della celere si trovarono circondati in Piazza De Ferrari da manifestanti armati di bastoni, spranghe e ganci da portuale. I poliziotti, non conoscendo i vicoli della città, si trovarono in svantaggio, mentre i manifestanti sapevano dove ripararsi dai candelotti lacrimogeni. Il questore Giuseppe Lutri comunicò che il Congresso non poteva essere garantito in modo democratico senza ricorrere a metodi drastici (ovvero fare fuoco sulla folla). Di fronte all’impossibilità di gestire l'ordine pubblico, il congresso dell’Msi fu revocato. L'episodio di Genova isolò definitivamente Tambroni, che fu costretto alle dimissioni il 19 luglio 1960. L’Msi accusò la Dc di tradimento, sostenendo di essere stato usato come un detonatore per favorire l'apertura politica verso il centrosinistra. I fatti di Genova rappresentarono lo scontro frontale tra la memoria della Resistenza (di cui Pertini era l'emblema) e il tentativo dell’Msi di legittimarsi come forza di governo. La piazza di Genova agì come un anticorpo naturale del sistema democratico, espellendo l’Msi dall’area di governo per i decenni a venire. Il 27 aprile 1966 durante scontri all’Università di Roma tra studenti di sinistra e neofascisti di Avanguardia Nazionale e gruppi di destra, muore lo studente socialista Paolo Rossi. Nel maggio 1966 i deputati missini Giulio Caradonna e Raffaele Delfino guidano personalmente assalti alle facoltà occupate, giustificando la violenza come legittima difesa delle istituzioni. . A giugno 1969 Almirante torna alla segreteria e lancia la sfida della “piazza di destra”, promettendo contro-azioni a ogni mobilitazione comunista. A novembre 1969, nel pieno dell’autunno caldo, Pino Rauti e il nucleo principale di Ordine Nuovo rientrano nell’Msi (la cosiddetta “politica dell'ombrello”) per trovare protezione legale mentre cellule eversive pianificano azioni terroristiche Il 12 dicembre 1969 c’è la strage di Piazza Fontana. Sebbene l’Msi neghi ogni coinvolgimento, le indagini individueranno in Ordine Nuovo (appena rientrato nel partito) la matrice dell'attacco; la stampa missina sfrutta l’evento per invocare lo stato di emergenza. Il 7-8 dicembre 1970 è il momento Golpe Borghese. L’Msi è informato del tentativo di colpo di stato di Junio Valerio Borghese (segretario missino negli anni cinquanta); Almirante decide di non aderire ufficialmente per evitare lo scioglimento del partito, ma molti iscritti partecipano attivamente. . Tra il 1970 e il 1971 l’Msi cavalca la Rivolta di Reggio Calabria tramite Ciccio Franco, trasformando una protesta locale in un’insorgenza eversiva contro lo Stato. Il 31 maggio 1972 avviene la strage di Peteano. L’autore Vincenzo Vinciguerra è un ordinovista; l'inchiesta accerterà che Almirante finanziò con 35 mila dollari la latitanza in Spagna di uno dei responsabili, Carlo Cicuttini, all’epoca segretario di una sezione dell’Msi. Almirante prima fruì dell’immunità parlamentare e non andò a processo, e poi il reato fu estinto per amnistia. Il 7 aprile 1973 Nico Azzi, militante del gruppo La Fenice (legato a Rauti e interno all’Msi), tenta di far saltare il treno Torino-Roma per incolpare i gruppi di sinistra. Pochi giorni dopo, il 12 aprile 1973 accadono le violenze di quello che è rimasto nella storia come il “giovedì nero” di Milano. L’Msi organizzò un corteo nonostante il divieto esplicito della Prefettura. La manifestazione era guidata da dirigenti locali di rilievo, tra cui Franco Maria Servello, Franco Petronio e Ignazio La Russa, all’epoca segretario del Fronte della Gioventù, la sezione giovanile dell’Msi. Il corteo non autorizzato si diresse verso la Prefettura e sfociò in violenti scontri con la polizia, con lancio di bombe a mano. Una di queste esplosioni uccise l’agente di Pubblica Sicurezza Antonio Marino. Nel tentativo di manipolare la responsabilità dell'accaduto e accreditare la tesi di un'infiltrazione comunista, vennero sparse per le strade delle tessere del PCI. Sebbene l’Msi abbia inizialmente tentato di dissociarsi dai responsabili materiali, Vittorio Murelli e Maurizio Loi, descrivendoli come provocatori esterni legati ad Avanguardia Nazionale o ai servizi segreti, il legame tra il partito e gli estremisti emerse chiaramente, rendendo palese la comunanza tra le frange violente e la struttura ufficiale. L’obiettivo strategico di tali azioni era la rottura dell’ordine pubblico per indurre il governo a proclamare lo stato di emergenza. Nel novembre 1973 il governo scioglie il movimento politico Ordine Nuovo per ricostituzione del partito fascista; Rauti si attiva per recuperare i militanti rimasti fuori. L’anno dopo, gennaio 1974, l’inchiesta Rosa dei Venti svela una struttura occulta (il Sid parallelo) legata all'operazione Gladio e a gruppi come Ordine nuovo e Msi, finalizzata a colpi di Stato anticomunisti. 28 maggio 1974, strage di Piazza della Loggia a Brescia. Le indagini indicano come responsabili esponenti di Ordine Nuovo legati alla cellula veneta e al mondo rautiano dell’Msi. Solo dopo il 1974 il rapporto tra il Movimento sociale italiano e l’eversione nera subì una trasformazione, passando da una fase di protezione e ambiguità a una di progressiva deradicalizzazione. Questa crisi alimentò lo scontro tra la corrente moderata di Ernesto De Marzio (favorevole a una piena democratizzazione) e quella di Almirante. Nel dicembre 1976 la spaccatura culmina nella scissione di Democrazia Nazionale. I moderati uscirono dal partito denunciando l’incapacità di Almirante di recidere i legami con il nostalgismo e l'estremismo. L’Msi rimase così privo della sua ala più istituzionale. Nel gennaio 1978 la strage di Acca Larenzia, dove morirono tre giovani missini, segna un punto di non ritorno, accelerando la fuga di molti militanti verso la lotta armata clandestina. Il 2 agosto 1980 la strage di Bologna rigetta l’Msi in un isolamento estremo. Sebbene il partito non fosse direttamente coinvolto, l'attribuzione della matrice ai neofascisti colpì duramente l'immagine di tutto il mondo politico neofascista. . https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/msi-eversivo-messaggio-la-russa-storia-gt0b97kv 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/27819-un-pezzo-grosso-di-fdi/page/3/#findComment-1664081 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 30 Dicembre 2025 Condividi Inviato 30 Dicembre 2025 La morale suprema oppure suprema morale è che la guerra è finita in un certo modo ed i soggetti come Almirante e soci hanno avuto "addirittura" la possibilità di essere in parlamento. Fosse finita in altro modo non è dato sapere. Questo è il motivo per cui mi piace essere qui ed adesso, nonostante tutto; ho imparato dove è la ragione e dove è il buco nero. Hai voglia a provare a riscrivere la storia, è un tentativo inutile e disperato. Ciao D. 2 Link al commento https://melius.club/topic/27819-un-pezzo-grosso-di-fdi/page/3/#findComment-1664119 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Roberto M Inviato 31 Dicembre 2025 Condividi Inviato 31 Dicembre 2025 14 ore fa, damiano ha scritto: La morale suprema oppure suprema morale La morale suprema è guardare la pagliuzza nell’ occhio dell’alto e non l’immensa trave in un’altra parte del propio corpo. Qui abbiamo segretari di partito e esponenti di primo piano del campo largo che hanno portato in parlamento un apologeta di Hamas, cioè dei peggiori terroristi islamisti del mondo, nonostante paginate di inchieste giornalistiche lo inchiodassero già prima dell’attuale inchiesta che lo ha portato dietro le sbarre, e voi vi “indignate” perché un politico di secondo piano del CDX fa un post commemorativo di un politico italiano morto 40 anni fa ! Ma vi rendete conto di quanto è surreale questo thread ? Link al commento https://melius.club/topic/27819-un-pezzo-grosso-di-fdi/page/3/#findComment-1664384 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 31 Dicembre 2025 Condividi Inviato 31 Dicembre 2025 2 minuti fa, Roberto M ha scritto: Qui abbiamo segretari di partito e esponenti di primo piano del campo largo che hanno portato in parlamento un apologeta di Hamas Io ricordo che anche tale Yasser Arafat è stato portato il parlamento ....e ricordo anche che il parlamento ha votato a maggioranza sul fatto che una minorenne fosse nipote di capo di stato estero, si dice per parare il sedere ad un importante uomo politico di qualche anno fa. Sulla vicenda di cui parli ci sono in altro paio di thread aperti ed, oltre al forum (noialtri) ci stanno lavorando alacremente le toghe rosse. Inoltre il tuo post, rafforza la suprema morale di cui ho parlato. Ciao D. Link al commento https://melius.club/topic/27819-un-pezzo-grosso-di-fdi/page/3/#findComment-1664394 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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