Vai al contenuto
Melius Club

Sindrome di Sansui e l'elogio della lentezza: il rigore è una scelta di campo?


Messaggi raccomandati

Signori, lo dico chiaramente: sono ufficialmente nei guai.

Tutto è iniziato con il Sansui AU-7700: la mia prima vera esperienza, quella che mi ha fatto capire che tipo di impronta cercavo. Da lì, il mio sperimentare è stato lento, basato su anni di osservazione e test fatti spesso con oggetti non miei, analizzando sistemi altrui per capire dove finisce la suggestione e dove inizia la sostanza. Lo dico con onestà: non ho la possibilità di accedere ad altre elettroniche 'devastanti' dai costi proibitivi e, per quanto riguarda i trasduttori, ho poca flessibilità verso altri blasoni: il mio riferimento resta la serie Heritage di Klipsch.

Anche quando ascolto catene di ben altro livello, con trasduttori radicalmente differenti, la vivo come una pura ricerca personale: un modo per calibrare l'orecchio e capire se la strada che ho intrapreso ha un senso universale o solo soggettivo.

Si capisce dalla mia 'fissazione' per la serie Professional di Sansui. Cercavo di capire se quel rigore costruttivo che vedi dentro un AU-9900 — quel seme dell'eccellenza giapponese che, al di là delle note vicende che hanno coinvolto altri grandi marchi del periodo, ha trovato per me la sua evoluzione più nobile nel prestigio di Accuphase, nata dalle ceneri di un'epoca — fosse solo estetica o sostanza sonora. Per scoprillo, l'ho messo alla prova con partner diversi: dai Fostex 208EZ ai Pluvia 11, fino alle RP8000. Tuttavia, il mio prossimo step, nonché l'inizio ufficiale nel mondo Heritage, saranno le Heresy III supportate da un sub Rel.

Il punto fermo rimane l'analogico: Thorens TD 125 mk1, braccio SME Improved e Grado Opus 3, filtrato da un pre phono valvolare dove alterno Mullard NOS, Red Base e Tung-Sol (queste ultime, le più aspre, mi servono come termine di paragone).

So che la mia catena mescola icone vintage a componenti moderni, ma in fondo il fine tuning non è proprio un cesellare? Lo vedo anche nel digitale: un DAC Musical Fidelity che, prima di passare a macchine valvolari dai costi oggi troppo aggressivi, affinerò con un buffer valvolare. Una scelta metodica per non distogliere risorse dalle parti cardine, cercando però fin da subito quella coerenza timbrica e quella densità che il rigore del Sansui esige.

Secondo voi, questo filo rosso che lega la pulizia del Sansui Professional ad Accuphase è una costante udibile, o è il mio 'cesellare' su una ricerca itinerante a dettare queste conclusioni?"

  • Melius 1

Perché un buffer valvolare? Perché un DAC valvolare? Mi sembrano due prese di posizione stranissime da parte di un appassionato che mi par di capire ha un grande interesse per Accuphase (immagino perché hai ascoltato qualche prodotto di questo costruttore), che in oltre 50 anni d’attività mai ha utilizzato un tubo termoionico nelle proprie elettroniche… 🤔 anche le Heresy col sub mi lasciano un po’ interdetto… 😕personalmente trovo che i sub possono essere utili per dare respiro a diffusori che faticano a scendere in basso, sgravandoli dalla parte dello spettro sonoro che faticano di più a riprodurre, dando maggiore pulizia alla riproduzione, ma non mi pare il caso della Heresy, che più di un sub necessita di amplificazioni in grado di controllare il loro basso, che può in certi casi essere un po’ “sfacciato” ed invadente.

Non vorrei sembrare lezioso, ma per migliorare il tuo sistema non metterei né una valvola al DAC, né un sub alle Klipsch… 😚

 

un saluto, BB

@Bentley Boy Ciao BB, ti ringrazio per le riflessioni. Capisco la tua perplessità, ma la mia non è una ricerca di coerenza 'da manuale', quanto un tentativo di sintesi puramente personale.

La mia fascinazione per Accuphase, ad esempio, non è solo teorica: nasce proprio dall'ascolto dell'E-202, una macchina che considero il ponte ideale tra il rigore della serie Professional di Sansui e l'eccellenza che sarebbe venuta dopo. È proprio quel tipo di struttura sonora che cerco.

Il mio ricorso alle valvole (come il pre-phono attuale o il buffer che ho intenzione di inserire sulla catena digitale) non è una presa di posizione contro lo stato solido. Uso, o userò, l'elemento valvolare esattamente come un filtro ottico in fotografia: non per cambiare il soggetto (che resta il rigore del Sansui), ma per gestire la densità della luce e la grana della pellicola. Le Mullard NOS, per il mio orecchio, restituiscono quella 'carne' e quella matericità che il digitale a volte asciuga troppo. È un bilanciamento soggettivo: il Sansui 9900 mette i muscoli e la precisione, le valvole aggiungono il respiro e l'atmosfera.

Sulle Heresy, concordo: il loro basso può essere sfacciato. Ma scelgo la sospensione pneumatica della III proprio per la sua velocità. Il sub Rel non dovrà aggiungere 'quantità', ma fungere da fondamenta invisibili per lasciare alle Heresy la libertà di fare quello che sanno fare meglio: essere vive e dinamiche.

In fondo, il mio è un 'cesellare' continuo e so che questa strada può sembrare un'eresia tecnica per i puristi dello stato solido. Ma mi chiedo: in un'epoca in cui cerchiamo la massima fedeltà, ha ancora senso parlare di 'purezza' assoluta o il vero fine ultimo è la costruzione di un'emozione basata sulla sinergia di mondi diversi? Voi come gestite questo equilibrio tra il rigore della macchina e la piacevolezza dell'ascolto? Sono curioso di sapere se qualcuno di voi ha mai tentato strade 'ibride' simili per rifinire elettroniche di grande carattere come i Sansui di quella generazione.

Un saluto!

  • Melius 1

@Akla @BazzaComplimenti per il BA-3000 e il BA-5000: parliamo di macchine che hanno fatto la storia e che definire 'lente' sarebbe un'eresia tecnica. 

Tuttavia, il mio 'elogio della lentezza' non era riferito ai circuiti Sansui, che anzi considero tra i più rigorosi e pronti (il mio AU-9900 ne è la prova). Mi riferivo alla metodologia di approccio: al prendersi il tempo per ascoltare e affinare il sistema un passaggio alla volta, senza la fretta del 'tutto e subito'.

Per chi chiedeva del DAC, utilizzo un Musical Fidelity V-DAC II. È una macchina che apprezzo per la sua onestà e linearità. Essendo però un convertitore molto 'asciutto', è il candidato ideale per l'inserimento di un buffer valvolare. Non cerco un DAC diverso, voglio lavorare sulla sua uscita per aggiungere, tramite le Mullard, quella densità materica che a mio avviso completa la precisione del silicio.

Capisco che il tempo per le chiacchiere sia poco, ma credo che lo scambio di esperienze serva proprio a trovare quell'equilibrio che cerchiamo tutti.

Un saluto!

@best_music

Capisco lo stupore, può sembrare un contro-senso. Ma il punto è proprio questo: non uso il sub per avere 'più bassi', ma per avere 'più Heresy'.

Chi possiede le III sa che la sospensione pneumatica è un fulmine, ma fisicamente fatica a scendere sotto una certa soglia con la stessa autorevolezza della gamma media. È qui che entra in gioco la scelta della Serie III: essendo un carico chiuso, ha un roll-off molto più dolce e naturale rispetto al reflex della Serie IV. Questo mi permette un'integrazione con il REL che sarebbe quasi impossibile con le IV, dove le code sonore del reflex andrebbero inevitabilmente a collidere con l'emissione del sub.

Il REL, collegato rigorosamente in alto livello per attingere alla stessa impronta timbrica del Sansui, non serve a 'gonfiare', ma a creare un tappeto di frequenze infrasoniche che 'libera' le Klipsch. Il risultato, per quanto paradossale, è che la gamma media sembra ancora più aperta e trasparente.

È una questione di appoggio armonico: il sub si fa carico del lavoro 'pesante', lasciando al woofer da 12 pollici delle Heresy solo la parte di spettro dove è imbattibile per velocità. Vi è mai capitato di sentire come cambia la percezione del palcoscenico quando si aggiunge un rinforzo sulle prime ottave senza interferire minimamente con l'incrocio dei diffusori?Dopotutto, non dimentichiamo che la Heresy stessa è nata da una violazione dei dogmi. Quando Paul Klipsch la presentò nel '57 come diffusore 'compatto' (per i suoi standard), gli diede quel nome proprio perché gli diedero dell'eretico per essere uscito dai suoi stessi schemi della tromba totale.

Mi sembra quindi il diffusore più adatto per continuare su quella strada. Se la Heresy è nata per rompere le regole, trovo che usarla oggi come base per sperimentazioni 'fuori dal coro' — che sia un sub a sospensione pneumatica o un tocco di Mullard nel digitale — sia il modo più autentico di onorare il suo nome e la sua storia.

In fondo, l'Hi-Fi non dovrebbe essere la ricerca della zona di comfort altrui, ma la costruzione della propria

  • Moderatori
8 ore fa, ArcanumVox ha scritto:

La mia fascinazione per Accuphase, ad esempio, non è solo teorica

Sul MeliusClub esiste una sezione specifica e dedicata ad Accuphase,dove poter trovare maggiori informazioni. 

  • Moderatori

@ArcanumVox 

4 ore fa, ArcanumVox ha scritto:

 Quando Paul Klipsch la presentò nel '57 come diffusore 'compatto' 

Restare in topic,lunghe divagazioni  non sono accettabili perché distolgono l'interesse del lettore. 

11 ore fa, ArcanumVox ha scritto:

Per chi chiedeva del DAC, utilizzo un Musical Fidelity V-DAC II. È una macchina che apprezzo per la sua onestà e linearità. Essendo però un convertitore molto 'asciutto', è il candidato ideale per l'inserimento di un buffer valvolare

Io uso da circa 15 anni il V-dac prima versione, quello con i font... vabbè 🤣

Onestamente non lo trovo affatto asciutto, anzi, mi da l'idea di essere piuttosto "morbido", senza asprezze di sorta. Ovviamente imho, sui miei trabiccoli ed alle mie orecchie.

Il 2 non l'ho mai ascoltato.

16 ore fa, ArcanumVox ha scritto:

non uso il sub per avere 'più bassi', ma per avere 'più Heresy'.

Grazie per l' approfondimento tecnico. Comprendo il tuo ragionamento (molti anni fa ho avuto le ar 10π, che non c' entrano nulla salvo essere a compressione pneumatica con un woofer da 12").

:

Da quanto capisco ti basi molto sull' ascolto e sul ragionamento; avendo in precedenza seguito qualche discussione riferita all' ambito multicanale e quindi all' uso della equalizzazione ambientale digitale, mi sono trovato più spesso a leggere di esperienze basate su misure (microfono campione + software di analisi, di solito REW) in un contesto in cui il crossover, la fase ed il livello (gain) del subwoofer sono in prima battuta messi a punto da procedure automatizzate (in particolare la fase non so proprio come si potrebbe regolare a orecchio) e necessitano magari  di una ulteriore messa a punto. Ripeto: discussioni lette, non mie esperienze personali.

:

 

 

@ArcanumVox  ciao 

 

anche se da una prospettiva diversa , mi trovo molto con quello che scrivi.

 

a) conosco bene le Heresy 3, Cornwall 3 ed ascoltate bene pure le " La scala (quelle recenti)" - Che dire - hanno un fascino per me molto forte e suonano bene - come tu dici anche se con wooferoni , non hanno un basso che scende tantissimo - forse la tua analisi è corretta - sono veloci e aprono il medio basso dando un tocco di realismo e di intensità notevoli. Inoltre sempre a mio parere, sono quasi un partner ideale per i classe A come il Sugden (il mio ora sta uscendo dalla sala operatoria e a breve me lo godrò di nuovo).

 

b) Accuphase; che dire - belle macchine, musicali emozionali ma anche precise e performanti - mi hanno colpito  il 480 (direi ampli completissimo) ma soprattutto l'ultimo Re:  E 800 - macchina pazzesca semplicemente - peccato il costo esorbitante - se un domani mi arriva un lascito da una  zia in Canada - lo compro subito come macchina definitiva.

 

c) il dac - ho fatto il tuto stesso ragionamento - lì nasce l'impronta sonora (come se il file  digitale fosse un gomitolo e il dac la macchina che dipana) - forse è congenita una certa asprezza (da lì il R2R forse) e magari con uno stadio di uscita od anche buffer opportuno si ottiene a valle della conversione una texture , un armonia che ci lascia appagati -  e qui la valvola credo abbia un senso a bilanciare un poco il tutto (forse quello che fanno i pre di qualità)

 

quindi ti comprendo benissimo: sai se si ascolta rock duro (piace anche a me)   è un conto - se però si passa al grande universo sinfonico ed operistico o al piano solo e alle sue sonorità meravigliose, è un altro conto.

 

d) il sub concordo ha senso per me solo se muggisce - cioè se crea le infra basse che danno spazialità e maggiore profondità al palcoscenico - dal Dimitri ascoltai proprio quest'effetto con il sub Wilson Benesh - tarato su frequenza bassissime e basta

 

 

@ArcanumVox con ordine…

 

 

1) in “il fascino Accuphase”, a pagina 10 del Thread intitolato “le foto dei nostri impianti”, c’è quella del mio. Ho preso il mio primo Accu più o meno 20 anni fa, ed ora sono arrivato all’impianto in foto. Attento che se cominci con quegli apparecchi lì, poi uscire dal tunnel e’ dura… 😚 

 

 

2) sul cosa può fare un buon sub in un impianto mi sembra che abbiamo opinioni simili… ma nell’aggiunta alle Heresy vedo due limiti: il primo è che il basso c’è già… va solo controllato con un ampli ben controreazionato (e sotto questo profilo gli Accu sono ok), in modo che non diventi “sfacciato”. il secondo è che abbiamo a che fare con un diffusore ad alta efficienza (anche questa scelta con cui concordo): abbinarci un sub altrettanto efficiente ( e direi anche veloce ), non credo sia facile… bella l’idea di avere “più Heresy”, ma continuo ad avere molti dubbi sul fatto che il sub sia la strada giusta per arrivarci… 🤔
 

3) il convertitore MF non lo conosco…  ma se senti la necessità di “metterci qualcosa”, di “correggerlo”, valuterei il passaggio ad altro convertitore. La questione valvole la lascerei però sullo sfondo, nel senso che indipendentemente dalla tecnologia adottata, deve piacere e dare i risultati auspicati 😁.

 

Chiosa finale: i concetti di lento e veloce in ambito Hi-Fi mi fanno inc… 🤨, nel senso che un componente non dev’essere né uno, né l’altro: dev’essere accurato. Ecco, dovendo esprimere il suono Accuphase con una sola parola, userei proprio questa: accurato. Suono che, ad esempio, ho trovato anche nelle purtroppo poco conosciute elettroniche  Lavardin (prima o poi un impianto per lo studio attorno ad un integrato IS o IT di questo produttore, con magari delle Tannoy Autograph come diffusori, mi sa che me lo faccio… 😗).

 

 

buoni ascolti, BB

Boris Lametta
Il 28/12/2025 at 15:09, ArcanumVox ha scritto:

saranno le Heresy III supportate da un sub Rel

posseggo Heresy III e REL Storm III, e non posso che parlarne bene. Sebbene le Heresy vadano benissimo da sole, con l'aggiunta del REL diventano praticamante delle Cornwall, restituendo con il genere opportuno una prestazione devastante (se la si cerca) e competa su tutto lo spettro.

Mi sento però di consigliarti vivamente un sub di alta qualità (da evitare assolutamente gommoni per HT), altrimenti meglio senza. Come già accennato in altro thread, prima del mio eccellente REL provai un 12 pollici Klipsch con risultati decisamente non all'altezza, risultando il sub lento goffo e monocorde.

Il REL invece è perfetto, tagliato molto in basso a circa 45 Hz e al livello giusto per intervenire solo quando serve, rifinisce e integra la mancaza della prima ottava della piccole heritage e va proprio nella giustissima direzione accennata da @jakob1965

17 ore fa, jakob1965 ha scritto:

il sub concordo ha senso per me solo se muggisce - cioè se crea le infra basse che danno spazialità e maggiore profondità al palcoscenico

Altrimenti se ancora non hai acquistato nulla, ambiente permettendo, ci sarebbero le Fortè che sono praticamente le Heresy ma con un basso più presente ed esteso.

  • Moderatori

       Impossibile continuare!

Trattare in un unico thread 

SANSUI

ACCUPHASE

KLIPSCH

MUSICAL FIDELITY 

LAVARDIN

DAC

SUB

e diverse divagazioni,

genera confusione e non rispetta il titolo che deve essere sintetico e indicativo dell'argomento  da trattare.

Fin troppi OT ( nonostante la precedente indicazione della Moderazione ) sono stati fin adesso tollerati.

 

Ospite
Questa discussione è chiusa.
  • Notizie

  • Badge Recenti

    • Contenuti Utili
      simpson
      simpson ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
    • Badge del Vinile Oro
      dec
      dec ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Oro
    • Membro Attivo
      Partizan
      Partizan ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Membro Attivo
      gpp68
      gpp68 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Oro
      spersanti276
      spersanti276 ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Oro
×
×
  • Crea Nuovo...