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Proteggersi dalla “modernita”


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jackreacher

Il problema non è il proteggersi dalla modernità, anzi si dovrebbe cercare sempre di apprendere ed adattarsi ai cambiamenti mantenendo ciò che c'è di buono del passato ed accogliendo ciò ch'è utile e valido oggi.

Io sono ancora giovane, ma quello che percepisco dal mondo dei più giovani è una tendenza all'isolamento, cioè i ragazzi moderni vivono molte meno relazioni sociali vere e si rinchiudono in mondi virtuali fatti di "gruppi", social, ecc.... In questo modo si allontanano sempre di più dalla realtà ed entrano nel surreale, dove tutto è possibile, lecito, giusto, corretto. I più anziani dovrebbero dare costantemente l'esempio col loro modo di vivere, di parlare, di interagire ai più giovani, ma gli anziani si stancano ed i giovani sfuggono nei loro "mondi".

.

Non per essere pessimista (:classic_biggrin:), ma ogni cosa che ha un inizio avrà una fine, le civiltà del passato sono cadute, anche questa postmoderna cadrà, inoltre anche a livello "biologico" l'umanità ed il pianeta sono ad un punto di non ritorno, sull'orlo di un baratro, e ci cadranno in pieno...

.

Buona epifania a tutti :classic_wink: 

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Gaetanoalberto
7 minuti fa, jackreacher ha scritto:

ragazzi moderni vivono molte meno relazioni sociali vere e si rinchiudono in mondi virtuali

Si, il tempo dedicato a questo tipo di relazioni deve preoccupare, ma è tema che gli adulti dovrebbero aiutare a  gestire.

8 minuti fa, jackreacher ha scritto:

l'umanità ed il pianeta sono ad un punto di non ritorno,

Mi pare un filo pessimistico, perdinci.

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teramusic
13 minuti fa, jackreacher ha scritto:

 I più anziani dovrebbero dare costantemente l'esempio col loro modo di vivere, di parlare, di interagire ai più giovani, ma gli anziani si stancano ed i giovani sfuggono nei loro "mondi".

Che esempio vuoi che diano? Sono loro che hanno governato le trasformazioni che hanno portato al mondo attuale....

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@Gaetanoalberto

Con la prospettiva da insegnante, i miei docenti del liceo non mi hanno lasciato una traccia particolare.

L'etimo di insegnare è "incidere, imprimere dei segni" (sottinteso nella mente), non ricordo alcuno che abbia davvero lasciato un segno. Ricordo una certa improvvisazione nello svolgere la lezione, che osservo in misura minore nei miei insegnanti. Inoltre l'attività didattica era sorretta dall'assunto che chi sa, sa insegnare, assunto non del tutto vero.

Quanto al presente, l'insegnamento ha quale condizione per la sua efficacia la disponibilità degli studenti a riconoscere nell’insegnante un soggetto legittimato a svolgere quella funzione funzione. Alla luce di tale prospettiva teorica, infatti, l’azione dell’insegnare trova le sue condizioni di efficacia nella disponibilità degli allievi a riconoscere nell’insegnante un soggetto legittimamente deputato a svolgere quella funzione. La riuscita del suo operato consegue dal fatto che gli studenti abbiano fiducia in lui e che lo riconoscano come il loro insegnante. Senza questo riconoscimento sociale l’attività didattica rimane priva di fondamento e senza conseguenze fertili nei processi di apprendimento.

Ciò che osservo essere mutato è questo riconoscimento sul ruolo del docente, che 40-50 anni fa era presente ed oggi lo è molto meno. In troppi misurano il riconoscimento sociale sulla base del reddito della persona, sulla base di questo criterio il riconoscimento dell'insegnante è marginale.

  • Melius 2
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5 minuti fa, Savgal ha scritto:

i miei docenti del liceo non mi hanno lasciato una traccia particolare.

I miei in parte si. Alcuni in modo decisamente positivo, altri decisamente negativo. Molti non hanno lasciato traccia.

Dipende da molti fattori, ma l'amore per l'insegnamento -che a volte è anche insegnamento di vita- arriva per chi è permeabile a riceverlo, eccome se arriva.

 

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Gaetanoalberto
10 minuti fa, Savgal ha scritto:

In troppi misurano il riconoscimento sociale sulla base del reddito della persona,

Non c'é dubbio che i ragazzi hanno un ambiente di provenienza e ricevono un'educazione, che  condiziona il rapporto con gli insegnanti.

D'altra parte i ragazzi sono  individui distinti con una propria personalità, e su questa influiscono anche, perni più condizionabili, le dinamiche di gruppo.

Fiducia e sfiducia possono essere pregiudiziali e precedere l'esperienza concreta, tuttavia un buon insegnante di solito riesce a conquistarsi la fiducia, ed uno cattivo la perde.

A questo si associa l'educazione o maleducazione degli alunni, variabili non del tutto dipendenti.

Comunque resistere, resistere, resistere, e cerchiamo di mantenere il contatto utile tra passato, presente e futuro.

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jackreacher
1 ora fa, teramusic ha scritto:

Che esempio vuoi che diano? Sono loro che hanno governato le trasformazioni che hanno portato al mondo attuale....

Non tutti gli anziani hanno fatto cose sbagliate, non pensi?

Purtroppo la direzione la stabilisce chi ha il potere .... e spesso fa cose errate 

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teramusic
1 minuto fa, jackreacher ha scritto:

Non tutti gli anziani hanno fatto cose sbagliate, non pensi?

Purtroppo la direzione la stabilisce chi ha il potere .... e spesso fa cose errate 

No, non abbiamo fatto cose sbagliate ma siamo noi che, collettivamente, abbiamo costruito il mondo che abbiamo o, al limite, abbiamo lasciato costruire. Non è  che siamo stati ibernati 50 anni fa e ci siamo risvegliati solo ora :classic_rolleyes:

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extermination

A mio avviso il principale problema che affligge pesantemente le scuole - principalmente le scuole dell’obbligo- è dato dal fatto che il “rispetto”, che c’era un volta verso l’insegnante, se n’è andato bellamente a puttane - anche delle famiglie-con tutto ciò di fortemente negativo che ne consegue su tutti i fronti - come dire - sintomatica mancanza di rispetto 

ps) vero anche l’importanza della capacità di creare fiducia e relazioni di valore, attraverso l'ascolto e la valorizzazione degli studenti.

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jackreacher
10 minuti fa, teramusic ha scritto:

No, non abbiamo fatto cose sbagliate ma siamo noi che, collettivamente, abbiamo costruito il mondo che abbiamo o, al limite, abbiamo lasciato costruire. Non è  che siamo stati ibernati 50 anni fa e ci siamo risvegliati solo ora :classic_rolleyes:

L'argomento è molto più complesso di quanto possa apparire, do soltanto qualche indizio:

chi scrive la storia, i vincitori o gli sconfitti?

tutti i russi vogliono l'Ucraina?

gli africani amano essere miserabili e calpestati?

i giudei hanno sempre ragione?

tutti gli italiani la pensano come Salvini e Meloni?

tutti gli americani sono come Trump?

E potrei continuare all'infinito....

.

Uno fa quel che può e magari non basta....

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teramusic
12 minuti fa, jackreacher ha scritto:

L'argomento è molto più complesso di quanto possa apparire, do soltanto qualche indizio:

chi scrive la storia, i vincitori o gli sconfitti?

tutti i russi vogliono l'Ucraina?

gli africani amano essere miserabili e calpestati?

i giudei hanno sempre ragione?

tutti gli italiani la pensano come Salvini e Meloni?

tutti gli americani sono come Trump?

E potrei continuare all'infinito....

.

Uno fa quel che può e magari non basta....

Fa parte del gioco, il carro va dove tirano i buoi

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analogico_09
Il 05/01/2026 at 20:25, mozarteum ha scritto:

il nuovo mondo sta velocemente usurando quei nessi che chi e’ nato nel novecento -ed e’ ora giunto alla maturita’ - aveva con significati, estetica, comunicazione, millenari e relativamente stabili nel tempo.

Per farla breve: un Beato Angelico, ma anche solo un Giacomo Balla comunicano col presente? E un Kundera, senza scomodare il Manzoni? Lasciamo perdere un Beethoven o uno Stockhausen o un Film di Fellini.
A me pare che tutto cio’ sia considerato e valutato come archeologia umanistica,in modo non dissimile da come oggi possano apparirci le rovine del
Foro Romano. Roba per archeologi o appassionati elitari e per cartoline di tramonto

 
Tornando un attimo sulla questione del bello artistico, in che modo potremmo considerare sempiterni ed assoluti, esclusivi, i canoni estetici condivisi a cui facciamo riferimento oggi, come pure ieri. 
E i giovani, che sono di questa stessa nostra epoca, appartenenti alle stessa civiltà, alla stessa cultura, fino a che punto potranno riconoscerla, condiserato che molto spesso le spinte iconoclastiche giovanili, nuove, non solo anagraficamente, tendono a superare se non anche abbattere i canoni estetici costituiti.   

 

Vorrei condividere le riflessioni di Tomaso Montanari ultimamente più noto come "opinionista" televiso impegnato nella politica intesa come impegno civile e culturale non gà partitico. Storico dell'arte, critico e saggista italiano, di acuto ingegno come pochi altri in Italia, rettore dell'Università per stranieri di Siena dal 2021, questo è il suo parere. 


 

 

Un riassunto

 

 

Ospite di Luca Sommi in occasione della terza puntata di Lezioni Private, in onda questo sabato 3 gennaio alle 21:30 in prima serata sul canale Nove, lo storico dell’arte e rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, parla della percezione della bellezza a partire dai Bronzi di Riace e dalla Venere di Milo.

Secondo il professore: “Vediamo queste opere belle perché abbiamo dominato, e le vedono belle anche altri che non appartengono a questa tradizione culturale, perché c’è stato un discorso di egemonia – spiega il docente – se i canoni estetici dei Longobardi fossero rimasti egemoni, oggi non troveremmo belle nello stesso modo queste opere”.

“Molti uomini del Rinascimento non conoscevano così bene l’arte antica e l’hanno reinventata. Da quel punto in poi tutto questo rientra nella nostra memoria collettiva. Il canone della bellezza è legato alla Storia. Non è astratto, non è calato dall’alto. Se non avessimo avuto il Rinascimento, queste cose non le considereremmo belle come oggi”, ha concluso Tomaso Montanari

 

Il video relativo, non integrale.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/03/tomaso-montanari-a-lezioni-private-sul-noveil-canone-della-bellezza-e-legato-alla-storia/8244397/

 

 

Stesso format si parla dell'arte contemporanea. "Montanari: la bellezza da Maurizio Cattelan a Trump"

(chiedo di non fare ironie, non si pensi si voglia fare "politica" L'arte è correlata alla politica, la politica all'arte. 

 


Per chi fosse interessato all'integrala, alla parte realtiva a Montanta è pòossibile iniziare dal min 4:25 fino a 28:00 ma non è ovvia,emte vietato vederlo integralmente. 

https://nove.tv/programmi-nove/lezioni-private

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