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E' morto Bela Tarr


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È morto Béla Tarr: addio al regista ungherese, maestro del cinema d’autore, “Satantango” e l’opposizione a Orbán

 

https://www.unita.it/2026/01/06/morto-bela-tarr-regista-ungherese-cinema-autore-satantango-orban/

 


Da noi conosciuto essenzialmente per l'opera Santantango 450 minuti di straordinario bianco e nero e di interminabili in quadrature e lentissimi piani sequenza. Non una sempilice visione bensì un'esperienza visiva e visionaria estenuante e preziosa dalla quale se ne esce (chi abbia avuto l'ardore di entrare) in preda all'esaltazione. Paragonabile, sotto il profilo della durata, alle rappresentazioni della tetralogia wagneriana a Bayreuth che tuttavia dura di meno. 

 

 


Il film è completamente ambientato nella sconfinata pianura ungherese dove, sotto una costante pioggia battente, un' umanità disperata si contende gli ultimi brandelli di consapevolezza. Alla fine gli uomini verranno ingannati da un falso messia e si ritroveranno al punto di partenza. Opera estrema e terribile la pellicola è un omaggio ossessivo alla fine del nostro millennio. Un superbo bianco e nero, la piattezza della pianura magiara, scene in tempo reale (un ballo di mezz'ora, piani-sequenza di 10 minuti) e una durata complessiva di sei ore e mezza. Ipnotico.



RIP

 

 

 

 

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Nella mia infinita ignoranza ammetto che non conoscevo questo regista. Ieri sera leggo sul post un suo ricordo e clicco su un video, un estratto di una decina di minuti da Satantango. La scena, lentissima, in bianco e nero, è un piano sequenza che mostra una mandria di mucche che si muove lentamente tra gli edifici fatiscenti di un villaggio. Meravigliosa. Inutile, assurda, ma meravigliosa. Ma ancora più significativo il commento di un abbonato al post (il post lo puoi leggere gratis, ma se vuoi commentare ti devi abbonare): proprio in un’epoca nella quale non riusciamo a stare dieci minuti senza sacrificare il nostro tempo alla velocità del telefonino, questa immane lentezza diventa bellezza assoluta. Sono d’accordo con quell’abbonato. Era dai tempi del miglior Fellini (sarà stato la suggestione del vento che sporcava la colonna sonora) che non rimanevo così affascinato da una visione fine a se stessa.

 

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analogico_09
5 ore fa, campaz ha scritto:

Ieri sera leggo sul post un suo ricordo e clicco su un video, un estratto di una decina di minuti da Satantango. La scena, lentissima, in bianco e nero, è un piano sequenza .... una mandria di mucche che si muove lentamente tra gli edifici fatiscenti di un villaggio. Meravigliosa. Inutile, assurda, ma meravigliosa.

 

 

Bisognerebbe vedere l'intero film, Danilo, per poter dire di aver fatto un'esperienza cinematografica forse davvero unica e irripetibile, estenuante e "difficile" con Bela Tarr. Non solo in funzione del lunghissimo metraggio della pellicola e la lentezza delle scene, sequenze e piani sequenza e per il magnifico biano e nero, come scrivevo sopra, ciò che tutti notano di primo acchitto, ma soprattutto per via del fatto che lo sguardo dello spettatore abituato a ritmi e tempi filmici generalmente molto più veloci viene chiamato ad adattarsi alla lentezza cinematografica compiendo uno sforzo visivo/fisico, morale ed esteico-intellettuale che non tutti sarebbero disposti a fare, "solo" per assistere ad una messinscena basata sulla rappresentazione dell"inutile" che mi sembra rimandi - mi ci fai pensare tu usando quel termine - alla "conquista dell'inutile" che ritroviamo nel Fitzcarraldo di Herzog.

Sarà che l"inutile" è più interessante, eccitante e misterioso, imprevedibile, quindi eccitante delle cosa utili più facilmente a portata di mano. 

Scoprii Santantango diversi anni fa, quando Enrico Ghezzi ne programmò la visione per Fuori Orario che registrai su due vidocassetta e che ancora conservo. Ne controllerò lo stato di conservazione, ma credo sia buono, seguito a tenere tutte le mie VHS il luogo asciutto, privo di umidità, lontano dalla luce diretta del sole. Il cinema è fatto di luce, teme la luce, per questo durante le proiezioni dei film si fa "buio in sala"... :classic_wink:

 

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Il 08/01/2026 at 19:19, dariob ha scritto:

  Al momento non disponibile... 

 

 

Visti Satantango,   L'Uomo di Londra passato al Torino film  festival 2007 e nelle rassegne a Roma gli  Le armonie di Werckmeister e Il Cavallo di Torino.
Cinema sommo quello di Bela Tarr, impegnativo, "esigente",  pronto a ripagare lo spettatore ponendolo di fronte a scenari immaginativi visionari e realistici senza tempo, un cinema di "durata", della lentezza, per chi non vada di "fretta". Mi piacerebbe molto il cofanetto proverò a cercarlo in giro... 

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