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Melius Club

I toni dell'amplificatore possono modificare la sua timbrica?


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checilascialozampino

Salve a tutti e buon anno!

Mi riallaccio a varie discussioni passate sulla "timbrica" degli amplificatori, in particolare a quella, supposto che si possa affermare così, sulla differenza tra amplificatori a timbrica "chiara" e timbrica "scura", al link di seguito:

 

In particolare mi domando se:

 

-supponendo di avere due amplificatori uno a timbrica "chiara" ed uno a timbrica "scura" è possibile secondo voi tramite il controllo di toni -oppure uno o due  equalizzatori- e volume,  avvicinare il suono delle timbriche dei due amplificatori (approssimando nel nostro "esperimento" di non avere degrado di segnale per l'utilizzo di tali strumenti, e id ipotizzando dinamiche simili)?

 

oppure tale "timbrica" dell'amplificatore (per chi ne ammette l'esistenza, perché altri la negano, o la considerano in altri modi, si vedano le altre discussioni) rimane qualcosa di insito non realmente modificabile (appunto il suo "timbro", il suo marchio) nel suono finale prodotto?

 

-il discorso può valere anche nel confronto tra preamplificatori, ovviamente-

 

 

Il quesito potrebbe essere posto in altri termini così:

 

Supposto di avere un amplificatore al lato sx "chiaro" ed uno al lato dx "scuro", e due equalizzatori dello stesso tipo a monte di entrambi (per avere uguale "degrado" di segnale audio), è possibile agendo sugli equalizzatori modificare i segnali audio in modo di avere il suono del canale sx e dx analoghi?

 

 

Quali gli intoppi imprevisti?

Diversità scena/palcoscenico sonori, diversità di presenza.. etc.. o sono anch'essi modificabili?

Modificabili equalizzando?

 

Per me le risposte sono tutte NEGATIVE ma non saprei spiegarmi chiaramente il motivo..

Cosa ne pensate?

 

Link al commento
https://melius.club/topic/27952-i-toni-dellamplificatore-possono-modificare-la-sua-timbrica/
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@checilascialozampino

40 minuti fa, checilascialozampino ha scritto:

Supposto di avere un amplificatore al lato sx "chiaro" ed uno al lato dx "scuro", e due equalizzatori dello stesso tipo a monte di entrambi (per avere uguale "degrado" di segnale audio), è possibile agendo sugli equalizzatori modificare i segnali audio in modo di avere il suono del canale sx e dx analoghi?

Con 2 buoni equalizzatori per ciascun lato/diffusore con una buona capacita' nel sapere bene cosa si fa , orecchio e molta parsimonia si riesce piu' o meno in modo sufficiente a raggiungere l'obiettivo , ma... Io mi sono divertito in questo tipo di prove. Ma rimane comunque solo un esperimento perche' ci sono poi delle variabil in gioco che peggiorano/alterano il suono.

 

40 minuti fa, checilascialozampino ha scritto:

supponendo di avere due amplificatori uno a timbrica "chiara" ed uno a timbrica "scura" è possibile secondo voi tramite il controllo di toni -oppure uno o due  equalizzatori- e volume,  avvicinare il suono delle timbriche dei due amplificatori

Direi che si puo' fare in modo che il suono diventi piu' o meno simile a livello timbrico . Variando come livello delle varie frequenze espresso dai singoli amplificatori si puo rsggiungere una buona verosimiglianza sonora ma solo in via grossolana perche', come mi esprimo anche nello scritto successivo , rimane un esperimento in quanto si vanno poi ad intaccare delle caratteristiche dei singoli amplificatori evidenti con eventuali test e grafici " prima " e " dopo" l'intevento. 

E comunque con i controlli si puo' variare "in un certo qual modo "... la timbrica e solo quella , ma non l'ampiezza di suono , il respiro , la dinamica ,la  scena , la focalizzazione , la durezza/morbidezza , la capacita' di piu' o di meno a rimanere incrollabili a puliti ai vari livelli di suono , ecc. ecc. ecc. ecc. .......

checilascialozampino

 

Grazie mille!

 

#long playing

"durezza/morbidezza"

Mi hai aggiunto un parametro..

Effettivamente leggendoti mi sono reso conto che per me "chiaro" "scuro" erano sinonimi di duro morbido..

 

Forse perché a me i suoni particolarmente chiari rendono come aspri e duri..

Laddove invece allo "scuro" associo il morbido.

Ma probabilmente ci può essere anche uno "scuro" aspro e duro..?

 

Io di base cmq prediligo amplificatori dal suono che tendono allo "scuro" e morbido.. anche se ultimamente mi accorgo di essere sempre più incuriosito dagli alti brillanti, quasi squillanti, in particolare quelli metallici di percussioni e batteria che forse prima davo maggiormente per scontati..

Anche da questo viene forse la mia curiosità sul presente argomento.

46 minuti fa, fabbe ha scritto:

Penso che nella timbrica rientri anche la capacità di far emergere le armoniche del messaggio musicale.  Quindi per me non basta regolare i toni.

Direi che, in un impianto ben pensato, regolare i toni è sempre di troppo .

Stiamo alle basi insomma 

checilascialozampino

#Dufai

Certo, grazie..

Questa è una delle cose che ho capito frequentando i siti degli "audiofili"!

Questo appunto l'ho chiamato un esperimento ideale.

 

Anche se la tua affermazione mi ha fatto venire in mente altri due interrogativi che in un certo senso sono correlati.. ora non so se porli qui o aprire altre due micro discussioni come questa!

 

checilascialozampino
29 minuti fa, Dufay ha scritto:

Direi che, in un impianto ben pensato, regolare i toni è sempre di troppo .

Stiamo alle basi insomma 

 

Pongo i miei interrogativi..

Almeno ci provo, e scusate magari la mia ignoranza.. sicuramente non sono un tecnico elettronico quindi se ve ne sono e riuscite portate pazienza..

 

Gli altri miei quesiti correlati, da quel che ho capito ad ora:

 

1. Salvo che, per tagliare la testa al toro a tutte le discussioni possibili, hanno inventato il "direct" ogni amplificatore, in particolare con ingresso Phono, avrà un circuito basato su condensatori e resistenze per adattarlo al Riaa.

 

Questo circuito contribuirà a quella che per semplificare chiamo "risposta timbrica" dell'amplificatore.

 

Certo una scheda "toni" avrà in aggiunta anche dei potenziometri, che alterano maggiormente il segnale.

Però se prendo un amplificatore senza "scheda toni" o se "regolare i toni è sempre di troppo"allora mi fido totalmente alla "scelta timbrica" costruttore?

Anche in caso di sorgenti "deteriorate", per esempio.. come può essere un blues degli esordi, dove a volte con i toni puoi fare veramente riemergere un pezzo?

14 minuti fa, checilascialozampino ha scritto:

Certo una scheda "toni" avrà in aggiunta anche dei potenziometri, che alterano maggiormente il segnale.


Ma un qualcosa di digitale da mettere dopo la sorgente e accendere quando serve?

I DSP di oggi fanno quasi miracoli, a casa di amici ho sentito tirare fuori suoni e ridurre rumori

checilascialozampino

2. Altro mio interrogativo.

Sicuramente il mio è un "caso limite" perché ho "4 finali" in uscita al preamplificatore, e ciascuno di essi copre una gamma di frequenza singola, dal woofer più basso, ai medi al tweeter.

I "finali" sono 4 amplificatori analoghi, che scelsi appunto per il timbro morbido e caldo.

 

Ora io per ora per comodità uso il controllo toni per "tagliare la banda" alle varie frequenze in ciascuno in modo diverso ed andare appunto al tweeter ed al woofer in modo diverso.

 

Certo un upgrade sarà calibrare per qualità e capacità dei condensatori, ed passa bassi, ma intanto per comodità uso il controllo toni.

E ben so che tutto questo è lontano da un concetto di audiofilia pura, ed ho fatto questa scelta prendendone consapevolezza nel tempo (quando ho iniziato non sapevo neanche cosa volesse dire bene questo concetto dell'"audiofilia) ed andando avanti sempre più consapevolmente -anche per una questione di costi-.

Quindi al netto di questo mi domando, cambierà molto il segnale tra i vari cross over ed usare la scheda toni?

 

Altro interrogativo (🥹)..

 

3. Diciamo che devo collegare il condensatore al Tweeter.

Per come è fatto il mio impianto (in cui ho un amplificatore tweeter dedicato, ad esempio), cambia qualcosa se metto il condensatore vicino al tweeter, come di solito si fa, o se lo collego vicino all'uscita della polarità nell'amplificatore???

 

checilascialozampino
28 minuti fa, Viandante ha scritto:


Ma un qualcosa di digitale da mettere dopo la sorgente e accendere quando serve?

I DSP di oggi fanno quasi miracoli, a casa di amici ho sentito tirare fuori suoni e ridurre rumori

Grazie dell'appunto.. sinceramente non sapevo cosa fossero e sono andato a vedere..

 

Diciamo che può essere un argomento parallelo ma a me non interessa molto -almeno al momento!-

 

Quando parlo di "finali" diciamo che ho scelto 4 amplificatori dello stesso modello, e sono del 1966-1967!

 

Diciamo che il mio più che un impianto "alta fedeltà" è un'esperimento, un "gioco" di "archeologia analogica"!

Ovvero fare in modo che degli amplificatori di '60 anni fa possano dare il meglio in un impianto dedicato.

La scelta di dividere la banda di segnale in più amplificatori nasce anche per esigenze  di potenza.. infatti sulla carta sono 7 watt per per canale.

 

Ma per come è concepito l'impianto, per la grandezza della sala d'ascolto, e per il volume dei miei ascolti -che è calato andando avanti con gli anni-, sono totalmente sufficienti, anzi.

 

La cosa a mio avviso -e molti so che qui storcono il naso- è che la tecnologia archeologica del mio caso è quella dei transistor al Germanio.

Vera terra di mezzo tra il silicio e le valvole.

 

Ma in ogni caso, un DSP su questo impianto per come la vedo ora cozzerebbe troppi (ma grazie del suggerimento!) però i miei interrogativi precedenti rimangono, e credo siano validi generalmente e spero diano spunti di interesse magari per altri casi "limite" come il mio esperimento, o per re-interrogarsi ed avere spunti sul generale ascolto quotidiano..

 

 

 

checilascialozampino

È bello vedere come il "VINTAGE" sia relativo!

Per la mia "estetica" quello è un "nuovo"!

 

C'è ne vorrebbero 4! uno a monte di ogni amplificatore..!!! Mi sembrerebbe un po' troppo!!!

checilascialozampino

Cmq i miei interrogativi su "chiaro" "scuro" interventi tono ed esperimenti ideali vari esulano dal campo particolare del "my fi"! 

 

Sono interrogativi credo di carattere generale per entrare di più appunto nell'ascolto e di come vediamo la nostra catena di amplificazione..

 

Cercare spunti, riflessioni, visioni, "nuove" se questo è ancora possibile!

Nel momento in cui usi i controlli ovviamente sottrae o enfatizzi alcune frequenze e dunque incidi sulla timbrica. Se non li usi invece NO. E non sto dicendo che non debbano essere utilizzati, anzi per certe registrazioni è utile averli

1 ora fa, Dufay ha scritto:

Direi che, in un impianto ben pensato, regolare i toni è sempre di troppo .

Stiamo alle basi insomma 

Direi che, in un'installazione professionale, viene sempre effettuata un'equalizzazione (cioè una regolazione dei "toni") misurata nell'ambiente in cui si ascolta.

Stiamo alle basi insomma :-)

  • Melius 2
checilascialozampino
31 minuti fa, Jarvis ha scritto:

Nel momento in cui usi i controlli ovviamente sottrae o enfatizzi alcune frequenze e dunque incidi sulla timbrica. Se non li usi invece NO. E non sto dicendo che non debbano essere utilizzati, anzi per certe registrazioni è utile averli

 

Forse perché negli anni i controlli "tono" sono diventati più "delicati".

Tu includi tout court il controllo toni nel cambiamento timbrico dell'amplificatore.

 

In effetti, pensandoci ora, se penso ad un vecchio amplificatore valvolare che ho in casa, in cui c'è un solo controllo "toni".. orario alti, antiorario bassi, lì sembra veramente difficile cambiare la timbrica dell'amplificatore.

 

Forse perché sono alti e bassi in un'unica manopola, forse perché i range di cambiamento sono più grandi..

 

Questa potrebbe essere una cosa interessante a cui non pensavo..

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