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I toni dell'amplificatore possono modificare la sua timbrica?


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Nel momento in cui usi i controlli ovviamente sottrae o enfatizzi alcune frequenze e dunque incidi sulla timbrica. Se non li usi invece NO. E non sto dicendo che non debbano essere utilizzati, anzi per certe registrazioni è utile averli

GibsonStrato
1 ora fa, Dufay ha scritto:

Direi che, in un impianto ben pensato, regolare i toni è sempre di troppo .

Stiamo alle basi insomma 

Direi che, in un'installazione professionale, viene sempre effettuata un'equalizzazione (cioè una regolazione dei "toni") misurata nell'ambiente in cui si ascolta.

Stiamo alle basi insomma :-)

  • Melius 2
checilascialozampino
31 minuti fa, Jarvis ha scritto:

Nel momento in cui usi i controlli ovviamente sottrae o enfatizzi alcune frequenze e dunque incidi sulla timbrica. Se non li usi invece NO. E non sto dicendo che non debbano essere utilizzati, anzi per certe registrazioni è utile averli

 

Forse perché negli anni i controlli "tono" sono diventati più "delicati".

Tu includi tout court il controllo toni nel cambiamento timbrico dell'amplificatore.

 

In effetti, pensandoci ora, se penso ad un vecchio amplificatore valvolare che ho in casa, in cui c'è un solo controllo "toni".. orario alti, antiorario bassi, lì sembra veramente difficile cambiare la timbrica dell'amplificatore.

 

Forse perché sono alti e bassi in un'unica manopola, forse perché i range di cambiamento sono più grandi..

 

Questa potrebbe essere una cosa interessante a cui non pensavo..

Viandante
2 minuti fa, checilascialozampino ha scritto:

un solo controllo "toni".. orario alti, antiorario bassi, lì sembra veramente difficile cambiare la timbrica dell'amplificatore


Ma non è la stessa cosa variare i toni e cambiare la timbrica?

checilascialozampino

Hai ragione..

Ho sbagliato io a non precisare..

 

Per "timbrica dell'amplificatore" io intendo quel "colore" chiaro o scuro tipico dell'essenza -o marca- di ogni amplificatore.

 

Ora tornando alla domanda iniziale, cambiando l'assetto dei toni cambio anche quel suo "colore d'essenza" che lo caratterizza? 

 

 

Ad esempio, estremizzando:

Posso "trasformare" un Sansui au degli anni 70 in un Marantz dello stesso periodo e qualità, agendo sui tonidell'uno e dell'altro?

 

O cmq rimarrà quel "timbro" proprio di entrambi?

ilmisuratore
39 minuti fa, checilascialozampino ha scritto:

Hai ragione..

Ho sbagliato io a non precisare..

Per "timbrica dell'amplificatore" io intendo quel "colore" chiaro o scuro tipico dell'essenza -o marca- di ogni amplificatore.

Ora tornando alla domanda iniziale, cambiando l'assetto dei toni cambio anche quel suo "colore d'essenza" che lo caratterizza? 

Ad esempio, estremizzando:

Posso "trasformare" un Sansui au degli anni 70 in un Marantz dello stesso periodo e qualità, agendo sui tonidell'uno e dell'altro?

O cmq rimarrà quel "timbro" proprio di entrambi?

Puoi cambiare l'equilibrio tonale ma non il timbro

Come dire "con piu bassi o meno bassi"..."con piu alti o meno alti"...ma il timbro è altra cosa

Il timbro fornisce riconoscibilità e parvenza dello strumento musicale, mentre i toni regolano soltanto il livello di una determinata area della risposta in frequenza

Certamente in qualche modo i toni modificano la consistenza di uno strumento...ad esempio se si ascolta una percussione e si abbassano i toni bassi questa apparirà "piccola" e "finta"...tuttavia rimarrebbe intatto il fatto che si riconoscerebbe sempre e comunque come una percussione

  • Thanks 1

@Dufay l'impianto può essere interfacciato benissimo e curato l'ambiente ma se ti piace un pezzo datato che si sente piatto gli dai un'aggiustata con i toni e lo puoi rendere più accettabile intatti costruttori seri come Accuphase, McIntosh, Luxman, Denon, Yamaha e altri li mettono nei loro apparecchi ben bypassabili da usare come arma di difesa al bisogno....se modificano la timbrica? direi di sì.....

SALVO

checilascialozampino
1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

Puoi cambiare l'equilibrio tonale ma non il timbro

Come dire "con piu bassi o meno bassi"..."con piu alti o meno alti"...ma il timbro è altra cosa

 

Ecco grazie!

Lo hai spiegato molto bene, in modo che renda.

Anche io credo sia così.

Anche se mi pare di capire che le opinioni di altri siano divergenti anche se cmq interessanti.

Molti danno per scontato infatti che la variazione dei toni cambio anche il timbro.

ilmisuratore
3 minuti fa, checilascialozampino ha scritto:

Ecco grazie!

Lo hai spiegato molto bene, in modo che renda.

Anche io credo sia così.

Anche se mi pare di capire che le opinioni di altri siano divergenti anche se cmq interessanti.

Molti danno per scontato infatti che la variazione dei toni cambio anche il timbro.

Ti faccio un altro esempio: se al telefono un call-center mette una musichetta con un sassofono, tu riconosceresti che si tratta di una sassofono (proprio perchè il "DNA" timbrico è quello) anche se tonalmente povero (la banda telefonica è povera sugli estremi banda)

Dunque come detto prima:

TIMBRO = riconoscimento dello strumento musicale

REGOLAZIONE DEI TONI = veridicità tonale dello strumento musicale

  • Thanks 1
checilascialozampino

#ilmisuratore

Certo perfetto.

Grazie!

Così come forse..  la riproduzione di una registrazione di una tromba aggiungerà un particolare timbro dell'amplificatore alla registrazione del suono della tromba  mentre lo riproduce.

Da quello che capisco da quanto dici è che come appunto ogni strumento ha un suo timbro, anche ogni amplificatore ha un suo timbro.

Certo magari sarà qualcosa di più sottile ed "impalpabile" della differenza che passa tra il timbro di una tromba e quello di un clarinetto, ma il concetto di base è quello.

 

Oggi pensavo, ma non so se è calzante, che puoi mettere le migliori corde ad un violino di fabbrica, ma difficilmente raggiungerà il timbro di un violino del liutaio..

 

 

 

checilascialozampino
49 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Dunque come detto prima:

TIMBRO = riconoscimento dello strumento musicale

REGOLAZIONE DEI TONI = veridicità tonale dello strumento musicale

 

Potremmo dire più che veridicità forse "contesto"?

Perché veridicità mi fa pensare che vi sia un "modello corretto" che però alla fine per me non esiste..

 

Esiste il suono del saxofono che sento suonare in strada dalla finestra della mia casa, il suono del saxofono suonato nella stanza accanto, il suono del sax suonato nella mia stessa stanza, ed il suono del saxofono suonato dal saxofinsta e percepito da lui, solo da lui, che tocca lo strumento, lo stringe tra le labbra e le cui onde si propagano direttamente nei seni paranasali e teca cranica (chi ha letto Murakami capirà cosa voglio dire!).

 

Non c'è un "suono vero del saxofono".

Sono tutti veri ma diversi.

il timbro è sempre quello del saxofono ma ci saranno differenze nel suono che qui per brevità chiamiamo "tonali" (da non confondere col concetto di tonalità della nota emessa dallo strumento)

 

 

ilmisuratore
2 minuti fa, checilascialozampino ha scritto:

anche ogni amplificatore ha un suo timbro.

L'amplificatore, oltre ad aumentare l'ampiezza del segnale, può anche modificare il timbro contenuto nella registrazione

Il timbro contenuto nella registrazione è originario a quel determinato contesto in  cui è stato catturato

Se l'amplificatore si limita alla funzione di aumentare l'ampiezza del segnale senza alterare troppo il segnale registrato in ingresso...allora quell'amplificatore sarà un oggetto ad alta fedeltà (fedeltà molto alta)

Se l'amplificatore, oltre alla funzione di aumentare l'ampiezza -aggiunge- al segnale registrato delle componenti aggiuntive (distorsione, rumore...ect...ect...) allora sarà un oggetto con relativa fedeltà

Visto che l'eventuale alterazione non supera determinate soglie (dove oltrepassandole diventerebbero forma di grave degrado) questa può rendere l'ascolto anche per certi versi piacevole...soggettivamente piacevole

checilascialozampino

Come dire, il misuratore, nell'immagine del tuo nick name, se interpreto bene, se abbasso gli alti taglierò i picchi in alto delle onda accorciandoli, ma i vari intervalli e distanze tra i picchi rimangono le stesse.

 

Se cambio i toni, in un sistema ideale, non vario gli intervalli di frequenza tra le varie onde che compongono il suono (certo poi nella pratica reale inserisco distorsioni e deterioro un po' il suono sorgente)

 

 

ilmisuratore
5 minuti fa, checilascialozampino ha scritto:

Potremmo dire più che veridicità forse "contesto"?

Si poichè il contesto (tipologia di setup audio + ambiente) sono complementari e sinergici per una resa verace

Ad esempio, se un determinato contesto si "mangia" i bassi...è giusto che vengano rimpiazzati

C'è da dire che la regolazione dei toni non è cosi selettiva da "centrare" esattamente un obiettivo in frequenza...ci vanno vicini in modo molto approssimativo e "rozzo"

checilascialozampino

Grazie!

Ma secondo te un amplificatore può essere veramente "neutro" rispetto al segnale registrato?

Oppure come molto spesso nella fisica si può parlare di "limite ideale"..?

E così come l'amplificatore aggiunge un timbro, in teoria anche la registrazione aggiunge un timbro, o colore.

E forse qui è ancora più impossibile stabilire un riferimento oggettivo..

Mi viene da pensare così..

Ospite
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