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Melius Club

Cosa deve fare Trump ancora perché i trumpiani aprano finalmente gli occhi?


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54 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

......Però la Russia avrebbe dovuto accettare la NATO (quindi gli USA) come vicina di casa,ogni giorno che passa dà conferme di quanto fossero aderenti alla verità (ma solo i tifosi potevano non capirlo), ciò che io e altri scriviamo da 3 anni,cioè che nei rapporti geopolitici tra grandi potenze esistono regole non scritte, molto più importanti del dirittto internazionale,si chiamano "minacce militari ed economiche ai propri confini",violando queste "regole" per anni e anni, le decisioni della NATO hanno consapevomente sacrificato il popolo ucraino.

Per favore, leggi tutto il mio post.

Il senso, quello che nelle mie intenzioni voleva essere il senso del mio post, è nella frase finale.😉

Per il resto sono pure d'accordo, Xi lo disse subito: avete messo il campanellino alla tigre

Adesso provate a toglierlo.

La combriccola Biden-EU, certi della vittoria finale, non ci hanno neanche mai provato, non dico a torglielo ma a parlargli, alla tigre.

Chè il tgrese lo conoscono benissmimo, e pure la tigre.

  • Melius 1
ascoltoebasta
2 ore fa, scroodge ha scritto:

Per favore, leggi tutto il mio post.

Il senso, quello che nelle mie intenzioni voleva essere il senso del mio post, è nella frase finale.

L'ho letto,ma per evidenziare quanto siano assurde le tesi campate in aria sostenute fino ad ora,riguardo il diritto di altre nazioni a decidere per sè,è più che sufficiente la dichiarazione di trump,se ai confini si avverte la minaccia di una superpotenza avversaria o nemica,e non si vuol dialogare,accade quel che è successo in Ucraina,è proprio l'abc. 

supermike
7 ore fa, audio2 ha scritto:

si le chiude e loro se vanno spontaneamente. sta tutto li.

@audio2

 

 

L’ITALIA HA L'OCCASIONE DI CHIUDERE

LE BASI USA

di Alessandro Orsini

FQ - 10.01.2026 -

Le grandi potenze causano gli eventi; le medie potenze approfittano degli avvenimenti. Questo è ciò che insegna Cavour e il modo in cui ha unificato l’Italia.

Trump sta trattando con la Danimarca l’acquisto della Groenlandia, ma annuncia di essere pronto a usare la forza. La Danimarca replica che l’attacco porterebbe alla fine della Nato. L’Italia trarrebbe beneficio dall’invasione di Trump?

Probabilmente sì. Su queste colonne, ho spiegato che l’obiettivo del riarmo dell’Italia non dovrebbe essere la preparazione a una guerra contro la Russia (strategia di Crosetto), bensì la chiusura delle basi americane.

Domanda: se l’Italia è bene armata, perché Meloni sente il bisogno di mantenere le basi americane? Risposta: perché le basi americane non servono a proteggere l’Italia da nemici che non ha, ma a proiettare la potenza americana nel Mediterraneo. Le armi che Crosetto sta acquistando da Trump sono le armi che Crosetto userà nelle guerre degli Stati Uniti per difendere gli interessi della Casa Bianca. I soldati italiani sono morti in Iraq e in Afghanistan per stabilizzare una regione destabilizzata dalla Casa Bianca. I nuovi carri armati dell’Italia non servono all’Italia, che non ha guerre proprie da combattere. E non potrebbe averle, giacché la sua politica estera e di sicurezza è controllata dalla Casa Bianca. Ieri Biden usava le armi dell’Italia per sconfiggere la Russia in Ucraina. Domani Trump potrebbe trovarle utili contro la Cina. Decidendo i nemici dell’Italia, gli Stati Uniti decidono dove Crosetto deve usare le armi italiane.

Perché chiudere le basi americane?

Il primo motivo è che sono la principale fonte di corruzione del vertice della Repubblica e del sistema politico sottostante. La prima caratteristica di uno Stato satellite, da cui derivano le altre, è la presenza militare di una potenza straniera sul territorio nazionale. Le basi americane svolgono la funzione sociologica di ricordare ai ministri italiani che possono essere uccisi o rapiti in qualsiasi momento.

La Cia non ha il problema di infiltrarsi a Roma: ci abita e conosce ogni centimetro quadrato dei suoi “palazzi”. Le basi americane servono a ricordare che il dibattito sulla politica internazionale in Italia deve sempre conformarsi agli interessi della Casa Bianca. È la Casa Bianca a stabilire che cosa i ministri italiani possono dire nelle crisi internazionali severe. Non potendo discutere liberamente, i ministri italiani non possono ragionare sul modo in cui difendere al meglio gli interessi dell’Italia. Il filo-americanismo è l’ascensore sociale della Repubblica italiana. Soltanto i politici graditi alla Casa Bianca possono aspirare a un ruolo apicale nella Repubblica.

Il secondo motivo della chiusura è il più importante: le basi americane assediano l’articolo 11 della Costituzione, mettendo l’Italia sulla strada delle guerre degli Stati Uniti per contenere l’ascesa della Cina e la resurrezione della Russia. Trump sta attrezzando gli Stati Uniti per la terza guerra mondiale. Trump vuole impossessarsi del Venezuela e della Groenlandia per prepararsi a una guerra contro la Cina. L’Italia è troppo debole. La guerra in Ucraina ha dimostrato la totale inconsistenza militare, politica, economica e diplomatica dell’Italia. L’Italia deve passare alla neutralità di fatto.

Infine, chiarisco una contraddizione apparente.

Da una parte propongo la chiusura delle basi americane; dall’altra parte, propongo che l’Italia resti nella Nato. Il realismo politico ragiona su ciò che una comunità politica può realizzare concretamente e non sulla società ideale. La proposta di uscire dalla Nato sarebbe pericolosissima in questa fase storica, in cui Trump serra i ranghi per prepararsi alla guerra contro la Cina. La proposta di uscire dalla Nato potrebbe comportare molti lutti, tra cui l’eliminazione fisica del nostro presidente del Consiglio.

Orbene, l’attacco degli Stati Uniti alla Groenlandia potrebbe disfare la Nato dall’interno e porre le condizioni necessarie, ancorché insufficienti, per il passaggio dell’Italia alla neutralità di fatto. Tuttavia, il disimpegno richiede che un partito proponga di chiudere le basi americane in campagna elettorale come approdo logico del piano di riarmo. Questo partito non dovrebbe opporsi al riarmo; dovrebbe sfruttarlo per chiedere la fuoriuscita dei soldati americani dall’Italia, incluse le testate nucleari, con la legittimazione delle urne.

Cavour non ha causato il processo di unificazione dell’Italia: ha sfruttato le occasioni offerte dallo scontro tra le grandi potenze. Cavour poteva ragionare, Meloni meno: i “palazzi romani” sono presidiati. L’invasione della Groenlandia senza spargimento di sangue non sarebbe un fatto necessariamente negativo per l’Italia.

 

maurodg65
Il 09/01/2026 at 15:19, ascoltoebasta ha scritto:

Comunque è curioso come tutti coloro che stanno ritenendo motivato l'atteggiamento USA nei confronti di Venezuela,Iran e altri Stati,stiano,con questa loro posizione, legittimando quello che,come molti di noi han scritto centinaia di volte,era l'unico possibile epilogo della situazione ucraina.

Posizione di palese ipocrisia, il diritto internazionale andrebbe benissimo se fosse rispettato da tutti e venisse fatto rispettare con la forza militare da un organismo mondiale super partes, alcuni paesi, tra i quali Russia, Cina ed Iran ad esempio, lo hanno rispettato nel recente passato e lo rispettano oggi? L’unico possibile epilogo della guerra in Ucraina che evochi non si è certo ipotizzato sulla base del diritto internazionale, perché su quella base la Russia oltre a ritirarsi dalla piccola parte di Donbass occupata in questa invasione avrebbe dovuto ritirarsi anche dalla Crimea occupata ed annessa nel 2014, sorvolo su Georgia e ed altre situazioni analoghe legate all’imperialismo russo.

L’ipocrisia quindi é quella di usare l’elezione di Trump come capro espiatorio per condannare un sistema che è sempre esistito e che non é nato con la sua elezione, le cose andavano così soprattutto durante la guerra fredda, ma avveniva sotto traccia perché le superpotenze si

muovevano con le rispettive intelligence per condizionare le vicende interne di paesi ritenuti strategici o per rovesciarne i governi.

Quello che è cambiato oggi è che certe azioni sono palesi, l’amministrazione americana oggettivamente si comporta mediaticamente nel modo più sbagliato possibile, ma strategicamente secondo me si sta muovendo sorprendentemente bene soprattutto sotto traccia, l’Iran ne è un esempio ma non è l’unico, riprendendo un ruolo internazionale dal quale sembrava aver abdicato proprio nel momento in cui si sta riproponendo una divisione del mondo in blocchi, riprendendo quanto accadeva negli anni della guerra fredda. 


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