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La scelta del pavimento per la cucina: pro e contro


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Se piace l'effetto  un po' rustico direi che il cotto smaltato (non troppo lucido) è l'ideale, noi ce l'abbiamo da 35  anni su consiglio da un architetto ed è stata una delle operazioni di maggior successo estetico e funzionale di quella ristrutturazione, soprattutto per quanto riguarda la manutenzione: quando serve, una passata di straccio bagnato per l'igiene e poi te lo puoi dimenticare.

Gres porcellanato e stai tranquillo , preferibilmente con stuccatura epossidica ,ma qui dovrai lottare con l'impresa, non è necessario che la piastrella sia di spessore inusitato , un bel 10 mm e ti dura una vita.

A casa ho una veneziana bellissima, ma essendo a base di cemento e marmo  è aggredibile dagli acidi, comunque  rilevigabile e trattabile nel tempo, il fatto che esteticamente mascheri lo sporco è un arma a doppio taglio, non vedi lo sporco ma lo senti sotto i piedi, specialmente per chi ha come me bimbi piccoli che sbriciolano ovunque ad ogni ora del giorno.

La resina è una scelta a mio modo di vedere azzardata, le variabili che possono portare a cavillature e a difetti estetici sono tante, ci vogliono materiali di alta qualità e soprattutto tanta competenza da parte dell'applicatore.

Il 15/01/2026 at 08:21, appecundria ha scritto:

Temo che non incontri il gusto contemporaneo, sembra un po' il pavimento della nonna.

Non è così, la possibilità di variare disegno e abbinamento di colori oltre che scegliere il tipo di levigatura se più opaca o più lucida lo rende bellissimo anche con arredamenti moderni. Io l'ho affiancato nella zona living ad un parquet oliato e non ha nulla della graniglia che trovi nelle case anni cinquanta, per lo meno quelle più popolari.

Il 15/01/2026 at 09:41, gibraltar ha scritto:

Ne approfitto per fare una domanda: ma l'ultima moda in fatto di posa dei pavimenti, quella praticamente senza fughe con elementi direttamente accostati tra loro, non rischia di far... "scoppiare" le mattonellone in caso di tensione e micro-movimenti della base sottostante? A me è successo proprio questo, in soggiorno: mattonelle classiche, accostate con fughe minime (diciamo, ad occhio, meno di un millimetro); ha cominciato con una e si è creata una "faglia" che ha attraversato tutta la stanza, con le mattonelle che si sollevavano proprio come una catena montuosa sotto due spinte opposte.

Ci sono delle norme da rispettare, la fuga va sempre fatta a  memoria credo che il minimo sia due millimetri, ma cambia in base al formato della ceramica 

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