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Zelens'kyj irriconoscente offende l'Europa e adesso strizza l'occhio a Trump


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23 minuti fa, Jack ha scritto:

La pagina peggiore dell’europa dal 1938-39.

Tristemente vero, a mio avviso.

30 minuti fa, LeoCleo ha scritto:

ma a questo giro ha detto la verità, senza troppi complimenti: l’Europa è divisa e persa, dilaniata da lotte interne, incapace di imporsi all’esterno.

tristemente vero anche questo. Indifferentemente dal giudizio politico o di opportunità che possiamo dare di Zelens'kyj , questo ulteriore "schiaffo" alla UE, insieme con il discorso del premier canadese e con le numerose "scoppole" verbali ed economiche inflitteci dagli "alleati" storici senza che nessuno abbia avuto la dignità di proferire parola, anzi ("grazie, paparino") ritengo dovrebbe essere un ulteriore incentivo per l'Europa a darsi una svegliata. Ma con la "governance" attuale e con i troppi sovranisti che fanno il doppio gioco la vedo dura...

10 minuti fa, appecundria ha scritto:

Alle volte si perde di vista che la UE è nata appena nel 1993. In questi pochi anni non ha aiutato militarmente e civilmente nessuno tanto quanto l'Ucraina. Lo ha fatto correndo rischi inusitati, contrastandosi con gli USA, affrontando tensioni al proprio interno. 

Il tutto senza alcun obbligo e senza alcun vantaggio. Scusate se è poco.

D'accordissimo. Quindi se ora chi è stato aiutato si lamenta che non abbiamo fatto abbastanza perché siamo degli ignavi pusillanimi che si fa? Delle due l'una: o gli si dà ragione e si decide di fare il salto di qualità intervenendo direttamente nel conflitto (ma ci vuole la volontà e il coraggio di farlo), oppure si prende atto che più di questo non si poteva e non si può fare e si ingoia il rospo dell'ennesimo schiaffeggiamento in pubblico, magari stando zitti e muti anche stavolta.

entrando nel merito, cos'ha detto con precisione Zelensky a Davos? ecco, l'articolo dell'inviato del Corriere qua sotto lo riporta bene... ditemi cosa ci sta di sbagliato/non corretto please. Poi, è vero che la UE è nata da (relativamente) poco e quant'altro, ma il tempo passa veloce e si/ci devono/dobbiamo darci al più presto una svegliata.

 

 

"DAL NOSTRO INVIATO
DAVOS - Volodymyr Zelensky è arrivato al World Economic Forum di Davos per alzare un impietoso specchio davanti ai suoi sostenitori europei. E quando lo fai lui, arrivando da una Kiev al gelo, senz’acqua corrente, è più credibile di quando lo fa Donald Trump arrivando dal suo resort di Mar-a-Lago. Ma il messaggio del leader ucraino, se possibile, è anche più duro.

Zelensky usciva dal suo incontro con Donald Trump, giudicato non risolutivo ma positivo sulle garanzie di sicurezza e un piano di rilancio economico sull’Ucraina. Ma verso gli alleati di Kiev, specie europei, non ha nascosto l’esasperazione. «Tutti conoscono il film Il Giorno della marmotta, nessuno vuole ripetere la stessa cosa per anni, ma viviamo così — ha esordito —. Un anno fa dicevo che l’Europa deve imparare a difendersi e siamo esattamente allo stesso punto». Secondo Zelensky, il caso Groenlandia lo dimostra: «È chiaro che la maggioranza dei governi europei non sa ancora bene cosa fare, sembra che tutti aspettino che l’America si calmi. Ma che succede se non si calma?», ha chiesto Zelensky. «Mandando 40 soldati rischiate di non essere presi sul serio da nessuno».

 

La sua critica dell’approccio su Trump è tra i passaggi più duri. Il leader ucraino ha ricordato come gli europei abbiano lasciato soli i dimostranti bielorussi per la democrazia nel 2020, per poi ritrovarsi oggi con missili Oreshnik russi montati in Bielorussia e capaci di raggiungere molte capitali europee. Ha ricordato che le azioni contro il regime iraniano, che ha soffocato nel sangue le proteste, sono state minime («era Natale»). Poi ha affondato i colpi: «Invece di prendere la guida nel difendere la libertà nel mondo quando l’attenzione dell’America si sposta altrove — ha detto Zelensky — l’Europa appare persa, cerca di convincere Trump a cambiare. Ma lui non cambia, perché gli piace essere chi è».

 

Su tutto questo, insiste Zelensky, «l’Europa rimane in modalità Groenlandia: “Un giorno qualcuno da qualche parte farà qualcosa”. Ma noi vediamo che le forze che vogliono distruggere l’Europa non aspettano». Qui il leader ucraino cita l’ungherese Viktor Orbán, per il quale di recente Giorgia Meloni ha registrato un video elettorale: «Ogni Viktor che vive di soldi europei si merita una bottarella sulla testa. E se si sente a suo agio a Mosca — ha continuato Zelensky —, ciò non significa che debba far diventare le capitali europee delle piccole Mosca».

Le fonti profonde dell’irritazione di Zelensky sono tre: il fallimento del tentativo europeo di usare i fondi congelati della Russia a favore dell’Ucraina; le sanzioni imposte con flemma, applicate con distrazione e inanità nel caso del petrolio; la lentezza con cui continuano ad arrivare le armi più vitali per l’Ucraina. «Di darci missili a lungo raggio si è parlato per tutto l’anno scorso, ora non se ne parla neanche più — ha attaccato Zelensky —. Qui in Europa ci si consiglia di non menzionare i Tomahawk agli americani, per non guastare l’umore. E ci viene detto di non sollevare il tema dei missili Taurus (tedeschi, ndr)». Zelensky si chiede se invece di comprare armi non sarebbe meno caro, per l’Europa, impedire alle componenti europee di entrare nei missili russi.

Quanto al petrolio, il leader di Kiev ha un’altra domanda: «Perché Trump ha fermato petroliere della flotta fantasma russa e sequestrato il petrolio e l’Europa non fa lo stesso con quelle che passano lungo le sue coste? Quel petrolio finanzia la guerra all’Ucraina e la destabilizzazione dell’Europa stessa». Qui il riferimento è al 50% dell’export di greggio russo che passa dall’angusto Stretto davanti a Copenaghen. Infine, l’accordo mancato sulle riserve: «Siamo grati dei 90 miliardi che l’Europa ci darà, ma Putin è riuscito a bloccare l’uso dei fondi congelati» (Italia e Germania erano contrarie).

Drastica la conclusione di Zelensky: «Siamo grati delle garanzie di sicurezza, ma arriveranno a guerra finita e senza l’America non funzionano. L’Europa ama discutere del futuro ma evita di agire oggi, evita che le azioni che definiscono il futuro che avremo». E ancora: «Essa si affida alla convinzione che, dovesse presentarsi un pericolo, la Nato agirebbe. Ma nessuno ha mai visto l’alleanza in azione. E se gli Stati Uniti non agissero?».

 

 

29 minuti fa, Superfuzz ha scritto:

diglielo ai polacchi, finlandesi, svedesi, estoni, lettoni e lituani

Che cosa dobbiamo dire loro? Che sono protetti dal trattato dell'Unione, quel trattato sul quale qualcuno di loro sputa.

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26 minuti fa, Panurge ha scritto:

Qui bisogna scrivere le Putinarie o se no gli ignavi non capiscono.

Ma tu perché vuoi subornare le scelte dell'Ucraina? Preferiscono Trump, vadano con Trump.

19 minuti fa, gibraltar ha scritto:

si decide di fare il salto di qualità intervenendo direttamente nel conflitto (ma ci vuole la volontà e il coraggio di farlo)

Come sai bene, per dei paesi democratici e liberali non è facile andare a menare le mani senza aver subito nemmeno un attacco diretto.

L'Ucraina è poco meno di una dittatura, per questo Z non si rende ben conto di ciò che dice.

  • Melius 2
Adesso, appecundria ha scritto:

Come sai bene, per dei paesi democratici e liberali non è facile andare a menare le mani senza nemmeno un attacco diretto.

L'Ucraina è poco meno di una dittatura, per questo Z non si rende ben conto di ciò che dice.

E dunque rimane solo la seconda opzione di quanto dicevo: incassiamo il "vaffa" e buoni...

Adesso, Panurge ha scritto:

subornare

non so per quale motivo, ma ha un che di erotico... :classic_biggrin:

  • Haha 1
25 minuti fa, appecundria ha scritto:

contrastandosi con gli USA, affrontando tensioni al proprio interno. 

Bruno, abbi pazienza, ma se questa guerra come dicono è partita anche per colpa della politica imperialista USA (ammesso e non concesso) e fino a quando ha regnato Biden i russi sono stati contrastati grazie soprattutto agli americani che poi, tanto per cambiare, si stanno sfilando e stanno facendo il gioco di Putin, dov'è che ci saremmo contrastati? 

 

4 minuti fa, wow ha scritto:

dov'è che ci saremmo contrastati? 

L'Europa è rimasta a sostenere (poco o molto) l'Ucraina in contrasto con gli ordini di Trump. La sta pagando cara Macron.


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