Amedeo.R. Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero. Con la stessa legge, peraltro, vengono istituiti il Museo della civiltà istriano-fiumano-dalmata, con sede a Trieste, e l'Archivio museo storico di Fiume, con sede a Roma. Ogni anno, durante le cerimonie del 10 febbraio, ai discendenti delle vittime che ne fanno richiesta, vengono consegnati un'insegna metallica ed un diploma a firma del Presidente della Repubblica. L'insegna metallica, in acciaio brunito e smalto, reca la scritta “La Repubblica italiana ricorda”. Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/ Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Partizan Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa “MARTIRI DELLE FOIBE”: UN PO’ DI CHIAREZZA. QUANDO A CELEBRARE LE TRAGEDIE DELLA STORIA SONO QUELLI CHE LE HANNO CAUSATE. Ogni anno si dedicano piazze, vie e parchi, in ogni parte d'Italia, ai "Martiri delle Foibe". Noi siamo già intervenuti, anche in passato, per dire la nostra opinione critica. E crediamo che sia il caso di tornare ad affrontare in maniera un po’ più approfondita questo tema. Nel 2004 il governo di centrodestra, con l’avallo del centrosinistra, stabilì di celebrare il 10 febbraio (anniversario del Trattato di pace che nel 1947 aveva fissato i nuovi confini con la Yugoslavia) una “Giornata del Ricordo” per celebrare “i martiri delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata”. Una ricorrenza situata a dieci giorni dalla “Giornata della Memoria” (istituita nel 2000 per il ricordo dalla Shoah e di tutte le vittime e i perseguitati del nazifascismo). In questi anni il senso comune ha portato a fare di tutto un polverone, cosicché si parla correntemente di “foibe” come “olocausto degli italiani”. Noi riteniamo che in tutto questo ci sia un’operazione di confusione e di ribaltamento dei fatti. L’obiettivo di raggiungere una “memoria condivisa” attraverso una specie di “par condicio della storia”, per la quale ricordiamo “tutte le vittime”, nasconde i giudizi di valore sulle responsabilità storiche specifiche, in particolare quelle del regime fascista italiano in collaborazione con il nazismo tedesco. Chi ha provocato le tragedie della seconda guerra mondiale e chi, dopo averle subite, ha reagito, diventano la stessa cosa. Oggi, correntemente, con il nome di “foibe” ci si riferisce a due periodi distinti: in Istria dopo l’8 settembre del 1943, fino all’inizio dell’ottobre dello stesso anno, e a Trieste nel maggio 1945, dopo la liberazione da parte delle truppe partigiane yugoslave (ufficialmente alleate del fronte antinazista) e durante i 42 giorni di amministrazione civile della città. In questi due periodi, secondo la vulgata corrente, un numero imprecisato di persone, comunque “molte migliaia”, sarebbero state uccise solo perché erano di nazionalità italiana e poi “infoibate”, ossia gettate nelle cavità naturali presenti in quelle zone. Si tratterebbe di una “pulizia etnica”, di un “genocidio nazionale”. La responsabilità principale viene in genere attribuita ai “titini”, ossia ai partigiani yugoslavi comunisti. Chi propone un esame critico di questa versione viene chiamato “negazionista” o, ben che vada, “riduzionista” (usando quindi le stesse categorie utilizzate per chi nega o sminuisce la Shoah). Noi riteniamo che vada ristabilita invece una corretta lettura dei fatti, sia per il contesto storico in cui sono inseriti, sia nella ricostruzione documentaria dei fatti stessi. Fin dal 1919 le squadre fasciste, a Trieste e nell’Istria, fecero una politica di aggressione violenta, in chiave nazionalista, contro le istituzioni operaie e la popolazione slovena e croata. Mussolini, in un discorso a Pola del 1920, dichiarò: “Abbiamo incendiato la casa croata di Trieste, l’abbiamo incendiata a Pola. Bisogna che l’Adriatico, che è un nostro golfo, sia in mani nostre. Di fronte a una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire al politica dello zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere le Alpi Dinariche. Il nostro imperialismo vuole raggiungere i giusti confini segnati da Dio e dalla natura, e vuole espandersi nel Mediterraneo.”. Quando il fascismo diventò regime, operò in quelle terre un’opera di snazionalizzazione violenta e capillare, fino a far identificare fascismo e italianità. Furono 20 anni di oppressione e repressione, che portarono migliaia di persone nei carceri del Tribunale Speciale, al confino, davanti ai plotoni di esecuzione, e alla perdita dei loro beni e della loro terra. A partire dall’aprile 1941, l’Italia fu in guerra nella penisola balcanica insieme ai tedeschi, contro la resistenza partigiana e la popolazione locale. Ricordiamo la nota “Si uccide troppo poco” mandata nel 1942 dalle gerarchie militari. Furono 350.000 i civili montenegrini, croati e sloveni massacrati, fucilati o bruciati vivi nelle loro case durante i rastrellamenti; furono più di 100.000 i civili, uomini, donne e bambini, deportati e rinchiusi in oltre 100 campi di concentramento (i “campi del Duce”) disseminati nelle isole dalmate, in Friuli e nel resto d’Italia. Migliaia di essi furono falciati dalla fame e dalle malattie. A Trieste, fascisti e repubblichini furono i collaboratori zelanti delle SS che avevano la zona sotto il loro controllo (ricordiamo il campo di sterminio di San Sabba, con 5000 vittime, ebrei, slavi e resistenti). Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, con la capitolazione dell’esercito italiano e la cessione del potere ai tedeschi, in Istria scoppiò una vera e propria una insurrezione popolare, in particolare di contadini e operai, che durò fino ai primi di ottobre, ossia fino al ritorno dei nazifascisti. Da una parte ci fu l’aiuto a migliaia di soldati italiani sbandati, dall’altra furono improvvisati dei cosiddetti “tribunali popolari”, più o meno strutturati, che non presero di mira gli italiani in quanto tali, ma in cui si scaricò l’odio accumulato in vent’anni contro i gerarchi fascisti e i proprietari terrieri che avevano approfittato del regime. Le vittime di queste esecuzioni, molte delle quali furono poi “infoibate”, furono alcune centinaia (una cifra verosimile è di 400-500). E’ pensabile che, in un simile clima, possano essersi esercitate anche vendette private o crudeltà ingiustificabili. Dai primi di ottobre ritornarono i nazisti. Furono accompagnati da milizie italiane, e fascisti furono gli informatori e le spie che li guidarono nell’incendio di decine di villaggi. Vi furono, ad opera dei nazifascisti, 5.000 civili uccisi e 12.000 deportati e ulteriori “infoibamenti”. Durante il periodo dell’amministrazione civile di Trieste da parte degli yugoslavi, 42 giorni da fine aprile a maggio 1945, le autorità avevano elenchi ben definiti di gerarchi e collaborazionisti, che sottoposero a processo e giustiziarono. Anche qui, il numero è ricostruito in maniera diversa: da alcune centinaia, precisamente testimoniabili, a una cifra superiore, di alcune migliaia, che lievita in maniera assolutamente inattendibile nei racconti postumi degli eredi neofascisti. Anche qui, possono esserci stati casi di vendette private; ma non ci furono esecuzioni di massa casuali o imputate al solo fatto di essere italiani. Nel corso del dopoguerra, fino a metà degli anni ’50, una cifra fra 180.000 e 250.000 di persone di lingua italiana lasciò i territori della Repubblica yugoslava e si trasferì in Italia; prima sollecitati e poi praticamente abbandonati a se stessi dalle autorità italiane. Anche questo fenomeno, doloroso come ogni esodo, va messo nel suo contesto di spostamento di popolazioni che, dopo la 2° guerra mondiale, furono costrette ad abbandonare i territori dove precedentemente abitavano lungo la linea dei confini orientali: diversi milioni di persone, in prevalenza tedeschi, dalla Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Ucraina. Una ricostruzione storica obiettiva non sempre è facile nei suoi aspetti particolari, ma il quadro generale è chiaro: è quello dei lutti e dei crimini provocati in Europa dal nazifascismo. Un “mattatoio della storia” in cui possiamo provare umana pietà per ogni singola vittima, ma in cui bisogna tenere ben salde le differenze: “senza mettere sullo stesso piano”, scrive Giacomo Scotti, “coloro che per decenni praticarono la violenza e infine la scatenarono, e quanti a quella violenza reagirono, talvolta con ferocia, nel momento storico della svolta”. Noi italiani dobbiamo imparare a fare i conti con il nostro passato e le nostre responsabilità storiche, sia per quello che riguarda la persecuzione razziale contro gli Ebrei, sia per le guerre coloniali in Africa, sia per le guerre d’aggressione e le stragi nella penisola balcanica (Albania, Grecia, Yugoslavia). Avremo raggiunto una memoria storica “condivisa” quando tutti avremo saputo assimilare e riconoscere queste colpe, smettendo di considerarci solo “brava gente” o facendo celebrare le vittime delle tragedie storiche (le “foibe”) proprio da chi le ha causate. Un vero “Giorno del ricordo” dovrebbe essere dedicato a questo. Da: osservatorio democratico sulle nuove destre. Ma perché non si parlò di "foibe" per molto tempo e specialmente negli anni '50, '60, '70 e '80 dello scorso secolo? La risposta la dà il massimo rappresentante della politica italiana di quegli anni: Giulio Andreotti (e se si và avanti con questi asini al governo toccherà rimpiangere anche lui).... GIULIO ANDREOTTI IL MARESCIALLO TITO ED I PROBLEMI CON LE FOIBE ED I CRIMINI DI GUERRA ITALIANI IN JUGOSLAVIA Molti vogliono riscrivere la storia, far passare gli oppressi da oppressori e viceversa. Andreotti, anni fà, in una intervista sulle foibe, disse che nel dopo guerra si era arrivati ad un accordo con Tito per avere i responsabili di quei delitti dalla Jugoslavia così da poterli consegnare ai tribunali internazionali. A sua volta però Tito chiese venissero consegnati anche i fascisti che avevano per primi attuato atrocità e crimini contro il popolo Jugoslavo. Su quello ci accordammo, così andammo a vedere chi erano i responsabili fascisti e ci accorgemmo con stupore che erano dentro le nostre istituzioni, chi generale, chi prefetto, chi questore, chi direttore di questa o di quell’altro istituto nazionale. Allora decidemmo di mettere una pietra sopra a tutto e ognuno ci tenemmo i nostri criminali. Chissà quanti di questi criminali fascisti, oggi hanno figli, nipoti o parenti in politica? Purtroppo non sapremo mai i loro nomi, ma non erano certo Partigiani. Da rivista storica militare 2 Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695520 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Amedeo.R. Inviato 2 ore fa Autore Condividi Inviato 2 ore fa Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695530 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa @Partizan sai che quella foto è un falso storico famoso? Uno dei tanti falsi sulle foibe. Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695535 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
gibraltar Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa @Partizan Che le responsabilità tremende dei nazisti e dei fascisti siano immense è sedimentato nella storia. Resta comunque il fatto che quelle non giustificano queste. Penso che commemorare le vittime innocenti di tali atrocità, al netto di chi in maniera criminale vorrebbe utilizzare questi episodi per alleggerire le colpe di altri, sia doveroso e onorevole. Altrimenti si rischia la similitudine con chi giurificava e giustifica le azioni criminali e atroci dell'esercito israeliano con le azioni criminali e atroci del 7 ottobre. Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695537 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
robem Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa 14 minuti fa, appecundria ha scritto: sai che quella foto è un falso storico famoso? Uno dei tanti falsi sulle foibe. Le scorie del pci filostalinista e servo dell’URSS non le hai ancora smaltite? Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695545 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
robem Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa 11 minuti fa, gibraltar ha scritto: Altrimenti si rischia la similitudine con chi giurificava e giustifica le azioni criminali e atroci dell'esercito israeliano con le azioni criminali e atroci del 7 ottobre. Odiano l’Occidente. Qualcuno si chiama pure Palmiro, vladimiro o Yuri. 1 Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695549 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
gibraltar Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 2 minuti fa, robem ha scritto: Odiano l’Occidente Chi? Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695552 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
robem Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 4 minuti fa, gibraltar ha scritto: 7 minuti fa, robem ha scritto: Odiano l’Occidente Chi? quelli che ancora hanno nel sangue le scorie PCI, qui sono in molti. Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695555 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
gibraltar Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa Non avevi qualcosina di un po' più recente? 😅 Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695558 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
jakob1965 Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa Non ricordo la fonte esatta ma credo sia negli archivi inglesi ancora non completamente open - vi era il progetto di dividere l'Italia così: a) il Nord-Ovest alla Francia b) Il Nord-Est a Tito c) il Centro Sud all'Inghilterra per rimettere i Savoia sul trono e ricostituire la monarchia (non dimentichiamo che gli Inglesi sono/ erano monarchici) Churchill era intenzionato a fare ciò - si opposero gli americani che vollero invece una Italia integra o quasi - fummo liberi ma diventammo una provincia americana e gli Inglesi la digerirono male ma anche Tito - forse da lì si spiega l'inusitata cattiveria e crudeltà degli slavi specialmente su Italiani inermi. Conosco sloveni e croati - si sentono molto in colpa devo dire- non lo dicono ma te lo fanno capire. Ah 2 grandi Italiani provarono ad uscire da questo schema: Mattei e Moro Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695566 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Muddy the Waters Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 54 minuti fa, robem ha scritto: Yuri Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695579 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
robem Inviato 57 minuti fa Condividi Inviato 57 minuti fa 51 minuti fa, gibraltar ha scritto: Non avevi qualcosina di un po' più recente? 😅 Basta chiedere. Si può provare con la terapia genica, perché la razza quella è. 1 Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695585 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
robem Inviato 51 minuti fa Condividi Inviato 51 minuti fa Ah 2 grandi Italiani provarono ad uscire da questo schema: Mattei e Moro No, questo significa disconoscere completamente il contributo di Togliatti, Nenni e tutti i loro "compagni" che fecero di tutto, pagati e comandati a bacchetta da Mosca, per portare l'Italia nell'orbita sovietica. Nella migliore tradizione della sinistra italiana persero anche questa battaglia, ma non possiamo dire che non ci provarono, arrivando ad appoggiare l'URSS anche nella repressione di Budapest, nella quale i carri armati sovietici trucidarono migliaia di manifestanti che chiedevano la libertà. Ricordiamo Napolitano, che dichiarò in quella occasione che i suddetti carri armati sovietici avevano salvato la pace nel mondo. Figuriamoci cosa pensavano delle foibe... . Link al commento https://melius.club/topic/28382-giorno-del-ricordo-2026/#findComment-1695587 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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