gibraltar Inviato 5 ore fa Condividi Inviato 5 ore fa 4 minuti fa, Martin ha scritto: ....A me basterebbero dieci minuti al volante in città per collezionare ergastoli coprenti dieci vite... ...e poi guidano anche loro dalla parte sbagliata! 1 Link al commento https://melius.club/topic/28461-anche-in-giappone-c%C3%A8-lestrema-destra-e-non-%C3%A8-una-buona-notizia/page/9/#findComment-1700800 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa https://it.wikipedia.org/wiki/Decennio_perduto_(Giappone) https://it.wikipedia.org/wiki/Bolla_speculativa_giapponese ... IL DECENNIO PERDUTO DEL GIAPPONE Di Carlo Filippini - il 19/12/2008 Internazionale, Moneta e inflazione Torna la paura della deflazione, intesa nel senso di diminuzione generalizzata dei prezzi. Utile allora guardare cosa è accaduto in Giappone, che ha sperimentato la stagnazione per dieci anni. Almeno ufficialmente, perché in realtà la crisi serpeggia ancor oggi: il Nikkei non è lontano dal minimo di gennaio 2003 e da aprile 2008 il paese è di nuovo tecnicamente in recessione. Il reddito è sceso solo nel biennio 1998-99 mentre i prezzi sono calati nel 1995, dal 1999 al 2003 e nel 2005. E la spesa in consumi delle famiglie dei lavoratori replica la discesa dei prezzi al consumo. Fino alla metà del secolo scorso, i periodi nei quali il livello dei prezzi cresceva (inflazione) si sono alternati a periodi con prezzi generalmente calanti (deflazione). Dopo la seconda guerra mondiale, invece, i prezzi sono quasi sempre cresciuti e si è diffusa la convinzione che questo andamento fosse irreversibile. Perfino il significato delle parole cambiò: deflazione diventò prevalentemente la caduta del reddito o prodotto di un paese, non più la diminuzione generalizzata dei prezzi. LA BOLLA E LA CRISI Con la lunga stagnazione dell'economia giapponese, a partire dal 1990, la paura di una deflazione (nel vecchio significato) è ritornato attuale; paura per i motivi chiariti in un contributo di Francesco Daveri. Il decennio perduto dalla società giapponese trova le sue origini nell'accordo del Plaza Hotel, 22 settembre 1985, tra Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Germania e Francia che prevedeva la rivalutazione dello yen e del marco nei confronti del dollaro. Nel giro di un anno il tasso di cambio yen/dollaro passa da 250 a 150; in Giappone inizia a gonfiarsi la bolla speculativa: nel periodo 1985-1989 l'indice Nikkei, il più noto e rappresentativo della borsa di Tokyo, sale da circa 12.600 (settembre 1985) a 38.957 (29 dicembre 1989) mentre i prezzi delle case e dei terreni triplicano. È il periodo in cui un metro quadrato a Ginza, la via Montenapoleone di Tokyo, poteva costare un milione e mezzo di dollari; si diceva che il valore dei soli giardini del Palazzo imperiale fosse superiore a quello di tutta la California. Le imprese ottengono credito dalle banche dando come garanzia azioni, edifici, terreni: i valori di questi ultimi crescono e prestiti crescenti sono concessi con le stesse garanzie. All'inizio del 1990 la bolla speculativa scoppia: in nove mesi, da gennaio a settembre, il Nikkei crolla a 19.782 toccando il minimo di 8.237 a fine gennaio 2003. Con un ritardo di quasi un anno anche i prezzi dei terreni e degli edifici scendono. Le garanzie non sono più adeguate, ma poche imprese falliscono: innanzi tutto non fa e non faceva parte del comportamento societario in Giappone chiedere il fallimento del debitore; inoltre ogni keiretsu o gruppo industriale aveva una sua banca di riferimento. All’inizio, la gravità della crisi non appare nella sua dimensione vera: dopotutto nel 1990 e 1991 il PIL cresce del 5,3 e 3,4 per cento. Inoltre le rigidità e le collusioni della società giapponese impediscono di prendere misure adeguate. Si apre così la lunga stagnazione del Giappone: non è una recessione in senso stretto perché il reddito cresce quasi costantemente. Convenzionalmente, finisce a metà 2002, ma in realtà serpeggia ancor oggi: il Nikkei, che aveva superato quota 18.000 nel 2007, è ora a metà dicembre 2008 intorno a 8.700, non lontano dal minimo del gennaio 2003. Per di più il paese è di nuovo tecnicamente in recessione dall'aprile 2008: infatti la crescita del reddito è stata negativa nel secondo e nel terzo trimestre. DEFLAZIONE NEL SOL LEVANTE Tra le maggiori preoccupazioni degli esperti e dei politici è il ritorno della vecchia deflazione: in Giappone i prezzi declinano per alcuni anni. Si è temuto qualcosa di simile negli Usa e in Europa; la crisi in cui ci dibattiamo sembra così profonda da generare non solo una caduta del reddito, ma anche una discesa dei prezzi. È utile forse approfondire alcuni aspetti della deflazione giapponese. Se confrontiamo (dati Fmi) i tassi annui di variazione del reddito e dei prezzi al consumo dal 1985 al 2007 possiamo notare che il reddito scende solo nel biennio 1998-99 mentre i prezzi calano nel 1995, dal 1999 al 2003 e nel 2005. La diminuzione più grande di questi ultimi è inferiore allo 0,9 per cento, nel 2002, e solo nel 1999 calano sia il Pil sia i prezzi, dello 0,14 e 0,29 per cento rispettivamente. Se poi prendiamo in considerazione i prezzi alla produzione (dati Statistics Bureau, ministero degli Interni e delle Comunicazioni) notiamo che la deflazione è un fenomeno molto frequente: dal 1985 al 2007 (23 anni) calano in quindici anni, praticamente quasi tutto il quinquennio della bolla speculativa e il decennio a partire dal 1994. Anche i prezzi delle importazioni hanno un andamento simile: calano in quattordici anni. La spiegazione sembra basarsi soprattutto sulla rivalutazione dello yen e sulle importazioni dalla Cina. E la spesa in consumi delle famiglie dei lavoratori? I tassi di variazione sono negativi nel 1994, 1995, dal 1998 al 2003 e nel 2006, quasi replicando la discesa dei prezzi al consumo, con valori (assoluti) compresi tra 0,2 e 2,9 per cento. Se però passiamo alle spese per grandi categorie e ci soffermiamo su quelle più rappresentative dei beni durevoli (casa, mobili e attrezzature per la casa, vestiti e calzature, trasporti e comunicazioni) il quadro si complica: le variazioni negative si disperdono su molti anni senza una chiara concentrazione; la spesa per abbigliamento è decrescente in quasi tutti gli anni dal 1985 al 2007. Quali sono le cause del decennio perduto? Vedremo quelle più importanti in un altro contributo. Ma quanto è lungo un decennio? Solo una ventina danni, speriamo. Link al commento https://melius.club/topic/28461-anche-in-giappone-c%C3%A8-lestrema-destra-e-non-%C3%A8-una-buona-notizia/page/9/#findComment-1700825 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa Ne scrive anche Daunton ne "Il governo economico del mondo". Aiuta a capire cosa sta accadendo in Giappone. Link al commento https://melius.club/topic/28461-anche-in-giappone-c%C3%A8-lestrema-destra-e-non-%C3%A8-una-buona-notizia/page/9/#findComment-1700826 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Amedeo.R. Inviato 3 ore fa Condividi Inviato 3 ore fa Al di là di coloro, che con molta probabilità non ci sono mai stati, nemmeno per un viaggetto di piacere in Giappone e che emettono giudizi tagliati con l'accetta, parlando di razzismo, fascismo e discriminazione, vorrei porre l'attenzione su un parametro fondamentale e basilare, che è usato da sempre come indicatore di sviluppo, salute pubblica e per valutare le disuguaglianze strutturali, l'esclusione sociale e discriminazioni indirette. Ci sono la bellezza di oltre 20 punti di differenza ed un trend in crescita per i nipponici ed in decrescita per gli italiani. Dati delle Nazioni Unite, studi fatti seriamente, mica il pensiero espresso da qualche scrittore o giornalista, che per quanto rispettabile e condivisibile, resta sempre una riflessione e non una valutazione oggettiva e strutturata dei dati. Vediamo Link al commento https://melius.club/topic/28461-anche-in-giappone-c%C3%A8-lestrema-destra-e-non-%C3%A8-una-buona-notizia/page/9/#findComment-1700889 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Panurge Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa @Savgal il pil giapponese nel 1995 era grosso modo il doppio di quello tedesco e nell'immaginario collettivo il paese del sol levante era visto come sulla corsia di sorpasso anche nei confronti degli usa, nel 2023 il pil tedesco ha superato quello giapponese, sicuramente ci anche sono motivi di ordine monetario, inflazione vs deflazione con quello che ne consegue, ma qualcosa è andato molto male sotto il Fuji. Link al commento https://melius.club/topic/28461-anche-in-giappone-c%C3%A8-lestrema-destra-e-non-%C3%A8-una-buona-notizia/page/9/#findComment-1700913 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
senek65 Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 1 ora fa, Amedeo.R. ha scritto: che è usato da sempre come indicatore di sviluppo, salute pubblica e per valutare le disuguaglianze strutturali, l'esclusione sociale e discriminazioni indirette. "In Giappone si stima ci siano oltre 1,5 milioni di hikikomori (reclusi sociali)" Link al commento https://melius.club/topic/28461-anche-in-giappone-c%C3%A8-lestrema-destra-e-non-%C3%A8-una-buona-notizia/page/9/#findComment-1700942 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Amedeo.R. Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 10 minuti fa, senek65 ha scritto: "In Giappone si stima ci siano oltre 1,5 milioni di hikikomori (reclusi sociali)" non centra nulla, con la diffusione dei servizi basilari atti a soddisfare diritti umani elementati ed universalmente riconosciuti e che sono un parametro importante per valutare sviluppo, disuguaglianze e discriminazione. Link al commento https://melius.club/topic/28461-anche-in-giappone-c%C3%A8-lestrema-destra-e-non-%C3%A8-una-buona-notizia/page/9/#findComment-1700949 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa @Panurge La dinamica è quasi sempre la stessa, si sostiene di analizzare un fenomeno, ma nei fatti il fenomeno diviene l'occasione per proiettarvi i propri vissuti. Link al commento https://melius.club/topic/28461-anche-in-giappone-c%C3%A8-lestrema-destra-e-non-%C3%A8-una-buona-notizia/page/9/#findComment-1700959 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa Un episodio della Seconda guerra mondiale di cui si è scritto recentemente, ignoto a quasi tutti. https://www.amnesty.it/il-giappone-paghera-i-danni-a-12-schiave-sessuali-coreane-della-ii-guerra-mondiale/ https://it.wikipedia.org/wiki/Donne_di_conforto https://www.mondoemissione.it/asia/confort-women-un-accordo-controverso/ Link al commento https://melius.club/topic/28461-anche-in-giappone-c%C3%A8-lestrema-destra-e-non-%C3%A8-una-buona-notizia/page/9/#findComment-1700968 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 42 minuti fa Condividi Inviato 42 minuti fa Le scuse del Giappone ai «figli imperfetti» La prima ministra giapponese Sanae Takaichi di Gian Antonio Stella 17 feb 2026 | 20:41 La parole della premier giapponese di condanna delle leggi eugenetiche del luglio 1948 che nella scia delle precedenti norme per la selezione della razza del 1940 e dell’ancora più antica e secolare pratica del Mabiki, prevedevano la «potatura» dei neonati: furono abolite soltanto nel 1996 «Mi dispiace moltissimo. Non deve accadere mai più». Forse non hanno avuto tutto il rilievo che meritavano le parole dette giorni fa dalla giapponese Sanae Takaichi, la prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro nel grande arcipelago nipponico, parlando finalmente con chiarezza di un tema a lungo rimosso nel paese. Quello delle Yūsei Hogo Hō, le leggi eugenetiche del luglio 1948 che nella scia delle precedenti norme per la selezione della razza del 1940 e dell’ancora più antica e secolare pratica del Mabiki, la «potatura» dei neonati, furono abolite soltanto nel 1996. Quasi mezzo secolo dopo il processo di Norimberga ai teorici e agli esecutori dell’eugenetica nazista. E solo per l’imbarazzo provato da Tokio davanti alle proteste in piazza di disabili sulle sedie a rotelle scampati allo «sfoltimento» teorizzato con l’obiettivo di «prevenire la nascita di discendenti inferiori dal punto di vista eugenetico e al contempo proteggere vita e salute della madre». Sia chiaro, il progressivo distacco dagli orrori del passato, avvenuti nella scia dei crimini più infami compiuti dai medici nipponici e raccontati dallo storico Daniel Barenblatt nel raccapricciante reportage I medici del Sol Levante, va avanti da anni. Basti ricordare che la Corte Suprema giapponese, a metà 2024, dichiarò incostituzionale il quadro che aveva permesso queste sterilizzazioni e dispose finalmente dei risarcimenti alle vittime sopravvissute e ai loro eredi. Sentenza seguita da una definizione delle procedure d’indennizzo. Sanae Takaichi però, ribadita «la responsabilità del governo estremamente grave per aver applicato la vecchia legge eugenetica» e rinnovate «le più sincere scuse a», pare aver deciso di accelerare. Togliendo un peso dal cuore a quanti per anni non sono riusciti a capacitarsi di come una società così evoluta e colta e civile non avesse ancora fatto fino in fondo i conti col suo passato. Segnato, tra l’altro, dalle migliaia e migliaia di statuine di «Jizo» sparse per i boschi e le campagne e le coste giapponesi a ricordare i «bambini vaganti». Quelli che nel corso dei secoli morirono piccolissimi perché malati, abortiti o soppressi dai genitori dopo la scoperta che non erano «perfetti». Sul tema c’è un racconto struggente di uno dei massimi scrittori giapponesi, Natzume Soseki in Dieci notti di sogni. Leggerlo toglie il respiro. E aiuta a capire molte cose di una cultura grande e complessa. 17 feb 2026 Link al commento https://melius.club/topic/28461-anche-in-giappone-c%C3%A8-lestrema-destra-e-non-%C3%A8-una-buona-notizia/page/9/#findComment-1701004 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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