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Anche in Giappone c'è l'estrema destra, e non è una buona notizia


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10 minuti fa, senek65 ha scritto:

"In Giappone si stima ci siano oltre 1,5 milioni di hikikomori (reclusi sociali)"

 

non centra nulla, con la diffusione dei servizi basilari atti a soddisfare diritti umani elementati ed universalmente riconosciuti e che sono un parametro importante per valutare sviluppo, disuguaglianze e discriminazione. 

 

Le scuse del Giappone ai «figli imperfetti»

La prima ministra giapponese Sanae Takaichi

di Gian Antonio Stella

17 feb 2026 | 20:41

 

La parole della premier giapponese di condanna delle leggi eugenetiche del luglio 1948 che nella scia delle precedenti norme per la selezione della razza del 1940 e dell’ancora più antica e secolare pratica del Mabiki, prevedevano la «potatura» dei neonati: furono abolite soltanto nel 1996

«Mi dispiace moltissimo. Non deve accadere mai più». Forse non hanno avuto tutto il rilievo che meritavano le parole dette giorni fa dalla giapponese Sanae Takaichi, la prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro nel grande arcipelago nipponico, parlando finalmente con chiarezza di un tema a lungo rimosso nel paese. Quello delle Yūsei Hogo Hō, le leggi eugenetiche del luglio 1948 che nella scia delle precedenti norme per la selezione della razza del 1940 e dell’ancora più antica e secolare pratica del Mabiki, la «potatura» dei neonati, furono abolite soltanto nel 1996. Quasi mezzo secolo dopo il processo di Norimberga ai teorici e agli esecutori dell’eugenetica nazista. E solo per l’imbarazzo provato da Tokio davanti alle proteste in piazza di disabili sulle sedie a rotelle scampati allo «sfoltimento» teorizzato con l’obiettivo di «prevenire la nascita di discendenti inferiori dal punto di vista eugenetico e al contempo proteggere vita e salute della madre».
Sia chiaro, il progressivo distacco dagli orrori del passato, avvenuti nella scia dei crimini più infami compiuti dai medici nipponici e raccontati dallo storico Daniel Barenblatt nel raccapricciante reportage I medici del Sol Levante, va avanti da anni. Basti ricordare che la Corte Suprema giapponese, a metà 2024, dichiarò incostituzionale il quadro che aveva permesso queste sterilizzazioni e dispose finalmente dei risarcimenti alle vittime sopravvissute e ai loro eredi. Sentenza seguita da una definizione delle procedure d’indennizzo.

Sanae Takaichi però, ribadita «la responsabilità del governo estremamente grave per aver applicato la vecchia legge eugenetica» e rinnovate «le più sincere scuse a», pare aver deciso di accelerare. Togliendo un peso dal cuore a quanti per anni non sono riusciti a capacitarsi di come una società così evoluta e colta e civile non avesse ancora fatto fino in fondo i conti col suo passato. Segnato, tra l’altro, dalle migliaia e migliaia di statuine di «Jizo» sparse per i boschi e le campagne e le coste giapponesi a ricordare i «bambini vaganti». Quelli che nel corso dei secoli morirono piccolissimi perché malati, abortiti o soppressi dai genitori dopo la scoperta che non erano «perfetti». Sul tema c’è un racconto struggente di uno dei massimi scrittori giapponesi, Natzume Soseki in Dieci notti di sogni. Leggerlo toglie il respiro. E aiuta a capire molte cose di una cultura grande e complessa.

17 feb 2026 

 

17 ore fa, Amedeo.R. ha scritto:

non centra nulla, con la diffusione dei servizi basilari atti a soddisfare diritti umani elementati ed universalmente riconosciuti e che sono un parametro importante per valutare sviluppo, disuguaglianze e discriminazione. 

C'entra eccome, in quanto indice inequivolcabile che nella società, sebbene apparentemente perfetta, c'è qualcosa che non funziona.

In un paese c'è chi risolve con l'acool o con con qualche altra sostanza, in un altro chiudendosi in casa per sempre.

E lo dico da amante e estimatore di quel paese.

3 ore fa, senek65 ha scritto:

C'entra eccome, in quanto indice inequivolcabile che nella società, sebbene apparentemente perfetta, c'è qualcosa che non funziona.

In un paese c'è chi risolve con l'acool o con con qualche altra sostanza, in un altro chiudendosi in casa per sempre.

E lo dico da amante e estimatore di quel paese.

 

Stai paragonando i servizi basilari ed essenziali, che penetrano il territorio, volti a soddisfare diritti fondamentali con l'abitudine all'uso di sostanze ed all'isolamento e cosa centra? nulla? come paragonare mele e bistecche. 

Il primo paramentro è usato per valutare il livello di sviluppo, salute pubblica e diseguaglianze strutturali, il secondo no. 

Il Giappone sotto questo aspetto è a livelli top, paragonabili a Svizzera e Germania, è cosi e basta, i numeri sono quelli e sono forniti direttamente dagli organi competenti. 

 

Se vuoi parlare di uso di sostanze d'abuso con effetti psicotropi, il paragone con l'Italia è ancora più impietoso del precedente, perchè se guardi la lifetime prevalence il Giappone ha un dato di 2,6%, l'italia di oltre il 30%, quindi ancora una volta sono un paese virtuoso, al contrario di ciò che sostieni. In Giappone non solo lo spaccio ma anche l'uso è fortemente vietato, si rischia la galera o l'espulsione, in Italia è cosa comune vedere minorenni farne uso in tranquillità nelle scuole e nei luoghi pubblici. 

Non servono nemmeno le statistiche, per capire che in Giappone, dove è vietato anche fumare le sigarette per strada, il problema sostanze d'abuso con effetti psicotropi, è di ordini di grandezza inferiori a quello che abbiamo in Italia. 

Quindi stai affermando l'esatto opposto di ciò che è in realtà. 

 

Per l'uso di alcool, invece i dati sono simili, con dati italiani leggermente superiori. 

 

 

L'eugenetica ha tentato anche molti paesi "occidentali" insospettabili, dove è continuata fino a tempi insospettabilmente recenti.  Penso ad esempio al caso delle sterilizzazioni forzate nei paesi scandinavi.  

4 ore fa, senek65 ha scritto:

In un paese c'è chi risolve con l'acool o con con qualche altra sostanza, in un altro chiudendosi in casa per sempre.

In effetti un milione e mezzo di persone chiuse in casa a vita è un numero importante e significativo, è anche impressionante il numero di soggetti che non hanno intimità fisica o addirittura non la hanno mai avuta con il sesso opposto.

Prodromi di estinzione di massa.

26 minuti fa, Panurge ha scritto:

In effetti un milione e mezzo di persone chiuse in casa a vita sono un numero importante e significativo, è anche impressionante il numero di soggetti che non hanno intimità fisica o addirittura non la hanno mai avuta con il sesso opposto.

Prodromi di estinzione di massa.

 

 

Hikikomori può essere una scelta, come quelli, che qui da noi, vengono visti con aura di santità e misticismo perchè si ritirano sulle montagne o nei boschi e diventano eremiti o vivono semplicemente isolati, coltivando le loro passioni e vivendo come meglio credono, oppure può essere un quadro patologico, in entrambi i casi parlare di prodromi di estinzione di massa, lo trovo del tutto sbagliato ed offensivo. Hanno deciso cosi per scelta oppure perchè malati, non arrecano disturbo, vivono nel loro case e non rompono il prossimo. 

Diversamente l'elevata prevalenza di sostanza di abuso, come c'è in Italia rappresenta un problema non solo per chi la consuma, ma anche per tutti gli altri, per tutto il corollario di criminalità e problematiche sociali che porta, non per ultimo il decadimento di qualità della vita che si abbassa anche per chi non ne fa uso.

Tra i due fenomeni, sicuramente, quello più impattante per la società, nel suo complesso,  è il secondo. 

  • Melius 1
briandinazareth
51 minuti fa, Amedeo.R. ha scritto:

Hikikomori può essere una scelta, come quelli, che qui da noi, vengono visti con aura di santità e misticismo perchè si ritirano sulle montagne o nei boschi e diventano eremiti o vivono semplicemente isolati, coltivando le loro passioni e vivendo come meglio credono, oppure può essere un quadro patologico, in entrambi i casi parlare di prodromi di estinzione di massa, lo trovo del tutto sbagliato ed offensivo. Hanno deciso cosi per scelta oppure perchè malati, non arrecano disturbo, vivono nel loro case e non rompono il prossimo. 

 

mi sembra un po' ardito liquidare così un fenomeno molto problematico, esteso e patologico

11 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

mi sembra un po' ardito liquidare così un fenomeno molto problematico, esteso e patologico

 

problematico per chi? perchè dovrebbe essere un problema chi sceglie volontariamente di stare in un posto? 

Perchè si vuole stigmatizzare una scelta, che non arreca danni al prossimo? 

Se poi il fenomeno è la conseguenza di un quadro patologico di natura medica, a maggior ragione, lo stigma dovrebbe essere evitato.




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