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Iran. Si comincia


Panurge

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58 minuti fa, mariovalvola ha scritto:

la Russia è il terzo fornitore in Europa di GNL con il 13,9% nel 2025

Molto molto in calo rispetto a prima, perchè alcune nazioni non hanno approvvigionamenti alternativi. 

Grazie al fatto che il Governo ha ignorato la follia "no Tap, no rigassificatori" di 5stelle e estremisti vari l'Italia è il paese messo meglio con il Gas di tutta Europa con 7 mesi di scorta contro i 3 di Germania e Francia.

In più stiamo costruendo dei gasdotti per rifornire a nostra volta tutta l'Europa di Gas.

PS: lo sapevate che una quota rilevante di Gas la importiamo da Israele tramite l'Egitto ?

Sono 13 miliardi di metri cubi l'anno.

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In venti  giorni Donald Trump dice tutto e il contrario di tutto sulla crisi con l’Iran, alternando minacce, aperture e tregua in una sequenza di dichiarazioni che tengono il mondo sospeso.

 

21 marzo - 48 ore per aprire lo Stretto

In un post sui social media, Trump minaccia l'Iran, dando al Paese 48 ore di tempo per «APRIRE COMPLETAMENTE lo Stretto» (quello di Hormuz ndr.) o gli Stati Uniti «cancelleranno le centrali elettriche, iniziando dalla più grande!». Nelle stesse ore Ali Mousavi, rappresentante permanente dell'Iran presso l'Organizzazione Marittima Internazionale, afferma che lo stretto è «aperto a tutti», tranne che ai nemici del suo Paese. Altri funzionari iraniani avvertono Trump che gli attacchi alle infrastrutture energetiche saranno considerati un attacco diretto al popolo iraniano e che l'Iran reagirà ripagando gli Usa con la stessa moneta.

 

23 marzo - I colloqui produttivi

Due giorni dopo aver lanciato la prima minaccia,  Trump afferma che gli Stati Uniti hanno avuto colloqui «produttivi» con l'Iran e di aver ordinato al Pentagono di rinviare per cinque giorni qualsiasi attacco contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche iraniane. I funzionari iraniani negano pubblicamente che tali colloqui siano in corso.

 

26 marzo - La dilazione

Mentre i titoli azionari di Wall Street crollano, Trump posticipa nuovamente di 10 giorni la scadenza dell'ultimatum, questa volta al 6 aprile alle 20:00 ora della costa orientale, affermando di aver «sospeso il piano di distruzione delle centrali energetiche» su richiesta del governo iraniano.

 

30 marzo - La linea dura

Nonostante Trump parli di «grandi progressi» nei negoziati per porre fine alla guerra, allo stesso tempo alza il tono dello scontro dicento che se lo Stetto non sarà aperto «siamo pronti a fare ciò che è necessario». Gli Stati Uniti, afferma, distruggeranno tutte le centrali elettriche e i pozzi petroliferi iraniani, nonché l'isola di Kharg, il principale snodo iraniano per le esportazioni di petrolio, e  «probabilmente tutti» gli impianti di desalinizzazione. Trump apre la fase più acuta della crisi fissando una linea netta e senza ambiguità: «sarà rapido», «sarà decisivo». Il messaggio è quello di un intervento breve, sotto controllo, con gli Stati Uniti in grado di imporre tempi e risultati.

 

31 marzo - Lo Stretto e l'Europa

Trump dichiara di essere vicino alla vittoria ma, improvvisamente, si dice non interessato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. «Non durerà ancora a lungo, li stiamo annientando, li stiamo smerdando, totale annientamento. Non dobbiamo restare là a lungo, ma abbiamo ancora del lavoro da fare a livello di ammazzare le loro armi, quel che resta della loro capacità di colpire. Lo Stretto? Si riaprirà automaticamente quando ce ne andremo. A noi interessa che l’Iran non abbia l’atomica. Lo stretto, lasciamo che i Paesi che lo usano vadano a riaprirlo».

 

1 aprile - Prime aperture

«Vedremo cosa succede», «molte opzioni sul tavolo». Il linguaggio del presidente cambia tono, sostiene che l'Iran ha chiesto un cessate il fuoco, cosa che Teheran smentisce seccamente. Alle certezze dei primi giorni si sostituisce una formulazione più aperta, meno definitiva. Trump non parla più solo di forza, ma introduce l’idea di una situazione in evoluzione, in cui le scelte non sono ancora chiuse. Tuttavia il tycoon sui social media scrive che gli Stati Uniti avrebbero preso in considerazione un cessate il fuoco solo quando lo stretto fosse stato «aperto, libero e sgombro». E aggiunge: «Fino ad allora, stiamo bombardando l'Iran fino a ridurlo in polvere o, come si dice, a riportarlo all'età della pietra!!!»

 

2 aprile - L'accordo possibile

«C’è spazio per un accordo», «possiamo trovare una soluzione», «può finire rapidamente». La svolta della Casa Bianca diventa esplicita. Dalla promessa di un’azione «rapida e decisiva» si passa alla possibilità di una trattativa. La fine del conflitto viene evocata non più attraverso la vittoria militare, ma attraverso un’intesa.

 

3 aprile - I contatti

«Stiamo parlando», «ci sono contatti». La diplomazia entra apertamente nella narrazione. Trump lascia intendere che un canale esiste già, mentre la pressione militare resta sullo sfondo come leva. È il primo momento in cui le due linee — forza e negoziato — iniziano a sovrapporsi.

 

4 aprile - La minaccia

Il presidente interviene sui social media intorno alle 10 del mattino, affermando che «il tempo stava per scadere». «L'Iran ha 48 ore prima che si scateni l'inferno. Apra Hormuz o affronti le conseguenze».  Il suo post è arriva dopo che nei giorni precedenti aveva rilasciato diverse dichiarazioni contraddittorie sullo Stretto, attaccando alternativamente gli alleati per non essersi adoperati per la sua riapertura e affermando che si sarebbe riaperto naturalmente.

 

5 aprile - L''ultimatum

La Domenica di Pasqua Trump rilascia diverse dichiarazioni alla stampa e sui social media, affermando che gli Stati Uniti avrebbero fissato la scadenza per martedì 7 aprile alle 20:00 ET, ovvero mercoledì 8 aprile alle 3:30 del mattino a Teheran. Il presidente pubblica anche sui social media un messaggio volgare e offensivo nel giorno più sacro del calendario cristiano, chiedendo all'Iran di aprire lo stretto, altrimenti «faremo saltare in aria l’intero Paese», dice, arrivando a minacciare la distruzione sistematica di infrastrutture: «ponti», «centrali», «tutto». È il momento in cui la linea si irrigidisce: non più solo dichiarazioni, ma un conto alla rovescia verso l’attacco.

 

6 aprile - L'attesa

Il presidente tiene una conferenza stampa in cui minaccia ripetutamente la leadership iraniana qualora non raggiunga un accordo con gli Stati Uniti. «L'intero Paese potrebbe essere annientato in una sola notte, e quella notte potrebbe essere domani», dice Trump.

 

7 aprile - «Un'intera civiltà morirà stanotte»

Il mondo trema. Trump torna al linguaggio più estremo: «questa notte una civiltà sarà cancellata».  Una frase che arriva alla vigilia della scadenza fissata per l’attacco e riporta la crisi al livello massimo di tensione, dopo giorni di ultimatum, rinvii e aperture.

 

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3 ore fa, 31canzoni ha scritto:

approvvigionamenti energetici  uscendo dalla retorica  ipocrita delle sanzioni contro la Russia;

Lo ripeto: abbiamo pagato, abbiamo speso e abbiamo fornito, ok ora basta: comprare il gas russo subito:classic_smile:

 

15 minuti fa, Martin ha scritto:

i grandi idealisti si squagliano ipocritamente davanti alla bolletta del gas.

IMHO l'idealismo è bellissimo ma applicato in politica significa mescolare acqua e olio: molto difficile.

A fare strame del diritto internazionale mi pare siano stati diversi ultimamente, primo fra tutti

il nostro Trump.

 

Il senso di continuare a boicottare le forniture russe l' 8/04/26 qual è?

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17 minuti fa, dariob ha scritto:

Il senso di continuare a boicottare le forniture russe l' 8/04/26 qual è?

semplicemente perchè la russia di oggi rappresenta una minaccia diretta per l'europa (se proprio non vogliamo considerare  contesti sociali, valori e altro... aspetti che un qualche peso lo devono avere nella qualità e prospettiva di vita visto che coloro che amano putin sono ancora qui e non in russia)

  • Melius 2
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briandinazareth
5 minuti fa, wow ha scritto:
1 ora fa, Roberto M ha scritto:

40.000 morti in due settimane.

E gli yankee hanno dato il colpo di grazia. Patiboli in funzione a tutto regime.  

 

mi raccomando peò, non dare retta sui numeri al nostro eh :classic_biggrin:

la cosa ovviamente non diminuisce l'orrore per le repressioni del regime che sono estese e feroci, ma a volte pare di essere tra pescatori che aumentano ad minchiam i numeri ad ogni passaggio.

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aldofranci

@briandinazareth

che poi sti 40.000 morti al minuto non stavano così a cuore al trumpino, perché (l'ha detto candidamente nel 3ad fotocopia) il cambio di regime non era l'obiettivo...

Cioè scrive una cosa e poi fa pernacchie a se stesso.

Troll sì ma un po' scemo.

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briandinazareth
2 minuti fa, aldofranci ha scritto:

che poi sti 40.000 morti al minuto non stavano così a cuore al trumpino, perché (l'ha detto candidamente nel 3ad fotocopia) il cambio di regime non era l'obiettivo...

Cioè scrive una cosa e poi fa pernacchie a se stesso.

Troll sì ma un po' scemo.

 

non frega niente a nessuno, sono come le armi di distruzione di massa e cose simili. 

sono utili argomenti di propaganda e basta. 

se vuoi veramente aiutare a cambiare un regime come quello degli ayatollah dovresti sfruttare l'intelligence e le risorse per gli oppositori.
questa folle guerra è servita solo a ricompattare la nazione attorno al suo governo che si è mostrato risoluto e coraggioso, nella visione di chi subisce i bombardamenti. 

lo sanno tutti, anche quelli che dicevano che fosse una guerra umanitaria per liberare gli iraniani. 

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5 minuti fa, max ha scritto:

rappresenta una minaccia diretta per l'europa

Ma scusa, in quattro anni non è riuscito a prendersi neanche il Donbass:classic_smile: ed è impantanato lì, una minaccia?

In secondo luogo, non penserai che voglia invaderci:classic_ohmy:, dai..:classic_smile:

13 minuti fa, max ha scritto:

contesti sociali, valori e altro..

Sono diversi da noi, hanno una dittatura e l'hanno sempre avuta in tutta la loro storia, non conoscono

la democrazia e la maggioranza (esclusa qualche gruppo a Mosca o Pietroburgo) manco la vuole.

Ma detto ciò, non compriamo forse gas e petrolio da realtà statuali anche peggiori secondo i nostri canoni?

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26 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

mi raccomando peò, non dare retta sui numeri al nostro eh

Anche se è difficile districarsi tra le propagande, di sicuro non do retta a quella di Roberto 😀 ma occhio, appunto, al rischio di minimizzare o negare per rendere più gravi le colpe di Trump.

Ho semplicemente ascoltato su Radio 3 la testimonianza dell'avvocata Shervin Haravi, attivista dei diritti umani e di quelli delle donne che, oltre a non essere stata tenera con Trump, parlava di esecuzioni quotidiane e riferiva della repressione in piena funzione con l'arresto di Nasrin Sotoudeh un'altra famosa avvocata attivista di Teheran.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2026/04/02/critica-il-regime-arrestata-nota-avvocatessa-in-iran_c920efd7-4d6d-4086-9a7a-ff5c65d0ff0f.html

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22 minuti fa, dariob ha scritto:

Ma scusa, in quattro anni non è riuscito a prendersi neanche il Donbass:classic_smile: ed è impantanato lì, una minaccia?

In secondo luogo, non penserai che voglia invaderci:classic_ohmy:, dai..:classic_smile:

non sto parlando solo di quell'aspetto che comunque ha il suo peso per i paesi europei più a est.....

ps.  cartina alla mano se cadesse l'ucraina vista la posizione ungherese (e quella slovacca in divenire) anche noi li avremmo praticamente al confine

Screenshot 2026-04-08 alle 13.42.41.png

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6 minuti fa, wow ha scritto:

appunto, al rischio di minimizzare o negare per rendere più gravi le colpe di Trump.

mi sfugge il nesso......usa e israele hanno utilizzato l'argomento per acquisire un vantaggio indebolendo la stabilità interna  del regime.......il ritorno della democrazia in iran non è mai stato nei loro obiettivi

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mariovalvola
1 ora fa, Martin ha scritto:

Interessante vedere come i grandi idealisti si squagliano ipocritamente davanti alla bolletta del gas.

Fossero solo le bollette ... A patire sono le nostre imprese, il nostro PIL e quindi la sostenibilità del debito. Che c'entra l'ipocrisia? Perché dovremmo sempre masochisticamente acquistare il GNL americano ( qui si, ipocritamente, diventa non più così climalterante)?

Forse ha ragione Prodi?

 

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5 ore fa, 31canzoni ha scritto:

uscendo dalla retorica  ipocrita delle sanzioni contro la Russia

Io però proverei un po' di vergogna a fare affermazioni del genere in considerazione del fatto che quegli stessi denari finiscono direttamente a finanziare i bombardamenti di condomini in Ucraina. L'obiezione che in ugual modo finanziamo i bombardamenti in Iran non funziona per evidenti questioni di misura e perché non compriamo petrolio o gas da multinazionali e non da aziende di stato direttamente collegate alla guerra come succede per il gas o petrolio russo.

Si chiama ipocrisia la volontà di non avallare ulteriormente la legge della jungla.

 

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