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Laiv Harmony Udac VS Topping D90 Discrete


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39 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

il convinto estremismo di ambo le parti,

Questo vale per coloro che esprimono un giudizio senza aver mai ascoltato il componente, chi conosce l'apparecchio per averlo avuto o provato non entra mai in contrasto con gli altri ma apporta  la sua esperienza e dà il contributo alle discussioni.

Poi ognuno è libero di trarre le sue conclusioni, ovvio.

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ilmisuratore
21 minuti fa, Bike ha scritto:

Questo vale per coloro che esprimono un giudizio senza aver mai ascoltato il componente, chi conosce l'apparecchio per averlo avuto o provato non entra mai in contrasto con gli altri ma apporta  la sua esperienza e dà il contributo alle discussioni.

Poi ognuno è libero di trarre le sue conclusioni, ovvio.

Personalmente ho sottolineato che, contestualmente, potrebbe anche piacermi (nonostante abbia i miei principi che la sorgente non deve avere un "colore")

Se osservo le caratteristiche del mio setup posso affermare che, di base, è radiografante peggio dei raggi X

Se metto una sorgente neutra e fedelissima sento benissimo poichè la ricchezza armonica la tira fuori l'impianto e, soprattutto, l'interazione acustica

Quando inserisco una sorgente "colorata" già a cominciare dalle note del pianoforte (specie durante i picchi) le sento stonare...poichè il setup e l'acustica interpreta in malomodo questo segnale ignoto alla registrazione..proprio si capisce che c'è qualcosa che lo altera

Se in altri posti non accade benissimo...magari il mio DAC sembrerà "povero" (e spesso accade che questi DAC vengono classificati come asciutti e poveri di ricchezza armonica) ma tale "poverta" non è affatto colpa del DAC visto che questo si limita ed estrarre tutte le informazioni contenute nella registrazione (anzi, tanto per oggettivare...lo fa pure in modo piu congruo) le cause provengono da altri fenomeni

Ad esempio se dentro un contesto acustico scaturiscono dei comb filter hai voglia a parlare di DAC e armonici

Un comb filter è un fenomeno che avviene quando lo stesso suono arriva all’ascoltatore due volte con un piccolo ritardo

 

Quando acusticamente due segnali si sommano alcune frequenze:

si rafforzano (interferenza costruttiva)

altre si annullano (interferenza distruttiva)

Tra i fenomeni che ne scaturiscono all'ascolto vi è compresa anche -la perdita di alcune frequenze-

Se queste ricadono nel segmento dello spettro armonico...buonanotte

Dunque è alquanto ridicolo parlare di "DAC" quando sotto ci stanno elementi la cui incidenza è nmila volte piu alta

 

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Franzbossio
13 minuti fa, Gustavino ha scritto:

non ce la fà proprio :classic_rolleyes:

Ha scritto delle cose ineccepibili riguardo quello che accade dentro le 6 pareti di casa.

Prendi nota, impara e se non ti garba non stare attaccato peggio delle piattole.

Non ho fatto in tempo ad intervenire sul trhead del dac per polli, ma hai palesemente mostrato che di elettronica ne capisci veramente poco e di misure anche meno.

Se fossimo dei polli saremmo anche fortunati visto che è in grado il pollo di rigenerare le cellule ciliate e questo per un audiofilo sarebbe gratificante perchè ci consentirebbe di sentire i 20 khz a 85 anni.

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gimmetto

De gustibus non disputandum est. Le misure del Laiv, ultimo numero di Audioreview, sono veramente bruttine; la prova di ascolto ovviamente vale poco. Sul concetto di analogicità dei DAC mi viene l'orticaria. Come già detto da qualcuno (illuminato!) un DAC preciso ed eccellente alle misure (vedi top Sabre ESS) in un buon impianto trasferisce integre le registrazioni (fredde o calde che siano). Che la distorsione ed anomalie varie migliorino la riproduzione sonora è un ossimoro.

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12 ore fa, Bike ha scritto:

@Luca44 Tranquillo, non ci casco, non riuscirai a far chiudere pure questa discussione.

Buona nottata.

Ma di cosa stai parlando ? Mi attribuisci poteri che non mi appartengono e tantomeno ho intenzione di far chiudere nessuna discussione. Men che meno una discussione con interessanti misure e pareri di tecnici competenti.Piuttosto pensa al fatto che le prestazioni  alle misure del modello Laiv di maggior costo tenda a somigliare a quelle dei Topping ( o degli RME ) e in genere altrettanto accade con altri marchi. Però se un dac da 3-5-10.000€ è neutro se ne parla in modo entusiastico e si dice che è rivelatore, che apre finestre su particolari mai ascoltati, che abbia una trasparenza assoluta, che illumini di nuova luce ogni registrazione, se lo fa un dac dal costo infinitamente inferiore allora è clinico e asettico. Non sono sinonimi perfetti e stranamente per i dac costosi si usano termini garbati, per quelli meno costosi... "Cocce delle noci !" (cit. A. Sordi). Per i dac costosi se ci si accorge che la trasparenza sia "troppa" si cerca di trovare difetti di interfaciamento nei cavi, nel pre, nelle casse etc. per i dac economici un bel ciaone e avanti un altro ! 

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AudioLover

@Ifer2 @Luca44 Io come te, ma mi interessa la strategia di marketing delle aziende che ovviamente non fanno un solo dac, ma ne mettono 4-5 a catalogo che di 1000 euro in 1000 euro, tendono a migliorare le proprie misure arrivando al top di gamma che misura sempre più rigoroso dei sottogamma, cosa che poi si rileva alle orecchie con suono più analitico e preciso.....curioso questo fatto, cioè che più è in alto in gamma il dac, Terminator Vs Ares, Laiv Dac Vs Laiv Udac, più tende a diventare lineare, e mai il contrario.

 

La mia conclusione da un punto di vista commerciale, è che le aziende commissionano ai loro tecnici una linea di dac che parta dal basso per ammaliare con misure che colorano il suono lo rendono più piacione e meno stancante, e lo piazzano al prezzo minore, per poi proporre al cliente più esigente che ha impianto magari molto rilevatore e costoso da poter investire dai 5k in su nel dac, un dac più rilevatore e trasparente che estrae più dettagli poiché più preciso nelle misure.

 

Non ci sono giudizi in queste mie considerazioni, io stesso nel mio sistema andrei su un dac leggermente colorato nel medio perchè mi aggrada come suono, ma riconosco che per avere ciò le misure devono essere meno precise e più distorte, i grafici ci dicono questo, e non è un problema, mi interessava capire se al salire del prezzo salissero le implementazioni che fanno migliorare dinamica trasparenza e dettaglio o fosse una cosa voluta che si potrebbe avere già nel dac più in basso del catalogo, e quindi non collegata al costo che rimane un discorso di marketing ( più costa nel catalogo dell'azienda più ci abbiamo investito e va meglio) e mi pare sia così.

 

 

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alanford69

Io ho il LAiV Harmony DAC e, tra quelli che ho avuto, è quello che mi appaga di più. Guardare le misure del solo DAC è istruttivo ma non so se possa essere realmente indicativo di come suonerà nel tuo ambiente, con i tuoi diffusori e con la tua amplificazione. Bisogna provare… oppure comprare alla cieca e rischiare.

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@AudioLover D'accordo con te al 100% ! Penso sia anche una buona strategia, visto che non di rado impianti più costosi, quelli che più probabilmente ospiteranno dac di fascia alta, sono di proprietà di chi cerchi molto più che una "semplice" piacevolezza d'ascolto, molto spesso sono di persone a caccia di dettaglio, separazione, focalizzazione, "nero infrastrumentale", molto spinti, oppure di chi abbia magari valvolari di un certo impegno ma che potrebbero di loro sposarsi bene con una sorgente molto precisa, a volte con ambienti dedicati e già corretti acusticamente. Cmq fa piacere che almeno lato sorgenti digitali siamo a livelli alti anche con poca spesa, purtroppo la parte più determinante, che è la registrazione nei vari supporti disponibili, spesso è lontana anche solo dalla sufficienza.  

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12 minuti fa, AudioLover ha scritto:

La mia conclusione da un punto di vista commerciale, è che le aziende commissionano ai loro tecnici una linea di dac che parta dal basso per ammaliare con misure che colorano il suono lo rendono più piacione e meno stancante, e lo piazzano al prezzo minore,

Secondo me qualche azienda potrebbe anche adottare il principio opposto:

Suono suadente , musicale o artefatto per rendere il tutto piu' godibile, fascia alta.

Un suono che lo distingue dalla miriade di dac dal suono più' anonimo e che suonano tutti uguali (Topping, Rme ecc.)

Pensa al prezzo di alcuni dac con uscita a valvole (Lampizator, Audio Note, Aqua Formula e La Scala).

E secondo me con la tecnologia e il know how odierno e' più' facile fare un dac che misura bene con un suono nella media (mediocre) che non un dac caratterizzato ma molto emozionante all'ascolto.

Detto questo vi domando:

1. Volete un ascolto emozionante

Oppure

2. Volete un suono perfettino anonimo ma che misura bene.

 

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AudioLover

@Ifer2 Vero Lampizator e Aqua sono due esempi lampanti che piazzano dac a valvole che hanno più distorsione per logica su tutta la gamma e hanno grosso successo.

 

In effetti bisogna capire cosa si vuole, linearità pura effetto monitor? Come lo sentivano in studio? benissimo ci sta e allora bisogna che le misure siano perfette e che lo sia anche la RTA, personalmente a me così non appaga, preferisco una leggera colorazione, come compromesso anche se questo magari non rispetta la registrazione originale o tantomeno l'esibizione dal vivo. 

 

Ma siamo tutti diversi, ci sono persone che non possono sentire una S sibilare neanche se è così la registrazione in origine, e allora devi operare con dac e elettroniche per smussare quelle S....Non ascolta più la registrazione originale ma gode di più e come può questo essere giudicato sbagliato? Sono gusti e preferenze.

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one4seven
4 minuti fa, Ifer2 ha scritto:

1. Volete un ascolto emozionante

Oppure

2. Volete un suono perfettino anonimo ma che misura bene.


Interessante la domanda.
Dipende a cosa si è interessati.

Nel primo caso potrebbe andare a finire che l'impronta del dac tende a far suonare le registrazioni un po tutte alla stessa maniera.

Nel secondo, una macchina che si limita a convertire senza metterci "del suo", lascia spazio alla diversità del software.
Come sempre, dipende... da tanti fattori.
Suona l'insieme, non il singolo componente.

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scroodge
22 minuti fa, Ifer2 ha scritto:

Detto questo vi domando:

1. Volete un ascolto emozionante

Oppure

2. Volete un suono perfettino anonimo ma che misura bene.

Io voglio almeno una sorgente digitale che metta il meno possibile di suo sul segnale digitale che transita per essa.

Le aggettivazioni che si possono usare per descrivere questo non mi interessano.

Dato che quello che per te è perfettino e anonimo, per me potrebbe essere esattamente quello che voglio e dunque, per me, emozionante.

Di più , quello che tu potresti deifnire emozionante, per me potrebbe essere "finto".
 

 

  • Melius 2
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ilmisuratore
15 minuti fa, Ifer2 ha scritto:

1. Volete un ascolto emozionante

Oppure

2. Volete un suono perfettino anonimo ma che misura bene.

Si ricade sempre nello stesso (grande) errore

Dove sta scritto che il dac che misura bene non è emozionante ?

Dove sta scritto che il dac che misura bene è povero e freddino ?

Ci sono contesti in cui dac dalle misure eccellenti producono un suono talmente materico, armonico e dinamico da polverizzare tutte queste leggende metropolitane

Vorrei azzardare un ipotesi...e se quelli che ritengono i dac "freddini e poveri" avessero acustiche pessime ?

Alla fine si cercherebbe l'autocompensazione per eccesso di difetti

Il DAC che distorce per compensare le cancellazioni dello spettro (acustica precaria)

Il DAC che non distorce per esaltare il VERO contenuto della registrazione

  • Melius 2
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35 minuti fa, Ifer2 ha scritto:

1. Volete un ascolto emozionante

Oppure

2. Volete un suono perfettino anonimo ma che misura bene.

Voglio il suono perfettino, che misuri bene, che costi poco e poi me lo rendo emozionante a valle del dac (o a monte ) in pura my-fi. Ho appena scovato un dac che sembra aprire a questa strada in modo deciso, senza richiedere componenti extra, purtroppo non è economico ( ma neppure dal costo impossibile), spero che all'ascolto mantenga le promesse e conto che presto verrà ampiamente imitato ( Topping pensaci tu ! :classic_laugh:) .

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32 minuti fa, one4seven ha scritto:

Nel primo caso potrebbe andare a finire che l'impronta del dac tende a far suonare le registrazioni un po tutte alla stessa maniera.

Tutte alla stessa maniera no,ma magari tutte più' godibili.

Se provi a sentire un Lector Digicode o un La Scala ad es. non e' che tutte le registrazioni suonano alla stessa maniera.

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