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Attendibilita dell'Intelligenza Artificiale: lascio fare all'IA, litigate con lei!


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paolosances

@captainsensible sono d'accordo;ho appena cercato con foto  un potenziometro Alps, e l'A

I ha riportato che i dati forniti potrebbero essere non corrispondenti alla realtà oggettiva.

ascoltoebasta
1 ora fa, Nacchero ha scritto:

Magari la domanda è stata "Chi ha ragione fra @ilmisuratoree @ascoltoebasta?

Hanno sempre ragione gli esiti delle prove in cieco,nel proprio impianto e ambiente e non col sistema dell'attacca/stacca.

Armando Sanna

@gimmetto

vedi il “giocare con IA” e’ una cosa che anche a me piace e spesso e volentieri ti dà delle indicazioni utili ma non per certo risolutive.

Il suo punto di forza è quello di essere “molto assertiva” con l’interlocutore e il suo modo di fare domande serve per indirizzare le risposte in modo non in contrasto con la sua idea iniziale.

Levata la premessa, nel mio ambiente/impianto la differenza di alcune sonorità di cavi a secondo della marca esiste anche se :

- sono più o meno della stessa fascia di prezzo 

- veicolano sempre un segnale di linea 

- adoperano lo stesso software e hardware 

- ultimo sono di mia proprietà e quindi non devo “giustificare “ l’esborso appena fatto sono lì e male che vada ritornano in un cassetto …

Poi ognuno è libero di tirare fuori qualsiasi teoria , volta a comprovare l’inudibilita’ della differenza sonora tra due cavi compresa quella psicologica .

Il bello di queste eterne discussioni è sempre lo stesso c’è chi cerca “di vedere per credere” e chi “crede per vedere” …

😉

Il problema dell'IA è che raccoglie dati presenti sul web ma non esprime una vera "opinione" in materia.

Se poni la domanda; le misurazioni in campo audio dicono tutto?...la risposta sarà questa:

"In un mondo ideale, le misurazioni audio dovrebbero descrivere ogni aspetto di un segnale o di un componente; nella realtà, però, la risposta alla tua domanda è no, le misurazioni non dicono "tutto", almeno non nel modo in cui vengono solitamente presentate.

Ecco i punti chiave per comprendere il rapporto tra dati tecnici e ascolto reale:

Il limite degli strumenti vs. l'orecchio: Mentre gli strumenti sono eccellenti per identificare picchi o buchi di frequenza specifici, non riescono ancora a definire con precisione parametri complessi come la scena sonora (soundstage) o la focalizzazione delle sorgenti virtuali, che l'orecchio umano percepisce con facilità.

Misurazioni statiche vs. musica dinamica: Molti test standard (come il SINAD o la risposta in frequenza) utilizzano toni puri o segnali statici. La musica, però, è fatta di transienti e segnali complessi che interagiscono con l'ambiente in modi che una singola misurazione da laboratorio fatica a replicare.

L'importanza del "buon progetto": Le misurazioni sono fondamentali per capire se un componente è progettato correttamente e privo di difetti macroscopici (come distorsioni elevate o instabilità). Un diffusore con misure pessime difficilmente suonerà bene, ma misure perfette non garantiscono un'esperienza d'ascolto emozionante.

Psicoacustica e soggettività: Il cervello umano interpreta il suono in base a esperienze e preferenze personali. Due amplificatori con risposte in frequenza identiche possono essere percepiti in modo diverso a causa di fattori come la velocità dei transienti o la gestione dei carichi reattivi dei diffusori.

L'ambiente d'ascolto: Una misurazione "anecoica" (senza riflessioni) dice molto sulla qualità del prodotto, ma una volta inserito in una stanza reale, l'acustica dell'ambiente diventa il fattore dominante, alterando drasticamente ciò che misuriamo e ascoltiamo. 

In sintesi, le misurazioni sono la base scientifica necessaria per escludere prodotti scadenti, ma l'ascolto rimane l'arbitro finale per valutare la musicalità e il piacere estetico".

Quindi l'IA è tutto e niente ....la vera conoscenza è altro...

 

 

  • Melius 1
ilmisuratore

...bah...i cavi, sinceramente i test in cieco (ben fatti) che abbiamo svolto in passato non hanno sortito tanto successo 

Tra cavi di alimentazione, segnale e cavi digitali (sia spdif che USB) nessun partecipante alla prova ha potuto individuarli...forse un pelino quelli di potenza...

Ma vabbè, ognuno è libero di percepire quello che gli pare...ma quando si prova seriamente solitamente fa cilecca 

Peraltro sono cose anche anticipabili con opportune misurazioni, cosa che abbiamo anche sperimentato 

Veniva tracciato un responso alle misure e messo da parte 

Nelle misure veniva descritto che con questo e con quello non ci sarebbe stata alcuna possibilità di poter sentire differenze...e così accadeva 

Tra i vari collegamenti era compreso anche un set di filo di ferro per muratori inserito dentro un elegante guaina che, oltre ad isolare, davanti un tocco di eleganza ai conduttori 

ascoltoebasta
46 minuti fa, Armando Sanna ha scritto:

Poi ognuno è libero di tirare fuori qualsiasi teoria , volta a comprovare l’inudibilita’ della differenza sonora tra due cavi

Ma infatti ciò che è di difficile comprensione è la volontà di voler proporre certe teorie,quasi chiedessimo a loro le somme per i cavi o altro,eppure disponiamo tutti di un metodo infallibile per giungere ad una cocnclusione certa e senza appello.

  • Thanks 1
ilmisuratore
32 minuti fa, Atticus ha scritto:

Il problema dell'IA è che raccoglie dati presenti sul web ma non esprime una vera "opinione" in materia.

Se poni la domanda; le misurazioni in campo audio dicono tutto?...la risposta sarà questa:

"In un mondo ideale, le misurazioni audio dovrebbero descrivere ogni aspetto di un segnale o di un componente; nella realtà, però, la risposta alla tua domanda è no, le misurazioni non dicono "tutto", almeno non nel modo in cui vengono solitamente presentate.

Ecco i punti chiave per comprendere il rapporto tra dati tecnici e ascolto reale:

Il limite degli strumenti vs. l'orecchio: Mentre gli strumenti sono eccellenti per identificare picchi o buchi di frequenza specifici, non riescono ancora a definire con precisione parametri complessi come la scena sonora (soundstage) o la focalizzazione delle sorgenti virtuali, che l'orecchio umano percepisce con facilità.

Misurazioni statiche vs. musica dinamica: Molti test standard (come il SINAD o la risposta in frequenza) utilizzano toni puri o segnali statici. La musica, però, è fatta di transienti e segnali complessi che interagiscono con l'ambiente in modi che una singola misurazione da laboratorio fatica a replicare.

L'importanza del "buon progetto": Le misurazioni sono fondamentali per capire se un componente è progettato correttamente e privo di difetti macroscopici (come distorsioni elevate o instabilità). Un diffusore con misure pessime difficilmente suonerà bene, ma misure perfette non garantiscono un'esperienza d'ascolto emozionante.

Psicoacustica e soggettività: Il cervello umano interpreta il suono in base a esperienze e preferenze personali. Due amplificatori con risposte in frequenza identiche possono essere percepiti in modo diverso a causa di fattori come la velocità dei transienti o la gestione dei carichi reattivi dei diffusori.

L'ambiente d'ascolto: Una misurazione "anecoica" (senza riflessioni) dice molto sulla qualità del prodotto, ma una volta inserito in una stanza reale, l'acustica dell'ambiente diventa il fattore dominante, alterando drasticamente ciò che misuriamo e ascoltiamo. 

In sintesi, le misurazioni sono la base scientifica necessaria per escludere prodotti scadenti, ma l'ascolto rimane l'arbitro finale per valutare la musicalità e il piacere estetico".

Quindi l'IA è tutto e niente ....la vera conoscenza è altro...

... però se chiedi se la scena è misurabile risponde al contrario 

 

Certamente. La scena sonora (o soundstage) non è solo una sensazione poetica da audiofili; è il risultato fisico di come le onde sonore interagiscono con l'ambiente e con il nostro sistema uditivo.

Tuttavia, misurarla è più complesso rispetto a misurare il semplice volume, perché richiede di quantificare la spazialità. Ecco come viene approcciato il problema.

1. I parametri fisici fondamentali

Per "misurare" la scena, gli ingegneri acustici si concentrano su tre dimensioni: larghezza, profondità e altezza. Gli strumenti principali non misurano la "bellezza", ma la precisione del segnale:

Risposta all'impulso: Misura quanto velocemente un suono decade. Se il decadimento è troppo lungo, la scena diventa confusa (effetto "fango"); se è troppo corto, la scena sembra piatta e "morta".

Fase e Coerenza Temporale: Essenziale per la localizzazione. Se i due diffusori non sono perfettamente in fase, l'immagine centrale scompare e la scena "collassa".

Riflessioni Laterali: Fondamentali per la percezione della larghezza. Se le prime riflessioni sulle pareti arrivano con il giusto ritardo, il cervello percepisce un ambiente più vasto.

2. Metodi di misurazione tecnica

Esistono protocolli standardizzati per tradurre la spazialità in numeri:

MetodoCosa misuraStrumento

ASW (Apparent Source Width)Quanto "larga" appare la sorgente sonora.Microfoni omnidirezionali + calcoli di correlazione.

LEV (Listener Envelopment)La sensazione di essere "immersi" nel suono.Analisi delle riflessioni tardive (oltre gli 80ms).

IACC (Inter-Aural Cross-Correlation)La differenza tra ciò che sente l'orecchio destro e il sinistro.Testina binaurale (un manichino con microfoni nelle orecchie).

3. La "Testa di Simulazione" (Binaurale)

Il metodo più efficace per misurare la scena sonora è l'uso di una testa artificiale dotata di padiglioni auricolari realistici.

Questo strumento cattura la HRTF (Head-Related Transfer Function), ovvero come la nostra testa e le nostre orecchie filtrano il suono in base alla direzione.

Analizzando i dati registrati, possiamo determinare matematicamente se un suono viene percepito come "davanti", "dietro" o "molto distante".

4. Il fattore umano (Psicoacustica)

Nonostante i grafici, la scena sonora rimane in parte soggettiva. Il cervello umano è un processore incredibile:

Effetto Precedenza (Effetto Haas): Se due suoni identici arrivano con un ritardo minimo, il cervello li fonde localizzando la sorgente solo nel primo che arriva.

Crosstalk: Nelle cuffie, la scena è spesso "dentro la testa" perché manca il naturale incrocio dei suoni tra le due orecchie che avviene invece con le casse.

In sintesi

Sì, la scena sonora è misurabile attraverso la correlazione tra i canali, il ritardo delle riflessioni e la coerenza di fase. Più i due canali sono "puliti" e temporalmente allineati, più la scena risulterà nitida e tridimensionale

 

 

ilmisuratore

Ora, visto che AI prima dice che la scena non è misurabile e poi dice che è misurabile...cosa se ne deduce ?

Semplice: che l'intelligenza umana con preparazione tecnica prenderà per discorso poetico il primo, e per discorso attinente alle reali differenze riscontrabili nel segnale il secondo 

Visto che qualsiasi variazione nel segnale è elettricamente misurabile...la seconda risposta è corretta 

ascoltoebasta
8 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Ora, visto che AI prima dice che la scena non è misurabile e poi dice che è misurabile...cosa se ne deduce ?

Se ne deduce che se ci facessimo le nostre prove in cieco,con tutta calma e nel nostro ambiente/impianto,troveremmo la nostra risposta riguardante ciò che confrontiamo,consultare la AI per queste cose non serve a un beato piffero.

gimmetto
2 minuti fa, Dufay ha scritto:

Io però ce l'ho con te e la tua fissazione. 

Ma non pensi ad altro? 

Esci che è primavera ci sono le margheritine .

Anzi esci e vai ad ascoltare qualche impianto buono

Eddai, mi diverto!

Pensa che l'ho scritto mentre ero comodamente sdraiato sul terrazzo a godermi il clima mite primaverile con una Stax elettrostatica sulle orecchie...(magari il 50% dei diffusori dei cavofili suonassero così!)

ilmisuratore
11 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

Se ne deduce che se ci facessimo le nostre prove in cieco,con tutta calma e nel nostro ambiente/impianto,troveremmo la nostra risposta riguardante ciò che confrontiamo,consultare la AI per queste cose non serve a un beato piffero.

Ammesso che condurre una prova in cieco ben fatta non sia una cosa banale...nel momento in cui venisse comprovata una differenza in cieco nel segnale si rileverebbe una differenza così enorme (enorme per lo strumento) da non lasciare nessun dubbio 

Per risparmiare tempo e fatica sullo svolgere test in cieco... basterebbe misurare con particolari tecniche (che non sono le classiche misure che si vedono) e anticipare quello che (non) accadrebbe all'ascolto 

L'ascolto in cieco si utilizzerebbe nel momento in cui tra due segnali venissero rilevate differenze potenzialmente udibili... dunque ai limiti delle JND/JDD

1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

Ora, visto che AI prima dice che la scena non è misurabile e poi dice che è misurabile...cosa se ne deduce ?

Se ne deduce che l'IA risponde prendendo notizie sulla base della domanda, e quindi contrapponendo teorie antitetiche senza nessun filtro. Nel mio settore di competenza ho fatto varie prove sull'attendibilità dell'IA ed i risultati sono ridicoli...come già detto si può farle dire tutto e il contrario di tutto.

Utilizzarla per dirimere questioni che coinvolgono vari aspettti e problematiche è semplicemente inutile.

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