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Subwoofer diy con Peerless STW 350 sospensione pneumatica o baffle infinito?


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Erik il Rosso

 

Si risvegliata la voglia di diy perciò ho Venduto il mio sub SVS SB16 ULTRA, mi sono documentato un po’ curiosando in giro ed ho pensato di realizzarne un paio in diy adattando dei vecchi box professionali debitamente rinforzati, appesantiti ed ingranditi fino a 80 l netti e come altoparlanti il 15” Peerless STW-350F188PR01, praticamente il medesimo driver utilizzato sugli SVS venduti, (che mi piacevano già come suono, ma la voglia di diy mi ha preso). Ho scelto la sospensione pneumatica, volendolo utilizzare esclusivamente per la musica con la massima qualità possibile e come amplificazione ho trovato d’occasione un POWERSOFT K3, belva professionale da 2600 watt per canale sui 4 ohm del woofer. Gestito da DSP con crossover elettronico esterno. 
I parametri del Peerless sono da sub puro, risonanza bassa, massa molto elevata con qts dichiarato 0,46 e un fattore di forza anch’esso alto.

tarato e Confrontato con l’SVS venduto, pur se a memoria ma a brevissimo termine solo di una decina di giorni , l’impressione è chiara e ben definita:  al di là del livello sonoro possibile dovuto credo al raddoppio dei sub, è stata la qualità del basso che mi ha stupito. Nel senso che se l’SVS era comunque di qualità molto alta ed anche lui in sospensione pneumatica molto frenato, i due Peerless, credo per merito della poderosa amplificazione soprattutto della capacità di pilotaggio e di controllo per l’altissimo fattore di smorzamento dei powersoft, dichiarato pari a ben 5000, la precisione e chiarezza delle note anche più basse è nettamente migliorata, così come l’intelleggibilità delle differenze delle varie gamme di frequenze ben percepibili anche col corpo. 

Peraltro, benché la potenza disposizione sembri più che sufficiente, ascoltando a volumi elevati e musica ricca di bassi inferiori, si accende ogni tanto il LED giallo e sporadicamente il LED rosso di intervento delle protezioni del Powersoft.

Ragionandoci sopra ed avendo a disposizione la soluzione ideale, ho pensato di trasformare i due Sub in un unico baffle infinito sfruttando la stanza adiacente che uso per sgombero e lavoretti. Te trasformazione sarebbe abbastanza semplice perché il pannello frontale è spesso 7 cm è amovibile e quindi si tratterebbe solo di collocarlo su un telaio murato che potrebbe essere costituito dalla stessa cornice che si vede in multistrato una volta separata dal corpo del vecchio diffusore..

Giusto per dare le mie impressioni, posso dire che con la soluzione attuale mi pare che l’altoparlante sia frenato anche fin troppo sia dal volume interno ridotto sia dalle caratteristiche del poker soft altissimo fattore di smorzamento, ma questa è la mia impressione.

 

Quello che chiedo a chi di voi ha avuto esperienza con i sub a baffle infinito, magari anche in confronto ai Sub di analoghe prestazioni ma in sospensione pneumatica,  è come si confrontano le due soluzioni, in particolare relativamente alla qualità sonora ed al guadagno di efficienza e emissione nelle basse frequenze che si otterrebbe con il baffle infinito.

 

 

 

IMG_0528.jpeg

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Erik il Rosso

@ferroattivo

grazie, la cassa era originariamente di 65 litri da me portata a 80 con l’aggiunta di una cornice 14x5 cm di listelli di multistrato di betulla incollati con resina epossidica rinforzata con numerose traversine interne. Alla fine, vista la pressione interna esercitata dal woofer, ho dovuto stuccare e sigillare sempre con resina più spifferi che ad  una finestra di cent’anni fa.

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