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Cavi di alimentazione di elevata sezione servono davvero?


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Fabio Meno.
2 ore fa, widemediaphotography ha scritto:

Sarebbe possile, oltre a limitarsi ad affermare  che questo  va meglio o va peggio, provare a forire un minimo di spiegazione "fisica"; ovvero il perché di certe sensazioni?

Stiamo parlando di sezioni e di cavi di alimentazione, che fino a prova contraria sono intimamente connessi  con quelli che provengono, quantomeno, dal contatore.

Spiegazioni fisiche ritengo non siano note ma una cosa è certa: non si può considerare un cavo di alimentazione alla stregua di uno di segnale, ovvero non si può pensare che siccome il filo dal contatore alla presa è scarso allora quello che mettiamo come ultimi due metri è già stato contaminato. Parliamo di alimentazione, cioè di corrente alternata che può arrivarci a casa con cavi di ferro, alluminio o qualunque metallo che non cambia niente, sempre corrente rimane. Infatti si ritiene che in qualche modo influisca l'ultimo metro o due, ma il perchè alcuni sentano differenze rimane un mistero. Le cose si complicano se consideriamo che il cavo di alimentazione non è collegato direttamente all'impianto, in quanto lo è all'avvolgimento primario del trasformatore posto vicino ma isolato al secondario, che per legge di Faraday-Neumann pesca corrente dal campo elettromagnetico generato dal primario. Pesca corrente non direttamente, ma dal campo magnetico. Dev'esserci una spiegazione che elimina ogni ragionamento di portata in Ampere e quindi sezione del cavo, perchè quello che potrà portare beneficio è un'azione sul trasformatore che in qualche modo riesce a lavorar meglio. Parlando di amplificatori, perchè hanno il maggior assorbimento, questo è a intermittenza. I condensatori dello stadio di alimentazione si caricano e cedono 50 volte al secondo per produrre corrente continua (assieme al ponte a diodi). E quando assorbono lo fanno sul serio. Eco perchè prese e ciabatte di buona qualità possono aiutare questo processo senza introdurre resistenze da contatti precari. Credo quindi che l'utilizzo di un cavo o un'altro nell'alimentazione  sia una questione soggettiva.

widemediaphotography

 

Come ho già scritto in altra discussione, va sempre distinta la funzione di quello specifico cavo. Un cavo di alimentazione trasporta l’energia richiesta dall’utilizzatore e lo deve fare  nella massima sicurezza possibile, e in questo senso sezione, isolamento e connettori contano più di ogni altra cosa.
La sua presenza in una catena audio può avere anche un ruolo sulle prestazioni, ma bisogna capire bene in che misura. Si tratta di un ruolo estremamente marginale, che resta tale se il progettista ha operato scelte corrette, alle quali nessun cavo esoterico può sopperire. Parliamo mediamente di un cavo di circa 1,5 metri, che eredita eventuali “schifezze” di varia natura da una rete elettrica lunga chilometri. Generalmente un progetto serio gestisce questi problemi all’interno del componente audio che sia amplificatore, DAC, streamer, giradischi e così via,  lasciando al cavo la funzione di alimentare in sicurezza e affidando all’utilizzatore anche il buon senso d’uso, per esempio evitando layout in cui i cavi di alimentazione siano aggrovigliati con quelli di segnale... (come i miei nelle isttallazioni orovvisorie ed estemporanee) :classic_laugh:
Questo non significa affatto che i cavi siano tutti uguali e intercambiabili, ma che va capito con quale strategia il progettitsa ha deciso di gestire questi fenomeni  secondari. Infatti, se ha optato per l’utilizzo della terra, è coerente e sicuro usare un cavo che la preveda; se invece il componente è in doppio isolamento Classe II, ha poco senso usare un cavo con il terzo polo come se fosse automaticamente un vantaggio. Infatti, usare un cavo che porta comunque il relativo terzo conduttore significa introdurre un elemento elettricamente inutilizzato, ma non per questo fisicamente neutro, perché può comportarsi da antenna.
Lo stesso vale per la schermatura, che non sempre è da intendere come un vantaggio assoluto, perché conta anche anche come viene collegata (da un solo lato, da entrambi o da nessuno) e il ruolo che avrebbe sulla gestione delle masse, o per le ferriti, che hanno solo un’azione specifica di smorzamento sulle alte frequenze e quindi possono avere senso solo in determinate applicazioni.
Un apparecchio di qualità, se nasce da un progetto solido, è già predisposto per lavorare correttamente con il cavo previsto dal costeuttore; tutto il resto andrebbe valutato caso per caso, senza immaginare il cavo di alimentazione in ciò che non è.

Sicurezza innanzitutto, di fenomeni  fisici ne esisto anche altri, ma quello che conta rimane il loro effettivo impatto che molto spesso rimane confinato ad un livello  esclusivamente strumentale. 

 

Per quanto all'uso del rame,  dll'alluminio, dell'argento  o del rodio, ricordo che gli elettroni che "fanno qualcosa" sono quelli dentro all'apparecchio perché al contrario di quello che molti immaginano non partono dalla presa per giungere al carico per poi ritornare indietro alla velocità della luce... Prevenire le ossidazioni certo, ( periodicamente io uso apposito spray) anche perché poi bisogna fare i conti con l'altra interfaccia  che non è né in argento e né in rodio.

Dei filtri di rete potremmo parlarne in apposita discussione.

appecundria
7 ore fa, Fabio Meno. ha scritto:

Infatti si ritiene che in qualche modo influisca l'ultimo metro o due, ma il perchè alcuni sentano differenze rimane un mistero.

https://www.audioplay.it/teoria-dellinterazione-debole/

7 minuti fa, widemediaphotography ha scritto:

per esempio evitando layout in cui i cavi di alimentazione siano aggrovigliati con quelli di segnale...

https://www.audioplay.it/teoria-dellinterazione-debole/

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