ferrocsm Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio dalla maestra Maura (te possino) Ei fu. Siccome immobile. Dall'Alpi alle Piramidi dal Manzannarre al Reno. Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza. Questi i passaggi che mi sono (come penso a tutti) rimasti più impressi mentre a 9 anni dovetti recitarla tutta a memoria, giusto, sbagliato, fate voi. Il Manzoni a mio avviso coltivava una specie di adorazione verso il Bonaparte. Voi posteri invece cosa ne pensate di Napoleone? Se Se Se mia nonna avesse avuto .......etc ma se avesse vinto lui e non Wellington il mondo sarebbe stato diverso?
mozarteum Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio Da quello che ho studiato al liceo (quindi approfondimento medio tendente al basso), direi che le luci superano le ombre. Per unanime consenso anche degli avversari e’ stato uno dei massimi strateghi militari d’ogni tempo, grande innovatore nell’uso degli eserciti e nelle tecniche di guerra. Dal punto di vista politico raccolse la non facile eredita’ della rivoluzione francese cercando, al suo modo, di espanderla nell’Europa dell’ancien regime del tempo. Alla fine gli fu fatale la campagna di Russia del 1812. Da allora fu una sequenza di insuccessi che culmino’ con la disfatta di Waterloo. Poi arrivo’ il Congresso di Vienna e l’Europa torno’ indietro di 40 anni. Ma intanto le idee di liberta’, il nuovo codice civile, padre di quelli moderni, erano entrati nella civilta’ europea 1 1
appecundria Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio 41 minuti fa, ferrocsm ha scritto: Voi posteri invece cosa ne pensate di Napoleone? Viviamo nella lunga era post napoleonica. 1
maverick Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio 1 ora fa, ferrocsm ha scritto: dalla maestra Maura (te possino) Ei fu. Siccome immobile. Dall'Alpi alle Piramidi dal Manzannarre al Reno. Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza. mannaccia che incubo, in seconda media dovetti impararla a memoria pure io, .. e la imparai così bene che la ricordo quasi tutta a memoria anche oggi, dopo più di cinquant'anni. Però fu un incubo: ..giorni e giorni a ripeterla come un mantra, anche se (allora , .. oggi non ci riuscirei di certo) avevo buona memoria. Napoleone mi è andato in disgrazia, meglio Berlioz e Saint Saens
ferrocsm Inviato 5 Maggio Autore Inviato 5 Maggio 13 minuti fa, Panurge ha scritto: L'uomo più sfigato col meteo della storia dopo Noè Quelli bravi, quelli del "io te lo avevo detto" affermarono che se avesse attaccato il giorno prima avrebbe sicuramente vinto, lui che diceva spesso: “Posso perdere una battaglia ma non perderò mai un minuto” invece perse una giornata intera a far niente dando tempo a Wellington di riorganizzarsi e difatti poi tanto tuonò che piovve.
Martin Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio 25 minuti fa, ferrocsm ha scritto: perse una giornata intera a far niente c'era già il melius club ?
ferrocsm Inviato 5 Maggio Autore Inviato 5 Maggio 8 minuti fa, Martin ha scritto: c'era già il melius club ? Come direbbero in Toscana: "avoglia" 1
mozarteum Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio Non c’e’ grand’uomo che non abbia una parabola discendente. Siate mezze calze si’ da discender poco
Panurge Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio Muor giovane chi è grato agli dei, spero di stare sul catzo a tutti, olimpo, valhalla, etc. etc. 1
wow Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio La più bella descrizione della Battaglia di Waterloo è quella della celebre digressione de "I Miserabili".
Lolparpit Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio 5 ore fa, ferrocsm ha scritto: Il Manzoni a mio avviso coltivava una specie di adorazione verso il Bonaparte. Adorazione no, fortissima fascinazione sì, che è rimasta taciuta per tutti gli anni dell'epopea napoleonica prima, e l'esilio, ma ha avuto modo di erompere quando seppe la notizia della dipartita. Era nel luglio del 1821, e Manzoni si trovava nella residenza estiva di Brusuglio, appena fuori Milano, assieme alla famiglia, la madre Giulia Beccaria, la moglie Enrichetta Blondel, i figli, il fidato fattore della tenuta. Il 17 luglio gli recapitarono la 'Gazzetta di Milano' del giorno prima, dove, telegraficamente, era data la notizia del decesso avvenuto il 5 maggio a Sant'Elena. Manzoni - raccontarono i figli - fu immediatamente travolto da un grande fervore creativo: iniziò, passeggiando per i giardini, a declamare versi di Monti su Napoleone, poi entrò nello studio, con la moglie che suonava il pianoforte di casa. La prima stesura dell'Ode è del 18 luglio. La si vede qui: https://www.alessandromanzoni.org/manoscritti/4564/reader#page/2/mode/1up Nella colonna di sinistra il primo sbozzo, poi sulla colonna di destra la rielaborazione. Qualche giorno dopo, si ha la prima copia in pulito: è datata 26 luglio. Il componimento fu elaborato all'incirca in una settimana. Fu mandato alla Censura austro-ungarica, che naturalmente lo fermò, visto il tema particolarmente sensibile. Ma il buon Alessandro aveva orchestrato una circolazione clandestina, una fuga di notizie controllata, mandando copia dell'Ode agli amici in Italia, fuori però dalla Lombardia, a Parigi, in Germania. La prima 'pubblicazione' non fu in Italia, ma in Germania, e il traduttore era un poetucolo poco noto, tale Johann Wolfgang Goethe, Der funfte Mai (che inizia con Er war, cioè 'Ei fu'). La prima strofa, nello sbozzo, è crudamente iperrealistica: Ei fu: come al terribile segnal della partita tutta si scosse in fremito la salma inorridita, come agghiacciata immobile dopo il gran passo stà (accentato). Manzoni immagina Napoleone al momento del trapasso, con le convulsioni che precedono il decesso (si scosse in fremito), vale a dire i fenomeni immediatamente precedenti la cessazione delle funzioni vitali; poi Napoleone è mostrato nel rigor mortis (come agghiacciata immobile). Perché un'immagine così cruda, perché tanto orrore? Io un'idea ce l'ho. 2
Fabio Cottatellucci Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio 6 ore fa, ferrocsm ha scritto: Ei fu. Siccome immobile. Ei fu. Siccome immobile si fece l'automobile dato il mortal sospiro si fece un altro giro NB ho frequentato ottime scuole.
mozarteum Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio 39 minuti fa, Lolparpit ha scritto: Era nel luglio del 1821, e Manzoni si trovava nella residenza estiva di Brusuglio, appena fuori Milano, assieme alla famiglia, la madre Giulia Beccaria, la moglie Enrichetta Blondel, i figli, il fidato fattore della tenuta. Il 17 luglio gli recapitarono la 'Gazzetta di Milano' del giorno prima, dove, telegraficamente, era data la notizia del decesso avvenuto il 5 maggio a Sant'Elena. Manzoni - raccontarono i figli - fu immediatamente travolto da un grande fervore creativo: iniziò, passeggiando per i giardini, a declamare versi di Monti su Napoleone, poi entrò nello studio, con la moglie che suonava il pianoforte di casa. Eh la grande Borghesia milanese
UpTo11 Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio 6 ore fa, ferrocsm ha scritto: Il Manzoni a mio avviso coltivava una specie di adorazione verso il Bonaparte. Mica c'era andato lui a farsi segare le ossa perché beccato da una moschettata o cannonata. Il Bonaparte, come le altre figure assimilabili, svetta su una montagna di milioni di cadaveri, mutilati e invalidi.
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