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Un'altra di quelle mandate a memoria......


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ferrocsm

dalla maestra Maura (te possino) :classic_laugh:

Ei fu. Siccome immobile. Dall'Alpi alle Piramidi dal Manzannarre al Reno. Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza. Questi i passaggi che mi sono (come penso a tutti) rimasti più impressi mentre a 9 anni dovetti recitarla tutta a memoria, giusto, sbagliato, fate voi.

Il Manzoni a mio avviso coltivava una specie di adorazione verso il Bonaparte. Voi posteri invece cosa ne pensate di Napoleone? 

Se Se Se mia nonna avesse avuto .......etc ma se avesse vinto lui e non Wellington il mondo sarebbe stato diverso? 

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mozarteum

Da quello che ho studiato al liceo (quindi approfondimento medio tendente al basso), direi che le luci superano le ombre.

Per unanime consenso anche degli avversari e’ stato uno dei massimi strateghi militari d’ogni tempo, grande innovatore nell’uso degli eserciti e nelle tecniche di guerra.

Dal punto di vista politico raccolse la non facile eredita’ della rivoluzione francese cercando, al suo modo, di espanderla nell’Europa dell’ancien regime del tempo. Alla fine gli fu fatale la campagna di Russia del 1812. Da allora fu una sequenza di insuccessi che culmino’ con la disfatta di Waterloo.

Poi arrivo’ il Congresso di Vienna e l’Europa torno’ indietro di 40 anni.

Ma intanto le idee di liberta’, il nuovo codice civile, padre di quelli moderni, erano entrati nella civilta’ europea

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maverick
1 ora fa, ferrocsm ha scritto:

dalla maestra Maura (te possino) :classic_laugh:

Ei fu. Siccome immobile. Dall'Alpi alle Piramidi dal Manzannarre al Reno. Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza. 

mannaccia che incubo, in seconda media dovetti impararla a memoria pure io, .. e la imparai così bene che la ricordo quasi tutta a memoria anche oggi, dopo più di cinquant'anni.

Però fu un incubo: ..giorni e giorni a ripeterla come un mantra, anche se (allora , .. oggi non ci riuscirei di certo) avevo buona memoria.

Napoleone mi è andato in disgrazia, meglio Berlioz e Saint Saens

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ferrocsm
13 minuti fa, Panurge ha scritto:

L'uomo più sfigato col meteo della storia dopo Noè 

Quelli bravi, quelli del "io te lo avevo detto" affermarono che se avesse attaccato il giorno prima avrebbe sicuramente vinto, lui che diceva spesso:  “Posso perdere una battaglia ma non perderò mai un minuto” invece perse una giornata intera a far niente dando tempo a Wellington di riorganizzarsi e difatti poi tanto tuonò che piovve.   

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Lolparpit
5 ore fa, ferrocsm ha scritto:

Il Manzoni a mio avviso coltivava una specie di adorazione verso il Bonaparte.

Adorazione no, fortissima fascinazione sì, che è rimasta taciuta per tutti gli anni dell'epopea napoleonica prima, e l'esilio, ma ha avuto modo di erompere quando seppe la notizia della dipartita. Era nel luglio del 1821, e Manzoni si trovava nella residenza estiva di Brusuglio, appena fuori Milano, assieme alla famiglia, la madre Giulia Beccaria, la moglie Enrichetta Blondel, i figli, il fidato fattore della tenuta. Il 17 luglio gli recapitarono la 'Gazzetta di Milano' del giorno prima, dove, telegraficamente, era data la notizia del decesso avvenuto il 5 maggio a Sant'Elena. Manzoni - raccontarono i figli - fu immediatamente travolto da un grande fervore creativo: iniziò, passeggiando per i giardini, a declamare versi di Monti su Napoleone, poi entrò nello studio, con la moglie che suonava il pianoforte di casa. La prima stesura dell'Ode è del 18 luglio. La si vede qui:

https://www.alessandromanzoni.org/manoscritti/4564/reader#page/2/mode/1up

Nella colonna di sinistra il primo sbozzo, poi sulla colonna di destra la rielaborazione. Qualche giorno dopo, si ha la prima copia in pulito: è datata 26 luglio. Il componimento fu elaborato all'incirca in una settimana. Fu mandato alla Censura austro-ungarica, che naturalmente lo fermò, visto il tema particolarmente sensibile. Ma il buon Alessandro aveva orchestrato una circolazione clandestina, una fuga di notizie controllata, mandando copia dell'Ode agli amici in Italia, fuori però dalla Lombardia, a Parigi, in Germania. La prima 'pubblicazione' non fu in Italia, ma in Germania, e il traduttore era un poetucolo poco noto, tale Johann Wolfgang Goethe, Der funfte Mai (che inizia con Er war, cioè 'Ei fu').

La prima strofa, nello sbozzo, è crudamente iperrealistica:

 

Ei fu: come al terribile

segnal della partita

tutta si scosse in fremito

la salma inorridita,

come agghiacciata immobile

dopo il gran passo stà (accentato).

 

Manzoni immagina Napoleone al momento del trapasso, con le convulsioni che precedono il decesso (si scosse in fremito), vale a dire i fenomeni immediatamente precedenti la cessazione delle funzioni vitali; poi Napoleone è mostrato nel rigor mortis (come agghiacciata immobile). Perché un'immagine così cruda, perché tanto orrore? Io un'idea ce l'ho.

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mozarteum
39 minuti fa, Lolparpit ha scritto:

Era nel luglio del 1821, e Manzoni si trovava nella residenza estiva di Brusuglio, appena fuori Milano, assieme alla famiglia, la madre Giulia Beccaria, la moglie Enrichetta Blondel, i figli, il fidato fattore della tenuta. Il 17 luglio gli recapitarono la 'Gazzetta di Milano' del giorno prima, dove, telegraficamente, era data la notizia del decesso avvenuto il 5 maggio a Sant'Elena. Manzoni - raccontarono i figli - fu immediatamente travolto da un grande fervore creativo: iniziò, passeggiando per i giardini, a declamare versi di Monti su Napoleone, poi entrò nello studio, con la moglie che suonava il pianoforte di casa.

Eh la grande Borghesia milanese

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6 ore fa, ferrocsm ha scritto:

Il Manzoni a mio avviso coltivava una specie di adorazione verso il Bonaparte.

Mica c'era andato lui a farsi segare le ossa perché beccato da una moschettata o cannonata.

Il Bonaparte, come le altre figure assimilabili, svetta su una montagna di milioni di cadaveri, mutilati e invalidi.

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