Vai al contenuto
Melius Club

Dopo la morte di Dio


Savgal

Messaggi raccomandati

 

Cerco di chiarire le ragioni per cui ho aperto il thread con le due citazioni.

Recentemente ho riletto dopo molti anni per questioni che attengono al mio lavoro un testo di psicologia dell’età evolutiva. Il capitolo era dedicato a Jerome Bruner.

Bruner ritiene che per giungere al pensiero dell’adulto il bambino e poi l’adolescente attraversi tre forme di rappresentazione dei fenomeni, la rappresentazione esecutiva, in cui la realtà viene codificata attraverso l'azione, poi quella iconica, in cui la realtà è rappresentata attraverso le immagini ed infine quella simbolica. In quest’ultima la rappresentazione della realtà avviene attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici, come ad esempio i numeri e la musica. Il linguaggio consente di ragionare in termini astratti, mentre l'immagine conserva una stretta somiglianza con la realtà che rappresenta. Quando la rappresentazione iconica domina ancora il pensiero, si tende a formulare giudizi basati sull'apparenza percettiva. Linguaggio formale, numeri e musica mi hanno fatto pensare alla scienza e all’arte come le più alte vette del pensiero umano, quelle che più si avvicinano ad una rappresentazione oggettiva del reale, e fatto sorgere dei dubbi che tutti posseggano pienamente la rappresentazione simbolica.

Che la rappresentazione iconica sia stata e lo sia ancora prevalente lo dimostra il fatto che fino ai nostri giorni sia soprattutto la narrazione lo strumento della trasmissione culturale. La narrazione consente di organizzare l'esperienza, di costruire e trasmettere significati. È una dato di fatto che coloro che appartengono a una cultura condividono le narrazioni di quella cultura, soprattutto le narrazioni storiche e religiose, e da queste discendano le concezioni del mondo. Jerome Bruner ritiene che il pensiero narrativo rappresenti una particolare modalità cognitiva di organizzare l'esperienza, un modo per rappresentare gli eventi e trasformarli in oggetto di analisi e di riflessione. È una forma di pensiero molto diversa dal pensiero razionale o logico-scientifico. Mentre quest'ultimo costruisce teorie che spiegano la realtà fisica in termini di leggi, il pensiero narrativo riguarda la realtà psichica e si basa su una logica propria delle azioni umane (desideri, emozioni, affetti e credenze) e alle interazioni tra i componenti della società (regole e motivazioni sociali). Le narrazioni introducono i piccoli nella propria cultura, con esse divengono membri a della stessa cultura e ne condividono le credenze e gli atteggiamenti, sono un potente strumento di socializzazione e di formazione.

Il pensiero narrativo, le narrazioni, sono lontane dalla cultura “alta” della letteratura, della scienza e dell’arte.

Nelle narrazioni la religione svolge una ruolo determinante nel dare un senso al mondo, alla vita dei singoli e alle loro azioni. Non solo, diviene lo strumento con cui discriminare ciò che è vero da ciò che è falso. Con la morte di Dio, citando Nietzsche, "Nulla è vero, tutto è permesso".

 

Link al commento
https://melius.club/topic/29476-dopo-la-morte-di-dio/page/3/#findComment-1766574
Condividi su altri siti

briandinazareth
22 minuti fa, Savgal ha scritto:

Nelle narrazioni la religione svolge una ruolo determinante nel dare un senso al mondo, alla vita dei singoli e alle loro azioni. Non solo, diviene lo strumento con cui discriminare ciò che è vero da ciò che è falso. Con la morte di Dio, citando Nietzsche, "Nulla è vero, tutto è permesso".

 

però nietzsche si sbagliava, di molto, perché nei comportamenti, soprattutto nei rapporti fra le persone, non c'è alcun "tutto è permesso" dove c'è più secolarizzazione e dio è "più morto". 

la violenza interpersonale, in particolare, scende in modo costante con la secolarizzazione. ovviamente non è l'unico fattore ma non sembra che le persone perdendo la religione agiscano come se tutto fosse permesso, anzi, diversi dati indicherebbero il contrario. 

invece c'è differenza nel "tutto è permesso" nella questione del ruolo.

quello di genere è il più evidente: gli uomini possono o non possono fare certe cose, le donne sono donne rispettabili solo se ubbidiscono a certi canoni precisi ecc. 
la secolarizzazione rende i ruoli meno rigidi e più negoziabili, la struttura religiosa tende a dare più stabilità ai ruoli, perché giustificati con la parola di dio e quindi non suscettibili di discussione.

 

  • Melius 2
Link al commento
https://melius.club/topic/29476-dopo-la-morte-di-dio/page/3/#findComment-1766592
Condividi su altri siti

Mah

Per quella che è la mia esperienza, coloro che intraprendono un percorso interiore si basano su valori etici piuttosto solidi

Nessuna discriminazione di sorta, tutt'altro 

Se poi ci si riferisce alle rigidità dogmatiche religiose o addirittura fondamentaliste, il discorso cambia di parecchio

Link al commento
https://melius.club/topic/29476-dopo-la-morte-di-dio/page/3/#findComment-1766613
Condividi su altri siti

1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

gli uomini possono o non possono fare certe cose, le donne sono donne rispettabili solo se ubbidiscono a certi canoni precisi

Spesso cambiano anche i significati; io trombo con una mia collaboratrice, mia moglie tromba con il suo capo, le due cose, apparentemente uguali, hanno significati ben diversi 😭

Link al commento
https://melius.club/topic/29476-dopo-la-morte-di-dio/page/3/#findComment-1766632
Condividi su altri siti




  • Badge Recenti

    • Ottimi Contenuti
      Agogi
      Agogi ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Badge del Vinile Blu
      Renato Bovello
      Renato Bovello ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Blu
    • Badge del Vinile Oro
      Elettro
      Elettro ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Oro
    • Reputazione
      rlc
      rlc ha ottenuto un badge
      Reputazione
    • Contenuti Utili
      Carson
      Carson ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
  • Notizie

×
×
  • Crea Nuovo...