Vai al contenuto
Melius Club

Meglio perdere che perdersi?


appecundria

Messaggi raccomandati

analogico_09
1 minuto fa, Gaetanoalberto ha scritto:

🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣❤️

 Cajetà, col nikke che ti sei messo più queste esplosini di gioisa ed amorevole felicitrà, ti vedo un po indiavoletto... 😈😀

Link al commento
https://melius.club/topic/29786-meglio-perdere-che-perdersi/page/24/#findComment-1790279
Condividi su altri siti

1 ora fa, audio2 ha scritto:

compreso il mezzo prete che c'è adesso

Come, non ti piace il Prince Albert ?   Eppure rappresenta la nuova lega:  Liceato a pieni voti - altro che itis - laureato cum laude e tesi sulla filosofia del diritto canonico - altro che ingegneria micropositivista - mai visto indossare borselli... persino la polizia morale del melius non avrebbe di che appigliarsi... :classic_rolleyes:

Link al commento
https://melius.club/topic/29786-meglio-perdere-che-perdersi/page/24/#findComment-1790283
Condividi su altri siti

mariovalvola

Trovo inutile e un poco fanciullesco fossilizzarsi sui nomi. Già tra destra e sinistra le distanze sono sempre più difficili da scorgere. Certo, esistono ancora sui diritti civili, sulla concezione dello stato sociale, sull'approccio alla giustizia, sull'immigrazione, sul peso che si dà alla solidarietà rispetto all'individualismo. Non sono questioni da poco, toccano la vita concreta delle persone. Però rischiano di sbiadire progressivamente, per una ragione precisa: le decisioni che contano davvero sono state spostate fuori dal perimetro democratico. La BCE, infatti, non risponde a nessun elettore per definizione statutaria. La Commissione Europea non è eletta direttamente dai cittadini ma nominata dai governi e approvata da un Parlamento europeo che rimane l'istituzione più debole del sistema senza potere di iniziativa legislativa e con influenza limitata sulle materie decisive. Il Consiglio europeo, composto dai capi di governo nazionali, ha una legittimità democratica indiretta e lontana. Eppure sono questi i consessi dove si decidono tassi di interesse, vincoli di bilancio, condizionalità sui debiti sovrani le leve che determinano quanta scuola, quanta sanità, quanto welfare un paese può permettersi. Quello che rimane ai parlamenti nazionali e quindi alle elezioni è reale ma sempre più residuale. E presentare ogni tornata elettorale come la scelta decisiva, ogni programma come la soluzione, ogni leader come l'uomo nuovo, è una finzione che serve a mantenere l'apparenza della democrazia mentre la sostanza è altrove.

La sinistra italiana ha una responsabilità particolare in questo quadro, perché ha applicato alcune delle politiche più dure degli ultimi trent'anni nascondendole dietro un linguaggio progressista. Il Jobs Act era la riforma dei licenziamenti che la lettera Trichet-Draghi chiedeva esplicitamente è stata venduta come modernizzazione del mercato del lavoro. Il sostegno al governo Monti è venuto prevalentemente dal centrosinistra è stato presentato come responsabilità istituzionale. L'austerità ha avuto il volto rassicurante del riformismo europeo. La destra almeno è riconoscibile nella sua ( spesso squallida) agenda. La sinistra ha fatto scelte analoghe mascherandole da progressismo e modernità e, questo, è politicamente più disonesto perché rende più difficile contestarle.

I programmi elettorali della sinistra ( ma anche la destra non scherza ) riflettono questo problema in modo quasi caricaturale. Sono cataloghi di buoni propositi spesso inconciliabili, costruiti per tenere insieme anime diverse dell'elettorato senza scegliere davvero tra loro. Si può essere atlantisti e difendere la soluzione dei due stati per la Palestina ma nella realtà geopolitica attuale, con uno stato palestinese sempre più eroso nei fatti, queste posizioni non si conciliano. Tenerle insieme non è complessità, è elusione. È un menu, non una piattaforma.

La mistificazione più riuscita però rimane un'altra: la distinzione tra governi tecnici e governi politici. È una finzione che ha funzionato benissimo. Monti e Draghi non erano tecnici nel senso di neutrali erano portatori di un'agenda politica precisa, decisa in larga parte fuori dall'Italia, con conseguenze volute su classi sociali determinate. Il termine “tecnico” serviva esattamente a sottrarre quelle scelte al dibattito democratico. Non si contesta la decisione tecnica come si contesta la decisione politica. La tecnica ha l'immunità retorica dell'imparzialità. Come si fa a essere contro la stabilità dei conti? Come si fa a essere contro le riforme strutturali? Il linguaggio neutralizza la contestazione prima ancora che possa formarsi. I governi politici, almeno, dichiarano la propria appartenenza e possono essere giudicati su quella. I governi tecnici hanno fatto le stesse cose spesso più impopolari e più costose socialmente con la protezione dell'imparzialità fittizia. Monti ha devastato l'economia reale italiana eseguendo un programma scritto a Francoforte da chi non rispondeva a nessun elettore. Draghi ha governato con voti di fiducia continui una maggioranza parlamentare larghissima e politicamente incoerente, introducendo misure giuridicamente fragili e socialmente esecrabili (che non posso nominare come da regolamento) su presupposti scientifici poi smentiti dai dati. Nessuno dei due era neutro. Entrambi hanno fatto politica di una parte, per interessi precisi con l'immunità di chi è al di sopra della mischia. (prepariamoci perché con il PNRR da pagare, il prossimo governo"tecnico" sarà dietro l'angolo).

Il risultato è un elettorato disorientato che fatica a vedere la differenza tra le scelte e i vincoli, tra quello che un governo decide e quello che gli viene imposto, tra la politica dichiarata e quella reale. Un elettorato disorientato è esattamente quello che serve a chi vuole continuare a gestire le leve vere senza essere disturbato.

Votare ha ancora senso ma sarebbe più onesto dire chiaramente quali decisioni sono ancora nelle mani di chi si elegge e quali no. Invece si continua a vendere ogni elezione come la svolta decisiva, ogni programma come la soluzione, ogni leader come l'uomo nuovo. E poi ci si meraviglia della disaffezione.

 

 

 

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/29786-meglio-perdere-che-perdersi/page/24/#findComment-1790340
Condividi su altri siti

Adesso, mariovalvola ha scritto:

Il ricatto della BCE rimane nei fatti.

Ma magari!!!

Magari la BCE avesse certi poteri.

Siamo un paese che da almeno 40 anni vive ben al di sopra delle proprie possibilità.  Nonostante un risparmio privato ben superiore al debito pubblico,  abbiamo pure il coraggio  di lamentarci e di cercare i cattivo di turno che ci impone tutti sti sacrifici (????).

Siamo ben oltre il ridicolo. 

Per citare il titolo del 3D, ci siamo persi da tempo.

Link al commento
https://melius.club/topic/29786-meglio-perdere-che-perdersi/page/24/#findComment-1790373
Condividi su altri siti

mariovalvola
11 minuti fa, senek65 ha scritto:

Ma magari!!!

Magari la BCE avesse certi poteri.

Siamo un paese che da almeno 40 anni vive ben al di sopra delle proprie possibilità.  Nonostante un risparmio privato ben superiore al debito pubblico,  abbiamo pure il coraggio  di lamentarci e di cercare i cattivo di turno che ci impone tutti sti sacrifici (????).

Siamo ben oltre il ridicolo. 

Per citare il titolo del 3D, ci siamo persi da tempo.

 

Nel 2011 il deficit italiano era al 4,2%, in linea con la Germania e inferiore a Francia, Spagna e Portogallo. Il PIL cresceva. Le banche non avevano chiesto salvataggi. L'avanzo primario era positivo. Questi non sono sfoghi, sono numeri. Se vuoi contestarli, contestali lascia perdere cortesemente il mio stato mentale. Sul risparmio privato superiore al debito pubblico hai sollevato tu stesso l'argomento più efficace contro la tua tesi. Un paese con quel profilo non è strutturalmente insolvente è un paese che nel 2011 subiva una pressione speculativa in un contesto in cui la BCE sceglieva deliberatamente di non intervenire, pur avendo gli strumenti pronti. Lo ha ammesso pubblicamente il capoeconomista della BCE Peter Praet. Quando Draghi disse "whatever it takes" nel luglio 2012, i mercati si calmarono in pochi giorni senza che cambiasse un solo dato di bilancio. Se il problema fosse stato davvero l'irresponsabilità italiana quarantennale, tre parole non avrebbero risolto nulla.

"Vivere al di sopra delle proprie possibilità" è una formula comoda che dispensa dal ragionare. Il Giappone ha un debito pubblico al 260% del PIL e non è mai stato commissariato. Gli Stati Uniti finanziano deficit enormi senza spread. La differenza non è la virtù è chi controlla la banca centrale e se quella banca centrale sceglie di difendere il proprio paese o di usarlo come leva. La vera ossessione semmai è continuare a dare torto a noi stessi per giustificare chi ci ha imposto sacrifici enormi ottenendo in cambio risultati che i numeri di oggi smentiscono impietosamente.

 

Link al commento
https://melius.club/topic/29786-meglio-perdere-che-perdersi/page/24/#findComment-1790385
Condividi su altri siti

appecundria
1 ora fa, mariovalvola ha scritto:

fossilizzarsi sui nomi

Gli ultimi 30 anni di vita politica italiana hanno dimostrato che conta soltanto il nome del candidato Duce.

C'è a sx una tendenza a sopravvalutare l'elettore medio. Ormai l'elettore sa bene che i programmi si fanno tanto per farli, che non ci saranno blocchi navali, remigrazioni, abolizione di accise, tagli di tasse, uscite da Euro, UE e Nato, ricrescita di capigliature e riduzioni di giro vita.

In questo quadro le destre sono favorite perché si rivolgono ad un elettorato allevato a credere, obbedire e combattere. Pensa te che esiste ancora gente sinceramente convinta del fatale destino imperiale di Roma.  😅

Mentre il restante 70% degli italiani è affaccendato nelle sue cose e disperso in mille ragionamenti, incluso il presente. 

  • Thanks 1
Link al commento
https://melius.club/topic/29786-meglio-perdere-che-perdersi/page/24/#findComment-1790386
Condividi su altri siti

appecundria
2 minuti fa, mariovalvola ha scritto:

Nel 2011 il deficit italiano era al 4,2%, in linea con la Germania e inferiore a Francia, Spagna e Portogallo

Scusa Mario, sono post multipli e lunghissimi che meriterebbero imho una discussione a parte. Qui sono off topic. 

Link al commento
https://melius.club/topic/29786-meglio-perdere-che-perdersi/page/24/#findComment-1790390
Condividi su altri siti

×
×
  • Crea Nuovo...