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Alle AI manca (ancora) il colpo di genio


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Roberto M

 

Questa e’ la tesi di Tom Zahavy, ricercatore di Google DeepMind, il laboratorio di intelligenza artificiale di Google, che ha pubblicato in questa pubblicazione accademica. 

Il lavoro è intitolato Position: LLMs can’t jump ed è presentato negli atti dell’ICML 2026, una conferenza internazionale di machine learning, e lo potete leggere qui:

 

https://www.tomzahavy.com/files/llms-cant-jump.pdf

 

Le AI possono ormai risolvere problemi difficilissimi, anche problemi aperti di matematica, ma questo non significa che abbiano raggiunto il livello del genio scientifico, ne’ quello creativo: una cosa è muoversi dentro un mondo concettuale già esistente; altra cosa è inventare quel mondo

Una AI e’ straordinaria nel riconoscere schemi, collegare teorie, cercare dimostrazioni, verificare passaggi logici.
Ma il “colpo di genio” è diverso: è trovare il concetto che prima non c’era, la domanda che nessuno aveva posto, la rappresentazione che cambia il modo stesso di pensare un problema.

La relatività generale non e’ nata da sperimentazioni o problemi da risolvere, la fisica Newtoniana funzionava benissimo. 

E’ nata sa un colpo di genio: l’intuizione che, localmente, gravità e accelerazione siano indistinguibili.
Quel passaggio non e’ stato una mera deduzione matematica, ma un salto concettuale. 

 

Ecco allora il punto: una volta forniti gli assiomi giusti, una AI può forse derivarne conseguenze profondissime. Ma chi inventa gli assiomi? 

Chi compie il salto dall’intuizione alla nuova teoria?

l’LLM può completare una cattedrale se gli dai lo stile architettonico, le regole statiche e il progetto generale; ma il “jump” è inventare il gotico quando tutti stanno ancora costruendo romanico.

 

Il genio, quindi, consiste nel vedere una strada dove prima sembrava non esserci nulla, e quello sarà, probabilmente, il prossimo step delle AI.

 

  • Melius 1
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L'esperienza diretta e vissuta è la cosa più importante nella vita, nessuna conoscenza può sostituirla. All'IA manca completamente questa dimensione. D'altro canto, per analizzare informazioni, spiegare concetti e risolvere problemi, può essere uno strumento straordinario

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Roberto M
22 minuti fa, UpTo11 ha scritto:

Torni alla prossima sessione d'esame e veda di studiare stavolta

 

16 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

questa é abbastanza clamorosa

Ma l’avete letto il pdf prima di pontificare ?
Il problema non è tornare alla prossima sessione d’esame; è arrivarci  avendo capito il testo.
Zahavy non scrive che Newton fosse privo di anomalie: scrive che non c’era una crisi sperimentale macroscopica capace di “produrre” per induzione la relatività generale, perché il paradigma newtoniano funzionava ancora benissimo e Mercurio era trattato come anomalia interna, persino con l’ipotesi Vulcano.
Il jump è esattamente ciò che vi è sfuggito: Einstein non aggiustò Newton con un compitino su Mercurio, inventò il principio di equivalenza, cioè una nuova cornice in cui gravità e accelerazione diventano localmente indistinguibili.
Chiamarla “clamorosa” non stronca Zahavy: certifica solo l’analfabetismo funzionale di chi legge una tesi sull’abduzione e la scambia per un quiz di Fisica I.

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Roberto M
3 minuti fa, keres ha scritto:

Pure un fisico sei diventato

In realtà il concetto e’ umanistico e filosofico ancor prima che fisico e matematico.

E più che l’AI serve Google Translate magari per verificare di aver compreso  a pieno l’articolo di Tom Zahavy.

L’esempio più immediato e comprensibile e’ quello della cattedrale, se tu dai ad una AI lo stile architettonico, le regole statiche e il progetto generale ti progetta alla perfezione una cattedrale,  ma il “jump”, il colpo di genio, è inventare il gotico quando tutti stanno ancora costruendo romanico.

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briandinazareth
1 ora fa, Roberto M ha scritto:

La relatività generale non e’ nata da sperimentazioni o problemi da risolvere, la fisica Newtoniana funzionava benissimo. 

 

Questa frase è un'enorme vaccata comunque la di intenda.  

Forse il problema e nel riassunto che mostra poca comprensione dell'articolo.

 

L'articolo è abbastanza conosciuto e non recentissimo, per la velocità della ai. 

 

Si inserisce nella discussione venale sul tema.  

 

Di recente pare che i salti siano possibili, la discussione è molto vivace e ancora non c'è un consenso.

 

Ma  c'è un problema di fondo.  

 

L'idea del "salto" nell'umano è molto diversa da come la poni, perchè in genere sono piccoli salti:

 

23 minuti fa, Roberto M ha scritto:

L’esempio più immediato e comprensibile e’ quello della cattedrale, se tu dai ad una AI lo stile architettonico, le regole statiche e il progetto generale ti progetta alla perfezione una cattedrale,  ma il “jump”, il colpo di genio, è inventare il gotico quando tutti stanno ancora costruendo romanico.

 

Questa è una visione un po' naif della questione, non c'è qualcuno che da zero ha inventato il gotico,  come torre le cose umane ci sono state tante influenze, incroci, tentativi ecc.

 

Poi esistono singole figure che hanno il genio per fare il "salto" ebriunire in un modo coerente un qualcosa, einstein, darwin, newton o anche nell'arte picasso, mozart o le corbousier. 

 

Ma in genere non funziona con l'idea semplificata dell'eureka

 

 

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