Savgal Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa C’è stato un tempo in cui i politici italiani — tutti, indistintamente, anche i più potenti e temuti — trascorrevano le proprie vacanze in luoghi sobri. Giulio Andreotti saliva a Cortina d’Ampezzo ed era ospite di un istituto gestito dalle Suore Orsoline Missionarie del Sacro Cuore. È impietoso il paragone con le destinazione preferite oggi da molti dei nostri governanti: resort da mille euro a notte (con lo sconto), yacht a bordo dei quali si beve solo champagne, spiagge con cubiste scatenate tra musica a palla e bicchieri di mojito ghiacciati. Andreotti, tra l’altro, detestava il mare. Preferiva la montagna. Soprattutto, guardarla. Gli chiedevano: ma una bella passeggiata, presidente? «Ogni tanto, in verità, sarei anche tentato: il fatto è che tutti i miei amici che praticavano sport, poi, sono morti». colpo d’occhio, dalle finestre, è strepitoso: un bosco fitto e, lassù, la cima del Faloria. Gli appartamenti sono piccoli, l’arredamento è essenziale. L’istituto religioso, d’inverno, è sede di un collegio femminile e di un liceo linguistico: ma d’estate le porte sono aperte a poche selezionate famiglie. Andreotti arriva con qualche giorno di ritardo, raggiunge la moglie Livia e i suoi due figli più piccoli, Stefano e Serena (gli altri due, Marilena e Lamberto, villeggiano altrove) e, subito, si immerge nella routine montanara, fatta di abitudini semplici: con la lettura dei giornali (non mancano quelli d’ippica, di cui è un grande appassionato), poi qualche ora trascorsa a lavorare (si porta dietro faldoni e agende, le leggendarie agende su cui appunta tutto, compreso più di qualche spinoso segreto), quindi esce e, indossato un maglione, raggiunge la pasticceria Alverà, dove compra i krapfen caldi per i nipotini. Qualche volta, a pranzo, incontra Indro Montanelli e Enzo Biagi. Ai cardinali e ai politici che, fingendo di essere in vacanza sulle Alpi, trovano la scusa per andarlo a omaggiare, concede rapidi caffè. Un pomeriggio, suor Clementina si porta la mano sulla bocca e dice con un filo di voce: «Oh, santo Cielo!». Gianni Agnelli è sulla porta dell’istituto: «Salve, madre: cerco il presidente Andreotti. Può chiamarmelo?». «Poi, un volta, era l’agosto del 1991, venne a trovarlo Francesco Cossiga, presidente della Repubblica: e, in quella circostanza, un po’ di trambusto ci fu»: il ricordo di suo figlio Stefano è vivido, e divertito. «Cossiga era arrivato in elicottero da Pian del Cansiglio e sfoggiava, se ben ricordo, jeans e una camicia a quadri. Avevamo spedito i bambini a giocare con le figurine Panini, che il nonno Giulio gli comprava in abbondanza, mentre le suorine, sulla terrazza, andavano e venivano con vassoi colmi di dolci e bevande. Non si può dire che fosse un vero e proprio incontro istituzionale, ma è chiaro che il capo dello Stato doveva parlare con il presidente del Consiglio...». C’era da chiarire la possibilità d’un atto di grazia nei confronti di Renato Curcio, il fondatore delle Br. «E così, mentre i due sono lì che parlano, bum!, si sente un botto tremendo. Le scorte tirano fuori le pistole, ci sono attimi di confusione, grida, panico... Tutti pensiamo al peggio...». Invece? «La moglie di un mio amico, che era venuto a trovarmi, aveva fatto inavvertitamente precipitare un grosso vaso pieno di gerani. Al che, mio padre, voltandosi, se ne uscì con una delle sue solite battute: “Tranquillo, France’, dev’essere qualche suora che ce l’ha con me». Poi Cossiga si rialzò in volo e noi tornammo alle nostre abitudini pomeridiane. Che consistevano, soprattutto, in lunghe partite a carte». Si racconta che suo padre fosse un giocatore imbattibile. «Ricordava le carte che avevano in mano tutti». Non ho dubbi... «Alla fine era diventato un ottimo giocatore di burraco, ma non disdegnava nemmeno briscola o scopa». Erano vacanze così. Gli uomini politici erano così. I cronisti, talvolta, invece di salire verso Nord, scendevano al Sud, in direzione di Nusco, nell’Avellinese, tra la boscaglia scura dei monti Irpini, per finire davanti a un edificio solido. Attorno, un bel parco, il prato verde rasato con cura, alberi frondosi e poi subito, il tempo d’annotarsi mentalmente di quanto fresca fosse l’aria, ti ritrovavi in un corridoio, dentro uno studio e, quindi, su una terrazza: e lì chi c’era? Ciriaco De Mita che giocava, anche lui, a carte. Il grandioso De Mita, il democristiano politicamente più sofisticato (Agnelli lo chiamava l’«Intellettuale della Magna Grecia»), il temibile avversario di Bettino Craxi, capace di diventare presidente del Consiglio pur rimanendo segretario della Dc (l’unico a riuscirci, prima di lui, Amintore Fanfani nel 1959), un anno fu sorpreso da Vittorio Feltri mentre era impegnato in una partita a scopa con un suo amico emigrato appena tornato dagli Stati Uniti («De Mita — annota Feltri, all’epoca inviato speciale del Corriere — indossa una camiciola gialla sbottonata che lascia intravedere un crocefisso di genere cardinalizio agganciato a una catena d’oro...»). 1 Link al commento https://melius.club/topic/30155-vacanze-di-altri-tempi/ Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
garmax1 Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa @Savgal farai commuovere il buon Gaetano... @Gaetanoalberto Link al commento https://melius.club/topic/30155-vacanze-di-altri-tempi/#findComment-1814982 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Roberto M Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 1 ora fa, Savgal ha scritto: È impietoso il paragone con le destinazione preferite oggi da molti dei nostri governanti: resort da mille euro a notte (con lo sconto), yacht a bordo dei quali si beve solo champagne Solo 1000 euro a notte ? Che povery. Che prendano esempio da Pedro. Link al commento https://melius.club/topic/30155-vacanze-di-altri-tempi/#findComment-1814990 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gaetanoalberto Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa @garmax1 Ragione hai. Anche in questo caso, prevale il senso del racconto, più che le persone, che però avevano le qualità necessarie a dare senso. 1 Link al commento https://melius.club/topic/30155-vacanze-di-altri-tempi/#findComment-1814991 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
garmax1 Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa Ora solo Sanchez abbiamo in mente. Ma non abbiamo masserie dove aver ricordi? Link al commento https://melius.club/topic/30155-vacanze-di-altri-tempi/#findComment-1815001 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gaetanoalberto Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa Volendo aggiungere qualcosa, ci sono sempre stati modi diversi di perseguire la realizzazione personale. Spero di non colpire nessuno, non è mia intenzione: da giovane mi invitavano spesso alle riunioni delle sezioni young del Lions, del Rotary, del Kiwanis. Mi sono sentito subito un pesce fuor d'acqua, perché mi pareva una rincorsa all'apparire, alle relazioni strumentali. Di molti conoscevo le origini umili come le mie, e mi pareva di intravvedere quell'atteggiamento di scalata sociale che in tanta letteratura i nobili attribuivano ai tentativi della borghesia misera o dei loro pari indebitati. Da qui il vanto degli averi, quale traduzione del proprio concetto di essere. Anche adesso, ogni tanto mi capita di essere chiamato a parlare a qualche tavolo, a rilasciare brevi interviste sulle nostre piccole cose, ma mi sento sempre in imbarazzo e preferisco parlare del merito altrui. Poi mi ritrovo con i miei amici altrettanto popolani, e non mi preoccupo di quale sarà il numero di successi, confidando che basti il ricordo di una brava persona a giustificare un'esistenza 1 Link al commento https://melius.club/topic/30155-vacanze-di-altri-tempi/#findComment-1815003 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 33 minuti fa Autore Condividi Inviato 33 minuti fa Alla fine, Giulio Andreotti, con le sue suorine ampezzane, era persino il più mondano. Perché c’è poi pure quella strepitosa foto in bianco e nero scattata da Vezio Sabatini ad Aldo Moro (per il settimanale Panorama): con Moro che cammina sulla sabbia di Terracina, a cento chilometri da Roma. Scarpe scure, lucide, un abito in grisaglia, una cravatta appena mossa dal vento, lo statista tiene per mano una bambina, forse sua figlia Agnese. Restano immagini così. Come quelle di Enrico Berlinguer su certe spiagge libere della Sardegna. Più si torna indietro, più le vacanze sono frugali. Alcide De Gasperi che gioca a bocce in Val di Sella. Palmiro Togliatti, a Ponza, su un barchino a remi. Ma che estati erano? A poterci tornare, con quegli uomini lì, con quel rango politico lì, nostalgia canaglia. 1 Link al commento https://melius.club/topic/30155-vacanze-di-altri-tempi/#findComment-1815021 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gaetanoalberto Inviato 9 minuti fa Condividi Inviato 9 minuti fa 23 minuti fa, Savgal ha scritto: Alla fine, Giulio Andreotti, con le sue suorine ampezzane, era persino il più mondano. Perché c’è poi pure quella strepitosa foto in bianco e nero scattata da Vezio Sabatini ad Aldo Moro (per il settimanale Panorama): con Moro che cammina sulla sabbia di Terracina, a cento chilometri da Roma. Scarpe scure, lucide, un abito in grisaglia, una cravatta appena mossa dal vento, lo statista tiene per mano una bambina, forse sua figlia Agnese. Restano immagini così. Come quelle di Enrico Berlinguer su certe spiagge libere della Sardegna. Più si torna indietro, più le vacanze sono frugali. Alcide De Gasperi che gioca a bocce in Val di Sella. Palmiro Togliatti, a Ponza, su un barchino a remi. Ma che estati erano? A poterci tornare, con quegli uomini lì, con quel rango politico lì, nostalgia canaglia. Tutte immagini indimenticabili Link al commento https://melius.club/topic/30155-vacanze-di-altri-tempi/#findComment-1815050 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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