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La socialdemocrazia e la crescita del neofascismo


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extermination

 

Esiste la realtà fisica - dati oggettivi- e la realtà percepita; la destra lavora fondamentalmente sulla realtà percepita costruendo principalmente su di essa io consenso ( ed i bias cognitivi fanno il loro sporco lavoro) 

 

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Roberto M
2 ore fa, appecundria ha scritto:

Esistono questi casi in numero più che omeopatico? Non ne so nulla.

 

Perfetto.
Però poi mi citi Mattia proprio per sostenere che FdI ha conquistato anche ex elettori di sinistra.

L’autosmentita è sempre la più elegante: non costringe neppure gli altri a verificare.

 

 

 

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Roberto M
3 ore fa, Savgal ha scritto:

La globalizzazione è stata un utile capro espiatorio

 

 

Ma come? Prima le attribuisci deindustrializzazione, precarietà e diseguaglianze; poi, quando quegli effetti producono protesta, la chiami “capro espiatorio”?
È uno strano esemplare di capro quello che tu stesso — per interposto Daunton — hai appena indicato come causa di quelle stesse proteste.

 

 

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Roberto M

 

Scrive Emilio Gentile, uno dei massimi storici italiani del fascismo:

 

«Sono piuttosto rigoroso nell’esigere che i termini vengano adoperati nel periodo e per i fenomeni dai quali nascono. Certo, si possono cercare nel passato aspetti che possono preparare ciò che accadde successivamente, ma non trovo convincente, per esempio, per quanto l’espressione sia suggestiva, il concetto di democrazia totalitaria coniato da Jacob Talmon e applicato al giacobinismo, oppure la interpretazione di Platone totalitario proposta da Karl Popper. 


Sono dunque contrario all’uso anacronistico dei concetti storiografici

Nel ‘22 solo in Italia vi è un partito di massa che non solo ha una organizzazione militare, ma è un partito milizia nell’ideologia, nella mentalità, nella cultura, nello stile di vita e di azione. È nazionalista, antisocialista, antiliberale e antidemocratico. Combatte gli altri partiti come nemici e distrugge le loro organizzazioni con la violenza. Fra una miriade di organizzazioni paramilitari sparse nel continente europeo come eredità della grande guerra, il fascismo è l’unico partito milizia di massa che riesce a conquistare il potere. E ciò avvenne soprattutto perché era un partito armato. ….

Se non si restituisce alla storia il senso della sua drammaticità, considerando la sua imprevedibilità, non si fa altro che la storia del senno del poi, della profezia retroattiva, come io la chiamo, sulla quale si possono costruire infinite interpretazioni su cos’era il fascismo …. che tuttavia ci possono portare, da una parte, a sostenere che il fascismo non è mai esistito, ma solo il mussolinismo, oppure ad affermare, fin dagli anni Novanta del secolo scorso, che il fascismo sta tornando in Italia e addirittura nel mondo, dando così ragione al duce, che nel 1932 aveva profetizzato che il secolo ventesimo sarebbe stato il secolo del fascismo, che prosegue all’inizio del terzo millennio.

Quando si parla di fascismo e antifascismo si crea una sorta di gioco delle parti: i fascisti in Italia ci sono stati, sono rimasti e ci sono ancora, nella misura in cui esistono delle persone che si proclamano tali e considerano il fascismo un periodo positivo nella storia degli italiani, addirittura il più positivo. Essendoci ancora tali fascisti, ci sono coloro i quali ritengono che il pericolo fascista sia sempre presente, e dunque vada contrastato con un permanente antifascismo militante.

….

Questo è accaduto soprattutto durante lo scontro violentissimo tra le forze politiche negli anni Sessanta e Settanta. Prima di Berlusconi e di Salvini, anche Alcide De Gasperi era considerato fascista secondo Palmiro Togliatti, perché il fascismo è in essenza la reazione capitalistica contro l’emancipazione della classe operaia: pertanto, quando la Democrazia cristiana nel 1947 rompe l’alleanza di governo con i comunisti, diventa fascista. Lelio Basso … nel 1951 pubblicò un libro intitolato Due totalitarismi: fascismo e democrazia cristiana. Solo nel 1975 il dirigente comunista Giorgio Amendola …. si schierò contro l’utilizzo generico e indiscriminato della parola fascismo, perché in questo modo si crea solo confusione

 

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Roberto M

 

Sempre  Emilio Gentile,:


«Dopo la fine del fascismo storico, che ha segnato profondamente la storia d’Italia e ha lasciato la sua impronta anche nella storia d’Europa e del mondo, in Italia il neofascismo si è inserito nella repubblica antifascista mentre il fascismo storico appartiene unicamente alla storia.
Altrimenti dovremmo dire che oggi, in Italia, abbiamo al governo chi sostiene lo Stato totalitario, il partito unico, il corporativismo, i sindacati di Stato, l’irreggimentazione delle masse, la creazione d’una nuova razza italiana guerriera, e una politica estera imperialista.

Perché questo è stato storicamente il fascismo.

…..

Credo che sia la democrazia ad avere in sé stessa generato molte insidie pericolose, che non sono il fascismo di ritorno, ma sono principalmente il rifiuto o l’incapacità di realizzare l’ideale democratico.

….

Mi pare infatti che il pericolo principale per l’avvenire della democrazia siano i democratici che non realizzano l’ideale democratico ….. Ci stiamo inoltrando verso la instaurazione di una “democrazia recitativa”, come io la definisco, con tutti i rituali del metodo democratico, ma senza l’ideale democratico.

Oggi, una distanza abissale ci separa da quell’epoca. Dobbiamo riflettere su quanto profonda è stata la vera rivoluzione antropologica, che nella coscienza e nella cultura europea ha prodotto la Seconda Guerra Mondiale, quando sono scomparsi completamente i miti, potentissimi nel periodo tra le due guerre, della violenza rigeneratrice, del nazionalismo imperialista, della guerra inevitabile per la lotta fra Stati.

Tutto questo, che era l’essenza del fascismo, oggi è inesistente.

Ritengo improprio usare il termine fascismo in senso generico, come spesso è avvenuto e avviene, applicandolo al mondo politico degli ultimi sette decenni, da Truman a Trump, passando per Nixon, Reagan, Bush jr., o da De Gaulle alla Le Pen, a Saddam Hussein, a Erdogan, a Putin, a Berlusconi e Salvini, è solo un pessimo modo di confondere e ostacolare la conoscenza della realtà in cui viviamo. La conoscenza progredisce attraverso la distinzione, non attraverso la confusione.

Dubito che si possa definir e i partiti e movimenti di estrema destra europea eredi del fascismo, salvo i movimenti che si richiamano al fascismo, che non sono però grosse forze politiche.

Ripeto, io sento l’esigenza della chiarezza e della distinzione, non dell’uso generico e confusionario del termine fascismo. Credo che ci sia una grave mancanza di capacità di conoscenza dei fenomeni nuovi, interpretandoli attraverso presunte analogie con fenomeni vecchi.
Prendiamo ad esempio i partiti che fanno della lotta all’immigrazione un punto cardine del loro programma politico: le loro radici non vanno ricercate nel fascismo, ma più propriamente nella secolare tradizione del populismo negli Stati Uniti . Va sempre ricordato che razzismo, antisemitismo, xenofobia sono stati fenomeni dominanti negli Stati democratici …. molto prima della grande guerra e del fascismo.

Quello che accade oggi in Italia è, secondo me, una situazione per molti aspetti tutt’altro che tranquillizzante perché è caotica, e non perché ritorna il fascismo, ma perché governa una democrazia recitativa, e per giunta confusionaria. 

Abbiamo oggi al potere i postfascisti …. alleati con un movimento, la Lega, che da oltre tre decenni predica che l’unità d’Italia è stato un errore … Inoltre, postfascisti e leghisti sono alleati da trent’anni con il partito personale di Berlusconi, il partito della vita gaudente che incarna esattamente l’opposto della vita fascista spartana e totalitaria. ….

Tutto ciò non è fascismo, neppure sotto altre vesti

 

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Roberto M
4 minuti fa, tigre ha scritto:

Curiosità mia.. Ma sti pipponi sociologici ce li avete archiviati sul pc per usarli alla bisogna?

Devi prima conoscerli, ad esempio leggendo i libri, poi, quando serve, li vai a cercare sul web.

Certo ti deve piacere leggere ed avere memoria anche di letture passate.

 

 

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5 ore fa, appecundria ha scritto:

Il dibattito sul ruolo della socialdemocrazia nella crescita delle destre radicali e del neofascismo è complesso.

 

Per alcuni osservatori critici, le politiche moderate e di austerità adottate dal centro-sinistra hanno aumentato le disuguaglianze e il senso di abbandono nei ceti popolari, spingendoli verso la protesta antisistema.

 

Altri respingono questa tesi, attribuendo il fenomeno a fattori culturali e globali indipendenti dalla sinistra. L'estrema destra sfrutta paure identitarie, migrazioni e crisi globali che trascendono l'operato della socialdemocrazia.

 

D'altra parte i partiti riformisti sono storicamente il principale argine istituzionale contro i totalitarismi e quindi il loro primo bersaglio.

A mio modo di vedere, la questione è semplice, troppa gente cerca la pappa pronta pure in politica, l'uomo forte che li salverà.

Ogni epoca ha i suoi...

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