Roberto M Inviato 9 ore fa Condividi Inviato 9 ore fa 20 minuti fa, appecundria ha scritto: E cosa c'entra col topic? Ma stai scherzando ? Emiliano Gentile confuta le tesi sostente negli gli articoli che hai pubblicato tu, uno del 2017 sul fatto quotidiano e l’altro sulla rivista dell’ANPI. Si, proprio l’ANPI di Pgliarulo, ancora oggi presidente, quello dei post sugli ucraini neonazisti e contro gli aiuti militari all’ucraina. E dai su. Link al commento https://melius.club/topic/30160-la-socialdemocrazia-e-la-crescita-del-neofascismo/page/4/#findComment-1815414 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Roberto M Inviato 9 ore fa Condividi Inviato 9 ore fa 12 minuti fa, appecundria ha scritto: 27 minuti fa, Roberto M ha scritto: E che palle. Infatti. Non c’è niente da fare, vuoi cantartela e suonartela da solo e non tolleri nessuna opinione contraria, neppure quando viene dal massimo studioso storico del fascismo oggi esistente in Italia, Emilio Gentile. Contento tu … Link al commento https://melius.club/topic/30160-la-socialdemocrazia-e-la-crescita-del-neofascismo/page/4/#findComment-1815416 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
indifd Inviato 9 ore fa Condividi Inviato 9 ore fa I contributi di tutti sono sempre utili, soprattutto se differenti, spero che anche altri vogliano scrivere quello che pensano a riguardo Link al commento https://melius.club/topic/30160-la-socialdemocrazia-e-la-crescita-del-neofascismo/page/4/#findComment-1815422 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
lello64 Inviato 8 ore fa Condividi Inviato 8 ore fa Link al commento https://melius.club/topic/30160-la-socialdemocrazia-e-la-crescita-del-neofascismo/page/4/#findComment-1815427 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
best_music Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa 10 ore fa, appecundria ha scritto: nella crescita delle destre radicali e del neofascismo è complesso. Suvvia, l'essere umano tende a fare i propri interessi, nel momento in cui si è esaurita la spinta alla crescita economica delle lotte storiche sui salari e sui diritti dei lavoratori mentre quella che era considerata cultura alternativa diventava mainstream culturale è chiaro che, a parte una minoranza di privilegiati che a hanno assunto posizioni sociali e professionali di rilievo negli scorsi decenni proprio in quanto persone "di sinistra", il contatto con le persone comuni si è drasticamente ridotto alle fasce più politicizzate e radicalizzate della popolazione. : Se oggi il centro sinistra assomma ancora al 50% della popolazione è anche perché ha fatto il pieno delle clientele del precedente regime, con numeri che, con lo scarso afflusso degli elettori alle urne, sono oggi sempre più importanti. : Basti pensare a quanto pesa il blocco dei dipendenti comunali di Roma (incluse le aziende controllate dal comune), circa 50.000 (senza contare i loro familiari), su un totale di 300.000 voti presi dal sindaco al primo turno. E faccio grazia dei dipendenti regionali ecc. 1 Link al commento https://melius.club/topic/30160-la-socialdemocrazia-e-la-crescita-del-neofascismo/page/4/#findComment-1815446 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
best_music Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa 4 ore fa, lello64 ha scritto: (foto di copertina del libro di Tomaso Montanari, ndr) Non ti fa riflettere il fatto che la bandiera dell' antifascismo che veniva alzata dai movimenti studenteschi contro i vecchi "baroni" delle cattedre universitarie oggi sia innalzata da uno che di mestiere fa il rettore universitario? Link al commento https://melius.club/topic/30160-la-socialdemocrazia-e-la-crescita-del-neofascismo/page/4/#findComment-1815447 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gaetanoalberto Inviato 13 minuti fa Condividi Inviato 13 minuti fa 14 ore fa, appecundria ha scritto: il quasi trentennio a cavallo di due secoli è stato caratterizzato dall’ondata neoliberista e dallo smantellamento sistematico dello stato sociale e delle reti legali di tutela dei diritti dei lavoratori, assecondati da una sinistra fiduciosa nel potenziale di crescita implicito nell’economia globalizzata e ansiosa di dimostrare di avere abbandonato lo statalismo di matrice sia socialdemocratica che stalinista; oggi la destra più conservatrice e oltranzista si presenta con un volto protezionista e nazionalista, predicando, come ha affermato Donald Trump durante la vittoriosa campagna elettorale, una demagogica difesa degli “esclusi” Molto interessanti tutti i tuoi contributi Roberto. Grazie. Per il momento mi soffermerei sull'inciso riportato sopra: alcuni cambiamenti economici si sono rivelati (rispetto agli interessi dei salariati e delle imprese meno capaci di sfruttarli) controproducenti. In realtà, a mio avviso, a guidare le spinte "ideali" sono spesso gli interessi, o meglio, i presunti tali. Gli stessi soggetti che spingevano per la "liberalizzazione" dei mercati ipotizzando di potersene avvantaggiare per la massimizzazione dei profitti, che provenivano inizialmente dalla destra liberale, si sono successivamente accorti che per molti la globalizzazione ha finito per rivelarsi una trappola con effetti negativi inattesi. Ci si aspettava, probabilmente per la sottovalutazione dell'intrapresa altrui, di poter semplicemente espandere il mercato riducendo i costi di produzione. Quello che una volta era il movimento operaio (oggi una massa molto più articolata che comprende il vasto mondo di mezzo dei servizi pubblici e privati), anche se animato da apparenti ideali egualitari, si è sempre di fatto limitato a promuovere la difesa del proprio interesse diretto attraverso gli strumenti contrattuali collettivi e sindacali e la promozione del welfare, premendo sulle legislazioni "socialdemocratiche" nella direzione più conveniente a garantire il proprio benessere. Basti pensare alla situazione italiana, in cui la contrattazione collettiva, trincerata dietro l'apparente ideale egualitario, ha impedito quella diversificazione salariale che poteva determinare lo sviluppo del mezzogiorno, e favorito il sostegno pubblico alle agricolture ricche del settentrione, per nulla sensibile invece al sacrificio delle colture mediterranee determinato dall'allargamento del mercato e quasi per nulla agevolate. Fiutando meglio la situazione, la destra liberale è Stata inglobata e superata da quella populista, che si presenta oggi (in apparenza) roboante nell'amplificare il lamento delle categorie protette che temono per il proprio futuro. Poco importa che si tratti di demagogia dagli scarsi risultati pratici quando messa alla prova. Le persone saltano sul carro che gli sembra meglio rappresentare quello che vogliono sentirsi dire. La destra di cui parlo è rappresentata prevalentemente, con sfumature diverse, da Lega, Movimento 5 stelle e Fratelli d'Italia, uniti, anche inconfessabilmente da un fil noir demagogico cui si agganciano altri per stare a galla. Il rischio è che a questi fil noir si agganci la sinistra in crisi di identità, cosa già fatta e che non ha portato grandi risultati. Link al commento https://melius.club/topic/30160-la-socialdemocrazia-e-la-crescita-del-neofascismo/page/4/#findComment-1815464 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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