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Questo è il mondo che mi piace


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Gaetanoalberto

È curioso che la presunta "salvaguardia" delle "tradizioni occidentali" ed il "rispetto delle nostre regole" "preferibilmente cristiane", si traducano nella proposta di coltivare di nuovo quella cultura patriarcale che si denuncia nei musulmani.

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mariovalvola
5 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ho appena ascoltato in sequenza le interviste di Quadarella e Battocletti:  sguardo limpido, viso pulito, sorriso contagioso.

La Battocletti ha chiuso l'intervista (riferendosi ai tanti applausi ricevuti) dicendo: "questo è il mondo che mi piace".

La frase ha continuato a risuonare nei miei pensieri, ed ho considerato lo straordinario momento che lo sport italiano sta vivendo (milionari del calcio esclusi... sic!).

Ragazzi, anzi, bellissime ragazze e ragazzi che con grande spirito di sacrificio, senza troppo clamore, continuano a conseguire risultati spettacolari.

Viste le nostre discussioni spesso opprimenti, vale forse la pena di ricordare che esistono giovani in gamba, che si impegnano, che hanno una visione positiva e che hanno risultati.

Forse possiamo trovare qualche spunto di ottimismo, per farci piacere anche questo  mondo 

 

Ragazzi straordinari per talento, disciplina e capacità di sacrificio, ma anche per la naturalezza e la serenità con cui vivono i loro risultati. Proprio per questo, però, farei una considerazione un po' diversa. Trovo infatti piuttosto facile e consolatorio passare da questi splendidi esempi a una considerazione generale sui giovani italiani: ci sono ragazzi in gamba, si impegnano, ottengono risultati, dunque possiamo guardare al futuro con ottimismo. È vero, ci sono. E proprio per questo dovremmo chiederci che mondo stiamo preparando per loro. Non mi convince neppure quella descrizione dei «bellissimi ragazzi», degli «sguardi limpidi» e dei «visi puliti» quasi come correlato naturale di impegno, sacrificio e qualità morale. L'aspetto fisico non c'entra nulla con il merito. Quadarella e Battocletti sono esempi straordinari per quello che fanno, non per come sono fatti. Il problema vero è che un giovane, oggi, anche quando è bravo, preparato e disposto a impegnarsi, deve confrontarsi con un mondo del lavoro spesso precario o poco remunerativo ( chissà perché? ), con una casa sempre più difficile da permettersi e con la difficoltà concreta di progettare una famiglia senza avere alle spalle una stabilità che arriva sempre più tardi. E non possiamo raccontarci che basti «impegnarsi»: una società seria dovrebbe mettere le persone nelle condizioni di trasformare l'impegno in un progetto di vita. Poi c'è il mondo nel quale questi ragazzi stanno crescendo: guerre, tensioni internazionali, incertezza economica e un'Europa che si avvia verso un forte aumento delle spese militari. Forse alcune di queste scelte sono inevitabili, ma non sono certamente neutre rispetto alle risorse e alle priorità che avremo per il futuro. Per questo, la frase della Battocletti mi piace molto, ma la leggerei quasi al contrario.  La domanda che dovremmo porci noi, però, è se stiamo costruendo un mondo altrettanto capace di valorizzare quei ragazzi anche fuori dall’ambito sportivo: nel lavoro, nella casa, nella possibilità di avere figli, nel poter immaginare serenamente il proprio futuro.

Perché il punto non è dimostrare che i giovani sono bravi. Il punto è essere all'altezza dei giovani che abbiamo.

 

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@Gaetanoalberto

Non vi è alcuna differenza nella valutazione dell'universo femminile fra destra reazionaria e mussulmani, sono sessisti e misogini, come lo era il fascismo.

Oltre una curiosità poco nota della c.d. riforma Gentile

 

REGIO DECRETO 6 maggio 1923 , n. 1054
Relativo  all'ordinamento  della  istruzione  media  e  dei  convitti nazionali.

Art. 12
 A capo di ogni Istituto è un preside che ne ha il governo insieme con il Collegio dei professori. 
 I presidi sono scelti dal Ministro tra i professori ordinari provveduti di laurea con almeno un quadriennio di anzianità di ordinario. Dalla scelta sono escluse le donne. 
 I presidi sono distribuiti in due ruoli: appartengono al II ruolo i presidi di ginnasio isolato e di scuola complementare; tutti gli altri presidi appartengono al I ruolo. 
 È consentito il passaggio dall'uno all'altro ruolo secondo le norme che saranno dettate dal regolamento. 
 I presidi possono, su domanda o d'autorità, essere restituiti nel ruolo d'insegnanti al quale appartenevano all'atto della nomina a presidi. 

 

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Gaetanoalberto

La bellezza di un giovane, nel mio sguardo da anziano, non è affatto legata ad aspetti fisici o somatici, anche se nel caso degli atleti, una parte consistente dell'aspetto è figlia di duro lavoro e può essere apprezzata in tal senso.

Sperando di non passare per pedofilo, direi che nei ragazzi si percepisce spesso una pulizia di sguardo ed intenti da cui traspare un approccio ancora un po' ingenuo, non fesso, alla realtà, che negli adulti si assopisce per stanchezza ed esperienza.

Per fortuna queste piccole cose riescono ad ispirarmi l'ottimismo indispensabile a superare il pessimismo della ragione, che altrimenti avrebbe sfumature nichiliste.

Forse, il motivo per il quale fatichiamo a pensare di trasmettere ai giovani una società migliore e ad impegnarci per questo, è l'aver perso questo motore positivo verso il futuro, che abbiamo ancora, per non troppo tempo (dico per voi ovviamente), il compito di realizzare.  

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