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Affitti Brevi


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Sembra che stia  per arrivare  una stretta abbastanza severa da parte dell'Europa, mentre mia figlia era a Bruxelles per un tirocinio Airbnb e altri stavano facendo lobbing alla grande per frenare i provvedimenti ma pare non siano riusciti, per ora

 

 

 

"La stretta arriva e, anzi, si rafforza. Bruxelles non fa marcia indietro, dopo le polemiche che in questi giorni hanno accompagnato la bozza dell’Affordable housing act, la nuova regolamentazione europea in materia di affitti brevi. Ieri il commissario all’Edilizia abitativa, Dan Jorgensen ha presentato, insieme alla vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera il testo che l’esecutivo comunitario propone di adottare per dare alle amministrazioni locali gli strumenti normativi per limitare il fenomeno delle locazioni turistiche e, con alcuni passaggi inseriti nel testo finale, delle case vuote tenute e disposizione. Un testo che conferma le intenzioni politiche emerse finora. Anche se ora dovrà passare dal Parlamento e dal Consiglio per arrivare all’approvazione finale.

L’elemento chiave del provvedimento è la definizione di area sotto stress abitativo: si tratta di quei quartieri nei quali alcuni indicatori denunciano una situazione difficile da sostenere per i residenti. Comuni e Regioni, per invertire questa tendenza negativa, potranno adottare contromisure. L’articolo 5 le elenca, in modo generico: saranno le amministrazioni a individuare gli strumenti da mettere concretamente in campo. Sarà possibile restringere l’accesso alle locazioni turistiche, come in Italia già succede a Firenze o a Bologna.

Ma sarà anche possibile limitare l’utilizzo o la vendita degli immobili. Su questo punto, certamente il più contestato della normativa, i documenti della Commissione spiegano che il regolamento «non introduce alcuna restrizione all’acquisto o all’utilizzo di seconde case» e non dà alle autorità regionali o locali il potere di farlo. Il richiamo riguarda, invece, solo alcuni paesi membri nei quali queste misure già esistono. Bisognerà, insomma, confrontarlo con le previsione del nostro Codice civile.

I parametri che danno accesso alla definizione di area sotto stress abitativo vengono confermati, con una significativa stretta ulteriore. L’elemento chiave è il rapporto di otto tra prezzi medi di acquisto delle case e reddito pro capite: vuol dire, in concreto, che per comprare un immobile devono servire al massimo otto anni di guadagni. Sopra questa soglia la situazione viene considerata critica. Per consentire ai Comuni di far scattare le limitazioni andrà verificato un altro parametro: nei dieci anni precedenti questo rapporto deve essere peggiorato. Infine, servirà una valutazione essenzialmente politica: in base alle tendenze demografiche bisognerà essere convinti che, nei tre anni successivi, la situazione non sia destinata a migliorare.

Questo sistema - è una delle novità del testo definitivo - cambia quando il rapporto tra prezzi e redditi sia almeno di dieci: in questi casi, considerati più gravi, non servirà guardare lo storico. Si tratta di una situazione che potrebbe verificarsi in alcune città italiane, come Milano o Firenze. Le restrizioni, in ogni caso, potranno durare al massimo cinque anni. Se dopo questo periodo i numeri dell’area sotto stress restano negativi, sarà possibile una proroga. L’altra novità del testo finale riguarda il fenomeno delle case vuote: il regolamento mette l’ombrello europeo a disposizione dei Comuni che vogliano anche disincentivare gli immobili a disposizione. Anche in questo caso con restrizioni ad affitto e compravendita: una possibilità sarebbe, ad esempio, quella di vietare in questi immobili l’affitto breve occasionale. Queste misure restrittive non potranno, comunque, essere applicate quando il fatto che la casa resti vuota sia giustificato da ragioni di studio, lavoro o salute.

Il regolamento, stando alle indicazioni della Commissione europea, non nasce per imporre direttamente vincoli agli affitti brevi o per limitare il fenomeno in modo indiscriminato, ma per creare un contesto di certezze normative a beneficio delle amministrazioni che vogliano attivare limitazioni. «Non stiamo imponendo obblighi. La decisione di intervenire e la scelta delle misure da adottare rimangono di esclusiva competenza dell’autorità competente», dice Ribera. Per Jorgensen, gli affitti brevi sono «un’idea valida», ma «riscontriamo aree urbane in cui l’aumento delle locazioni a breve termine ha progressivamente allontanato i comuni cittadini dalle proprie abitazioni, determinando un rincaro dei prezzi del tutto inaccettabile».

In Italia è avvenuto, ad esempio, che Comuni come quello di Firenze dovessero affrontare svariati ricorsi sulle loro delibere in tema di affitti brevi. Il problema, evidentemente, è diffuso anche nel resto d’Europa. «L’Affordable housing act - spiegano dalla Commissione - porta chiarezza e prevedibilità e risponde alla richiesta dei paesi membri e dei Comuni di avere una maggiore certezza normativa su come possono comportarsi all’interno del Mercato unico europeo». Grazie al nuovo regolamento sarà molto più semplice attivare restrizioni"

 

 

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La norma per quello che si legge dà enorme spazio di manovra alle amministrazioni locali che dovranno lanciarsi in complicatissimi calcoli sullo stress abitativo. 

Calcoli che il medio assessorato all'urbanistica del comune non sa neanche da dove cominciare.

Ergo resta tutto come prima 

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le cause consistono nel fatto che che i prezzi sono aumentati molto anche per la continua sovra regolamentazione di norme a ciclo continuo, conformità di ogni genere e classi di consumo;  quindi

in aggiunta ad una alta tassazione con gli stipendi grossomodo fermi perlomeno qua da noi, non è diventato più conveniente investire nel settore ed infatti nemmeno gli enti pubblici lo fanno più ( capitolo a parte e gli immobiliaristi c'entrano poco ), ergo si è fermato tutto.

risposta: ti obblighiamo a fare questo e quello altrimenti ti facciamo le cose brutte. solo che non funziona mica così. ps: e aggiungo , il discorso della ripartizione di diritti e doveri, leggi che risalgono al 1978 ovvero ere geologiche fa, la tutela del credito e della proprietà, ecc ecc 

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piergiorgio
37 minuti fa, extermination ha scritto:

E ti va bene se paga regolarmente l’affitto!

e casomai dovesse andarsene i soldi degli affitti li spendi per ristrutturare i danni fatti

edit - comunque per restare in tema ho cercato su airbnb a Roma, prezzi più cari degli hotel; conviene se ci si va in 4-5 amici e si dividono le spese.

  • Melius 1
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spersanti276
1 ora fa, Velvet ha scritto:

La norma per quello che si legge dà enorme spazio di manovra alle amministrazioni locali che dovranno lanciarsi in complicatissimi calcoli sullo stress abitativo. 

Calcoli che il medio assessorato all'urbanistica del comune non sa neanche da dove cominciare.

Ergo resta tutto come prima 

 

Purtroppo.

E mi secca moltissimo.:classic_angry:

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59 minuti fa, audio2 ha scritto:

le cause consistono nel fatto che che i prezzi sono aumentati molto anche per la continua sovra regolamentazione di norme a ciclo continuo,

curioso attribuire alla EU la sovra-burocrazia quando in Italia abbiamo lo Stato più burocratizzato del pianeta. Evidentemente Olanda, Germania etc stanno in un'altra EU, una sorta di mondo parallelo.

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