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A chi ha acquistato la HumminGuru lavadischi


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Di acquisti in comune se ne parla poco, forse perché siamo noi italiani i primi a non fidarci di noi italiani. Un'idea però sarebbe quella di comprare, se proprio (curiosi e) interessati, una Degritter in società. Più facile per uno che vive in una grande città, come Milano, Bologna o Roma, dove il passaggio di mano sarebbe più agevole. Ritengo infatti essere un ottimo compromesso per avere, anche se solo in comproprietà, un oggetto che uno singolarmente non comprerebbe mai. Io l'ho fatto, in altri contesti, quando abitavo a Milano, godendo di situazioni che non avrei potuto affrontare da solo. Scusate l'ot, ma mi sembrava utile un suggerimento, visto che questa Degritter sembra un'astronave irraggiungibile :classic_smile:.

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Ho una lunga consuetudine con macchine lavadischi, ho avuto Knosti, Moth RCM (in società), Okki Nokki, AudioDesk, e adesso Hummin Guru, comprata quando è uscita. C’è solo una tipologia di dischi con i quali il lavaggio non ha portato quasi nessun beneficio, si tratta di quegli LP che in origine erano protetti da una busta interna di PVC trasparente. Nel tempo e con la pressione dello stoccaggio si è creato un legame con il vinile che nessun lavaggio riesce a rimuovere. Si nota anche a vista, in controluce si osservano delle onde sulla superficie. Il risultato all’ascolto è un crepitio persistente, anche in dischi puliti e senza graffi superficiali.

Qualcuno è per caso riuscito a superare il problema?

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3 ore fa, ninomau ha scritto:

Qualcuno è per caso riuscito a superare il problema?

Purtroppo per quel problema non vi è soluzione. La "migrazione" dei plastificanti contenuti nella busta, favorita dal passare degli anni, ha generato una reazione chimica di "fusione" col materiale su cui si è depositata (pvc). Non è uno strato superficiale rimovibile ma un cambiamento della struttura fisica dei solchi. Le macchie (le striature) sono i punti dove questa migrazione è stata più intensa.

  • Melius 1
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Il 16/02/2026 at 21:43, Amemas ha scritto:

Perfetto! Ma se vuoi risparmiare, usa questi (due sovrapposti)ma non comprarli là: io li trovo in un negozio specializzato a meno di 3 euro il pacco.

 

Per quanto riguarda i filtri per il "recupero" della pozione dopo TOT lavaggi, ne usi due in monouso o li riutilizzi?

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@Otsuaf

Ovviamente in monouso.

Approfitto della tua domanda per illustrare quella che ritengo essere la PROCEDURA più efficace DI FILTRAGGIO DELLA MISCELA di lavaggio.

Premessa.

Poiché il filtro originale della HG è una rete a maglie larghe (una spugna di poliestere a bassa densità che ha una porosità di circa 150 micron). Essendo una spugna a celle aperte, ha una capacità di ritenzione microscopica bassissima. Se l'acqua è carica di micro-polvere (sotto i 100 micron), questa attraversa la spugna che riesce solo a "fermare" detriti grossolani (fibre, polvere visibile, residui di carta, peli) e lascia passare tutto il "fumo" microscopico che causa il rumore di fondo.

Fermo restando che provvedo sempre a un prelavaggio manuale (come illustrato precedentemente), per potenziare "la rete" io procedo con un FILTRAGGIO A CASCATA che si compone di tre stadi.

1) Panno in microfibra con trama tridimensionale (filtraggio a 100 micron). 

Sono panni cattura polvere che acquisto al supermercato. Siccome, come detto, il filtro originale della HG è a trame larghe, gli antepongo una pezzuola di quel panno ritagliata con dimensioni simili alla misura del filtro e ripiegata a U. La funzione è presto detta. Essendo il panno 3D a struttura a "nido d'ape", e dunque a fibre intrecciate, crea un percorso tortuoso orizzontale. Le scaglie rimangono letteralmente "impigliate" nella trama superficiale e non arrivano mai nemmeno a sfiorare il filtro rettangolare della macchina. Creo dunque una struttura a labirinto che trattiene meglio lo sporco grossolano, ciò facendo salvaguardo anche l'integrità del filtro originale.

2) Dischetto struccante in cotone (filtraggio a 40-60 micron, meglio il tipo "cucito" lungo il bordo).

Questi dischetti si trovano un pò in tutti i supermercati, io utilizzo quelli a forma allungata e "cuciti" ai bordi. Il cotone è un filtro di profondità, dunque lo sporco non si ferma solo sulla "faccia" del dischetto, ma rimane incastrato nel groviglio tridimensionale delle fibre. Le fibre di cellulosa creano un percorso tortuoso per il liquido, intrappolando le particelle di medie dimensioni che sono sfuggite al panno 3D. È efficace nel trattenere le sostanze "appiccicose" o oleose (come il sebo delle impronte digitali) che il tensioattivo ha emulsionato. È eccellente dunque per trattenere quello sporco che il tensioattivo e l'IPA hanno sciolto ma che è ancora in sospensione nel liquido. Il dischetto lo posiziono sopra il filtro in carta della Melitta prima di versare la miscela di lavaggio nel contenitore in HDPE in cui la ripongo.

3) Carta Melitta 102 di colore bianco (filtraggio a 10-20 micron).

Questo è il "cuore" del sistema. La carta Melitta ha una porosità nominale che si attesta intorno ai 10-20 micron, ma grazie alla gravità e alla bassa velocità di discesa, riesce a "spingersi" molto più in basso (avvicinandosi ai 1-5 micron). Essendo progettata per trattenere le particelle finissime di polvere, riesce a trattenere i micro-sedimenti chimici e dunque a ripulire il liquido da quei contaminanti che causano il rumore di fondo, il "friggere" nel solco. I filtri Melitta li posiziono al'interno del loro imbuto dedicato. 

Dico, in conclusione, che questa pratica di filtraggio la applico ogni 4-5 dischi lavati.

Buon filtraggio a tutti:classic_cool:

  • Melius 2
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@PL-L1000 @Otsuaf

L'ideale, per avere risultati pressoché perfetti, sarebbe sciacquare con ABD dopo il lavaggio di ogni singolo LP e, contemporaneamente, filtrare la miscela di lavaggio. Un lavoraccio. 

Ecco perché dico che la Degritter è molto meglio.

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