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Duelund per diffusori: parametri elettrici


luigi61
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Se ne è parlato molto e riprendo l'argomento su un aspetto tecnico.

Io possiedo questi cavi per diffusori, lunghi 3,5 mt, che ho configurato per il biwiring con una mandata di dca12awg per i woofer e una doppia mandata di dca12+dca16 per il concentrico delle mie TAD R1.

In questa configurazione, dove i fili corrono più o meno paralleli e vicinissimi tra loro, toccandosi in vari punti, come si dovrebbero comportare i parametri R,L e C? Si più definire una configurazione ad alta capacità oppure, come penso, è vero il contrario?

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Fabio Meno.

Senza attorcigliamento la resistenza e l'induttanza restano quelle tipiche del filo utilizzato.

La capacità potrebbe aumentare un pelo, soprattutto nel concentrico, ma dubito fortemente sia avvertibile nei collegamenti liberi, seppur ravvicinati.

E poi, un lieve aumento della capacità, in certi accoppiamenti potrebbe apportare benefici.

Intendo dire che l'aumento di questo parametro non è che nuoce a priori. Saluti

 

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15 ore fa, Fabio Meno. ha scritto:

Senza attorcigliamento la resistenza e l'induttanza restano quelle tipiche del filo utilizzato.

La resistenza rimane invariata a prescindere, dipende solo da lunghezza, sezione e resistività del materiale.

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salvatore66

Scusate ot il duelund dca 12 ha un suono analogico? Ma poco arioso in alto? E migliora molto con l'aggiunta del dca 16? Anche con diffusori mono wire?  

Mi pare di ricordare così dal vecchio 3D, ormai introvabile

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Il 26/3/2021 at 17:24, bombolink ha scritto:

Mi sono deciso a prenderli anche io

Sono indeciso sul prendere questi cavi, tu dove li hai presi e soprattutto i tempi di consegna, grazie😉👍

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Riprendo il tema... dopo anni di prove mi sono fermato su 12+16+16,  il terzetto suona benissimo, direi in senso assoluto ( o quasi... ma solo considerando il relativismo audiofilo)

quindi sono tre fili per polo, sei per cassa, liberamente sparsi per terra, in percorsi paralleli.

Il 12 da solo é leggermente scuro e relativamente poco arioso, il 16 arioso ma poco energico insieme quasi perfetti, ma con un secondo run di 16 il trio è soggettivamente, direi perfetto.. nel mio caso con viva solista 845 e viva allegro. Nella combinazione tanta tanta roba.

ah come cavi di segnale ho un giro completo dal giradischi al pre al finale di mit Oracle Max, ad oggi il migliore e più equilibrato e risolutivo cavo di segnale da me sperimentato.

ribadisco che a mio avviso questi cavetti duelund, superato lo scoglio del lunghissimo e snervante rodaggio, e a valle del trattamento Pearl che li fa brillare di una luce ancor più alta, sono da considerarsi  come una vera epifania di qualità audio ad un prezzo quasi ridicolo, rispetto a competitors.. davvero molto costosi.

 

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Vorrei portare alla vostra attenzione dei concetti che sono stati approfonditi nel 3d di un altro forum in cui scrivo, e che eventualmente posso linkare in privato.

 

Il biwiring, soprattutto quando si usano i doppi conduttori che viaggiano paralleli non opportunamente distanziati, aumenta la capacità (lo dice anche Bon, c’è da fidarsi).

I benefici del biwiring non sono, come erroneamente sostenuto da qualcuno (vedi Q acoustics) dovuti a due differenti circuiti che si creano (uno per le basse in un cavo e uno per le alte nell’altro).

Alti e bassi non si scinderebbero sul nascere, subito a valle dei morsetti dell’ampli.

 

Per citare Ricable:

“Sia in un caso che nell’altro, il cavo in sé non è un crossover attivo e non ha gli strumenti per scindere le alte frequenze dalle basse.”

 

La differenza in positivo, nel biwiring, la farebbero le correnti di ritorno che, essendo separate nei due cavi, eviterebbero interferenze dannose tra frequenze alte e basse.

Come fare dunque a diminuire le resistenze da contatto dovute ai ponticelli e le dannose correnti di ritorno senza aumentare i valori capacitivi del cablaggio?

 

Io personalmente vedo il single-biwiring (in alto a dx nella foto) come la soluzione migliore: i cavi così costruiti hanno conduttori sdoppiati/quadruplicati (nei cavi migliori sono differenziati per sezione) e DOVREBBERO essere studiati per mantenere più bassi i livelli di capacità rispetto ad un biwiring vero e proprio.

Non si pensi che il biwiring vero e proprio abbia vantaggi in quanto i conduttori sono sdoppiati lato ampli, non si tratta di biamping, non cambia nulla.
L’importante lato ampli è che i contatti morsetti/cavo siano fatti come si deve, il numero di morsetti utilizzati è ininfluente.

Inoltre, i finali con morsetti sdoppiati sono nati per collegare 2 coppie di diffusori, se ora i costruttori di ampli li vendono sbandierando il presunto vantaggio della connessione biwiring, è solo una loro opinione.

 

PS. valori di capacità ed induttanza più alti, se servono per dare l’impressione di limare qua’ e la’ gli estremi gamma, in molti impianti possono anche far bene. Poi si potrebbe disquisire sulla correttezza del principio di base...

 

Senza alcun intento polemico.

A voi la parola.

 

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21 ore fa, FedeZappa ha scritto:

 

Io personalmente vedo il single-biwiring (in alto a dx nella foto) come la soluzione migliore: i cavi così costruiti hanno conduttori sdoppiati/quadruplicati (nei cavi migliori sono differenziati per sezione) e DOVREBBERO essere studiati per mantenere più bassi i livelli di capacità rispetto ad un biwiring vero e proprio.

Anche per me, questa è la geometria migliore per un cavo biwiring ed è quella che mi ritrovo nei miei White Gold Infinito F2 che, oltre ad essere più compatta e meglio gestibile, riduce il numero di pitoni tra il finale e i diffusori (il più delle volte con un sensibile risparmio economico)

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Il 30/3/2021 at 02:17, FedeZappa ha scritto:

Io personalmente vedo il single-biwiring (in alto a dx nella foto) come la soluzione migliore: i cavi così costruiti hanno conduttori sdoppiati/quadruplicati (nei cavi migliori sono differenziati per sezione)

Domande:

- ma se nel caso illustrato in alto a dx (SBW) i cavi hanno conduttori sdoppiati/quadruplicati, non è a tutti gli effetti equivalente al caso in basso a dx, ossia Single-BiAmp (SBA), fatto salvo l'utilizzo di 2 sole guaine?

- inoltre, se nella configurazione SBW proprio all'arrivo del segnale riduco le sezioni sdoppiandole, non è da preferire allora l'SBA, che mantiene le sezioni costanti lasciando inalterato il singolo conduttore?

- infine, l'SBW non è equiparabile in tutto e per tutto alla configurazione classica (Full Range, in alto a sx) ma con l'utilizzo di ponticelli dello stesso conduttore?

Grazie per i chiarimenti.

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1 esatto, tra SBW a "SBA/biwiring vero e proprio", a livello di vantaggi, non cambia nulla.

Il SBW basta e avanza per quello che interessa a noi (eliminazione dei ponticelli, separazione delle correnti di ritorno dal crossover passivo, così quelle che ritornano dal TW "sporcano" solo il cavo per le vie alte mentre quelle che ritornano dal WF "sporcano" solo il cavo per le vie basse).

Con in più il vantaggio non indifferente descritto da @luigi61  e quello già citato da me (i bravi costruttori di cavi SBW li fanno ad hoc senza peggiorare i valori elettrici).

 

2 cosa ce ne facciamo di sezioni enormi se già nei cavi SBW ci sono conduttori raddoppiati o meglio ancora differenziati? Veicolare frequenze in gamma alta non necessita di conduttori con chissà quale portata di corrente, anzi, ho letto nel sito di un costruttore (mi sembra Audioquest), che attraverso conduttori di sezione inferiore è come se le frequenze più alte trovassero una "via preferenziale" che ne mantiene l'integrità (credo in funzione della capacità diminuita). Ci sono cavi SBW opportunamente progettati che hanno conduttori dedicati al TW di sezione inferiore se non risicata.

L' "SBA/biwiring vero e proprio" avrebbe ragione di esistere se ci interessasse trasportare in modo migliore i bassi anche attraverso i conduttori per il TW, e comunque non sarebbe una soluzione ad hoc per veicolare la gamma acuta in quanto tende ad innalzare i valori capacitivi dell' "insieme-cavo".

 

3 no, i ponticelli introducono resistenze da contatto, sono a tutti gli effetti uno spezzone di cavo in più (con eventuali connettori annessi) che si può eliminare con il SBW

 

 

Il tutto ovviamente a livello teorico, non mi addentro sulle differenze rilevabili all'ascolto...

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@Paolo_AN
La soluzione più logica, per ovviare ai ponticelli, sarebbe quella in foto (il cavo “passante”), ma non è facile far passare tubi dell’acqua, solid core, flatcables e pitoni vari dentro i fori dei binding post. Infatti ci sono riuscito con dei normali Supra Ply 2.0.

Essendo i cavi monowiring, le nocive correnti di ritorno si presenterebbero “indifferenziate”, ma si limiterebbero le resistenze da contatto.

 

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Il 30/3/2021 at 17:24, FedeZappa ha scritto:

nessuno ha più nulla da dire..?

io dico solo che in tanti anni di prove i risultati migliori li ho sempre ottenuti con monowiring

e morsetti normali a due poli.

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1 ora fa, audio2 ha scritto:

io dico solo che in tanti anni di prove i risultati migliori li ho sempre ottenuti con monowiring

e morsetti normali a due poli.

Sinceramente penso che i morsetti sdoppiati siano più una scocciatura che altro.

Per arginare il problema, le ultime 2 coppie di diffusori che ho acquistato sono monowiring, una delle quali l’ho addirittura commissionata con morsetti singoli (l’artigiano/costruttore che li ha realizzati lascia i clienti liberi di scegliere).

Ritengo infatti che i morsetti sdoppiati nei diffusori abbiano ragione di esistere solo per chi vuole il biamping .

Pure la biamp deve rispondere a determinati requisiti: avrebbe senso se i diffusori, magari 3/4/5 vie, fossero difficili da pilotare, e dovrebbe prevedere un crossover elettronico di livello adeguato, altrimenti risulterebbe sfavorevole come spesa/resa rispetto all’ampli singolo di maggiore qualità’.

La mia analisi in sostanza riguarda solo la teoria che sta alla base del presunto miglioramento del biwiring rispetto al monowiring, laddove siano presenti morsetti sdoppiati, ma non pretende di avere nessuna correlazione con il risultato all’ascolto.

Anzi, in base alle mie prove, un monowiring con cavo di maggiore qualità, è risultato migliore di un biwiring vero e proprio.

In sostanza, in presenza di morsetti sdoppiati, mi limito ad affermare che il single biwiring DOVREBBE APPORTARE i benefici del biwiring vero e proprio a costi più contenuti, pari o di poco superiori a quelli di un monowiring.

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