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ampli datato con diffusori nuovi. O meglio guardare al passato?


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@whitewave non so se hai già fatto l'acquisto del diffusore mi permetto di suggerirti un'accoppiata che secondo me renderebbe molto in termini di qualità finale di riproduzione. sul carico a 6ohm del tuo sansui, leggo che, avresti 105w (155w di dynamic power) e buona corrente.. su alcuni portali sono in vendità delle apogee centaur. diffusori che puoi annoverare tra il massimo della neutralità e precisione di trasmissione del messaggio sonoro. a mio avviso ovviamente. 

questo è il link. https://usato.audiograffiti.com/annunci/diffusori-acustici/237453/

dopo aver appurato e accertato condizione del nastro. (qualora necessitassi l'eventuale sostituzione in futuro con 500 euro faresti tutto), già che viene citato il buon antonio ninchieri nell'annuncio, il massimo tecnico autorizzato a mettere le mani sulle apogee in italia, non esiterei ad investire 1000euro (anche meno se tratti) anziché più di 1000euro per un prodotto nuovo, figlio della massimizzazione dei profitti post globalizzazione, non è il caso di SF lumina III, in favore di un prodotto pre globalizzazione. 

 

avresti alla fine un diffusore che riproduce neutralità anglosassone, ma di produzione nord americana, ed un sezione amplificatrice con la precisione maniacale giapponese.

 

venia per la saccenteria ma sognare non costa nulla ed in questo caso mi sono immedesimato nella tua situazione.

buoni ascolti.

 

PS: hai chiesto: "O, come spesso leggo, la tecnologia ha davvero fatti passi da gigante importanti tali da rendere lo sforzo economico ben ripagato in termini di pura resa?"

La risposta "argomentata" alla tua domanda non è semplice ma la risposta "non argomentata" è semplicissima:

NO!

la tecnologia non ha fatto nessun passo in avanti. tutti i diffusori che hai citato sono ottimi: spendor, harberth, kef, proac... ma il gap introdotto dagli ibridi planari, elettrostatiche, quasi ribbon o full ribbon  di produzione dagli anni settanta in poi, beh che dire..., ti lascia a bocca aperta per il realismo che riesce a ricreare. ecco forse questa è la risposta argomentata alla tua domanda sui "passi da gigante". poi la "vera" risposta alla tua domanda "cosa voglio ascoltare?" trova ragion d'essere in corrado guzzanti: "la risposta c'è ed è dentro di te ma purtroppo è sbagliata".

😉

 

@whitewave il milestone ingegneristico, che porta il battesimo di quad, trova il culmine nei nomi che seguono, dove le vere innovazioni sono, oltre ai nastri apogee, arrivate dagli ESSAMT, le varie versioni di twetter in berillio di focal, SF con il sistema fenice, il diamante nautilus, il silk dome WAMM di WA, gli emit di infinity, gli stradivari di cello, le stax ESL 8 FX, i decca london ribbon, i quasi-ribbon di magnepan, le fioriere beveridge, il mylar di martin logan, le trombe dei fratelli della lansing, james B e altec... tutto il resto non è innovazione. sono stati semplici miglioramenti di qualcosa che è sempre la stessa cosa.

ecco perche mi sono permesso di suggerirti apogee.. puoi raggiungere quell'innovazione che cerchi con poco, veramente poco. bisogna avere coraggio però. il coraggio pionieristico di provare  a sentire certe sensazioni ed emozioni davanti all'impianto.

😉

 

@whitewave un ampli di recente produzione non è necessariamente migliore di uno del passato in termini di resa e di pilotaggio, bisogna valutare caso per caso. il luxman ha parecchi anni (presentato nel 1978), dichiara 39 watt per canale, sinceramente sulla carta (e per esperienza personale) non lo vedo a suo agio con le lumina. Diverso il caso del sansui, è più recente (presentato nel 1990), eroha 80 watt per canale, dichiata di pilotare diffusore da 4 ed 8 ohm, fa parte della serie che è ststa il canto del cigno della sansui, non credo avrebbe problemi con le lumina, anche se è sempre bene provare

Sugli ampli non è che ci siano stati progressi eclatanti, però va detto che per un lungo periodo quello che faceva vendere era la potenza su 8 ohm, i costruttori stressavano su questo aspetto, dichiaravano la potenza su 8 ohm puramente resisitivi (facendo fints di non sapere che un diffusore ha anche una componente reattiva e una capacitiva) con risultato limite che un ampli diciìhiarato per 100 watt su 8nom riusiva ad erogarne 120 su carico puramente resistivo mma solo 7 su un carico di 4 ohm con forte componente capacitiva.

Resta il fato che l'unico modo è provar, i ati di targa sono quasi sempre incomp0leti ed edulcorati, ma l'età degli amli non c'entra. il mio vecchio levinson 23 pilota carichi sui quali molto ampli odierni vanno in affanno e la serie precedente pilotava anche le apogrè scintilla, che avevano un minimo di 1 ohm (conosco solo 3 ampli che riescnono a pilotarle senza probnlmmi, e non sono moderni)

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