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Melius Club

Che cos'è la neutralità di riproduzione di un impianto audio?


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Il 9/10/2021 at 09:28, ClasseA ha scritto:
Il 9/10/2021 at 09:07, 51111 ha scritto:

Un impianto hi-fi può rendere credibile una riproduzione che non lo è

Sarebbe una bellissima notizia, se così fosse... 

Direi meglio:  impianti di qualità, a parità di registrazione, la rendono più credibile rispetto a quanto fanno impianti più scarsi

Un impianto equilibrato, che propone un suono esteso , corretto, sufficientemente completo, rende piu naturale e coinvolgente una registrazione se corretta e sana, ma se questa è cruda o mal impostata, dovrebbe rivelarla per ciò che è, e non renderla più godibile, ovvero un buon sistema riproduce esattamente ciò che è presente sul supporto . . . 

saluti , Dario 

  • Melius 1
20 ore fa, Ggr ha scritto:

Intanto prima bisogna avvicinarsi al proprio bene.

Scusami, puoi dettagliare cosa intendi ??

20 ore fa, Ggr ha scritto:

Dopo c'è chi si accontenta, e fa bene da par suo, e chi vuole vedere anche altri mondi,  mettendo in discussione prima di tutto se stesso. Se si parte dal presupposto che il mio apparato uditivo non è infallibile, che quello che mi piace, potrebbe piacermi anche di più,  se non mi credo in baciato dalla divinità che mi fa riconoscere un suono corretto, allora faccio un bagno di umiltà,  e inizio a guardare anche cosa dice la scienza.  Potrei scoprire che la scienza conferma quello che sento, o potrebbe aprirmi nuovi orizzonti che neanche conoscevo, verso risultati ancora migliori. 

Non è facile mettersi in discussione, anche perchè, spesso, non sono date possibilità di confronto, con sistemi audio importanti o ben settati, con ascolti dal vivo significativi, prova a sentire un concerto al Forum di Assago, meglio il mio localino musica di 12 mq !!!!!!!!!!

Io sento molto Jazz, sono fortunato, perchè dal vivo spesso si azzeccano ottime location, e perchè di mio, non mi fermo mai alle prime soddisfazioni, ma allestire un sistema audio con manico, non è cosa semplice, intevengono anche molte variabili non sempre controllabili e gestibili . . . 

20 ore fa, Ggr ha scritto:

Non capisco chi aborrisce le misure tecnico strumentali,  poi cambia continuamente cavi e componenti alla ricerca di un suono, che stranamente è come un miraggio. 

Io qualche misura l' ho fatta, ma ho anche margini di intervento limitato, come molti, in un piccolo ambiente casalingo, per portare l' RT a circa 0.2, dovrei imbottire le pareti con quasi mezzo metro di spessore, diminuendo il locale musica, già piccolo, ad un loculo, ha senso ?? 

In compenso, lavorando molto sullla qualità dei componenti, soprattutto sinergia, avendo un obiettivo di che suono ottenere, non sottovalutando, come purtroppo leggo tutti i giorni, i collegamenti, la corrente, la lotta alle vibrazioni e arrivando ad una coppia di diffusori sani, i risultati arrivano, eccome se arrivano . . . !

Non sarà come lo studio di un fonico, o di una radio FM, ma godibile, corretto, completo entro i limiti della fattibilità , di un budget, di alcune scelte personali , ovviamente . . . 

saluti , Dario 

41 minuti fa, Vmorrison ha scritto:
48 minuti fa, meridian ha scritto:

ha una scala dei parametri sonori personale, spesso lontana , molto da quella mia o tua . . . 

saluti , Dario 

Che è diversa solo per esperienze d’ascolto nel tempo…adesso non torneresti indietro ad ascoltare con le harbeth.

In parte vero, ma le Harbeth, nella loro fascia e con le loro caratteristiche, peccano in qualcosa ma altri parametri li esprimono molto bene, la coperta è sempre corta, a meno di budget infinito, ma anche qui, se non si sa dove andare, non si ascoltano, per vari motivi, le cose giuste, anche per fortuito incontro, e non si creano le corrette sinergie, si rimarrà sempre in una aleatorietà riproduttiva con margini di cambiamento in meglio possibili, e comunque, dato un perimetro di correttezza su cui si può concordare in molti, le scelte personali saranno ampie e variegate . . . 

saluti , Dario 

1 ora fa, mark01 ha scritto:

ho dovuto constatare che è vero quello che diceva  qualcuno "i cavi sono equalizzatori" però questa cosa mi destabilizza...

Di sicuro ci sono oggetti che penalizzano molto, si tratta anche in questo ambito di valutare le giuste impostazioni, anche in funzione della tipologia del sistema audio che si è assemblato . . . 

E, aggiungo, del modo di ascoltare musica, dei parametri che si prediligono . . . 

saluti , Dario 

1 ora fa, leoncino ha scritto:

Trovi verosimiglianza perché il tuo cervello sa come suona quello strumento e ci mette moltissimo di suo per fartelo sembrare quasi vero.

Il quasi perché il cervello sa che è una riproduzione.

Il cervello lavora sempre ed è parte integrante della nostra percezione auditiva. Un sistema di riproduzione è perfetta se riesce sempre a darti l'impressione di sentire il "dal vivo" (se è quello che cerchi) anche se il suono fisico è completamente diverso. Lo stereo si basa proprio sul fatto di come funziona il nostro cervello. Ma la musica anche: tramite certe armonie il cervello li converte in emozioni.

Mi sembra che si abbia l'idea che solo con la stessa condizione fisica sonora possiamo percepire la stessa cosa. Non è così. Fisica è una cosa, quello che percepiamo in grand parte un'altra. Questo non lo si può cambiare.

Il cervello lavora sempre, e più deve lavorare per rendere verosimili suoni che non lo sono per niente, più presto arriva la fatica di ascolto. 

Alla fine,  come spesso si dice, gli impianti che suonano bene li ascolti per ore,  e non gli spegneresti mai.

  • Melius 1
21 ore fa, Ggr ha scritto:

Potrei scoprire che la scienza conferma quello che sento, o potrebbe aprirmi nuovi orizzonti che neanche conoscevo, verso risultati ancora migliori. 

E chi ti dice che non sia autosuggestione: se la scienza lo dice allora lo devo sentire così.
Stessa autosuggestione che hanno altri quando vedono un oggetto dall'apparenza molto "nobile".

Concretamente cosa dice questa "scienza"? Hai fatto la ricerca cosa dice esattamente la scienza e come è arrivata a queste conclusioni quindi quali metodi scientifici hanno usato per arrivare a quella conclusione? Sì perchè molti interpretano a loro modoi cosa "dice" la scienza specialmente nel campo di percezione uditiva umana.

3 minuti fa, Titian ha scritto:

chi ti dice che non sia autosuggestione: se la scienza lo dice allora lo devo sentire così.
Stessa autosuggestione che hanno altri quando vedono un oggetto dall'apparenza molto "nobile".

Concretamente cosa dice questa "scienza"? Hai fatto la ricerca cosa dice esattamente la scienza e come è arrivata a queste conclusioni quindi quali metodi scientifici hanno usato per arrivare a quella conclusione? Sì perchè molti interpretano a loro modoi cosa "dice" la scienza specialmente nel campo di percezione uditiva umana.

Tu continui a meschiare scienza e percezione. La scienza è scienza.  Oggi ci sono zero gradi. Misurati. Non si discute. La percezione è : io sento freddo, tu senti caldo.

Nessuno discute la tua sensazione. 

La scienza dice, che ogni frequenza che arriva al nostro timpano,  dovrebbe avere pari energia delle altre, e certi tempi di decadimento. Quello non lo discute nessuno in tutto il mondo. Dopo che queste onde di pressione colpiscono il nostro timpano,  inizia il mondo indiscutibile della percezione.

C'è chi si fida della scienza, e tende a soddisfare i suoi parametri, chi si fida del suo udito. Tutto regolare per chiunque,  ma chi usa la scienza, ha un modello standard riconosciuto a cui fare riferimento, chi usa il suo orecchio,  non ha nulla. È come se la polizia ti ferma e ti dice, ad occhio facevi i 180, 500 euro di multa, e 5 punti...cosa gli diresti? Giarda che il mio contachilometri segnava 110...

@Titian esatto. Se quello che sento mi piace, sono curioso di vedere se anche la scienza conferma. Potrebbe dirmi che sto ascoltando con picchi e buchi di 20 db, o potrebbe dirmi che sto ascoltando una rif regolare con tempi di decadimento nella norma.

La mia esperienza, e l'ho già scritto parecchi post fa, mi dice che non venivo a capo del mio impianto,  sino a che non ho fatto qualche misura,  e cercato di metterci una pezza, perché la mia stanza è un cubo. C'è poco da fare ad orecchio. Da quando ho iniziato ad usare un po la teoria, e meno l'orecchio, l'impianto è rimasto invariato. Cavi..componenti....posizione....ecc. suggestione? Può darsi, ma almeno io posso dimostrare dati alla mano, di aver corretto molto certe aberrazioni, quindi  la mia suggestione, ha un riscontro fisico reale. Chi va ad orecchio, vale tanto quanto la mia, ma non la può dimostrare se non a se stesso. 

8 minuti fa, Ggr ha scritto:

La scienza dice, che ogni frequenza che arriva al nostro timpano,  dovrebbe avere pari energia delle altre, e certi tempi di decadimento.

dove lo dice la scienza? Quale scienza? Quale scienza fa discorsi su che decadimenti bisognerebbe avere?  Semmai ci sono valori di decadimento consigliabili e poi non è un valore ma di una zona quindi minimo e massimo consigliabile. Questo a dipendenza di diversi fattori come per che  suoni si tratta (concerti classica, opera, congressi, studio di registrazione, ecc ecc), del volume del posto di ascolto e altri fattori.
La scienza dice niente sull 'intensità sonora che deve arrivare al nostro timpano. Semmai ci sono dei gruppi come l'associazione degli ingegneri del suono che affermano che per avere una riproduzione "fedele" bisognerebbe avere una rif lineare. Sì la scienza ti dirà come misurarla ma non è la scienza che dice che bisognerebbe averla. Oltretutto c'è una raccomandazione su quanto si può deviare da una linearità perfetta e questo dipende dallo scopo dell'ascolto. Chiaro che queste raccomandazioni si basano su dettagliati ricerche ma non nel settore della fisica anche se questa è di notevole supporto per le misurazioni.
Fra l'altro noi abbiamo due di timpani e allora dove metti il microfono per misurare il rif? Te lo dice la scienza? Non hai mai fatto caso che spostando il microfono di quei 10 cm e magari un poco più alto o basso la rif cambia anche di un paio di db? Lo sai che il nostro orecchio non è omidirezionale come i microfoni usati? Lo sai che quell'intensità che un microfono registra non è proprio quella che arriva al timpano. Ma queste cose la scienza le tiene in conto? La rif che viene misurata su che arco di tempo viene rilevata e calcolata? lo sai? E lo sai che è importante sapere quello che succede anche nei primi 50 -60 ms? E come è la rif in quel periodo? Lo tieni in considerazione? La scienza non dice che bisogna anche misurarla. I valori sono importantissimio ma come misurarli è ancora più importante e questo è anche dipendente da preferenze soggettive.
 

 

18 minuti fa, Ggr ha scritto:

La mia esperienza, e l'ho già scritto parecchi post fa, mi dice che non venivo a capo del mio impianto,  sino a che non ho fatto qualche misura,  e cercato di metterci una pezza, perché la mia stanza è un cubo. C'è poco da fare ad orecchio.

non capirmi male, il tuo metodo lo sostengo completamente, se poi tu sei contento è perfetto. Beh anche se lo lo sosterrei chi se frega, l'importante funziona per te e per molti altri. 😁

Quello che volevo solo insinuare è che tu hai fatto delle misurazioni e hai fatto in modo che siano diventati "ottimali" o "migliori". Poi hai ascoltato il risultato e lo trovi (molto) meglio. Io potrei insinuare che il tuo giudizio, che  il suono è molto meglio, sia una reazione della tua immaginazione. Quindi in base al fatto che hai investito tempo in migliorare le misure ti sei autosuggestionato che il suono sia migliore. Questo capita o potrebbe capitare anche ai DIY che modificano apparecchi (come me per esempio 😛 ). 

 

L'ottimizzazione di cui qualcuno parla tramite misurazione e equalizzazione ( nel punto di ascolto) è in realtà una standardizzazione ed appiattimento delle caratteristiche della saletta di ascolto che al contrario può anzi deve offrire il proprio contributo.

L'appiattimento tramite equalizzazione impedisce il raggiungimento di una risposta piacevole con andamento tipico delle curve isofoniche.

E non mi si dica che queste curve sono già state considerate in sede di registrazione perché non è vero.

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