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Che cos'è la neutralità di riproduzione di un impianto audio?


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Che dire. Io sento una cosa, che ha un riscontro strumentale, dal quale si evince che è sparito una esaltazione o un buco di 20 db, e sono suggestionato.

Un'altro parla delle sue sensazioni uditive, senza nessun riscontro strumemtale, o parla di mirabolanti cambiamenti dopo aver spostato un cavo di 10 cm,  ovviamente sempre senza nessun riscontro strumentale,  ed è un guru. Direi che è un discorso tra sordi. Una sordità misurata, la mia, e che ammetto,  e una non percepita, quindi come se non ci fosse, che fa credere di possedere la verità in tasca.

@meridian sì è difficile scindere il godimento della musica dal piacere di una incisione perfetta, il più delle volte però si vorrebbe lasciarsi andare... come essere in compagnia di una ragazza compiacente e godersi il momento senza star li a pensare se la "benefattrice" ha un chilo di troppo o un brufolo sul collo... 😉

  • Melius 1
2 ore fa, Titian ha scritto:
3 ore fa, Ggr ha scritto:

La scienza dice, che ogni frequenza che arriva al nostro timpano,  dovrebbe avere pari energia delle altre, e certi tempi di decadimento.

dove lo dice la scienza? Quale scienza? Quale scienza fa discorsi su che decadimenti bisognerebbe avere?  Semmai ci sono valori di decadimento consigliabili e poi non è un valore ma di una zona quindi minimo e massimo consigliabile. Questo a dipendenza di diversi fattori come per che  suoni si tratta (concerti classica, opera, congressi, studio di registrazione, ecc ecc), del volume del posto di ascolto e altri fattori.

Sono d' accordo, ci sono indicazioni di massima, range, ma poi ognuno ha il suo modo di ascoltare. . . 

Chi vuole un ambiente sordo e "fermo", chi vuole un ambiente meno controllato ma emozionale, una RIF piatta credo sia buona cosa in generale, avere un RT di 0.1 è da studio di registrazione o radio privata, in casa nostra probabilmente un valore così basso ammazza il suono e si sta meglio tra 0.3 e 0.6 . . . 

Poi, ci sono generi musicali che non hanno queste necessità, chi ascolta le incisioni di musica indie autoprodotta, forse non ha molte pretese di qualità globale, nel senso che non può averne, visto il livello di produzione, chi le buone incisioni di classica, acustica, Jazz, magari ricerca altro nella riproduzione audio . . .  

saluti , Dario 

@meridian sono d'accordissimo. Ci sono gli standard di riferimento,  e poi c'è il gusto personale e i limiti della realtà ai quali ci si deve adattare. Quello che conta, è argomentare in un forum, come spesso fai tu,  spiegare il percorso che ti ha portato a certe conclusioni.

Uno sceglie di seguire la strada della scienza, uno quella delle prove e degli ascolti. Non c'è nulla di male. Personalmente non ho mai scritto che ascoltare e provare non serve, lo facevo anche io, in compenso vedo sempre scritto il contrario, senza mai spiegare il perché.  Magari non si vogliono condividere le proprie preziose esperienze, maturate in anni e anni di hifi ad alti livelli.

 

  • Thanks 1

Io ho la capacita’ uditiva tarata sul

mio impianto. Buchi e picchi corrispondono al convesso e al concavo del mio udito. Sto a posto. Se seguissi solo le misure avrei risposta lineare ma buco nell’orecchio.

Scherzo ma non tanto.

Ricordo l’impianto di un mio amico molto piu’ grande (roba d’alto livello quad esl ecc) che lui aveva sbilnaciatissimo in alto. Per noi era trapanante per lui orfano di frequenze alte quello sbilanciamento conferiva alla musica una vivacita’ che lo appagava.

L’intervento e’ perfettamente riuscito, ma il piacere e’ morto non e’ il fine della nostra passione

Concordo con Classe A l’unico fine possibile e’ quello della verosimiglianza che si puo’ ottenere anche a casa senza trasformare la sala in un bunker che impedirebbe la necessaria sinestesia (vedete che meraviglia la stanza di luigi 61)

Fra l’altro una stanza ricca di librerie dischi tappeti arredi ecc. con angoli ben assorbiti e casse distanziate dal muro puo’ suonare piu’ che bene (facendo il

confronto con una ottima cuffia) 

  • Melius 2
12 ore fa, leoncino ha scritto:

A me che la classica piace ma la ascolto in percentuale molto bassa rispetto al resto la trovo molto lontana dalla realtà, tanto da non farmela piacere riprodotta.

E di impianti ne ho sentito tanti e di ogni tasca.

Io ascolto l'80% di classica e sono convinto che la musica con strumenti acustici rende meglio di quella amplificata, naturalmente l'impianto deve avere dinamica, trasparenza, equilibrio, nitidezza, estensione alle basse, neutralità e immagine. Tutto questo non si ottiene con un sistema ultracostoso se non messo nelle condizioni di farlo.  Gli impianti che hai sentito evidentemente non erano ottimizzati. 

Concordo soprattutto per la musica da camera. 
Secondo me cio’ che nuoce alla riproduzione della classica in certi impianti e’ quel velo elettronico impercettibile sul suono acustico (si chiama grana?)  e la mancanza di vivacita’ che ha a che fare piu’ con la ricchezza tonale (che manca) che non con la dinamica

  • Melius 1
  • Thanks 1

È il cervello che vi inganna alla grande. Illusioni.

Esattamente come un film su pellicola, una sequenza di fotografie ci fa illudere che ciò che vediamo non sono fotogrammi.

Sulla cameristica posso in parte concordare, sulla grande orchestra proprio per niente.

Come possono dei conetti riprodurre una grande orchestra in una stanza è pura fantasia.

Per favore finitela con io ce l'ho più grosso! È da bambini e pure piccoli piccoli.

Non siete i soli a sapere come suona una orchestra e neppure un impianto stereo.

Liberi di pensare che il vostro impianto sia tra i pochi a possedere certe caratteristiche.

Ma è puerile.

 

Nessuno vuole mettere 100 musicisti nella propria stanza, la musica dal vivo è una cosa, quella riprodotta un'altra. E' da bambini pensare che sia la stessa cosa. Qui si parla di stereofonia, due microfoni che captano il suono di 100 elementi e riversati in un supporto. Per l'ennesima volta l'impianto deve leggere tutte le informazioni in modo chiaro e naturale, senza eccessi e difetti, per mettere nelle condizioni il fruitore di musica di ricostruire l'immagine del concerto, e non pretendere di replicare, sarebbe veramente da sciocchi pensare questo. 

Siamo tutti maturi, per piacere, argomentiamo solo di "riproduzione audio", se si vuole parlare di concerti ed eventi musicali dal vivo ci sono i forum dedicati. 

 

 

Un esempio personale, tempo fa su videohifi aprii una discussione sulla difficoltà dell'impianto a riprodurre la grande orchestra perché non riuscivo a godere e sentire per intero un'opera. Oggi dopo aver ottimizzato lo stesso impianto intervenendo sull'ambiente e disposto in modo ottimale il tutto, fruisco della musica della grande orchestra in modo gradevole e sufficientemente verosimile tanto da incollarmi alla sedia fino alla fine. Con questo nessuno vuole far pensare di replicare l'evento e far sembrare di averlo più "grosso", ma di aver raggiunto lo scopo che è quello di fruire  della musica riprodotta che si ascolta, dimenticando di avere una macchina a farlo.

Poi dipende che orchestra: Mahler e Stravinsky sono una cosa, una sinfonia di Haydn o di Mendelssohn un’altra.

In realta’ quello che manca alla musica riprodotta non e’ la dimensione seppure in scala ma la ricchezza di inflessioni che ha il live che non e’ catturabile del tutto anche dalla migliore registrazione

Nel caso di musica da camera ben incisa a mio avviso si arriva con impianti di pregio a risultati assimilabili alla performance live e forse pure superiori per raffinatezza e dettaglio alla media delle esecuzioni live dove non sempre troviamo la qualità delle incisioni.

È chiaro che un duo chitarra-flauto, ad es. trascrizioni di Piazzolla, è facile da registrare e da riprodurre. È abbastanza semplice arrivare alla verosimiglianza, anche perché le salette della riproduzione domestica sono tutto sommato non così lontane per dimensioni da quelle deputate ad una esecuzione dal vivo. Anche i diffusori sono meno messi alla prova per dinamica ed estensione.  Fermo restando la necessità di qualità nelle apparecchiature, che serve sempre

Per altri generi la verosimiglianza è timbrica, dinamica, spaziale mentre a livello di spl inevitabilmente scalata. 

Comunque tutto ciò ha ben poco a che fare con l'ottimizzazione di cui alcuni parlano.  La qualità o c'è o non la tiri di certo fuori equalizzando

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