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Koss technician vfr


ernesto14
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Ho acquistato da poco tempo queste cuffie koss di altri tempi.  Le conoscevo già per averle ascoltate molti anni fa e poi per averle comprate ad una fiera ma subito smontate e lasciate lì, senza sapere dove andare. 
Queste ultime sono in ottime condizioni e hanno riprodotto un chuck barry niente male per punch e coinvolgimento.
I caps sarebbero sgonfi ecc., però si indossano discretamente.  
Hanno però da subito evidenziato un problema al canale dx,  ora divenuto silente, da me dopo qualche mezza prova imputato al connettore jack 6.3

Vista l’avarizia del web riguardo queste belle cuffie,  sarei contento di ottenere qualche notizia di prima mano da eventuali possessori. 
Il max sarebbe se vi sia qualche forumer che sia riuscito ad aprirle e poi a richiuderle, funzionanti.  
Ad ogni buon conto metto una foto delle mie cuffie. 

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@ernesto14 ciao, avute tanti tanti anni fa. Vendetti le Sansui sh15, mi sembra, per comprare le vfr, ma non mi soddisfarono. Anche a me si sgonfiarono i cuscinetti e si indurirono. Tentai anche di aprirla ma ci rinunciai. Spiacente di non essere stato d'aiuto 😒

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Ciao io invece acquistai le TECH2 quando uscirono sul mercato. Fu il mio primo acquisto HiFi .  Quando mi capita le ascolto ancora oggi anche se i cuscinetti si sono induriti oltre misura e la cuffia e' molto pesante.  Non riesco a tenerla per molto in testa ma il suono, ancora oggi,  mi piace. Anche le mie hanno un problema su di un canale dovuto al cavetto che credo non faccia ben contatto a livello di connettore come nel tuo caso. Ecco se non ricordo male la differenza, o forse una delle differenze rispetto alla TECH 2 era costituito dal fatto che le VFR avevano il regolatore di volume incorporato.  Le mie le pagai 53.000 Lire da Ada Castoldi in Viale Monza a Milano dopo averle ascoltate ad un SIM IVES HIFI di Milano nello stand del distributore di allora ARCONA (AR KOSS NAD).  Bei tempi. Mi ci sono affezionato e seguo ancora il marchio americano.  Due anni fa mi sono comprato le Koss PORTA PRO (25 Euro).  Ho ritrovato quel mediobasso-basso piacione che trovo irrresistibile.  Un Suono caldo e ricco di dettagli allo stesso tempo, in antitesi con l'impostazione piu' aperta, analitica ed articolata delle rivali di sempre (SENNHEISER).  Il fatto e' che quando le indosso inizio ad ascoltare e me ne dimentico tanto mi piacciono.  Goditi le VFR e compra anche le PORTA PRO CLASSIC.  Un saluto.

  • Melius 1
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sotto i pads di solito ci sono le viti che tengono il tutto. A meno di alchimie con collanti, che per gli anni che furono, non è cosi', l'unica è togliere i pads, poi verificare come sostituitrli, cosa hanno sotto...

sembra difficile, ci vuole solo manualità, poi tutto torna a posto, basta non fare forza....

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@giuca70   Qualche anno fa ho smontato delle cuffie analoghe.  Che come dicevo poi non ho rimontato.  Perché fra l’altro il materiale smorzante che circonda le levette del vfr si sfalda inesorabilmente davanti ai tuoi occhi.  
Sto ancora pensando con che cosa sostituire quel materiale e se sia il caso.  Senza le levette risultano leggere e vuote, qc ci vuole. 
invece per quelle attuali sembra sia solo questione di cambiare il connettore jack originale con uno buono saldabile. 
A smontarle non ci penso nemmeno.  Semmai appunto i pads, che non sono incollati ma aderiscono di precisione.  
Grazie per l’intervento. 

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@paolosances Preciso che volutamente, dopo arduo pensare, avevo alla fine deciso di mettere la discussione nel vintage. 
Mi genufletto di fronte alla autorevole interpretazione dei moderatori, vorrei solo dire che sotto il vintage questa cuffia faceva la sua figura e poteva attirare un certo forse interesse, mentre in questo settore cuffie non se le guarda nessuno,  e già va bene che altrimenti la  sputano proprio. 
E hanno ragione perché pesano, i pads sono di plastica sgonfia e indurita dagli anni, stringono sulle orecchie come un oggetto di tortura,  il suono è quello che è.   Però, dopo 50 anni non hanno alcuna voglia di andare in pensione, o in un cassonetto. 
Ma in questa sezione a chi lo vado a raccontare ? 
 

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  • Moderators

@ernesto14 Non ne ricordo la sigla, ma ho una cuffia Grundig pesantissima, dei primi anni 70.

Un tempo, il peso non era un argomento derimente nel giudicare una cuffia, che peraltro suona abbastanza bene.

I pads li ricordo in buona forma, ha i cavi separati per padiglioni che si riuniscono in unico cavo sotto alla gola. 

Erano vendute   in una custodia in pelle.

Quando le avrò ritrovate, ne proporro' un thread in sezione cuffie.

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Visto che la sezione cuffie è questa, a prescindere dall’’anzianità, ... mi accomodo. 
Queste cuffie koss vfr a mio parere rendono molto bene con la musica leggera e nello specifico con il pop-rock.  Esaltano le voci ( quindi le medie frequenze) proiettandole  avanti, come sentiresti dal vivo stando sotto il palco.   Io avevo le akg240,  sentivo tim Buckley, mi prestarono queste koss vfr, in quel genere avevano un quid in più. 
Oggi penso la stessa cosa. 
Per questo motivo ho ordinato un paio di jack 6.3 per provvedere alla sostituzione dell’originale sigillato non riparabile, ed ho in animo di realizzare dei pads in pelle per sostituire quelli originali di plastica buona ma indurita, inoltre sgonfi.  Che dire, la costruzione è robusta, 50 anni portati bene, vorrei vedere alcune cuffie odierne da tot mila euro fra 50 anni come sono. ( ahimè io non ci sarò 🙁). 
Quelle levette vfr di tipo meccanico per certi versi sono un punto debole, in quanto il materiale smorzante si sfalda letteralmente. Però la restituzione sonora è diversa con le levette giù o su, e probabilmente la scelta non è univoca, ma cambia a seconda delle circostanze.   Mancano del tutto i bassi profondi (sono cuffie chiuse), ma la restituzione del messaggio sonoro è vivace,  fatta con entusiasmo.  Insomma, a me piacciono. 

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Gentile Ernesto14 ottima la idea di realizzare dei pads in pelle o altro materiale in sostituzione a quelli originali.  Immagino che un aspetto da non trascurare nella realizzazione di tali pads riguardera' la perfetta tenuta per non compromettere la restituzione del registro grave . Uno dei motivi per i quali all'epoca acquistai le TECH 2 furono proprio la sensazione di una grande attendibilita' timbrica unita ad una restituzione del basso notevole.  Aggiungo che non ascoltai, all'epoca, altre cuffie a confronto per cui il mio pensiero, sempre soggettivo, va preso con le pinze. E comunque, assolutamente godibili.  Serve una bella amplificazione pero'.  Cordiali saluti.

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  • 4 weeks later...

Ernesto, ho sempre avuto una buona opinione delle Tech VFR, che all'epoca della loro commercializzazione erano un po' un sogno per me (e chi ce li aveva quei soldi a fine anni 70...).

Premiata dal mercato, sempre tra le prime nelle classifiche di vendita e per anni. Le ricordo ben suonanti, divertenti, forse non proprio da quartetto da camera ma divertenti.

I cuscinetti erano riempiti in pneumalite, sostanza che a lungo andare si secca...dovrei giusto trovare una soluzione per gli stessi cuscinetti montati sulle KOSS ESP 6a che ho ancora da ricondizionare. Ma al momento non ho ancora trovato una soluzione, mi dovrei impegnare di più.

 

Molti anni dopo la Tech VFR la Koss produsse il canto del cigno di quel tipo di cuffia, la MV1, interessante tanto quanto controversa, un modo tutto suo di suonare a cui bisogna abituarsi...

 

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  • 3 months later...
SimoTocca

Anche da ragazzino ascoltavo musica classica (oltre al Rock e alla Disco, si capisce..) e le cuffie Koss non mi piacevano un granché come timbrica, perché la “grande orchestra” ne usciva fuori con un suono strano.

Avevo iniziato, a 11 anni, con una cuffia Sennheiser, quella in plastica con i padiglioni in spugna, l’HD 414  che era una specie di “cuffia sovra aurale” e non circumaurale. Era una cuffia con una timbrica “sana”, tanto che poi, quando per i quattordici anni chiesi una cuffia come regalo di compleanno, influenzò la mia futura scelta. La cuffia, allora, non andava così di moda (a parte fra i DJs) nel mondo audiofilo, ma mio padre che era nel settore riuscì a portarmi in un negozio dove ebbi la possibilità di ascoltare diverse cuffie: le Sennheiser, le Koss, le Pioneer....

Scelsi una AKG 240 sextett (una cuffia che poi avrebbe avuto larghissimo successo fra gli addetti ai lavori..) perché riusciva a riprodurre bene anche la grande orchestra...

Questo per spiegare i “miei gusti” e quindi la mia opinione sulla Koss....

E devo dire che a distanza di quaranta, diconsi quaranta anni, la 240 funziona ancora bene e la uso con piacere nel periodo estivo (per non sciupare con il sudore le elettrostatiche che sono più delicatine..).

Se amplificata bene (è una cuffia “avara” e al tempo non fu capita dagli audiofili del tutto perché le sue potenzialità rimanevano in parte inespresse..) ancora oggi regala grandi soddisfazioni (e lo dico da appassionato quasi fanatico con un parco cuffie fin troppo esagerato, dove trovano posto molte elettrostatiche accanto alle dinamiche, così come planari acanto a cuffie a nastro e ad AMT...).

Una cuffia che costava molto all’epoca (se non sbaglio 180.000 mila lire a fine anni ‘70), quando un motorino Ciao era venduto a circa 900.000....

Insomma, per i tempi, una bella cifra....

E se ne trovate una ancora funzionate, a qualche mercatino, prendetela senza esitazione ... anche perché i pads di ricambio si trovano facilmente su ebay a 10 euro...!

 

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Pippo87
1 ora fa, SimoTocca ha scritto:

con una cuffia Sennheiser, quella in plastica con i padiglioni in spugna, l’HD 414  che era una specie di “cuffia sovra aurale” e non circumaurale.

Ti ringrazio che mi hai fatto fare “un tuffo” nella mia giovinezza … la HD414 è stata la mia cuffia per una decina d’anni (fine ingloriosa nelle grinfie del cagnolino di mio figlio)

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ernesto14

@mojo_65  pneumalite ?    Non lo sapevo.  È (era) qualcosa tipo olio ? Il nome Mi fa venire in mente la kriptonite di Superman! 
Se ci metto dentro ai cuscinetti, da realizzarsi se possibile in vera pelle del tipo fine, del povero cotone da farmacia ?

Oppure, con l’ago iniettare dentro i cuscinetti stanchi del nuovo liquido, chiudendo il buco con dell’attak, se possibile prima che se ne esca. Mmmhh !?

 

 @SimoTocca  In merito alla 240 ( che si differenziava in “studio” e “monitor” ),  mi ritrovo in quello che hai detto.  Fra l’altro funziona ancora senza bisogno di nulla, e non è neanche pesante, a differenza della koss vfr  che per scelte di progetto sente l’età e il passare del tempo (mi riferisco al peso, ai cuscinetti e anche al materiale intorno alle levette che si sfalda). 
In merito al suono, quel chuck berry d’annata che esce dalle vfr sembra nuovo di oggi (e di domani), come forse altre cuffie non riescono, stax incluse, merito probabilmente anche di quel mediobasso caldo e confortante di cui sentivo parlare negli interventi precedenti. 
 

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SimoTocca
52 minuti fa, ernesto14 ha scritto:

In merito alla 240 ( che si differenziava in “studio” e “monitor” ),  

Le prime K240 erano tutte “sextett”, e sulla confezione originale in cartone (che ancora ho...) non c’è scritto studio o monitor... solo K240 sextett...

È stata una cuffia rivoluzionaria, perché il sestetto di mini radiatori passivi che circondava l’altoparlante centrale dava un senso di apertura e spazialità davvero notevole, anche a distanza di 40 anni! Il perché quel progetto sia stato abbandonato e mai più ripreso dalla AKG o da altri costruttori è uno dei misteri della vita...

Quanto al Chuck Berry d’annata ci sta benissimo che dalle Technician venga fuori bene!  Ci sono album che suonano meglio con alcune cuffie, altri con altre cuffie... Non si parla mai abbastanza di questo punto, che invece è abbastanza importante...

Comunque complimenti per il restauro! 

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ernesto14

@SimoTocca    Va beh....   il restauro è da fare . 
Quelle che ho espresso erano solo idee, progetti, propositi,  ... 

bla bla bla ...  

Ma l’idea c’è, anche il progetto, anche il proposito. 
Ci vuole :  action! 
Per la cronaca, quella postata sopra è la foto della seconda koss vfr,  alla quale, a parte i cuscinetti, basta solo cambiare il jack. 
Quella da restaurare è la prima, che giace aperta da un biennio ca.   Credo che, accontentandosi un po’,  un restauro diciamo accettabile non sia cosa difficile.  Il difficile è dare nuova vita e anche ottimo aspetto e suono ad un quasi dinosauro 🦕 dell’hifi. 
 

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