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Siamo sicuri di giudicare un impianto come suona?


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@jimbo

 

La musica è comunque l'unico necessario mezzo per ascoltare l'impianto e l'impianto è il mezzo senza il quale non potremmo ascoltare moltissima musica.

È ovvio che la musica è il fine ultimo e l'impianto è il mezzo. Ma proprio perché la musica è il fine è la cosa più importante, dobbiamo rispettarla dotandoci di un impianto hifi che permetta una riproduzione di qualità.

Offrire qualità alla musica, per il rispetto della musica e per una fruizione più profonda e completa dell'arte musicale, questo è il punto chiave per l'appassionato hifi.

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@ClasseA" Questo punto mi lascia perplesso "

 

Ho letto con interesse le tue riflessioni con le quali concordo anch'io, ci mancherebbe. Quello che volevo sottolineare era che provo  grandissima soddisfazione anche ascoltando musica con dispositivi elementari. Dante, ma anche Muti, sosteneva che la musica è più rapimento che  comprensione. Quindi, a mio avviso, per un semplice appassionato come me molte considerazioni lette qui sono sì importanti ma non direi essenziali. Poi anch'io inquadro sempre le opere nel loro contesto storico-culturale per aumentarne la fruizione. Ma questo viene dopo. La musica arriva al cuore di tutti. In fondo non richiede conoscenze preliminari, o no.

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Ci emozioa il calcio... la f1, la vela, lo sci....il vino....ecc ecc.. se dovessimo avere una cultura approfondita di ogni cosa per apprezzarla, nella vita avremo tempo per apprezzare un paio di cose. Per fortuna non è così. 

D'altra parte, il desiderio di conoscere e approfondire nel nostro caso la musicae gli impianti, sopraggiunge dopo che questi elementi ci hanno emozionato a prescindere dalle nostre nozioni, altrimenti credo che nessuno si appassioni ad un qualcosa che lo ha lasciato indifferente. La molla esempre il primo impatto, il momento x, in cui.si è ancora vergini da tutto. 

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@ClasseA Si ma fai finta di non capire il mio ragionamento,eppure è abbastanza elementare.sto parlando di audiofili di cui alcuni con impianti di centinaia di milioni che ascoltano 4 dischi test in croce,tipo quelli delle fiere,a costoro della musica gli interessa una beneamata fava(chiaro sono esempi limite)

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Il 19/10/2021 at 21:16, rcf ha scritto:

Salve a tutti, quanti di voi appassionati di HiFi hanno ascoltato un concerto dal vivo senza amplificazione oppure aver suonato una chitarra, un pianoforte ecc.?

Sono appena rientrato da un concerto data dalla LSO alla Tonhalle di Zurigo. Ero seduto nella fila 5 un posto a destra dal centro.  Adesso ti chiederai cosa sia questa LSO.

 

Il 19/10/2021 at 21:16, rcf ha scritto:

Se non avete queste esperienze siete sicuri di giudicare come suoni un impianto se ci sono le distorsioni giuste se è analitico o se fa schi..?

Non mi interessa se ci sono distorsioni giuste o sbagliateo se è analitico. A me interessa che abbia quasi le stesse sensazioni che ho alla Tonhalle e questo quando sento il mio impianto. Degli altri non è che mi interessa in particolar modo a  parte quando me lo chiedono. A proposito anche se una persona va a 12 concerti all'anno cosa vuoi che sappi come è il suono dal vivo? 1.5 are al mese: quel suono lo dimentichi subito al più tardi quando hai sentito dopo 2-3 ore col proprio impianto.

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Il 19/10/2021 at 21:16, rcf ha scritto:

Salve a tutti, quanti di voi appassionati di HiFi hanno ascoltato un concerto dal vivo senza amplificazione oppure aver suonato una chitarra, un pianoforte ecc.?

Se non avete queste esperienze siete sicuri di giudicare come suoni un impianto se ci sono le distorsioni giuste se è analitico o se fa schi..?

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Premetto che ne ho ascoltati di concerti dal vivo e lo ritengo utile (per individuare timbri e strumenti)

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Ciononostante non condivido l'ottimismo, il romanticismo o il soggettivismo di molti intervenuti prima di me.

Se sono chiamato a giudicare un impianto metto da parte il mio gusto personale e vado alla ricerca di criteri il più possibile oggettivi (prototipici/ideali) o relativi (in confronto a).

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E secondo me i due domini sono diversi. Mi spiego meglio con l'affermazione: chi ha ascoltato 100 concerti e 1 solo impianto è sicuramente meno capace di giudicare HI-FI rispetto a chi ha ascoltato 100 impianti e 1 concerto dal vivo.

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Come nel caso della critica dell'arte, serve esperienza e conoscenza in quel campo specifico e qui siamo chiamati a valutare una creazione, un artificio umano. Perchè va da sè che udire trasformare l'elettricità in suono non è come ascoltare strumenti acustici dal vivo.

 

 

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5 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

chi ha ascoltato 100 concerti e 1 solo impianto è sicuramente meno capace di giudicare HI-FI rispetto a chi ha ascoltato 100 impianti e 1 concerto dal vivo.

Interessante riflessione, con cui mi potrei trovare d’accordo, ma che fa nascere un’ulteriore domanda: quali sono gli strumenti corretti che servono per “giudicare” un impianto hifi? Siamo sicuri dì saperli usare correttamente, oppure commettiamo degli errori che si ripetono ogni volta? 
Fermo restando che mi trovo ormai da tempo allineato con tutti coloro che all’inizio di questo thread hanno indicato come il piacere, l’obiettivo principale e ultimo, dell’ascolto di musica con un impianto hifi, non dimentichiamoci che in quest’hobby esiste, e sarebbe assurdo qui negarlo, una componente legata al piacere degli oggetti di riproduzione e della indispensabile e corretta (per noi), scelta, e dei loro possibili abbinamenti. 
Infine, il termine “giudicare”. Se lo interpretiamo in senso assoluto, onestamente, lo trovo presuntuoso e pretenzioso, ma se lo consideriamo nella sfera d’una espressione individuale e pertanto soggettiva, allora lo moltiplica in infiniti giudizi, quanti sono coloro che gli esprimono.

Ma, in quest’hobby, esiste da sempre una ricerca di un unico filo conduttore, che sia oggettivamente è universalmente riconosciuto, quello della più alta verosimiglianza, ovvero, quello dell’Alta Fedeltà. 
Un utopistico obiettivo, che da quando è stato “inventato”, è lo scopo di un’infinità ricerche e riflessioni che si tramandano  da quasi un secolo, e che mi auguro continuino per altrettanto tempo, anche se oggettivamente, per quanto  affascinanti, stimolanti, e gratificanti, anche fondamentalmente, inutili. 
Lunga vita all’Alta Fedeltà. 🙂

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7 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

Perchè va da sè che udire trasformare l'elettricità in suono non è come ascoltare strumenti acustici dal vivo.

Si è no

Si perché si, ovviamente 

No perché di fatto possono coincidere le cose, a livello di percezione 

E qui sta il busillis 

A volte capita,  anzi spesso capita che...

sono proprio gli "ignoranti" di hiend, i musicisti,  che quando ascoltano un pianoforte o violino da noi ci dicono che è  indistinguibile dal vero.

(Certo....la cosa ha i suoi limiti, riprodurre cento strumenti acustici in modo 100% realistico dubito sia fattibile...Hammerschlag e simili do not apply)

 

cioè sono proprio quelli che conoscono i suoni veri, quelli che non capiscono nulla del perché, ad esempio, cambiare uno stecchino normale con uno quantistico da trecento euro causa eclatanti "differenze", differenze che molti audiofili sono invece "bravissimi" a cogliere in quanto "sanno tutto" di come si ascolta un impianto hiend appunto inventando differenze fittizie, originate dal proprio smisurato saper cos'è un impianto hiend"

Per un buon audiofilo abituato a bavette e setosita' e scansioni e effetti tunnel è imperativo "allontanare" nel proprio immaginario il suono dell'impianto da quello reale.

Ne fa a volte  una questione sacra, etica.

La "Musica vera" è un ideale inavvicinabile e tale "deve" rimanere 

Comodo (e a volte utile a vendere mercanzia varia)

....per poi avvicinarvisi, sempre nel suo mondo ideale, a botte di spese "tecnicamente" inutili

Solo per soddisfare il desiderio di possedere qualcosa di "speciale " perché  "lui sa" come si fa 

Poi ci sarebbe una categoria a parte, quella dei musicisti audiofili.....che sovente combinano i bias dei musicisti (lo stradivari da un mijardo sona mejo der "violino ikea" e simili....ovviamente tranne quanno je lo fai senti' blind che allora je sona mejo "l'ikea" HAHAHA!!!), con quelle nostre di audiofili (stecchino quantistico e simili)

Non scordiamo che spesso si usa l'espressione "ammazzagiganti " per ridicolizzare oggetti evidentemente fastidiosi e insopportabili che hanno il vizio di performare in modo oggettivo allo stesso livello dei nostri giocattoli preferiti 

Un peccato di hubris bello e buono!

Ma nzomma...alla fine, ceterum censeo, basta che ci si diverta un pò, è  giusto così 

Vado a invertire il cavo...

🙂

Da ultimo piccola ma simpatica citazione storica:

"After a 1916 live-versus-recorded demonstration in Carnegie Hall, the New York Evening Mail stated “the ear could not tell when it was listening to the phonograph alone, and when to actual voice and reproduction together. Only the eye could discover the truth by noting when the singer’s mouth was open or closed” 

 

  • Haha 1
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Il 19/10/2021 at 21:16, rcf ha scritto:

quanti di voi appassionati di HiFi hanno ascoltato un concerto dal vivo senza amplificazione oppure aver suonato una chitarra, un pianoforte ecc.?

Se non avete queste esperienze siete sicuri di giudicare come suoni un impianto se ci sono le distorsioni giuste se è analitico o se fa schi..?

Io entrambi. L'impianto lo ascolto in rapporta alla plausibilita con cui propone l'evento dal vovo

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Rimango sorpreso quando noto come persone sono fissate su parametri oggettivi.

Oggettivo è solo la misura / valore misurato e questo solo se la misurazione è sempre stata fatta nello stesso identico modo. Quello che non si rendono conto che la scelta delle misurazioni che si tengono conto, mentre altre ignorate, e il modo esatto come lo si misurno è sempre un atto soggettivo.

Poi oltre a questo l'interpretazione dei valori misurati è ancor più soggettiva quando prese per insieme.

Il punto basilare è che per interpretare e giudicare delle misurazioni bisogna avere uno scopo. Perché si fanno le misurazioni e perché queste servono a raggiungere questo scopo (o quello che si vuole dimostrare).

Mi sembra che diverse persone prendono come scopo di avere un'impianto, uno degli scopi che diversi gruppi divulgano per motivi puramente commerciali e non si chiedono esattamente perché hanno scelto questo scopo e non un altro. Chiedersi il significato che c'è dietro di scegliere uno scopo o l'altro.

 

Una persona che si basa solo su misurazioni e va a concerti di musica classica dal vivo non riuscirà mai ad arrivare vicino ad una rassomiglianza. Sì ariverà velocemente fino ad un certo punto, dopo si rassegnerà dicendo che "tanto il registrato non ha niente a che fare con il vivo".

Un'altra persona che va solo ai concerti dal vivo arriverà molto difficilmente ad un traguardo dell'arrivare al più vicino possibile, perché li mancherà conoscenze in materia tecnica e acustica oltre il fatto che ci sono milliardi di prodotti in giro tutti più o meno soggettivi avendo caratteristiche sonore diverse. Azzeccare il prodotto giusto è puramente casuale.

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16 ore fa, iBan69 ha scritto:

quali sono gli strumenti corretti che servono per “giudicare” un impianto hifi? Siamo sicuri dì saperli usare correttamente, oppure commettiamo degli errori che si ripetono ogni volta? 

 

 

Intanto chiarisco anche per @Titian che non mi riferisco a strumenti di misura. Quanto al fatto che l'uomo deve essere la misura della cosa non ho dubbi. Ma non un uomo preso a caso, un uomo "esperto". Che ha esperienza di molti ascolti in tanti contesti/situazioni ecc e che contemporaneamente vuole sforzarsi di essere il più possibile obiettivo (si fa una scaletta mentale con dei parametri, non ha bias o interessi personali in gioco e cose così). Chiaramente una componente del giudizio può essere benissimo anche la piacevolezza e capacità di suscitare emozioni dell'impianto, ma non può essere l'unico paramentro. D'altra parte il fatto di fare un'analisi critica non dovrebbe escludere nessun parametro.

 

Prima di giudicare quindi si ascolti bene impianto A, B, C, D ..... X, Y, Z e infine ti fai un'opinione comparando e confrontando ciò che hai sentito. Acquisici esperienza. Altrimenti chi ha scarsa esperienza (ascolta due impianti) potrebbe pensare che il migliore dei due sia il migliore in assoluto o viceversa (invece l'esperienza insegna non c'è mai limite neanche al peggio)

 

Certo nessuno ti garantisce l'oggettività assoluta con questo metodo, però in una situazione di giudizio critico/analitico da parte di più esperti puoi arrivare almeno ad una verità relativa (7 su 10 hanno espresso un giudizio molto favorevole e così via). Questo approccio ha poco di presuntuoso o elitario perchè si dovrebbe usare (e si è usato) per tutto ciò che non è oggettivamente misurabile.

 

Facendo un paragone artistico: alcuni quadri sono ritenuti di valore anche se risultano non piacevoli alla vista. Idem per alcuni film che sono ritenuti capolavori, però se prendi uno a caso per strada e lo costringi a vederselo magari ti dice che fa pure schifo perchè è lento, vecchio ecc. non ha l'esperienza per giudicarlo e il suo parere vale solo per lui, nulla per la collettività.

 

In sede di giudizio non possiamo accettare la condizione del MY-FI ovvero "ogni scarrafone è bello a mamma sua" perchè sappiamo che c'è un certo effetto di abitudine. A forza di ascoltare un solo impianto si finisce per sposarlo e da bravi innamorati non si riesce più a vedere (sentire in questo caso) quello che va oltre il nostro giardino.

 

@FabioSabbatini  Non credo sia necessario tirare sempre in ballo gli estremismi che popolano questo mondo di appassionati. Io non vivo con quell'angoscia il mio hobby e credo che la maggior parte non sia così ossessionata.

Anche quello che hai riportato contribuisce a far capire che HI-FI e ascolto dal vivo sono due mondi distinti. Altrimenti siamo costretti ad accettare il paradosso del 1916 e dobbiamo vendere tutto per prenderci un grammofono. D'altronde si narra che anche chi non aveva mai avuto esperienza del cinema non abbia distinto il primo treno proiettato da quello vero e sia scappato dalle sue poltrone. Tuttavia questo non dimostra che sono "uguali" perchè se fai un'analisi critica o fai più esperienza di cinema lo scopri.

 

 

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13 minuti fa, _Diablo_ ha scritto:

HI-FI e ascolto dal vivo sono due mondi distinti

Per gli audiofili si, totalmente! (a mio personalissimo parere causa suddette spiegazioni che prevedibilmente fastidiano)

Per i musicisti molto meno, evidentemente 

 

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2 ore fa, FabioSabbatini ha scritto:

Per gli audiofili si, totalmente! (a mio personalissimo parere causa suddette spiegazioni che prevedibilmente fastidiano)

Per i musicisti molto meno, evidentemente 

-

Le differenze in natura esistono, è la capacità di discriminarle ad essere questione di attenzione ed esperienza.

-

Se selezioni un musicista e lo addentri in questo hobby essendo dotato di orecchie anche per lui alla fine diventerà chiara la differenza tra ascoltare un Naim e un Marantz, delle Sonus Faber o delle B&W..

Così come potresti prendere un audiofilo "distratto" e trascinarlo ad una stagione di concerti sinfonici, alla fine avrà imparato qualcosa sulla musica. Capendo che sentire una sinfonia di Mahler non è uguale a sentire Mozart per quanto siano entrambi "musica classica".

-

Anche per me (perchè non mi interesso di tecniche di cucito) i maglioni son tutti uguali, ma non vuol dire che lo siano.

 

@Titian prego

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