melos62 Inviato 23 Ottobre 2021 Inviato 23 Ottobre 2021 Non basta qualche parola di origine straniera per stabilire delle parentele con altre lingue. Le parole francesi si trovano in tanti dialetti italiani soprattutto quelle di ambito cuciniero come l'esempio fatto, perché nel '700 nelle corti andavano di moda i cuochi francesi. Come oggi si usano network e computer come parole di uso comune. A Napoli avevamo i Borbone e infatti tanti oggetti di cucina e piatti in napoletano derivano da parole francesi. Sur tout il famigerato sartu, il baba, o bignè, o crocchè, il già citato tirabusciò, a caccavella, 'o gattò e patane, a brioche, e anche i maccheroni alla sanfrason (sans faiçons, senza maniera, alla comme vene vene)
Martin Inviato 23 Ottobre 2021 Inviato 23 Ottobre 2021 1 ora fa, Jack ha scritto: in Emilia non hanno manco la U con la umlaut, I cosiddetti "intervocalici" (non la U comunque) nelle parlate emiliane si conservano specialmente nel modenese, in forma vestigiale nel bolognese, mentre il cosiddetto mirandolese presenta il fenomeno dell'allungamento vocalico. Nelle parlate romagnole un vero e proprio giacimento archeo-fonetico si ritrova nel comacchiese che pullula di intervocalici e alcuni costituiscono un unicum europeo ed è presente la U con dieresi che tuttavia differisce da quella lombarda (la Lombardia è l'area fonetica gallo-italica con maggiore conservazione della U dieresi)
audio2 Inviato 23 Ottobre 2021 Inviato 23 Ottobre 2021 e tutto ciò alla fine come sintesi evolutiva ha generato le sarde.
luckyjopc Inviato 24 Ottobre 2021 Inviato 24 Ottobre 2021 @melos62 dimentichi la boite francese che in napoletano diventa la buatta
Martin Inviato 24 Ottobre 2021 Inviato 24 Ottobre 2021 Boatta è anche il termine marinaresco per barattolo: Es: Una boatta di pittura. Etimologicamente ha radici antiche, probabilmente le stesse che nel mondo sassone hanno prodotto box - boks - booth e forse anche boat - boot - bateau.
melos62 Inviato 24 Ottobre 2021 Inviato 24 Ottobre 2021 53 minuti fa, luckyjopc ha scritto: dimentichi la boite francese Ci ha pensato l'esimio collega wow. Poi cw ne sarebbero tanti altri.
Panurge Inviato 24 Ottobre 2021 Inviato 24 Ottobre 2021 In un discreta fetta del Piemonte si parla direttamente occitano.
wow Inviato 24 Ottobre 2021 Autore Inviato 24 Ottobre 2021 5 ore fa, Panurge ha scritto: occitano Anche a Guardia Piemontese
wow Inviato 25 Ottobre 2021 Autore Inviato 25 Ottobre 2021 @Panurge Yes. 21 ore fa, Martin ha scritto: Boatta è anche il termine marinaresco per barattolo: Es: Una boatta di pittura. Etimologicamente ha radici antiche, probabilmente le stesse che nel mondo sassone hanno prodotto box - boks - booth e forse anche boat - boot - bateau. Conferma la mia Amica linguista che il francese boîte ha origine greco romana (come la lotta), cioè dal latino buxida, da buxis, a sua volta da buxus "bosso", cioè il tipo di legno con il quale venivano realizzati i portagioie, il classico pyxis "scatoletta da gioiello", dal greco antico πυξίς (di stesso senso), da πύξoς "bosso" e da qui anche pisside (contenitore di cibo ma anche dell'eucarestia). https://www.academie-francaise.fr/la-boite-de-buis-la-boussole-et-le-ciboire Aggiungo, da non addetto ai lavori, che l'etimo potrebbe essere comune anche a quello di botte, butte(m) 'piccolo vaso'. Con l'occasione ricordo altri termini napoletani di origine francese come ampress (presto), appriess (dopo), vajassa (popolana, abitante dei bassi), sciù (pasticcino ripieno), accattare (comprare), ceneriera (posacenere) sparatrappo (cerotto) ...
regioweb Inviato 10 Novembre 2021 Inviato 10 Novembre 2021 Il 21/10/2021 at 12:00, wow ha scritto: Probabile w.e. a Parma ai primi di novembre. quindi com’è andata? sempre che sia andata..
wow Inviato 10 Novembre 2021 Autore Inviato 10 Novembre 2021 10 minuti fa, regioweb ha scritto: quindi com’è andata? sempre che sia andata.. Cattivo tempo e abbiamo rimandato...
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