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Provenienze e "transizione ecologica"


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17 minuti fa, Velvet ha scritto:

Appunto. Qui non si capisce ancora che la miniera del futuro è il minor utilizzo, non il maggior riciclo di monnezza inutile.

E' notizia recente ad esempio che la Cina non voglia più rifiuti elettronici che gli arrivavano da tutto il mondo e in particolare i ricarica batterie dei telefoni cellulari smartphone tablet e personal pc vari, ma possibile che Samsung Nokia Apple etc etc non siano in grado di standardizzare un pacco batterie e che quindi qualsiasi caricatore vada bene per tutti? E' solo un esempio ma se ne potrebbero fare a centinaia.   

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@ferrocsm certo che sono in grado. Ma se non vengono obbligati dai consumatori non lo fanno. I consumatori li obbligano se ne hanno convenienza. La convenienza si genera con la tasassazione (questa si utile non l’irap o l’iva). Caricatore standardizzato passa, caricatore proprietario 5€al pezzo, anzi 20-30. Vediamo cosa compera la gente poi.

La tassazione ora è folle e indirizzata a caxzo... quindi non c’è spazio per quella a scopo ecologico. Abbattere l’una per calare pesante l’altra.

Non è la ricchezza delle persone il brutto del mondo bensì l’impatto che ognuno ha sull’equilibrio ecologico.

 

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@Jack ammiro il tuo ottimismo, che si contrappone al mio menefreghismo...l'inquinamento non lo fa l'uomo medio, con le auto o con i termosifoni...ma gli aerei, le petroliere, le navi,i naufragi con sversamento di petrolio, le industrie che scaricano qualsiasi cosa nei fiumi, ecc...noi siamo un granello di sabbia e per quanto possiamo impegnarci andrà solo a peggiorare...

Ho 50 anni e ho assistito a un cambiamento radicale dove vivo...c'erano campi dappertutto, si giocava tra erba, terra, a pallone, con le biciclette...oggi non è rimasto quasi nulla...tutto cemento, quartieri nuovi, e parlo di un paese che 30 anni fa aveva 1000 abitanti...0ggi ne ha 7000...e  dove abito è ancora vivibile...

Nella mia zona ad esempio, ci sono colline fatte di scarti di vernici e altre porcherie(nascoste dalla terra dagli anni 70), o vogliamo parlare delle industrie dell'amianto nel centro di Ascoli o delle industrie farmaceutiche che in passato (forse anche adesso) hanno sversato sostanze nocive nel fiume Tronto, falde acquifere inquinate e contadini che annaffiano le piante tramite acqua contaminata? E parliamo della mia zona, scarsamente popolata...

Gli effetti si vedono nel lungo termine e dureranno chissà quanto...figuriamoci in tutto il mondo...il senso di impotenza ti assale, fare quello che ci piace e fregarsene è la miglior difesa per vivere quello che ci resta...

Poi è il mio modo di pensare, sbagliato magari...

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17 minuti fa, Paperinik2021 ha scritto:

Cosa che ho detto anch'io. Se a Milano si riducono i consumi ci troviamo tutti i seminterrati sott'acqua.

A Milano vanno incentivati i sistemi di scambio geotermico contando su poderose falde disponibili praticamente in tutto il territorio comunale si potrebbero fare anche con acqua a perdere, senza reiniezione. A tale proposito lo scarico in acque superficiali dovrebbe essere un po' meno incasinato dal pdv burocratico. 

Per i non milanesi: In città sono attivi 24/365 alcuni "pozzi di emungimento" per tener basso il livello di falda. 

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46 minuti fa, Velvet ha scritto:

e su questo forse un bel bottiglione da 1 litro in vetro da portarsi in tasca può aiutare.

infatti, anche la moda importata dagli USA di girare costantemente con una bottiglia d'acqua da sbocchinare all'occorrenza è discutibile. Nel corso degli anni big-mineral ha condotto una campagna pubblicitaria strisciante basata su "redazionali" costantemente occupati da medici che ribadiscono l' "importanza della idratazione".  Il risultato è che il consumatore senza la salvifica bottiglietta è convinto di andare in ipovolemia non perché corre la marathon-des-sables, ma pure in ufficio a Milano con l'aria condizionata a 22 gradi. 

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8 minuti fa, Panurge ha scritto:

JackSpirito anarchliberalsocialdarwiniano  e voglia di stato etico (usare le imposte o le baionette non cambia molto), mhhh, il tuo nome è legione. Io da sabaudocalvinistademocratico son sempre d'accordo sulle mazzate nè.

Non c’è un’ideologia buona per tutte le stagioni. In condizioni “normali” credo fermamente nella responsabilità individuale ma ci sono frangenti in cui questa non funge. Si deve passare a DEFCON 5. 

 

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A mio avviso la "decrescita felice" non è che un ossimoro infelice.  Il concetto ha tenuto banco per anni tra gli opinion-maker, esercitando un certo fascino negli ambienti dell'intellighentsjia impegnata, che poteva così conciliare un certa pulsione stracciarola di fondo con la felicità, ma, ahimé, il concetto non eccita proprio l'amplissima fetta di popolazione per la quale la condizione stracciarola is not an option. 

Il concetto giusto è quello di decrescita gestita, cioè della gestione delle conseguenze di un processo inevitabile. Altrimenti ci ("ci" per modo di dire, qui dentro nessuno è in condizioni tali da patire davvero le conseguenze di un aumento delle bollette - chiusa parentesi) beccheremo comunque la decrescita, e sarà infelice al massimo grado. 

La prima conseguenza è che si allargherà proprio il divario sociale tra chi oggi afferma il "che volete che sia un euro in più" e chi si mette in coda alla caritas per prendere un cartone di latte.

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36 minuti fa, ulmerino ha scritto:

l'inquinamento non lo fa l'uomo medio, con le auto o con i termosifoni

Sarebbe già un passo avanti se cominciassimo noi stessi ad avere più riguardo per l'ambiente e non essere così catastrofisti da chiedere sempre cosa possa fare il nostro paese per noi e non invece cosa possiamo fare noi per il nostro paese, era il lontano 1961 quando qualcuno lo disse, ah! se noi e chi allora era nella stanza dei bottoni avessimo dato seguito a quelle parole e non invece veder scritto adesso tutto questo catastrofismo che in più di un occasione come ho precedentemente scritto ci porta a dire: ma se poco poco va avanti ancora venti o trent'anni poi che se la sbrighino i giovani, a cui lasceremo in eredità questa catastrofe, io passo.  

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43 minuti fa, Martin ha scritto:

Per i non milanesi: In città sono attivi 24/365 alcuni "pozzi di emungimento" per tener basso il livello di falda

Esatto. Conseguenza della pesante deindustrializzazione del territorio. Molte aziende utilizzavano acqua in dosi massicce. Ora non esistono più. Se tutto va bene sono state sostituite da uffici, che consumano pochissima acqua, o da abitazioni (nelle quali si spera ci sia gente che almeno si lava). 

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2 minuti fa, Paperinik2021 ha scritto:

Conseguenza della pesante deindustrializzazione del territorio.

Nel periodo 1975-2015 gli emungimenti di falda a Milano sono calati di 100Mmc annui, da 350M a 250M.  In pratica c'è una grossa diga d'acqua da smaltire costantemente  a meno di 10 metri medi dal piano strada

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L'acqua è una risorsa limitata.

Il bilancio di un serbatoio (invaso) idrico è una operazione complessa che si fa spesso su base pluriennale e non a "sentimento".

Il fatto che in determinati periodi dell'anno e in determinate zone vediamo i bacini pieni, e il fatto che a Milano, se non si emunge acqua, affiora la falda (che in passato si sia consentito di costruire piani interrati è stato un grande errore degli urbanisti) non significa che, limitandomi alla sola Italia, l'acqua sia un bene inesauribile.

Innanzi tutto ci sono intere regioni nelle quali di acqua non ce n'è e il territorio è in avanzato stato di desertificazione.

Inoltre occorre considerare che il pianeta Terra è un sistema chiuso, l'acqua presente sul pianeta segue la legge di Lavoisier, non si crea e non si distrugge, ma purtroppo si degrada, la troviamo in mare, salata, oppure inquinata o diventa meno disponibile, per esempio la troviamo a profondità maggiori o tende a permanere maggiormente in atmosfera e, quando cade, ha moltissime probabilità di cadere in mare o dove non si riesce a trattenere.

Da considerare anche che le immense riserve idriche costituite dai ghiacciai stanno man mano scemando.

Leggo che l'acqua  che sgorga dalle sorgenti, comunque si perde, tanto vale consumarla, il che equivale, abbiamo detto, a degradarla. 

Falso, l'acqua che sgorga dalla sorgente e che costituisce corsi d'acqua comunque serve a mantenere in condizioni ottimali il territorio, a conservare le biosfere, ad alimentare le falde che, altrimenti, si deprimerebbero.

L'acqua poi non è immediatamente disponibile al consumo: deve essere trattata, incanalata, distribuita, riscaldata (per far fare due ore di inutilissime docce al giorno a miliardi di persone) deve essere di nuovo incanalata nelle reti fognarie per essere nuovamente trattata e rilasciata in ambiente, cioè generalmente persa.

Tutto ciò, anche se è riciclo e nel migliore dei casi economia circolare, ma, come fa notare Paperinik,  ha chiaramente dei costi.

Certo, le nostre reti idriche sono dei vecchi colabrodo che perdono la metà dell'acqua perché nessuna amministrazione territoriale investe su di essi per costruirne di nuovi o manutenerle. Speriamo che assieme alle reti digitali si pensi anche alle reti idriche. 

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resta però il fatto che l' acqua presente sul pianeta in pratica è la stessa quantità da sempre. poi sul suo inquinamento sfondiamo una porta aperta e il fatto delle dispersioni delle tubature è un modo soft di parlare di usi e allacci abusivi.

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