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Melius Club

La questione ucraina


newton

Messaggi raccomandati

4 ore fa, ilbetti ha scritto:

....telefonato ad un mio contatto russo a S. Pietroburgo.......

"perchè c'è una guerra?  E con chi?  Ucraini?   No, non è vero...."

Ho salutato augurando il meglio....

Ad una mia conoscente ucraina in Italia ho scritto tramite messaggio: "sono molto dispiaciuto per l'invasione che state subendo dai russi", mi ha risposto che non è un'invasione ma guerra, e una serie di accuse a me di non aver capito... Al tuo stesso modo ho augurato il bene del popolo e salutato. Un'altra mi ha riempito di link (italiani) spazzatura pro Putin, accusandomi di non averle fatto gli auguri fin dalle prime scaramucce di diversi anni fa..  stessa reazione da parte mia. Purtroppo tra quei popoli la percentuale di imbecilli è sconcertante.

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https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/239/#findComment-389315
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7 ore fa, gianventu ha scritto:

Io neanche con le domande vado forte. Però tra i russi che devono rinunciare a paypal, alle polpettine dell’Ikea e agli iPhone, provo maggiore empatia per gli ucraini sotto i bombardamenti.


E lo spero bene!

Stavo solo ponendomi il dubbio se l’effetto che ottengono queste sanzioni sia di incrementare il malcontento verso chi le ha causate o verso chi le ha comminate.

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Sicuramente per il 70/80% del pueblo obnubilato ed eterodiretto dalla disinformatia russa l'odio è diretto verso chi le sanzioni le ha comminate.

Ma poco cambia quando c'è da praticare un foro ulteriore alla cintura, prima o poi la fame fa perdere i distinguo.

 

Il nano economico:

 

(di G. Galli)

Le sanzioni imposte alla Russia potrebbero avere effetti non solo su tempi lunghi, ma anche nell’immediato. Possono indebolire Putin sia all’interno sia in un eventuale tavolo negoziale. La Russia è un gigante militare per il suo arsenale atomico, ma è un nano economico. Il suo reddito pro-capite, tenuto conto delle parità di potere d’acquisto, la colloca al 72esimo posto al mondo. Nell’ultimo decennio, il tasso di crescita medio del Pil reale è stato dell’1,5 per cento, un valore modesto per un paese a basso reddito. Su questa economia fragile si abbatte il costo di una nuova guerra e delle sanzioni. Secondo un calcolo pubblicato da Novokmet, Piketty e Zucman nel 2018, le ricchezze detenute all’estero dai russi ammontano alla stratosferica cifra di 85 per cento del pil russo. In sostanza, la ricchezza degli oligarchi detenuta all’esteroRegno Unito, Svizzera, Cipro e altri centri offshore – ha le stesse dimensioni della ricchezza detenuta in Russia dall’intera popolazione. Forse una parte di queste ricchezze riuscirà a sfuggire alle sanzioni perché nascosta in paradisi fiscali sotto falsi nomi, ma l'America ha un grande potere extraterritoriale perché non vi è banca al mondo che non abbia riserve in dollari e che non tratti con banche americane. Queste ultime sono soggette al divieto di trattare con banche che a loro volta trattano con cittadini russi.

Vi è poi il blocco delle riserve ufficiali della Banca Centrale Russa (630 miliardi di dollari). Questa è l’arma più pesante. Circa metà delle riserve sono investite in attività dei paesi occidentali che hanno introdotto le sanzioni; l’oro, che rappresenta un altro 20 per cento delle riserve, non è facilmente liquidabile specie se si mettono sul mercato quantitativi ingenti. Questo significa che la Banca centrale non sarà in grado di sostenere il valore esterno del rublo, il che richiede di vendere valute pregiate.

Nella speranza di bloccare la fuga di capitali, la Banca Centrale ha reagito alle sanzioni alzando i tassi di riferimento dal 9,5 al 20 per cento; con un’inflazione inferiore al 9 per cento, il tasso di interesse reale sale da zero a oltre il 10. Se questa situazione dura più di qualche settimana, l’economia tornerà presto in recessione. Peraltro, la svalutazione del rublo non avrà alcun effetto di stimolo delle esportazioni – composte quasi soltanto da materie prime controllate dallo stato – ma farà innalzare l’inflazione.

 

Il rischio più grande per la Russia è forse rappresentato dal possibile fallimento di qualche grande banca soggetta alle sanzioni. Il debito russo in valuta estera ammontava a oltre 350 miliardi di dollari, il 21 per cento del pil. L’esposizione debitoria riguarda per oltre il 60 per cento imprese e famiglie, ma situazioni di default da parte di soggetti privati possono innescare crisi bancarie. Inoltre, il timore di fallimenti e la svalutazione del rublo sta determinando una corsa agli sportelli che moltiplica il rischio di crisi del sistema bancario. E allo scadere delle obbligazioni in valuta le banche sanzionate devono liquidare gli investitori, ma non possono rifinanziarsi sul mercato per via dell’esclusione dal sistema Swift e del blocco imposto dagli Stati Uniti. Ognuna di queste considerazioni può significare il default di una grande banca.

A tutto questo si aggiunge il blocco delle esportazioni di beni utilizzabili per l’industria bellica e la raffinazione del petrolio. E’ difficile immaginare che questo misure non abbiano effetti dirompenti e tali da indebolire seriamente l’autocrate che ne è la causa.  

 

  • Melius 1
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24 minuti fa, Robbie ha scritto:

E lo spero bene!

Stavo solo ponendomi il dubbio se l’effetto che ottengono queste sanzioni sia di incrementare il malcontento verso chi le ha causate o verso chi le ha comminate.

Questa la so anch’io forse: per i filo putiniani, chi le ha messe, per gli anti, chi le ha causate.

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briandinazareth
8 ore fa, Martin ha scritto:

Niente da fare, continua la strage mentre la Nato dichiara che un intervento diretto sarebbe "una escalation inconcepibile". La più grande macchina da guerra al mondo (così ci raccontano) inchiodata all'inazione dalle paturnie di un fuhrer alla vodka con armi del lidl (sempre così dicono).

 

ma vorresti veramente un intervento diretto della nato e la terza guerra mondiale?

 

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