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Vaccini anti Covid 19: tipi, test di validazione, rapporto con patologie pregresse, esperienze personali


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@enzo966 Tra l'altro i medici e gli scienziati non sono tutti d'accordo sui vaccini e le cure contro il covid. Se qualcuno ha un motivo ragionevole di dubitare su qualcosa non deve essere sanzionato per questo.

2 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

Se qualcuno ha un motivo ragionevole di dubitare su qualcosa

Ragionevole non basta: se è solo ragionevole se lo tiene per sé o pour parler ma non fa allarmismi infondati.

Schelefetris

invece no. proprio per evitare che ci siano figuri che facciano di testa propria ci sono enti preposti a giudicare per tutti. Esistono i cosiddetti "protocolli" o dimostri con degli studi che siano sbagliati o ti adegui altrimenti vai a fare qualcosa di utile per la comunità come raccogliere pomidoro... 

io metterei la responsabilità sulle cure ad personam (o ad minkiam) non segui il protocollo, il paziente muore o riceve danno? tu paghi!  vediamo in quanti si dimostreranno realmente convinti del loro parere...

NB nel mio piccolo almeno una dozzina di medici tra amici e familiari, ivi compresi docenti, una ventina di addetti alla sanità tra infermieri ed altro solo una è risultata contraria al vaccino o ai protocolli, "semplice" fisioterapista quasi in pensione  mai dedita realmente al lavoro... 

@enzo966 Allarmismi non se ne devono fare ma ognuno è libero di pensarla come vuole e se una minoranza consistente di medici e infermieri non vuole vaccinarsi una ragione ci potrebbe essere e credo di conoscerla: non vogliono fare da cavie.

  • Melius 1
Schelefetris

ancora la minkiata delle cavie? 

🤣😎🙂😉

Salvo alcune eccezioni, ogni volta che viene scoperto un nuovo virus, i ricercatori devono ricominciare da zero per analizzarlo e comprendere quali siano i suoi punti deboli. Quando ci furono i casi di SARS in Cina nel 2003, furono necessari 20 mesi prima che fosse pronto per i test clinici un vaccino, sulla base delle informazioni genetiche raccolte sul virus che causava la grave sindrome respiratoria. Nel 2015 per il virus Zika furono invece necessari appena 6 mesi, a testimonianza dei progressi in ambito tecnico e della ricerca.

Considerate le somiglianze tra il coronavirus della SARS e l’attuale, i ricercatori dell’NIH hanno pensato di accelerare lo sviluppo di un nuovo vaccino riproducendo alcuni dei meccanismi già sviluppati. Hanno quindi sostituito solo parte del codice genetico, inserendo quello del nuovo coronavirus, e poi ne hanno testato l’efficacia. È il primo passo di un lavoro di ricerca più lungo, che potrà essere proseguito dalle aziende farmaceutiche come Moderna. L’obiettivo è di trovare il modo di creare un vaccino che “insegni” al sistema immunitario a riconoscere le punte del coronavirus, e a contrastarle evitando che il virus riesca a legarsi alle cellule. (Post Science 2019) 

2 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

se una minoranza consistente di medici e infermieri non vuole vaccinarsi una ragione ci potrebbe essere e credo di conoscerla: non vogliono fare da cavie.

non è solo questo, è che loro da dentro conoscono bene come funziona il sistema cioè male e quindi sono i primi a non fidarsi.

  • Melius 1

@Schelefetris A me non piace l'idea che dei vaccini sperimentali vengano imposti a qualcuno, vedasi post di audio2. Visto che ormai le dosi somministrate sono milioni nei prossimi mesi ne sapremo di più sulla loro sicurezza.

Schelefetris

non conosco il post. non c'è niente di sperimentale. 

oltre a quanto sopra esposto ti aggiungo altro articolo:

 

Perché ci è voluto così poco per avere i vaccini?

Gli studi sui vaccini anti Covid-19 sono iniziati nella primavera 2020. Sono durati pochi mesi rispetto ai tempi abituali, ma hanno visto la partecipazione di un numero di persone dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrarne efficacia e sicurezza. Non è stata saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino: i tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche già condotte da molti anni sui vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi sono completati. Inoltre la scienza ha sfruttato l’esperienza della prima epidemia di Sars. Nel 2003 fu messo a punto un vaccino, mai usato perché quel coronavirus si è estinto. Queste misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione.

 

Per la prima volta si sono sviluppati più candidati pre-clinici, situazione che in passato e per altri vaccini può richiedere anni. “Se non si hanno tanti fondi si sviluppa un candidato per volta, e si sperimenta uno dopo l’altro: qui invece è avvenuto tutto in simultanea. Sono stati poi assoldati valutatori esperti, hanno lavorato giorno e notte” e compresso in 15 giorni un lavoro che normalmente dura 6-8 mesi, ha spiegato a Quotidiano Sanità Paolo Bonanni, il direttore della Scuola di specializzazione di Igiene e Malattie preventive dell'Università di Firenze e consulente dell’Ecdc a Stoccolma. 

 

  • Melius 1

@Schelefetris é subito sotto quello della presunta mink. delle cavie. E qui si legge che in Piemonte addirittura quasi la metà degli operatori sanitari non vorrebbero farsi vaccinare.https://www.7network.it/2021/06/24/stato-di-emergenza-e-obbligo-vaccinale-la-fisi-sciopero-il-30-giugno-cadono-tutte-le-tesi-del-governo/

Dove lavoro io, RSA struttura sanitaria privata circa l'80 per cento degli operatori si è vaccinato, poi quando sono giunte alcune voci su eventuali provvedimenti per i non vaccinati siamo saliti al 100/100

@enzo966 Se non si vaccinano è forse perchè al momento circola poco. Non tutti i sanitari sono a contatto con malati di covid. Non mi spiego diversamente un rifiuto da parte dei quasi la metà dei sanitari.




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