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Consigli su corsi di studio che offrono buone possibilità lavorative


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Non credo che ci sia piu’ il pregiudizio per chi lavora la terra, perche’ e’ chiaro a tutti che oggi non si tratta di zappare ma di fare l’imprenditore agricolo.

Deve piacere pero’. Per me sarebbe una rottura di palle preferisco fare l’assaggiatore.

Ho letto poi che un ettaro di noccioleto rende a pieno regime circa 6000 euro al lordo di costi e tasse.

Quindi per essere attrattiva questa iniziativa di ettari ne servono almeno 40 sperando che non ci sia un incendio provocato da una mina della nato, seguito dalla invasione delle cavallette al termine di un lockdown per la ennesima variante omicron

Fabio Cottatellucci
7 ore fa, Guru ha scritto:

"Se non hai voglia di studiare ti prendo un fondo e fai l'agricoltore". Io la vedevo come una minaccia, invece "maturando" ho capito che lui me lo proponeva come alternativa niente affatto male.


Io spesso cito il seguente esempio.

Un cugino mio coetaneo fece i primi due anni di astrofisica qui a Roma, in corso e con ottimi voti.

Però la sua passione era la campagna; cambiò facoltà e si iscrisse ad Agraria (credo non qui a Roma, mi sembra che all'epoca non ci fosse, penso che si iscrisse a Viterbo). Sbigottimento generale per la scelta.

Si laureò brillantemente in agraria e, con un amico, mise a frutto entrambi i corsi di studio e mise su una piccola società di consulenza che prendeva in affitto tempo-satellite per eseguire rilevazioni e seguenti studi agronomici su richiesta di clienti. 

La società è andata bene, da qualche anno si è comprato una fattoria nell'alto Lazio e finalmente fa l'agricoltore full time.
 

Guardando all’esperienza di mio figlio, dei suoi amici e dei figli dei conoscenti, i più brillanti hanno percorsi di studio e di lavoro all’estero, ed hanno raggiunto rapidamente una posizione ed un reddito non comparabile con i coetanei rimasti in Italia. Questo ha un prezzo, sia per i ragazzi che per le famiglie, non solo in termini economici, ma il sapersi gestire in un ambiente internazionale, la conoscenza approfondita delle lingue, e la sprovincializzazione  sono un grande valore aggiunto.

  • Melius 1
16 ore fa, Panurge ha scritto:

Fossero tre ettari di vigneto, almeno alla peggio uno si beve il raccolto ed è contento lo stesso. 

Zitto te 😃 che un ettaro lì dalle tue parti costa come un super attico a Milano o a Roma. Per tornare a bomba e rispondere in qualche modo a Maria Teresa prendo a riferimento quanto ascoltato stamattina in radio dove è passata la notizia che i musei hanno visto un incremento di visitatori pari a più del 30% nella fascia dai 16 ai 25 anni dopo che la Ferragni si è fatta fotografare agli Uffizi, io sono sempre stato dell'idea che noi italiani ci si pianga troppo addosso e siamo sempre pronti, noi che abbiamo passato gli anta, a denigrare  in special modo soprattutto i giovani, certo che le mie convinzioni vengono poi messe a dura prova da notizie come queste, ma che giovani sono quelli che hanno bisogno di un Influencer da 20 milioni di seguaci per visitare un museo? 

briandinazareth
6 minuti fa, Panurge ha scritto:

robetta rispetto ai 20 milioni ettaro della Borgogna top.

 

fra un paio di settimane sarò da quelle parti... ho un amico che ha una piccola cantina (però ereditata). in effetti non ha bisogno di produrre molto per avere un reddito importante. 

 

@briandinazareth nessuno vende, il solito megamiliardario del lusso è riuscito a comprare 7 ettari da un 85enne senza eredi, 240 milioni. Mi dicono però che è un territorio poco amichevole verso i visitatori, cantine piccole e contadini malmostosi, molto meglio la zona dei bordeaux (anche come prezzi oramai)

briandinazareth
3 minuti fa, Panurge ha scritto:

Mi dicono però che è un territorio poco amichevole verso i visitatori, cantine piccole e contadini malmostosi, molto meglio la zona dei bordeaux.

 

sono d'accordo, nella zona del bordeaux sono più aperti e più simpatici con i turisti del vino, in borgogna e jura sono più "liguri" 😂

però quella malmostosità ha pure un suo fascino, poi in generale io preferisco i vini della borgogna e dello jura ai bordolesi. 

 

4 minuti fa, Panurge ha scritto:

(anche come prezzi oramai)

Appunto e su questo ci sarebbe da ragionarci su. Se vai a visitare una cantina francese e non è vero che i contadini lì non siano malmostosi, ti raccontano che noi italiani abbiamo la fissa del vino francese caro come il chinino, non è vero e te lo dimostrano, ho comprato ad esempio (tanto per citare il più famoso vino francese) nella zona di Urville dell'ottimo champagne pagato meno del nostro prosecco o franciacorta.  

6 ore fa, ninomau ha scritto:

Guardando all’esperienza di mio figlio, dei suoi amici e dei figli dei conoscenti, i più brillanti hanno percorsi di studio e di lavoro all’estero, ed hanno raggiunto rapidamente una posizione ed un reddito non comparabile con i coetanei rimasti in Italia. Questo ha un prezzo, sia per i ragazzi che per le famiglie, non solo in termini economici, ma il sapersi gestire in un ambiente internazionale, la conoscenza approfondita delle lingue, e la sprovincializzazione  sono un grande valore aggiunto.

direi perfetto. Soprattutto la seconda parte.

Sono attitudini da coltivare sin da ragazzini pianificando con criterio la formazione. 
Si studi quel che si vuole per il mestiere o la professione che si preferisce ma ci si formi nel contempo ad essere adeguati in ogni contesto europeo: lingue e soggiorni studio (seri) all’estero dove abituarsi ai contesti multilingue e multi-nazionalità.

Conosco babbi e mamme che ancora tentano di pianificare il futuro lavorativo dei figli in maniera che stiano il più vicini possibile alla casa familiare. 

Persino chi fa i mestieri più richiesti anche in Italia se segue questo approccio ha solo vantaggi.. avrei diversi casi da citare.

Questo a medio lungo termine porta anche ad una spinta al cambiamento interno all’italia delle sensibilità e delle aspettative dei cittadini. In meglio naturalmente.

20 minuti fa, Jack ha scritto:

Si studi quel che si vuole per il mestiere o la professione che si preferisce ma ci si formi nel contempo ad essere adeguati in ogni contesto europeo: lingue e soggiorni studio (seri) all’estero dove abituarsi ai contesti multilingue e multi-nazionalità.

Poi torni alla realtà e ti imbatti in queste notizie: " La Gran Bretagna dice che i nostri studenti non appartengono al High Potenzial Individual e che, quindi, i loro titoli di studio non valgono per andare a lavorare in Inghilterra. Bocciati anche i professori" 

Hanno tolto qualsiasi agevolazione agli studenti italiani, ma si può essere così, così, così, non mi viene il termine, ah ecco  si inglesi, di quelli che hanno votato la Brexit. 




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