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Consigli su corsi di studio che offrono buone possibilità lavorative


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@ferrocsm e vabbeh, ‘azzi loro degli inglesi se non vogliono gli italiani*.

Io comunque non mi riferisco al numericamente miserrimo gruppo di scenziati che vanno all’estero. Ci sono infinite professioni applicative e mestieri in tutto il mondo dove l’estro e le abilità italiane se ben sposate alla capacità di stare in contesti multi nazionalità sono molto apprezzate. È questa seconda parte che è, a mio avviso, lo scoglio da far superare alle famiglie… poi dipende da cosa uno vuole fare e cosa apprezza avere nel proprio stile di vita.

Non c’è una regola, io parlo per le mie sensibilità e scala di valori.

*sarebbe bene anche provare anche a capire - qualcuno nelle università dovrebbe farlo - se si tratta di misero protezionismo o se davvero la situazione è si non High Potential Individual… io di certo non lo

briandinazareth
24 minuti fa, ferrocsm ha scritto:

Poi torni alla realtà e ti imbatti in queste notizie: " La Gran Bretagna dice che i nostri studenti non appartengono al High Potenzial Individual e che, quindi, i loro titoli di studio non valgono per andare a lavorare in Inghilterra. Bocciati anche i professori" 

Hanno tolto qualsiasi agevolazione agli studenti italiani, ma si può essere così, così, così, non mi viene il termine, ah ecco  si inglesi, di quelli che hanno votato la Brexit. 

 

molta della campagna sulla brexit è stata fatta proprio contro gli italiani (assieme ai polacchi e simili)...

non stupisce.

23 minuti fa, Jack ha scritto:

o se davvero la situazione è si non High Potential Individual

Ma davvero davvero tu pensi che un ragazzo o una ragazza che esca ad esempio dalla Normale, dalla Bocconi, dal Politecnico non siano High Potential Individual? Certo che te se c'è da dare addosso all'Italia stai sempre in prima fila me pari un inglese, e che ti avremo mai fatto noi italiani? 

@ferrocsm oh io ho detto il contrario eh!
se non è scemo protezionismo quello inglese bisognerebbe che le uni italiane andassero a capire come mai in uk si percepisce questo che è ovviamente una stronzata. 

Con tutti i pregiudizi che alzi verso di me non riesci manco a capire quello che uno scrive!
ma ti sembra il modo ostia

Fabio Cottatellucci
7 ore fa, ninomau ha scritto:

Guardando all’esperienza di mio figlio, dei suoi amici e dei figli dei conoscenti, i più brillanti hanno percorsi di studio e di lavoro all’estero, ed hanno raggiunto rapidamente una posizione ed un reddito non comparabile con i coetanei rimasti in Italia.

Quello degli expatriate è un mondo che conosco bene... attenzione al fatto che gli stipendi di ingresso all'estero sono più alti dei nostri (come pure i costi della vita) e che, soprattutto, il lavoro ha più contenuto che da noi.
Poi però, dopo pochi anni, ti scontri col fatto che se non sei un indigeno più avanti di tanto non vai, e che in Italia non è sempre facile rivendere competenza acquisite all'estero, quantomeno per gelosie varie. 

15 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:

Poi però, dopo pochi anni, ti scontri col fatto che se non sei un indigeno più avanti di tanto non vai

questo non è vero, scusami. Né a livello di alta dirigenza né nel management di linea. Spesso è l’alibi che ci si crea per non ammettere di essere arrivati al proprio livello adeguato. La mia esperienza mi dice questo. Conosco poco solo quel che succede in UK ma nella mitteleuropa proprio non esiste.

Anche in Uk. L’attuale primario di cardiologia del San Camillo a Roma, il fuoriclasse che ha operato Napolitano a 94 anni, e’ stato a lungo primario in una struttura britannica in gioventu’.

Colao ha raggiunto i vertici di Vodafone, e tantissimi altri.

Deve piacere il presepe ed essere convinti che la vita duri 300 anni

@mozarteum e vedi, c’è sempre vento per il marinaio di talento che sa dove andare.

Ma son piene le navi anche di marinai comuni (non so come si dica) che le fanno volare sull’acqua senza essere ammiragli. 

Siamo un po’ OT rispetto al 3ad ma ribadisco che oltre al mestiere/professione oggi conta molto il saper stare in contesti sociali ampi e di varia cultura.

Ció che accadeva, 30 anni fa, in una provincia oggi accade in un’area intera dell’europa… il raggio sono le solite due ore di distanza… solo che prima erano di autobus, oggi di aereo e non vale solo per il lavoro. É un fatto di vita proprio.

1 ora fa, ferrocsm ha scritto:

La Gran Bretagna dice che i nostri studenti non appartengono al High Potenzial Individual e che, quindi, i loro titoli di studio non valgono per andare a lavorare in Inghilterra

non è esattamente così, qui è spiegato abbastanza bene:

https://tg24.sky.it/mondo/2022/05/17/uk-universita-italiane-lista-atenei-eccellenti-brexit

si tratta di una corsia agevolata per chi è laureato nei primi 37 atenei mondiali secondo le solite graduatorie che vedono ai primi posti quasi esclusivamente università del mondo anglosassone. Agli italiani (e a quasi tutti gli europei) resta la corsia standard (cioè devi avere già uno sponsor che ti da un lavoro)

Fabio Cottatellucci
23 minuti fa, Jack ha scritto:

questo non è vero, scusami. Né a livello di alta dirigenza né nel management di linea.

 

21 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Anche in Uk. L’attuale primario di cardiologia del San Camillo a Roma, il fuoriclasse che ha operato Napolitano a 94 anni, e’ stato a lungo primario in una struttura britannica in gioventu’


Parliamo di pochissimi esempi.
Anche Cavalli Forza ha insegnato vent'anni in America.
Se guardate un numero elevato di persone con lauree molto buone, è come vi dico io (a meno che non si mettano in proprio). 




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